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NOTIZIEPAVIA
- SKINHEADS, LA VICENDA VA A STRASBURGO - UN EURODEPUTATO CHIEDE
MAGGIORE EQUITÀ «QUESTI
RAGAZZI HANNO GIÀ PAGATO ABBASTANZA» |
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PAVIA
- La vicenda degli skinheads pavesi che hanno avuto misure cautelari in seguito all'assalto del
"Barattolo" è destinata ad arrivare a Strasburgo. Questo, almeno, è quanto ha anticipato ieri Sergio
Berlato, parlamentare europeo eletto nelle liste di Alleanza
Nazionale. Durante una conferenza stampa, alla Sala dell'Annunciata, l'eurodeputato ha parlato di legge «applicata in maniera più rigida nei confronti di alcuni» e ha preannunciato che chiederà che i naziskin possano essere messi in condizione di godere «di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino».
La conferenza stampa è stata aperta da Marco Rossella, dell'associazione Veneto
Fronte Skinheads. Rossella ha ribadito che, in occasione degli incidenti al
CSOA Barattolo, lui e altri skins vi si erano recati per «interrompere in modo non violento» una assemblea che vedeva come relatore Saverio Ferrari. Ha ricordato come, dopo gli scontri, alcuni ragazzi siano stati raggiunti da «provvedimenti liberticidi». In particolare, per due è stato disposto l'obbligo di dimora, con divieto di uscire dai confini del Comune di Pavia e divieto di uscire di casa, la sera, dalle 21 alle 6; per altri quattro, non residenti in città, è scattato invece il foglio di via con il divieto a rientrare nei confini cittadini.
La parola è poi passata ad Andrea Miglioranzi, dirigente nazionale dell'Associazione per il
Diritto e la Giustizia Enzo Tortora, sodalizio che, pur riprendendo il nome di un giornalista vittima di un clamoroso errore giudiziario, non ha nulla a che vedere con la
Fondazione Enzo Tortora. «In primavera - ha riferito Miglioranzi - siamo stati contattati dalle famiglie dei ragazzi coinvolti. Noi ci occupiamo di
"malagiustizia" e abbiamo creato un osservatorio sull'operato di una certa magistratura. Nostro scopo è anche quello di dare un contributo alla riforma della giustizia. In questo caso chiediamo alla magistratura di vagliare attentamente la posizione dei ragazzi. Noi ci schieriamo a priori per la libertà di espressione e ci sembra che i provvedimenti si stiano prolungando un po' troppo».
Sergio Berlato, europarlamentare per Alleanza Nazionale, ha aggiunto: «Io ho grande rispetto per la magistratura, ma è importante creare le condizioni perché non si applichi la legge in maniera più rigida nei confronti solo di alcuni. Non voglio entrare nel merito del caso, credo che questi ragazzi abbiano pagato abbastanza. Nella mia veste di deputato del parlamento europeo non ho intenzione di rimanere inerte, neanche per ragazzi di altri schieramenti. Nei prossimi giorni chiederò che i ragazzi possano essere messi in condizione di godere di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino italiano. Al di là degli eventuali errori commessi in una vicenda caratterizzata da grande tensione, e nella quale era facile cadere in provocazioni o trappole artatamente confezionate, è importante che la giustizia non funzioni a senso unico, ma a garanzia di tutti i cittadini». In piazza Petrarca, a presidio della conferenza stampa, un nutrito schieramento di poliziotti e carabinieri, sia in divisa che in borghese. |
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| Inserito
da DDS
il 8-VIII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- FORZA NUOVA, FESTA E POLEMICHE |
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OTTOBIANO
(PAVIA) - C'è salamella e salamella: se la abbrustolisce una pro loco ci si limita a mangiarla, se ad imbandirla è Forza Nuova monta la polemica. Polemica
tutt'altro che balneare attorno alla "festa nazional-popolare" programmata dal gruppo di estrema destra per il week-end.
Mentre le salamelle di Forza Nuova sono ancora in frigo ad attendere il loro destino sulla griglia, Ottobiano è già invasa di volantini firmati dal Comitato
Unitario Antifascista, dai Centri Sociali "Barattolo" di Pavia e "la Sede" di Vigevano, da Rifondazione e dai Verdi. «Basta con la presenza e le provocazioni fasciste nella nostra provincia, no al raduno di
Ottobiano»: l'intestazione basta a dare un'idea del livello della polemica. Ad aggiungere brace, anche la presenza annunciata di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, atteso più per un happening popolare che per un intervento politico.
Anche il luogo scelto per la festa, tuttavia, alimenta la polemica: «Non crediamo - prosegue il volantino - che Ottobiano e la Lomellina, in passato teatro di lotte bracciantili per la giustizia sociale, la libertà e la democrazia, possano passare sotto silenzio tutto ciò». Il raduno di una forza politica che si rifà
all'esperienza fascista, in altre parole, stride secondo il
Comitato Antifascista e gli altri firmatari con la storia sociale di un territorio che ha visto scontri duri proprio alla nascita del
Fascismo. Per questo, una stoccata è riservata anche all'amministrazione comunale di
Ottobiano, che ha concesso lo spazio per la festa, nel cortile delle scuole: «Non si difenda la giunta di Ottobiano dicendo che si è democratici se si concedono spazi anche ai neofascisti. La
costituzione repubblicana parla chiaro e vieta la "ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto
Partito Nazionale Fascista».
E la giunta? Che dice? «C'è poco da dire - commenta il sindaco Pierangelo Cecchetto - Forza Nuova ha richiesto lo spazio a fianco delle scuole per una festa, come del resto aveva fatto l'anno scorso e l'anno precedente, e il
comune lo ha concesso. Mancano ancora un paio di documenti da parte
dell'ASL, ma non penso ci saranno problemi. La richiesta, del resto, parla di festa gastronomica e popolare». Anzi, festa "nazional-popolare": «È questo che vuol essere la nostra iniziativa. - spiegano Luca Battista e l'addetto stampa di Forza Nuova Marco Carucci
- Non si tratta di una iniziativa puramente politica, ma semplicemente di una festa, un'occasione per avvicinare la gente e parlare di valori e tradizioni. Lo scopo è quello riunire persone in un'occasione di svago che non è puramente politica ma che si rifà a valori ben determinati. Gente che, visto il successo delle due edizioni precedenti della festa, sembra gradire.
Fascismo? Tra i nostri riferimenti c'è anche quello, ma è
solo l'ultimo in ordine di tempo: la nostra è una storia
complessa che parte addirittura dalla Vandea, dalla reazione
al giacobinismo all'indomani della Rivoluzione Francese». E le
polemiche, allora? «Forse nascono dal fatto che ci sarà anche il nostro segretario nazionale Roberto Fiore. Ma la sua è una presenza in amicizia,
non ci saranno comizi. Le polemiche, poi, paiono strumentali: a sinistra non accettano che si tolga loro visibilità». |
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| Inserito
da DDS
il 31-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- OCCUPAZIONE, L'ULIVO ORA INSORGE - «FORZA
NUOVA HA REFERENTI LOCALI?», MARCO PODINI SOTTO ACCUSA - S.
MARTINO, «SULL'EX-ASILO
PROGETTI BLOCCATI» |
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SAN MARTINO SICCOMARIO
(PAVIA) - «Episodi di questo genere nella storia democratica e repubblicana del nostro paese non si ricordano a memoria d'uomo». Il gruppo consiliare «San Martino per l'Ulivo» prende posizione in merito ai fatti avvenuti nella notte tra il 25 e il 26 luglio quando un gruppo di ragazzi di Forza Nuova ha occupato l'ex centro
AUSER. Da parte della sinistra viene espressa forte preoccupazione per quanto successo ma al tempo stesso si alza la critica verso l'azione del vicesindaco ritenuto troppo conciliante. Il primo timore espresso dall'Ulivo è che a San Martino ci siano referenti locali del gruppo di destra. «Le dichiarazioni dell'addetto stampa regionale di Forza Nuova, che parla di una ricerca effettuata degli immobili ex
AUSER - dicono i consiglieri Chiodini, Fiamberti e Ciani - ci lasciano sbigottiti sia perché ci sembra improbabile, sia perché a formularle è un esponente di primo piano di tale organizzazione. Questo presuppone che tali personaggi abbiano referenti locali? La cosa ci insospettisce e ci preoccupa. Non si viene da Milano a San Martino così per caso». Altro nodo da sciogliere il comportamento del vicesindaco: «Riteniamo insufficiente la posizione da lui assunta - è il parere dell'Ulivo -, pur apprezzandone alcuni passaggi formali. Ma il problema è politico. Chiediamo che nel primo consiglio comunale utile si voti un ordine del giorno di condanna di tali organizzazioni e a difesa delle istituzioni repubblicane dei valori della Costituzione e dell'antifascismo». [...] In chiusura del suo intervento il gruppo dell'Ulivo ricorda che i locali dell'ex
AUSER «sono rimasti vuoti, quindi a disposizione per eventuali atti illeciti, perché l'amministrazione ha insabbiato il progetto di realizzazione di un
CSE promosso dalla precedente giunta e verso il quale c'era un impegno espresso dal consiglio comunale attuale di essere portato a compimento e che ora è stato abbandonato». |
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| Inserito
da DDS
il 30-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- L'ESTREMA DESTRA CONTRO IL VICE SINDACO - DOPO LA TENTATA
OCCUPAZIONE, ACCUSE ALL'AMMINISTRATORE DI AN |
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SAN MARTINO
SICCOMARIO (PAVIA) - Il tentativo di occupazione di un
ex-asilo compiuto tra venerdì e sabato a San Martino da
militanti della destra radicale ha uno strascico polemico. I
neofascisti criticano il vice sindaco Marco Podini, di
Alleanza Nazionale. L'amministratore, con il suo
atteggiamento intransigente, viene ritenuto unico
responsabile delle denunce e delle diffide a carico dei
componenti del "Progetto Nido". E avvertono che il
loro giudizio verrà espresso nelle urne alle prossime
comunali.
«Alle prossime elezioni - recita un comunicato siglato dal comitato
"Progetto Nido" - l'area giovanile ed associativa
nazional-popolare saprà ben discriminare le richieste di
voto che "precise" giungono ad ogni tornata
elettorale, ed è sicuro che chi avrà il Podini tra le sue
liste difficilmente avrà la nostra simpatia».
Nel documento il comitato di occupazione "Progetto
Nido", il "Centro Orientamenti e Tradizione",
l'associazione culturale "Arcangelo Michele",
"Italica Sport e Avventura" e la segreteria
regionale di Forza Nuova spiegano in cosa sarebbe dovuto
consistere il progetto di una "casa sociale". «I
promotori l'occupazione volevano cambiare la logica e
l'estetica della concessione degli spazi cui hanno abituato
le organizzazioni della sinistra extraparlamentare,
introducendo concetti preziosi come collaborazione,
identificazione degli spazi, sussidiarietà, coinvolgimento
dei privati, richiesta di un regolamento comunale che
disciplinasse l'occupazione, identificazione personale dei
responsabili e diretto coinvolgimento nella custodia e
tutela degli spazi assegnati».
I ragazzi della "gioventù nazional-popolare"
aggiungono che «il Progetto Nido non è morto» e che «le
associazioni aderenti al Progetto Nido non si piegheranno
alle logiche di occupazione degli spazi di matrice
comunista. Non vorranno mai creare luoghi di cultura
marxista, drogaiola ed anti-tradizionale... Anche se ben
sanno che proprio questa matrice di totale dissoluzione dei
giovani piace molto ai burattinai del potere, che nel gioco
delle parti fanno prima i duri e poi, regolarmente,
concedono ai figli dei figli del '68 gli spazi».
L'attività degli estremisti di destra, dunque, prosegue. A
partire da venerdì sera, Forza Nuova terrà una festa
popolare ad Ottobiano, con l'intervento del segretario
nazionale Roberto Fiore. |
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| Inserito
da GFA
il 30-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- MA LE OCCUPAZIONI DELLA SINISTRA SONO TOLLERATE |
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SAN MARTINO SICCOMARIO
(PAVIA) - «Questa è l'ennesima dimostrazione che si adottano due pesi e due misure», commenta Diego Di Sopra, mentre i poliziotti lo fanno salire su un pulmino per portarlo in questura.
E Marco Carucci,
addetto stampa di Forza Nuova per la Lombardia, spiega così
l'occupazione: «Nei giorni scorsi ci siamo rivolti in via informale alle autorità locali per sapere se vi fossero locali disponibili al fine di creare una realtà associativa. Ci hanno risposto che questi spazi non c'erano. Dopo un'indagine abbiamo individuato lo stabile di via Trieste e altri spazi abbandonati di proprietà del comune. [...]
Volevamo creare una ONLUS che raccogliesse varie associazioni tra le quali il "Centro Orientamenti e Tradizione" al quale
appartiene il vice sindaco Podini. I locali dell'ex-asilo,
quando siamo arrivati, erano aperti. I lucchetti li abbiamo
messi noi, perché dovevamo trascorrervi la nottata tra
venerdì e sabato. Dentro c'erano lattine vuote,
preservativi e immondizia. Abbiamo pulito tutto, per cui
respingiamo l'accusa di avere provocato danneggiamenti. [...]
Non c'è stata alcuna trattativa. Il
vice sindaco ha fatto intervenire polizia e carabinieri. [...]».
Sopra, le immagini dello sgombero ordinato dal vice sindaco
Marco Podini (AN), con l'intervento di polizia e carabinieri.

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| Inserito
da DDS
il 27-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- EX-ASILO OCCUPATO, AN FA SGOMBERARE - ESTREMISTI DI DESTRA
SGOMBERATI E DENUNCIATI - S. MARTINO (PAVIA): VOLEVANO DAR VITA
A UNA «CASA
SOCIALE» |
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SAN MARTINO SICCOMARIO
(PAVIA) - Hanno occupato un ex asilo, reclamando spazi sociali, e sono stati denunciati. La notizia non sarebbe di quelle clamorose se
non fosse che l'occupazione è stata fatta da 12 persone legate alla destra radicale.
È la prima volta che accade in provincia. Ieri mattina, a San Martino, polizia e carabinieri
sono dovuti intervenire per sgomberare i militanti. Portati in
questura, sono stati denunciati per invasione di edifici pubblici, danneggiamenti e resistenza a pubblico
ufficiale. Oltre ad essere stati diffidati dal tornare a Pavia o a San Martino per 3 anni.
Gli estremisti di destra erano andati in Comune a chiedere la concessione dei locali,
che però il vicesindaco Marco Podini (AN) ha rifiutato. [...]

Sopra, da sinistra: il volantino con il quale gli
occupanti presentavano le proprie iniziative alla
cittadinanza. - Due scatti degli ingressi dell'edificio
come si presentavano prima dell'occupazione: aperti ed
in precarie condizioni.
Sotto: due scatti degli interni prima dell'occupazione.
L'edificio versava in uno stato di palese abbandono,
locali sporchi (siringhe, preservativi, immondizia,
vetri rotti) ed intonaci parzialmente compromessi.
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Inserito
da DDS
il 27-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- CENTRO BLINDATO PER GLI SKIN IN PIAZZA |
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PAVIA
- […] I militanti del «Veneto
Fronte Skinheads», arrivano puntuali alle 17. Sbucano da corso Carlo Alberto con le bandiere nere. Si piantano in piazza Italia, giusto di fronte all'amministrazione provinciale, e srotolano lo striscione con la scritta «due pesi, due misure». Ce l'hanno con la
magistratura che, dopo i disordini del 28 marzo davanti al Barattolo, ha denunciato 11
"camerati" accusandoli di avere assaltato la struttura. Iniziano a volantinare, un gruppo di ragazzini li sta a guardare e aspetta. […]
«Non ci sono state né marcette fasciste, né passo dell'oca - commenta Marco Rossella, skin pavese - la nostra risposta alle parole di quanti frequentano il Barattolo la diamo nei fatti, manifestando pacificamente». Manuel Negri, anche lui con indosso maglietta nera orlata con il tricolore, aggiunge: «Manifestiamo contro l'utilizzo, da parte di certe procure, della giustizia a fini politici».
Formula già sentita. Ma di fronte all'accusa di rifarsi direttamente all'ideologia nazista e fascista, di fronte al blocco che impedisce qualsiasi dialogo con gli antagonisti, cosa replicano gli skin? «Il prefisso "nazi" fa molto comodo a livello massmediatico. - risponde Negri - Diciamo che il fascismo e il nazionalsocialismo lo vediamo più vicino a noi, come proiezione storica di valori bimillenari che partono da Roma antica e passano da Sparta. Alcuni postulati che nazionalsocialismo e fascismo ci hanno tramandato sono ancora validi». Quali? «Quelli riassumibili in Dio, Patria, Famiglia», interviene Paolo
Motta. […]
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Inserito
da DDS
il 18-V-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- BARATTOLO, ADESSO PARLANO GLI SKIN - «DUE
PESI E DUE MISURE: ANCHE NOI SIAMO STATI AGGREDITI QUELLA SERA» |
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PAVIA
- «Al Barattolo volevamo solo manifestare il nostro dissenso alla presenza di
Saverio Ferrari. Tanto è vero che eravamo "armati" solo di fischietti. Ma loro ci
aspettavano brandendo bastoni, catene e sedie». Questa versione dei disordini
verificatisi la sera del 28 marzo scorso in via dei Mille è stata resa ieri pomeriggio
dall'Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads nel corso di una conferenza
stampa al Pub "328" di via Breventano. Oltre a Marco Rossella, portavoce pavese degli
skins, c'era anche Marco Carucci, addetto stampa di Forza Nuova in Lombardia. Ieri gli
skinheads avrebbero dovuto svolgere anche una manifestazione in Piazza della Vittoria,
ma il Questore ha negato il permesso.
Dopo l'adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di sei militanti, gli skinheads
vogliono replicare. Prima lo fanno con un comunicato stampa: «Nonostante le
dichiarazioni rilasciate dal questore Gianni Calesini, il quale afferma che "il discorso
politico non ci interessa", replichiamo che certe azioni repressive, adottate attraverso
due pesi e due misure (chi si diletta a distruggere intere città non subisce tanto
accanimento), vengono solo e sempre utilizzate per criminalizzare una precisa area
politica». Poi, nel corso della conferenza stampa, Marco Rossella aggiunge: «La
mattina del 28 marzo sapemmo dalla stampa che Saverio Ferrari sarebbe tornato a
parlare a Pavia. Ferrari negli anni '70 ebbe a che fare con il "covo" di viale Bligny, a
Milano, dove venivano schedati i giovani militanti di destra. Un individuo simile non ha il
diritto di venire a tenere lezioni di democrazia a Pavia. Così decidemmo di partecipare
alla serata per esprimere il nostro dissenso. Portammo con noi solo dei fischietti. Le
due bombe carta delle quali si è parlato erano in realtà solo un "raudo" (un grosso
petardo, n.d.r.) che facemmo esplodere perché una protesta si deve far sentire.
Cercammo di entrare, ma all'interno ci aspettavano armati di bastoni, catene e sedie. Io
ero il primo; appena varcai il cancello lo chiusero e mi presi due bastonate in faccia.
Reagii e riuscii ad uscire. Richiusero il cancello e ci lanciarono dei sassi. Poi arrivò
l'auto e cercò di investire uno dei nostri. Reagimmo prendendola a calci, ma solo
perché aveva cercato di investirci. Non c'è stata alcuna azione militare, se avessimo
voluto assaltare il Barattolo non ci saremmo presentati disarmati. E lo eravamo, dal
momento che addosso a nessuno di noi la polizia ha rinvenuto delle armi».
Nocciolo della questione sembra essere Saverio Ferrari. Marco Carucci lo definisce «un cattivo
maestro ancora in circolazione». La manifestazione che avrebbe dovuto tenersi ieri è
stata vietata. Gli skins annunciano presidio per sabato 17 maggio, sempre in Piazza
Vittoria. |
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| Inserito
da DDS
il 11-V-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- UNA FIACCOLATA CONTRO IL NEOFASCISMO - AL RICORDO DI GHINAGLIA
ANCHE LA MADRE DEL RAGAZZO UCCISO A MILANO |
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PAVIA - Ha ancora senso, nel 2003, temere un rigurgito fascista? Il senso ce l'ha eccome, secondo le realtà pavesi che hanno dato vita all'Osservatorio
Antifascista, e che domani sera si apprestano non solo a commemorare la figura di Ferruccio Ghinaglia, ma anche a dare vita a un momento di riflessione su alcuni fatti successi di recente. Non è un caso che alla manifestazione interverrà Rosa Piro, la madre di Davide Cesare, il giovane ucciso a Milano da simpatizzanti dell'estrema destra. E ci sarà anche Antonino
"Alex" Alesi, l'operaio della Necchi Compressori che in quella stessa circostanza fu ferito gravemente. La serata inizierà con un raduno alle 21 in piazza della Vittoria, dalla quale partirà una fiaccolata che passando per Strada Nuova e il Ponte Coperto raggiungerà il piazzale del Borgo che è dedicato proprio a Ferruccio Ghinaglia, che fu «uno dei primi martiri del fascismo», come ha ricordato Umberto Massa della
CGIL. Oltre a Rosa Piro e Alesi ci saranno il sindaco Andrea Albergati e Tullio Montagna, ex-senatore e presidente del Comitato
Antifascista. Conclusione alle 23 al centro sociale il
Barattolo, con un concerto di gruppi locali e di Roberto Aglieri, e la presentazione della Biblioteca Ferruccio Ghinaglia. Per Massa il ritorno strisciante del fascismo «ha segnato un punto di svolta: si è passati dalle minacce all'omicidio». Massa ha ricordato gli assalti al Barattolo da parte dei neofascisti di Forza Nuova, ma anche altri episodi «che cominciano a essere numerosi» in vari centri della provincia. Per Massimo Nizzoli, segretario cittadino di Rifondazione
Comunista, i neofascisti «sono legati anche a forme di xenofobia e razzismo, e a Pavia hanno rapporti con esponenti della Lega». Nizzoli ha aggiunto che l'Osservatorio ha un pool di avvocati che seguirà gli aspetti legali di queste vicende: «È
inammissibile che dei ragazzi debbano avere paura di girare la sera». Riccardo Bernasconi, dei Corsari, aggiungendo che le minacce da parte di esponenti di Forza Nuova sono continue, ha spiegato che con la Biblioteca Ghinaglia si vuole «creare un info-point con materiale che altrimenti sarebbe stato difficilmente reperibile, risalente agli anni 60-70. Molte collezioni di giornali sono state donate da Umberto Respizzi». Per Sarah Giuseppetti e Francesca Nicola (sempre dei Corsari), il fascismo «non è solo una questione storica, ma un problema di stretta attualità: bisogna capire quello che sta succedendo».
Francesco Apeddu, dell'associazione "Pavia in serie A", invita le forze antifasciste a organizzarsi sul territorio perché gli esponenti dell'estrema destra «lo stanno facendo: allo stadio, tra i giovanissimi. Bisogna organizzare più appuntamenti nel corso dell'anno». Daniele Ottini, segretario della Sinistra
Giovanile, ha spiegato che l'Osservatorio è nato per dare una risposta «legalitaria, politica, democratica. Queste persone agiscono perché si sentono impunite. Diffondendo la cultura antifascista possiamo isolarli». |
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| Inserito
da DDS
il 23-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- I FATTI DEL 28 MARZO IN UN COMUNICATO UFFICIALE DEL
"COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA PER LA DIFESA DELLE
ISTITUZIONI REPUBBLICANE" |
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PAVIA
- Il "Comitato Unitario Antifascista per la Difesa delle
Istituzioni Repubblicane" ritorna, con un comunicato ufficiale, sui fatti di venerdì sera. «La sera del 28 marzo, poco dopo le 22, una trentina di fascisti, in evidente stato di sovreccitazione - sottolinea la nota -, hanno tentato l'assalto della sede del centro di aggregazione
"Il Barattolo" in via dei Mille a Pavia. L'intenzione della squadraccia era quella di impedire lo svolgimento di un dibattito in corso all'interno del centro sulle nuove destre, dibattito al quale partecipavano anche diversi esponenti delle forze politiche locali». «L'assalto - continua il comunicato -, nonostante dall'interno si sia prontamente chiuso il cancello d'accesso al cortile, è stato di una violenza inaudita: botte, insulti, saluti fascisti, cori e inviti provocatori allo scontro fisico, tentativi di scavalcare il muro di cinta. Le forze dell'ordine, accorse prontamente, ma in numero decisamente inadeguato, nel tentativo di frapporsi tra i fascisti e l'ingresso del centro sono state a loro volta fatte oggetto di insulti e violenze. Il tutto per almeno 30 minuti e senza che arrivassero adeguati rinforzi».
«Nel frattempo sopraggiungeva un'auto con una ragazza e un ragazzo del Barattolo che, riconosciuta dai teppisti neri, veniva circondata e attaccata senza che le forze dell'ordine fossero in grado di impedirlo. I vetri e la carrozzeria venivano spaccati a calci, gli occupanti aggrediti all'interno dell'abitacolo dai naziskin (i soliti di Pavia più altri venuti da fuori), evidentemente non preoccupati dalla presenza delle (esigue) forze dell'ordine».
«Si tratta dell'ennesimo, e più grave, episodio di squadrismo neofascista a Pavia - sostiene la nota -. Pochi giorni fa, al "Pub Dublino", un giovane è stato aggredito per aver guardato "con troppa attenzione" un'effigie di Mussolini impressa sul giubbotto di un fascista».
«I giovani del Barattolo, che hanno sempre rifiutato di scendere sul terreno dello scontro fisico, non sono più sicuri della loro incolumità girando per la città. L'agibilità politica viene impedita in un centro di aggregazione assolutamente pacifico. Questo si chiama
Fascismo. Non contro il Barattolo, ovviamente, ma contro la città e la democrazia».
«Chiediamo ancora una volta - conclude il comunicato -, ma sempre più convinti, che Forza Nuova (formazione fascista per ideologia e prassi) venga sciolta; che i violenti subiscano, finalmente, le sanzioni penali per i reati che commettono (che ne è stato delle denunce per l'aggressione di qualche mese fa?); che cessino le connivenze o le "comprensioni" (come nel passato) da parte di forze politiche cittadine; che i preposti all'ordine pubblico agiscano in modo tale da prevenire e reprimere la violenza e per evitare che gli agenti vengano vilipesi e picchiati e quindi irrise le istituzioni democratiche; che le forze politiche e le istituzioni locali non si limitino agli ordini del giorno di condanna, pure importanti, ma costituiscano con le associazioni antifasciste un presidio permanente contro lo squadrismo pavese e di importazione; che i cittadini di Pavia non sottovalutino il fenomeno, non rimangano spettatori, ma difendano con la loro testimonianza e solidarietà la libertà di tutti e di ciascuno nella loro città». |
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| Inserito
da DDS
il 1-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- C'È LA CONDANNA DEL CONSIGLIO - VOTO UNANIME DELL'ASSEMBLEA |
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PAVIA - Sull'assalto dei naziskin al Barattolo ed i conseguenti scontri con la polizia, ieri sera il consiglio comunale ha votato, sostanzialmente senza polemiche, un ordine del giorno di condanna di questi episodi e di solidarietà alle forze dell'ordine, in particolare agli agenti rimasti feriti. Inizialmente, a presentare due diversi (ma non troppo) ordini del giorno erano stati Walter Minella (per la maggioranza) e Marco Galandra (per l'opposizione). Il presidente del consiglio ha concesso una sospensione dei lavori di una ventina di minuti perché fosse concordato, come è avvenuto, un documento comune che ha poi trovato il voto unanime dell'assemblea. Il sindaco Andrea Albergati ha anche voluto sottolineare come da parte delle istituzioni (questura, carabinieri e prefettura) ci sia molta attenzione. |
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| Inserito
da DDS
il 1-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- FORZA NUOVA, IL CASO IN PARLAMENTO - IL GOVERNO RISPONDE ALLA
CAPITELLI: «LO SCIOGLIMENTO NON È POSSIBILE» |
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PAVIA
- Senza una sentenza irrevocabile di condanna non è possibile sciogliere, per
"riorganizzazione del disciolto Partito Fascista", gruppi come Forza
Nuova. Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, rispondendo così a una interpellanza presentata dalla deputata diessina Piera Capitelli e dal suo collega di Rifondazione, Alfonso Gianni. Nelle interpellanze si faceva cenno al raid di ottobre di Forza Nuova al
"Barattolo" e ai danneggiamenti della sede di Rifondazione a Stradella. L'interpellanza della Capitelli, presentata a ottobre, ricordava quanto successo al centro sociale il giorno 13 di quel mese, quando una quarantina di appartenenti a Forza Nuova si erano presentati davanti al centro sociale
"Il Barattolo", dove era in programma una serata antifascista. C'erano state anche aggressioni fisiche, oltre all'ostentamento di croci celtiche e saluti romani: «Un grave episodio di intimidazione e violenza», secondo la Capitelli, da parte di «un gruppo organizzato di persone che si richiamano all'ideologia nazista».
Nell'interpellanza di Gianni si faceva riferimento allo stesso fatto (citando tra l'altro le cronache
de "La Provincia Pavese") e anche all'incursione avvenuta alla Festa di Liberazione, dove ignoti avevano disegnato una croce celtica sulla pista da ballo.
Entrambe le interpellanze si chiudevano chiedendo quali provvedimenti il governo avrebbe adottato per contrastare questi gruppi, e se non vi siano gli estremi per arrivare allo scioglimento di Forza Nuova in base alle
disposizioni della Costituzione e alla "legge Mancino", che sanziona le formazioni che propugnano la discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Nella sua risposta il sottosegretario Mantovano - sulla base delle informazioni fornite dalla prefettura - ha detto che gli attivisti di Forza Nuova sono già stati segnalati alla magistratura per violazione del testo unico di pubblica sicurezza (riunione senza preavviso), per discriminazioni razziali e apologia del
Fascismo. Anche per l'altro episodio di Stradella, Mantovano ha ricordato che i carabinieri hanno identificato «il presunto capo del gruppo».
Quanto allo scioglimento, il sottosegretario ha ricordato che le leggi in materia (disposizione transitoria
e finale della Costituzione, leggi 645/52 e 205/93) prevedono l'adozione di questo provvedimento solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna. Cosa che al momento - ha detto Mantovano - non risulta. La Capitelli si è detta parzialmente soddisfatta della risposta. In particolare, ha nuovamente sollecitato provvedimenti del governo. Dura la replica di Gianni
(PRC), che ha censurato tra l'altro l'atteggiamento del consigliere leghista Gian Marco Centinaio, il quale come il senatore Borghezio per l'aggressione all'islamico Adel Smith, «ha considerato l'aggressione dei naziskin ai giovani del centro sociale "Il Barattolo" come una ragazzata». |
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| Inserito
da DDS
il 31-I-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- FORZA NUOVA E SKINHEADS IN PIAZZA DELLA VITTORIA |
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PAVIA
- Sabato 18 gennaio 2003, in Piazza della Vittoria a Pavia, i militanti di Forza Nuova
sono stati protagonisti di un volantinaggio assieme agli
Skinheads Pavia, a sostegno dei quindici militanti veneti di Forza Nuova che, a Verona, hanno contestato energicamente
l'islamico Adel Smith negli studi di Tele Nova. Il volantino
distribuito contestava l'operato della magistratura.
Durante il volantinaggio si sono presentati in piazza
alcuni rappresentanti del Centro Sociale
"Barattolo", con uno striscione recante la scritta:
"RESISTENZA!", gridando vecchi slogan
antifascisti.
Il quotidiano "La Provincia Pavese", come sempre,
tralascia, nella ricostruzione dei fatti pubblicata, le continue provocazioni dei
"barattolini", che, deliranti, chiedevano addirittura lo scioglimento di Forza Nuova.
Questa volta per fortuna i giovani militanti forzanovisti e gli skins non hanno raccolto le
provocazioni inscenate ad arte, come d'abitudine, dal
gruppo del Centro Sociale "Barattolo", il
quale, trovandosi nell'impossibilità di limitare con le
proprie forze l'attività politica di Forza Nuova e
Skinheads, delega il proprio antifascismo alle
istituzioni, pregando perché l'avversario
politico di turno incorra in sanzioni penali tali da
limitarne la presenza sul territorio.
"La Provincia Pavese" descrive così, nella
sua edizione domenicale, i fatti: "L'unico momento di tensione c'è stato quando s'è visto il manipolo di giubbotti neri e croci celtiche dei forzanovisti avvicinarsi al gruppo del Barattolo, poco prima di abbandonare la
piazza". Ma chi cercava lo scontro erano proprio i soliti
"barattolini". Lo scontro, per fortuna loro, grazie al buonsenso dei militanti forzanovisti, ed
a causa della presenza in loco delle forze dell'ordine, è stato
solamente verbale.
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| Inserito
da
DDS
il 19-I-2003 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- AL BARATTOLO L'ASSEDIO DELLE TESTE RASATE - BLOCCANO L'INGRESSO,
VOLA UN CALCIO, VENGONO IDENTIFICATI E DENUNCIATI - PICCHETTO E
CROCI CELTICHE CONTRO UN DIBATTITO SUI TEMI DELLA RESISTENZA |
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PAVIA - Bandiere con le croci celtiche, striscione nero inneggiante
l'indimenticato "camerata Ramelli", saluto romano e in finale il calcio sferrato a un ragazzo dei Corsari: così una quarantina di naziskin - teste rasate, anfibi e giubbotti neri - domenica alle 15 ha assediato per 2 ore il Centro
Sociale Barattolo, dando vita al picchetto contro la serata antifascista programmata in via dei Mille.
Al termine le "teste rasate" (cinque-sei i pavesi, mentre la maggioranza proveniva da Bologna e dalla Lombardia) vengono tutte identificate dalle forze dell'ordine, denunciate per manifestazione non autorizzata e quindi disperse.
Ma in quelle due ore di fortissima tensione, nel Centro Sociale si vivono momenti di vero terrore. Cerchiamo di ricostruire quello che è successo. Sono le tre del pomeriggio: il Barattolo è pieno di giovani (tra cui molte ragazze), partecipano al laboratorio teatrale con un attore del Living Theatre, che ne uscirà poi sconcertato. Mentre dentro si fanno le prove, fuori arriva un folto gruppo di naziskin. Inconfondibili. Si parano davanti al cancello del Barattolo. Alcuni di loro bloccano l'uscita, arrotolando la catena tra le sbarre e chiudendo il lucchetto. Stendono sul cancello lo striscione nero inneggiante Ramelli (giovane di destra rimasto vittima negli anni 70), impedendo sia l'entrata, che l'uscita dal Barattolo. Un'azione che le "teste rasate" motivano come protesta contro la presenza in serata di Saverio Ferrari, portavoce dell'Osservatorio
Democratico che scandaglia i movimenti dell'ultradestra e la loro ideologia razzista: sostengono che lui, in passato, sarebbe stato autore di aggressioni contro militanti di destra. Dentro al Centro
Sociale è il panico. Partono le telefonate a polizia e carabinieri. Qualsiasi via di fuga è bloccata. I ragazzi sono in balìa dei naziskin. Per calmarsi alcuni fanno esercizi yoga. Uno di loro si fa coraggio e filma tutto con il videoregistratore. Da una parte e dall'altra del cancello partono slogan, insulti, imprecazioni. Arrivano due volanti e una pattuglia dei carabinieri a sirene spiegate. Nonostante la presenza degli agenti, le "teste pelate" non mollano. Continuano il picchetto. «Abbiamo chiesto alle forze dell'ordine di fare qualcosa, di disperderli, ma invano, sembrava fossero lì a controllare noi», dicono i Corsari. Gli agenti si frappongono tra i naziskin e il cancello dietro a cui ci sono i Corsari. Cercano di calmare gli animi da entrambe le parti. «In quei frangenti qualsiasi tentativo di disperdere le "taste rasate" sarebbe stato pericoloso. - spiegherà poi l'assessore comunale nonché vice-questore a Milano, Ettore Filippi
- Avrebbe rischiato di innescare una loro violenta reazione. In questi casi è meglio riportare tutti alla calma, identificare tutti e poi disperderli».
In via dei Mille la gente si ferma incredula. Molti accorrono in aiuto dei ragazzi: tra loro ci sono il dirigente
DS Mimmo Cajani e il rifondista Francesco Anfossi. E sono loro a vedere il consigliere comunale della Lega Gian Marco Centinaio. «Era lì a parlare con alcuni naziskin e poi se ne è andato dicendo loro di chiamarlo se c'era bisogno»,
racconta Cajani. Il tempo passa fino a che le forze dell'ordine aprono il cancello. E qui accade l'aggressione. Uscendo, un giovane strappa lo striscione nero. Immediata la reazione di un naziskin che supera il cancello e prende a calci il giovane che si accascia sulla ghiaia. «Sporgo denuncia. - dice il ragazzo
- Mi ha colpito con violenza alle parti basse». Mentre le "teste rasate" se ne vanno al Vul scortate da polizia e carabinieri, davanti al Barattolo restano le bandiere con le croci celtiche affisse ai segnali stradali.
di Roberta Rezoalli. |
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da DDS
il 15-X-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- IL VIGEVANO CALCIO CERCA NUOVE LEVE: ANNUNCIO IN ARABO |
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VIGEVANO
- "Vuoi giocare a calcio? Vieni allo stadio comunale il lunedì,
il mercoledì ed il venerdì dalle 17:30. Calcio per i nati nel 1996-95-94-93-92-91. Ti divertirai!".
Mohamed, ti divertirai!
Questo è solo uno dei tanti annunci delle scuole calcio, ma
è poco probabile che i lettori italiani del settimanale "L'informatore" di Vigevano l'abbiano compreso. Il testo originale pubblicato ieri 12 settembre 2002 era infatti in arabo. Michele L'Insalata, dirigente del settore giovanile dice: "L'iniziativa ha
l'obiettivo di incentivare l'integrazione e l'aggregazione, attraverso lo sport, di bambini e ragazzi di culture e religioni diverse".
Proprio una bella iniziativa, ma il meglio deve ancora venire: il Vigevano calcio ha deciso che
per le partite dei campionati giovanili i biglietti per gli immigrati, anzi, per gli extracomunitari, perché uno spagnolo o un francese in Italia per lavoro non
potrebbero fruire della promozione, scenderanno da € 8,00 a € 1,00. Sette euro di sconto,
pari a 14.000 lire. Gli italiani dovranno pagare € 7,00 più di un marocchino, di un senegalese o di un coreano
per vedere sul campo i propri figli, tutto ciò in nome del
buonismo più ovvio ed ipocrita. |
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| Inserito
da DDS
il 15-IX-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- «LASCIATECI RICORDARE I NOSTRI MORTI» - I REDUCI DELLA RSI
DOMANI A PONTE CRENNA, LA FIAMMA CONTRO L'ANPI: «RICORRE A UN
LINGUAGGIO OFFENSIVO, COSì FOMENTA SOLTANTO L'ODIO» |
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VOGHERA - «Lasciateci ricordare in pace i nostri morti - si sfoga Giovanni
Bottazzi, coordinatore vogherese della Fiamma Tricolore - dall'ANPI sono arrivati toni inaccettabili». Si inasprisce la polemica in vista della manifestazione in programma domani a Ponte
Crenna, dove si terrà una messa in suffragio dei cinque militari di Salò caduti il 12 agosto del '44 in uno scontro a fuoco con i partigiani, e dove un gruppo di reduci della
RSI deporrà una corona di fiori al cippo che li ricorda.
Bottazzi scende in campo dopo le critiche dell'ANPI, che ha attaccato il sito internet di
" Pavia Tricolore", la formazione dell'estrema destra fra le sostenitrici della manifestazione. «Non capisco tutto questo scandalo e tutto questo astio - incalza l'esponente della Fiamma - visto che a Ponte Crenna andiamo ogni anno, da dieci anni. E poi chiariamo: la manifestazione è organizzata ufficialmente dalla delegazione di Pisa e Livorno dell'Associazione
Nazionale Familiari Caduti e Dispersi della RSI, guidata da Vasco
Nannini, fratello di Walter, uno dei morti nell'imboscata. Che ad essa partecipino esponenti della destra "antagonista" o persino di
AN, anche se non capisco cosa vengano a fare vista la conversione antifascista di Fini, mi sembra ovvio. E altrettanto ovvio che si inneggi a certi valori, da noi mai rinnegati». Bottazzi giudica «offensivo» il termine "repubblichino" usato dall'ANPI: «È un linguaggio spregiativo e che fomenta l'odio. Noi non ci permettiamo di definire "banditi" i partigiani, l'ANPI mostri analogo rispetto».
La Fiamma non calca la mano sulla questione del presunto scempio dei corpi dei militi della
Rsi, sui quali i partigiani avrebbero infierito con le scuri: «Trovo questo particolare poco credibile e comunque ininfluente - dice Bottazzi - i segni da arma da taglio sui cadaveri possono essere stati provocati da schegge di bombe a mano. Noi ricordiamo questi caduti non per strumentalizzare risvolti truculenti, ma per il loro sacrificio. Per noi, quei ragazzi erano eroi che combattevano dalla parte perdente ma non sbagliata. Li rispettino come tali».
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il 13-IX-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- A PAVIA UN SENEGALESE RICORRE CONTRO LA LEGGE BOSSI-FINI |
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PAVIA
- Vive a Pavia e non ha un'occupazione fissa, senza lavoro sarà espulso: appello alla Corte
Europea. Il suo avvocato è Fabrizio Gnocchi di Pavia.
In sostanza è un immigrato clandestino, senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Vuole però a tutti i costi rimanere in Italia. Non conosciamo il suo nome
(Y. G.) ma apprendiamo dal quotidiano "La Provincia
Pavese" il suo schierarsi contro la così detta legge
Bossi-Fini. Chissà poi se è l'unica legge italiana che vorrebbe cambiare? Il suo avvocato e il quotidiano
pavese lo descrivono come un uomo di tutto rispetto: laureato, ottimo insegnante nel suo paese
d'origine, impegnato politicamente, volenteroso, vuole persino impegnarsi nel sociale, qui in Italia.
L'avvocato Gnocchi spiega che la legge va cambiata, cosi non va! Ma chissà per chi avrà votato
l'avvocato le passate elezioni? La legge va rivista perché non tutela gli stranieri,
ci fa capire Gnocchi. Avvocato, quale legge tutela invece gli italiani dall’immigrazione selvaggia? |
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| Inserito
da DDS
il 8-IX-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- L'ANPI CONTRO "PAVIA TRICOLORE": È FILOFASCISTA -
POLEMICA PER LA MANIFESTAZIONE A PONTE CRENNA DEI REDUCI RSI |
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VOGHERA - «L'apologia del fascismo è ancora un reato oppure no?». A chiederlo è il direttivo vogherese
dell'ANPI che, in un comunicato, si scaglia contro i militanti di
"Pavia Tricolore". Sul loro sito internet si sponsorizza, infatti, una commemorazione che l'Unione
Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana (RSI) ha organizzato per la mattinata del 14 settembre a Ponte Crenna. E
l'ANPI, fatta la scoperta, non sta a guardare: «Il sito internet, che si definisce "punto d'incontro della destra pavese" (di quale?), esibisce tanto di croce celtica e materiale propagandistico neofascista. - premette l'associazione - Si va dalle foto apologetiche di Mussolini ai collegamenti con siti della destra radicale, come Forza Nuova. Ma ad averci colpito di più è l'invito a un appuntamento in agenda per settembre a Ponte Crenna». Il direttivo
ANPI spiega: «L'iniziativa sembrerebbe riguardare un episodio accaduto nell'agosto 1944, sul quale ha già da tempo speculato la pubblicistica neofascista. In realtà, come argomentato anche nell'ultima ed estremamente documentata ricerca del professor Giulio Guderzo
("L'altra guerra"), in una serie di scontri in valle Staffora nell'estate '44, con i reparti fascisti particolarmente accaniti contro diversi piccoli centri, in particolare Nivione, accusati di prestare appoggio ai partigiani, un camion di repubblichini, a Ponte Crenna cadde in un'imboscata. Secondo Guderzo, autori dell'attacco furono due partigiani che ebbero la meglio. Nello scontro a fuoco i fascisti ebbero 5 morti».
L'ANPI sottolinea: «Le versioni espresse nei rapporti ufficiali dai responsabili della
GNR di allora e poi riprese nelle varie pubblicazioni neofasciste di questi anni, parlano invece di massacro, uccisioni a freddo, oltre trenta attaccanti, e così via. Del resto, la democrazia repubblicana, nata grazie alla Resistenza, ha consentito anche ai suoi nemici di conservare una propria memoria».
L'ANPI sbotta: «Quello che non può essere consentito è, invece, la propaganda fascista e il tentativo palese di riabilitare la
RSI e le sue diverse formazioni armate, al servizio dell'occupante nazista. E parte la denuncia: «Chiediamo che le competenti autorità provinciali, oltre agli enti locali interessati, prendano opportune misure per impedire manifestazioni nostalgiche di un periodo di terrore e morte, che suonerebbero come una grave offesa alla memoria civile del nostro
Oltrepo»

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da DDS
il 5-IX-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- SOLDI AI NOMADI PERCHÉ LASCINO VOGHERA - PROPOSTA-CHOC DELLA
LEGA: «UNICA ALTERNATIVA AL CAMPO ATTREZZATO» |
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VOGHERA
- Incentivi economici alle famiglie nomadi disposte a lasciare Voghera. La Lega sposa l'effetto-Rimini e avanza all'amministrazione di centro-destra una proposta che potrebbe sbloccare la situazione, congelata dopo il blitz dei carabinieri del
NOE che ha fatto finire sotto sequestro l'area di via Prati Nuovi individuata dalla giunta Torriani per realizzarvi l'area attrezzata di sosta.
Intanto si avvicina l'appuntamento di giovedì sera al centro Dagradi, un'assemblea sul
"caso" dell'estate che potrebbe rappresentare un severo banco di prova per l'esecutivo di palazzo
Gounela. È probabile che, in quella sede, la giunta formalizzi la proposta di riportare provvisoriamente i nomadi in via Barbieri, togliendoli dall'inferno di via Barbieri, in attesa di studiare per l'autunno una soluzione alternativa.
Uno scenario agitato, nel quale si inserisce l'idea dirompente del capogruppo leghista Antonio
Zanforlin. «Sarebbe opportuno, ed economicamente più conveniente - osserva Zanforlin - assegnare un contributo economico per incentivare le famiglie nomadi a trasferirsi fuori dal territorio comunale». Il vice sindaco, Gigi Fronti, pure lui leghista, frena: «È un'ipotesi che va valutata collegialmente.
L'amministrazione comunale deve fare i conti con una legislazione restrittiva e i nomadi non vogliono integrarsi nel tessuto sociale». L'appello a
Torriani: «Sindaco, la esorto a proseguire sulla strada dell'assegnazione delle case popolari ai nomadi residenti». Ma visto l'onere economico, meglio seguire l'esempio
riminese. |
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| Inserito
da DDS
il 2-VII-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- «L'ASSESSORE CI SPIEGHI QUELLA FOTO» - MOIA E BERETTA: C'È
FORZA NUOVA NEL CARTELLONE DI AN |
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PAVIA
- Con una mozione, presentata in consiglio provinciale, Rifondazione
Comunista vuole impegnare la giunta a chiedere all'assessore di
AN Carlo Nola le ragioni della sua presenza, in una fotografia, insieme ad esponenti di Forza Nuova. La mozione è firmata dai consiglieri provinciali, Laura Beretta e Roberto
Moia.
La fotografia citata da Rifondazione Comunista è quella «apparsa a giugno per le strade cittadine nel manifesto che pubblicizza la festa di Alleanza Nazionale in località di Chignolo». «In tale manifesto - proseguono i due consiglieri rifondisti - appaiono accomunati in allegra combriccola esponenti di
AN e di Forza Nuova. Tale manifesto risulta essere una versione modificata di una foto apparsa su un settimanale il 17 giugno scorso. In quest'ultima appare chiaramente la persona dell'assessore provinciale di
AN, Carlo Nola».
Da qui le riflessioni di Laura Beretta e Roberto Moia: «Non è nostro compito comprendere o spiegare il motivo della scelta di "tagliare" nel manifesto il suddetto assessore.
AN dice di essere diventato un partito democratico e di aver abbandonato ogni residuo legame con il suo passato fascista. Comunque è fatto grave che un esponente di una pubblica amministrazione appaia senza vergogna al fianco di elementi pericolosi per la vita democratica di una città». I due consiglieri premettendo che «Forza Nuova si richiama apertamente al fascismo e al
nazismo, a Pavia elementi di tale organizzazione si sono resi responsabili di aggressioni e minacce nei confronti di giovani di sinistra ed esponenti di Rifondazione nonché di atti di intimidazione politica contro la sede dello stesso partito», impegna la giunta a chiedere all'assessore Nola «di questa comunanza antidemocratica e di prendere posizione di condanna nei suoi confronti». Al documento si associa il Centro
Sociale "il Barattolo". |
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| Inserito
da
DDS
il 30-VI-2002 - Fonte: La Provincia Pavese |
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