NOTIZIEPAVIA - CENTRO BLINDATO PER GLI SKIN IN PIAZZA

PAVIA - […] I militanti del «Veneto Fronte Skinheads», arrivano puntuali alle 17. Sbucano da corso Carlo Alberto con le bandiere nere. Si piantano in piazza Italia, giusto di fronte all'amministrazione provinciale, e srotolano lo striscione con la scritta «due pesi, due misure». Ce l'hanno con la magistratura che, dopo i disordini del 28 marzo davanti al Barattolo, ha denunciato 11 "camerati" accusandoli di avere assaltato la struttura. Iniziano a volantinare, un gruppo di ragazzini li sta a guardare e aspetta. […] «Non ci sono state né marcette fasciste, né passo dell'oca - commenta Marco Rossella, skin pavese - la nostra risposta alle parole di quanti frequentano il Barattolo la diamo nei fatti, manifestando pacificamente». Manuel Negri, anche lui con indosso maglietta nera orlata con il tricolore, aggiunge: «Manifestiamo contro l'utilizzo, da parte di certe procure, della giustizia a fini politici». Formula già sentita. Ma di fronte all'accusa di rifarsi direttamente all'ideologia nazista e fascista, di fronte al blocco che impedisce qualsiasi dialogo con gli antagonisti, cosa replicano gli skin? «Il prefisso "nazi" fa molto comodo a livello massmediatico. - risponde Negri - Diciamo che il fascismo e il nazionalsocialismo lo vediamo più vicino a noi, come proiezione storica di valori bimillenari che partono da Roma antica e passano da Sparta. Alcuni postulati che nazionalsocialismo e fascismo ci hanno tramandato sono ancora validi». Quali? «Quelli riassumibili in Dio, Patria, Famiglia», interviene Paolo Motta. […]
 

 

Inserito da DDS il 18-V-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - BARATTOLO, ADESSO PARLANO GLI SKIN - «DUE PESI E DUE MISURE: ANCHE NOI SIAMO STATI AGGREDITI QUELLA SERA»

PAVIA - «Al Barattolo volevamo solo manifestare il nostro dissenso alla presenza di Saverio Ferrari. Tanto è vero che eravamo "armati" solo di fischietti. Ma loro ci aspettavano brandendo bastoni, catene e sedie». Questa versione dei disordini verificatisi la sera del 28 marzo scorso in via dei Mille è stata resa ieri pomeriggio dall'Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads nel corso di una conferenza stampa al Pub "328" di via Breventano. Oltre a Marco Rossella, portavoce pavese degli skins, c'era anche Marco Carucci, addetto stampa di Forza Nuova in Lombardia. Ieri gli skinheads avrebbero dovuto svolgere anche una manifestazione in Piazza della Vittoria, ma il Questore ha negato il permesso.
Dopo l'adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di sei militanti, gli skinheads vogliono replicare. Prima lo fanno con un comunicato stampa: «Nonostante le dichiarazioni rilasciate dal questore Gianni Calesini, il quale afferma che "il discorso politico non ci interessa", replichiamo che certe azioni repressive, adottate attraverso due pesi e due misure (chi si diletta a distruggere intere città non subisce tanto accanimento), vengono solo e sempre utilizzate per criminalizzare una precisa area politica». Poi, nel corso della conferenza stampa, Marco Rossella aggiunge: «La mattina del 28 marzo sapemmo dalla stampa che Saverio Ferrari sarebbe tornato a parlare a Pavia. Ferrari negli anni '70 ebbe a che fare con il "covo" di viale Bligny, a Milano, dove venivano schedati i giovani militanti di destra. Un individuo simile non ha il diritto di venire a tenere lezioni di democrazia a Pavia. Così decidemmo di partecipare alla serata per esprimere il nostro dissenso. Portammo con noi solo dei fischietti. Le due bombe carta delle quali si è parlato erano in realtà solo un "raudo" (un grosso petardo, n.d.r.) che facemmo esplodere perché una protesta si deve far sentire. Cercammo di entrare, ma all'interno ci aspettavano armati di bastoni, catene e sedie. Io ero il primo; appena varcai il cancello lo chiusero e mi presi due bastonate in faccia. Reagii e riuscii ad uscire. Richiusero il cancello e ci lanciarono dei sassi. Poi arrivò l'auto e cercò di investire uno dei nostri. Reagimmo prendendola a calci, ma solo perché aveva cercato di investirci. Non c'è stata alcuna azione militare, se avessimo voluto assaltare il Barattolo non ci saremmo presentati disarmati. E lo eravamo, dal momento che addosso a nessuno di noi la polizia ha rinvenuto delle armi».
Nocciolo della questione sembra essere Saverio Ferrari. Marco Carucci lo definisce «un cattivo maestro ancora in circolazione». La manifestazione che avrebbe dovuto tenersi ieri è stata vietata. Gli skins annunciano presidio per sabato 17 maggio, sempre in Piazza Vittoria.


Inserito da DDS il 11-V-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - UNA FIACCOLATA CONTRO IL NEOFASCISMO - AL RICORDO DI GHINAGLIA ANCHE LA MADRE DEL RAGAZZO UCCISO A MILANO

PAVIA - Ha ancora senso, nel 2003, temere un rigurgito fascista? Il senso ce l'ha eccome, secondo le realtà pavesi che hanno dato vita all'Osservatorio Antifascista, e che domani sera si apprestano non solo a commemorare la figura di Ferruccio Ghinaglia, ma anche a dare vita a un momento di riflessione su alcuni fatti successi di recente. Non è un caso che alla manifestazione interverrà Rosa Piro, la madre di Davide Cesare, il giovane ucciso a Milano da simpatizzanti dell'estrema destra. E ci sarà anche Antonino "Alex" Alesi, l'operaio della Necchi Compressori che in quella stessa circostanza fu ferito gravemente. La serata inizierà con un raduno alle 21 in piazza della Vittoria, dalla quale partirà una fiaccolata che passando per Strada Nuova e il Ponte Coperto raggiungerà il piazzale del Borgo che è dedicato proprio a Ferruccio Ghinaglia, che fu «uno dei primi martiri del fascismo», come ha ricordato Umberto Massa della CGIL. Oltre a Rosa Piro e Alesi ci saranno il sindaco Andrea Albergati e Tullio Montagna, ex-senatore e presidente del Comitato Antifascista. Conclusione alle 23 al centro sociale il Barattolo, con un concerto di gruppi locali e di Roberto Aglieri, e la presentazione della Biblioteca Ferruccio Ghinaglia. Per Massa il ritorno strisciante del fascismo «ha segnato un punto di svolta: si è passati dalle minacce all'omicidio». Massa ha ricordato gli assalti al Barattolo da parte dei neofascisti di Forza Nuova, ma anche altri episodi «che cominciano a essere numerosi» in vari centri della provincia. Per Massimo Nizzoli, segretario cittadino di Rifondazione Comunista, i neofascisti «sono legati anche a forme di xenofobia e razzismo, e a Pavia hanno rapporti con esponenti della Lega». Nizzoli ha aggiunto che l'Osservatorio ha un pool di avvocati che seguirà gli aspetti legali di queste vicende: «È inammissibile che dei ragazzi debbano avere paura di girare la sera». Riccardo Bernasconi, dei Corsari, aggiungendo che le minacce da parte di esponenti di Forza Nuova sono continue, ha spiegato che con la Biblioteca Ghinaglia si vuole «creare un info-point con materiale che altrimenti sarebbe stato difficilmente reperibile, risalente agli anni 60-70. Molte collezioni di giornali sono state donate da Umberto Respizzi». Per Sarah Giuseppetti e Francesca Nicola (sempre dei Corsari), il fascismo «non è solo una questione storica, ma un problema di stretta attualità: bisogna capire quello che sta succedendo».
Francesco Apeddu, dell'associazione "Pavia in serie A", invita le forze antifasciste a organizzarsi sul territorio perché gli esponenti dell'estrema destra «lo stanno facendo: allo stadio, tra i giovanissimi. Bisogna organizzare più appuntamenti nel corso dell'anno». Daniele Ottini, segretario della Sinistra Giovanile, ha spiegato che l'Osservatorio è nato per dare una risposta «legalitaria, politica, democratica. Queste persone agiscono perché si sentono impunite. Diffondendo la cultura antifascista possiamo isolarli».


Inserito da DDS il 23-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - I FATTI DEL 28 MARZO IN UN COMUNICATO UFFICIALE DEL "COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA PER LA DIFESA DELLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE"

PAVIA - Il "Comitato Unitario Antifascista per la Difesa delle Istituzioni Repubblicane" ritorna, con un comunicato ufficiale, sui fatti di venerdì sera. «La sera del 28 marzo, poco dopo le 22, una trentina di fascisti, in evidente stato di sovreccitazione - sottolinea la nota -, hanno tentato l'assalto della sede del centro di aggregazione "Il Barattolo" in via dei Mille a Pavia. L'intenzione della squadraccia era quella di impedire lo svolgimento di un dibattito in corso all'interno del centro sulle nuove destre, dibattito al quale partecipavano anche diversi esponenti delle forze politiche locali». «L'assalto - continua il comunicato -, nonostante dall'interno si sia prontamente chiuso il cancello d'accesso al cortile, è stato di una violenza inaudita: botte, insulti, saluti fascisti, cori e inviti provocatori allo scontro fisico, tentativi di scavalcare il muro di cinta. Le forze dell'ordine, accorse prontamente, ma in numero decisamente inadeguato, nel tentativo di frapporsi tra i fascisti e l'ingresso del centro sono state a loro volta fatte oggetto di insulti e violenze. Il tutto per almeno 30 minuti e senza che arrivassero adeguati rinforzi».
«Nel frattempo sopraggiungeva un'auto con una ragazza e un ragazzo del Barattolo che, riconosciuta dai teppisti neri, veniva circondata e attaccata senza che le forze dell'ordine fossero in grado di impedirlo. I vetri e la carrozzeria venivano spaccati a calci, gli occupanti aggrediti all'interno dell'abitacolo dai naziskin (i soliti di Pavia più altri venuti da fuori), evidentemente non preoccupati dalla presenza delle (esigue) forze dell'ordine».
«Si tratta dell'ennesimo, e più grave, episodio di squadrismo neofascista a Pavia - sostiene la nota -. Pochi giorni fa, al "Pub Dublino", un giovane è stato aggredito per aver guardato "con troppa attenzione" un'effigie di Mussolini impressa sul giubbotto di un fascista».
«I giovani del Barattolo, che hanno sempre rifiutato di scendere sul terreno dello scontro fisico, non sono più sicuri della loro incolumità girando per la città. L'agibilità politica viene impedita in un centro di aggregazione assolutamente pacifico. Questo si chiama Fascismo. Non contro il Barattolo, ovviamente, ma contro la città e la democrazia».
«Chiediamo ancora una volta - conclude il comunicato -, ma sempre più convinti, che Forza Nuova (formazione fascista per ideologia e prassi) venga sciolta; che i violenti subiscano, finalmente, le sanzioni penali per i reati che commettono (che ne è stato delle denunce per l'aggressione di qualche mese fa?); che cessino le connivenze o le "comprensioni" (come nel passato) da parte di forze politiche cittadine; che i preposti all'ordine pubblico agiscano in modo tale da prevenire e reprimere la violenza e per evitare che gli agenti vengano vilipesi e picchiati e quindi irrise le istituzioni democratiche; che le forze politiche e le istituzioni locali non si limitino agli ordini del giorno di condanna, pure importanti, ma costituiscano con le associazioni antifasciste un presidio permanente contro lo squadrismo pavese e di importazione; che i cittadini di Pavia non sottovalutino il fenomeno, non rimangano spettatori, ma difendano con la loro testimonianza e solidarietà la libertà di tutti e di ciascuno nella loro città».


Inserito da DDS il 1-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - C'È LA CONDANNA DEL CONSIGLIO - VOTO UNANIME DELL'ASSEMBLEA

PAVIA - Sull'assalto dei naziskin al Barattolo ed i conseguenti scontri con la polizia, ieri sera il consiglio comunale ha votato, sostanzialmente senza polemiche, un ordine del giorno di condanna di questi episodi e di solidarietà alle forze dell'ordine, in particolare agli agenti rimasti feriti. Inizialmente, a presentare due diversi (ma non troppo) ordini del giorno erano stati Walter Minella (per la maggioranza) e Marco Galandra (per l'opposizione). Il presidente del consiglio ha concesso una sospensione dei lavori di una ventina di minuti perché fosse concordato, come è avvenuto, un documento comune che ha poi trovato il voto unanime dell'assemblea. Il sindaco Andrea Albergati ha anche voluto sottolineare come da parte delle istituzioni (questura, carabinieri e prefettura) ci sia molta attenzione.


Inserito da DDS il 1-IV-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - FORZA NUOVA, IL CASO IN PARLAMENTO - IL GOVERNO RISPONDE ALLA CAPITELLI: «LO SCIOGLIMENTO NON È POSSIBILE»

PAVIA - Senza una sentenza irrevocabile di condanna non è possibile sciogliere, per "riorganizzazione del disciolto Partito Fascista", gruppi come Forza Nuova. Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, rispondendo così a una interpellanza presentata dalla deputata diessina Piera Capitelli e dal suo collega di Rifondazione, Alfonso Gianni. Nelle interpellanze si faceva cenno al raid di ottobre di Forza Nuova al "Barattolo" e ai danneggiamenti della sede di Rifondazione a Stradella. L'interpellanza della Capitelli, presentata a ottobre, ricordava quanto successo al centro sociale il giorno 13 di quel mese, quando una quarantina di appartenenti a Forza Nuova si erano presentati davanti al centro sociale "Il Barattolo", dove era in programma una serata antifascista. C'erano state anche aggressioni fisiche, oltre all'ostentamento di croci celtiche e saluti romani: «Un grave episodio di intimidazione e violenza», secondo la Capitelli, da parte di «un gruppo organizzato di persone che si richiamano all'ideologia nazista».
Nell'interpellanza di Gianni si faceva riferimento allo stesso fatto (citando tra l'altro le cronache de "La Provincia Pavese") e anche all'incursione avvenuta alla Festa di Liberazione, dove ignoti avevano disegnato una croce celtica sulla pista da ballo.
Entrambe le interpellanze si chiudevano chiedendo quali provvedimenti il governo avrebbe adottato per contrastare questi gruppi, e se non vi siano gli estremi per arrivare allo scioglimento di Forza Nuova in base alle disposizioni della Costituzione e alla "legge Mancino", che sanziona le formazioni che propugnano la discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Nella sua risposta il sottosegretario Mantovano - sulla base delle informazioni fornite dalla prefettura - ha detto che gli attivisti di Forza Nuova sono già stati segnalati alla magistratura per violazione del testo unico di pubblica sicurezza (riunione senza preavviso), per discriminazioni razziali e apologia del Fascismo. Anche per l'altro episodio di Stradella, Mantovano ha ricordato che i carabinieri hanno identificato «il presunto capo del gruppo».
Quanto allo scioglimento, il sottosegretario ha ricordato che le leggi in materia (disposizione transitoria e finale della Costituzione, leggi 645/52 e 205/93) prevedono l'adozione di questo provvedimento solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna. Cosa che al momento - ha detto Mantovano - non risulta. La Capitelli si è detta parzialmente soddisfatta della risposta. In particolare, ha nuovamente sollecitato provvedimenti del governo. Dura la replica di Gianni (PRC), che ha censurato tra l'altro l'atteggiamento del consigliere leghista Gian Marco Centinaio, il quale come il senatore Borghezio per l'aggressione all'islamico Adel Smith, «ha considerato l'aggressione dei naziskin ai giovani del centro sociale "Il Barattolo" come una ragazzata».


Inserito da DDS il 31-I-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - FORZA NUOVA E SKINHEADS IN PIAZZA DELLA VITTORIA

PAVIA - Sabato 18 gennaio 2003, in Piazza della Vittoria a Pavia, i militanti di Forza Nuova sono stati protagonisti di un volantinaggio assieme agli Skinheads Pavia, a sostegno dei quindici militanti veneti di Forza Nuova che, a Verona, hanno contestato energicamente l'islamico Adel Smith negli studi di Tele Nova. Il volantino distribuito contestava l'operato della magistratura.
Durante il volantinaggio si sono presentati in piazza alcuni rappresentanti del Centro Sociale "Barattolo", con uno striscione recante la scritta: "RESISTENZA!", gridando vecchi slogan antifascisti.
Il quotidiano "La Provincia Pavese", come sempre, tralascia, nella ricostruzione dei fatti pubblicata, le continue provocazioni dei "barattolini", che, deliranti, chiedevano addirittura lo scioglimento di Forza Nuova. Questa volta per fortuna i
giovani militanti forzanovisti e gli skins non hanno raccolto le provocazioni inscenate ad arte, come d'abitudine, dal gruppo del Centro Sociale "Barattolo", il quale, trovandosi nell'impossibilità di limitare con le proprie forze l'attività politica di Forza Nuova e Skinheads, delega il proprio antifascismo alle istituzioni, pregando perché l'avversario politico di turno incorra in sanzioni penali tali da limitarne la presenza sul territorio.
"La Provincia Pavese" descrive così, nella sua edizione domenicale, i fatti: "L'unico momento di tensione c'è stato quando s'è visto il manipolo
di giubbotti neri e croci celtiche dei forzanovisti avvicinarsi al gruppo del Barattolo, poco prima di abbandonare la piazza". Ma chi cercava lo scontro erano proprio i soliti "barattolini". Lo scontro, per fortuna loro, grazie al buonsenso dei militanti forzanovisti, ed a causa della presenza in loco delle forze dell'ordine, è stato solamente verbale.
 

 

Inserito da DDS il 19-I-2003 - Fonte: La Provincia Pavese