NOTIZIEPAVIA - 22 APRILE: PAPA BENEDETTO XVI IN VISITA A PAVIA E VIGEVANO - RIFLESSIONI

L'imminente visita pastorale di Benedetto XVI nella nostra provincia e, segnatamente, nelle due diocesi di Pavia e Vigevano, ci sollecita ad alcune riflessioni che spaziano dal dettaglio dell'affanno organizzativo che "in loco" si agita intorno all'evento, fino al più ampio respiro dei contenuti dell'attuale dibattito sulla laicità e i rapporti Stato-Chiesa. Cerchiamo, comunque, con questo intervento, di mettere un po' d'ordine nella ridda di "pensieri in libertà" che, come anelli di una catena, si sono via via susseguiti nella nostra mente, per lo più al di fuori da quella precisa sequenza logica che l'esposizione scritta alla quale ci accingiamo, invece, necessariamente richiede.
Procedendo dal particolare al generale, dapprima immaginiamo le folle in "semi-delirio" che, inevitabilmente, e scontatamente, gremiranno le piazze interessate, debitamente allestite dalle nostre benemerite Amministrazioni locali. Lo scenario è, già di per sé, surreale: tra imponenti servizi di sicurezza, più o meno vaste masse di fedeli entusiasti si concentreranno nei centri storici di antiche città per quanto possibile tirate a lucido per l'occasione. Ben venga, soprattutto per il "restyling" urbano... In fondo, l'immagine dell'invettiva evangelica contro i "sepolcri imbiancati" non riguardava certo gli immobili, sulla cui manutenzione nulla quaestio, ma gli uomini. E, dunque, senza allusioni, ma per indubbia associazione mentale, ci appaiono le figure delle Autorità in fascia tricolore pronte ad occupare i posti in prima fila: mani spellate e dichiarazioni ispirate segneranno nei commenti le eterne parole del Vicario di Cristo in terra. Prevedibilmente, "niente di nuovo sotto il sole", come dice la Scrittura: né nelle parole del Pontefice, né nell'atteggiamento dell'auditorium nostrano.
Spontaneo chiedersi, allora, quale sia la necessità di queste visite papali: la verità, unica e immutabile, è ormai nota, ancorché richieda di essere ribadita in ogni tempo e in ogni luogo. A quanto ci risulta, infatti, la sede di Pietro è Roma e dal quel centro si è sempre irradiata la luce di verità. "Roma locuta", recita un'antica espressione, e tanto può bastare all'orbe cattolico. Forse allora queste visite hanno la sola utilità di offrire l'occasione a qualche esponente politico locale - un po' di gloria anche sul tanto decantato "territorio" - di chiosare o premettere che, comunque, al di là dell'alto valore morale delle esortazioni apostoliche, resta salvo il dovere di preservare la laicità dello Stato. Già. Come fanno abitualmente i saggi "cattolici adulti", secondo l'improbabile definizione autoreferenziale coniata dall'attuale Presidente del Consiglio. Insomma, cose da cattolici che, "cresciuti" a modo loro, di cattolico, nella quotidiana azione sociale e istituzionale, esprimono ben poco. Esempio e controprova ne è il tenore dell'attuale dibattito sui "Dico" e i cosiddetti "diritti civili", in realtà inquietante segnale del livello di degrado in cui sta precipitando la nostra società. Al riguardo, sedicenti "cattolici democratici" si fanno lecito di tacitare la Chiesa che - a loro dire - agirebbe per conculcare diritti di libertà innati e irrinunciabili. Ma non è forse, questo, lo stravolgimento della realtà? Davvero è la Chiesa a voler imporre un modello di famiglia e di società estraneo all'essenza dell'indole umana? A noi, sommessamente, pare proprio il contrario. Basta conoscere il pensiero cristiano per riscontrarvi la piena aderenza al principio di realtà. Invero, la Chiesa indica la strada da seguire perché, dalla divina Rivelazione, ha appreso la vera natura dell'uomo e la via per la sua piena realizzazione. E non è un caso, ma la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, quale luogo di crescita ed educazione della prole non è un'idea religiosa, bensì un istituto di diritto naturale, che perfino la nostra Costituzione repubblicana non ha potuto che recepire come tale. La battaglia che, dunque, anche da queste pagine web viene condotta a sua difesa, solo "occasionalmente" si interseca, ma non si identifica per nulla, con una "crociata religiosa", essendo, al contrario, espressione di impegno civile ed autentica "laicità". Laica, infatti, è una concezione dell'uomo che muove, anzitutto, dalla considerazione di ciò che esso realmente è, e di quelle che sono le sue esigenze naturali, individuali e sociali. Per questo, a partire dalla lotta contro i "Dico", anche nell'apertura alle alleanze tattiche del caso, si dovrà cogliere l'occasione per affermare chiaramente il carattere laico e disinteressatamente aconfessionale di ogni nostra iniziativa.

di Marco Rossini.

Nella fotografia, l'imponente palco allestito per la messa del Papa presso gli Orti Borromaici, ad oggi ancora in costruzione.


Inserito da GFA il 12-IV-2007 - Fonte: Pavia Tricolore