NOTIZIEPAVIA - VOGHERA: GIOVANNI BOTTAZZI ESCLUSO DAI DIBATTITI NELLE SCUOLE

VOGHERA - L'autogestione del Liceo Galilei, ovvero i "giorni dedicati" a cura degli studenti, si sono conclusi con la Fiamma Tricolore messa alla porta. Una scelta che non va giù al coordinatore del movimento, Giovanni Bottazzi.
«Ero stato invitato al liceo, anzi avevo ricevuto un doppio invito, dalla sezione scientifica e da quella classica. La tradizionale prassi è che siano gli studenti a proporre i temi del dibattito e i nomi degli eventuali relatori esterni. Nel caso specifico, il 26 gennaio avrebbe dovuto parlare al Classico un ex combattente della Decima MAS, che nel 2005 tenne una conferenza al Millenario. Allo Scientifico ero invitato io venerdì 27, come responsabile della Fiamma Tricolore di Voghera. Avrei dovuto trattare il tema della continuità o discontinuità tra il programma della Fiamma e quello del Partito Fascista». Le due proposte degli studenti sono state scartate. «Stranamente, ma fino a un certo punto. - commenta Bottazzi - Vien da pensare che si usino due pesi e due misure. Negli anni scorsi al Liceo Scientifico avevano parlato della loro esperienza combattentistica degli ex partigiani. Gli studenti chiedevano solo di ascoltare un'altra voce che parlasse loro dello stesso periodo storico. Anni fa, al cinema Arlecchino, io stesso avevo tenuto un civilissimo dibattito di fronte ai ragazzi dello Scientifico. Insieme a me aveva parlato un esponente dei centri sociali di Milano, senza la minima frizione».
Bottazzi rivolge un interrogativo alla preside della scuola, Anna Corbi, e al mondo scolastico più in generale: «Se esperimenti di autogestione devono venire dalla base studentesca e poi le attese dei ragazzi vengono frustrate dall'alto, dove va a finire la tanto decantata multiculturalità che dovrebbe far parte di un'educazione scolastica?».


Inserito da GFA il 5-II-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - ESPLODE IL CASO DELLE FABBRICHE-GHETTO CINESI IN PROVINCIA DI PAVIA - UN LAOGAI SOTTO CASA TUA?

Tre casi in poco più di un mese, tutti molto simili nelle loro caratteristiche ed estremamente vicini geograficamente: la fiorente industria pellettiera oltrepadana ha ormai lasciato il posto allo sfruttamento esasperato di manodopera straniera a costi irrisori. A dimostrarlo, le indagini compiute sul territorio dalle Forze dell'Ordine a partire dallo scorso mese di dicembre, che hanno portato alla scoperta ed allo smantellamento di tre autentiche fabbriche-ghetto gestite da cinesi, a Campospinoso, a Portalbera ed a Pinarolo Po. E questa, purtroppo, pare non essere altro che la punta di un iceberg ben più ampio, la dimostrazione pratica delle cause di quel fenomeno di recessione che, nel corso degli ultimi decenni, è riuscito a mettere in ginocchio l'industria delle confezioni, un tempo settore trainante dell'economia locale.
Spazi angusti, infrastrutture fatiscenti, prodotti chimici conservati accanto alle provviste di cibo, macchinari, brande di fortuna: è questo l'ambiente in cui vivevano e lavoravano, costretti dai propri connazionali, decine di immigrati clandestini cinesi, su turni che spesso superavano le 12 ore di attività ininterrotta, spesso accanto a bambini di pochi mesi. Tutto questo nel completo silenzio, ed all'oscuro degli stessi abitanti dei paesi in cui le fabbriche-ghetto erano dislocate: niente e nessuno, se non il prodotto finito, aveva la possibilità di uscire da quelle mura.
La potenza economica cinese, tramite lo sfruttamento dei propri cittadini, immigrati irregolarmente in Italia, sotto la supervisione di altri immigrati, stavolta regolari, responsabili dell'organizzazione del lavoro e del procacciamento degli ordinativi, e con la complicità delle multinazionali da cui partono gli ordinativi stessi, spesso note e prestigiose firme di quella che dovrebbe essere la moda "made in Italy", pare dunque avere compiuto un importante salto di qualità: alla semplice esportazione del prodotto finito si è ora affiancata la ben più pericolosa esportazione di uno tra i modelli di lavoro più inumani, quello del LAOGAI, il sistema di campi di lavoro a costo zero su cui si basa la reale competitività cinese.
Sconcertante è il silenzio delle istituzioni di fronte ad un fenomeno tanto preoccupante, capace, se non adeguatamente contrastato, di innescare nel mondo del lavoro un inarrestabile processo di imbarbarimento, dove ad un lavoratore conscio dei propri inalienabili diritti e della propria dignità si sostituisca una massa da sfruttare, in un gioco al ribasso dal quale solo il grande capitale potrà trarre vantaggio, a discapito del popolo italiano.


Inserito da GFA il 5-II-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - IN AULA PER UN SALUTO ROMANO: LA "POLIZIA DEL PENSIERO" COLPISCE ANCHE A PAVIA

Tanto è il fragore mediatico che sta suscitando in questi giorni il "caso Di Canio", ma il calciatore non è il solo a dover far fronte a possibili sanzioni per aver scelto di esternare le proprie convinzioni con un gesto (libertà questa che peraltro, in linea del tutto teorica, dovrebbe essere garantita, stando alla Costituzione, ad ogni cittadino italiano): mille sono le storie di ingiustizia e di repressione che ogni giorno passano sotto silenzio. Ultima in ordine di tempo, quella di sei skinheads pavesi, per la maggior parte appartenenti al Veneto Fronte Skinheads, che il 20 dicembre si trovavano in tribunale per la prima udienza di un processo che li vede imputati, stando all'accusa, per il solo fatto di aver salutato romanamente durante una manifestazione in onore dei Camerati Caduti svoltasi il 25 giugno 2004.
Difficile è capire quale pericolo per la democrazia possa provenire da un saluto romano, come difficile è capire, legislazione alla mano, come sei ragazzi potessero mirare alla ricostituzione del disciolto PNF od inneggiare a qualsivoglia discriminazione razziale o religiosa con un semplice gesto della mano, svolto in silenzio, svincolato quindi da slogan o da apparati propagandistici di qualsiasi genere. Non ci proveremo neppure, sarebbe tempo perso: l'applicazione della legge, in questo campo, risulta essere tristemente delegata alla discrezionalità di chi giudica, che pare lo faccia, spesso e volentieri, al fine di smantellare ogni resistenza al "politicamente corretto" ed ogni forma di pensiero che strida con le istanze omologatrici che vanno per la maggiore, prima ancora che per "amor di giustizia".
Siamo ancora una volta di fronte ad una lampante dimostrazione di quanto il potere sia terrorizzato da ogni forma di identità forte che si contrapponga alla supina accettazione dell'omologazione culturale, diretta filiazione della globalizzazione. Lo stesso terrore che portava le autorità del dopoguerra a rimuovere non soltanto i simboli del passato regime, ma anche tutto ciò che potesse lontanamente richiamarne i valori. Fu così che i preziosi mosaici di Mario Sironi che arricchiscono le pareti del Palazzo di Giustizia di Milano, opere unanimemente riconosciute come la massima espressione del Novecentismo italiano, si ritrovarono mutili dei Fasci Littori. Fasci Littori che non alludevano al Fascismo, ma all'amministrazione del Diritto ai tempi di Roma. Fu così che, senza andare lontano, la colonna romana che a Pavia, presso il Gravellone, commemorava l'ingresso in città di Carlo Alberto, nel 1848, primo impulso di quel Risorgimento del quale la Resistenza si vorrebbe figlia e continuatrice, fu rimossa e completamente distrutta, sebbene non avesse a che fare con il Fascismo se non per quanto riguarda la data di collocazione. I simboli e l'identità nazionale fanno paura oggi come allora, ed oggi come allora sono perseguiti ciecamente, a costo di vere e proprie aberrazioni.
La redazione di Pavia Tricolore e la sezione pavese di Forza Nuova tutta esprimono la propria incondizionata solidarietà ai ragazzi che oggi si trovano a pagare per amore della propria terra e della propria identità. Amore per se stessi e per i propri simili che troppo spesso si trova ad essere strumentalmente venduto come odio nei confronti del diverso, ma che è l'unica strada per preservare quelle differenze culturali ed umane che costituiscono l'unica vera ricchezza del pianeta, e l'unica vera speranza per esso di sottrarsi all'annichilimento materialista che la spietata livella della cultura dominante vorrebbe imporre ad ogni individuo.


Inserito da GFA il 27-XII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - IL CASO DI EMANUELE ZILLI SU UNA PUBBLICAZIONE CHE SARÀ PRESTO DIFFUSA A LIVELLO NAZIONALE: TUTTE LE NOVITÀ

Pavia Tricolore ha un motivo di orgoglio: quello di aver tenuto viva la memoria sulla tragica scomparsa di Emanuele Zilli. Non è un caso che la nostra inchiesta sia stata lo spunto che ha ispirato un paragrafo del bel libro di Guido Giraudo su Sergio Ramelli ("Una storia che fa ancora paura"), ed anche un altro libro dedicato ai caduti di destra negli anni di piombo, "Cuori Neri" (uscirà, per Sperling & Kupfer, a gennaio del 2006, ma è stato chiuso in questi giorni) scritto dal giornalista parlamentare de "Il Giornale", Luca Telese. "Cuori Neri" dedica un capitolo all'omicidio di ciascuno dei caduti del MSI e del Fronte della Gioventù, da Ugo Venturini a Paolo Di Nella, senza trascurare nemmeno un caduto di Terza Posizione come Nanni De Angelis, e nemmeno la vicenda clamorosa di un ragazzo ucciso perché considerato di destra (senza esserlo) come Stefano Cecchetti. Fra queste storie incredibili, è raccontato anche il caso di Emanuele Zilli, a cui è dedicato un capitolo. L'ultimo che Telese ha scritto, a dire il vero, dopo aver detto al nostro militante, che aveva condotto l'inchiesta riprodotta in questo sito, Stefano Vaglio Laurin: «Se non aveste scritto il vostro dossier, nemmeno AN, forse, si ricorderebbe di questa sua vittima».
Così Pavia Tricolore ha raggiunto Stefano Vaglio Laurin, che su Emanuele Zilli raccolse infatti le prime informazioni. Gi abbiamo chiesto se possiamo aspettarci novità o sviluppi sul caso.

Ci sono elementi nuovi che appariranno nel libro di Luca Telese?
Sicuramente, poiché l'autore ha svolto un'indagine approfondita del caso iniziando il lavoro dove noi lo avevamo finito. Non solo ha ricostruito la dinamica dell'accaduto, ma ha dedicato ampio spazio al "dopo", alla fase successiva: sia relativamente al decorso ed alle modalità delle indagini condotte, sia riguardo al lungo periodo, comunque mai concluso, che ha visto la famiglia della vittima lasciata pressoché sola al suo destino. Alla memoria dei familiari, che sono vittime quanto i loro cari.

[LEGGI TUTTO]


Inserito da GFA il 17-XI-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA -  SINDROME DEI BALCANI: NUOVA VITTIMA ITALIANA - DIVENTANO 40 I MORTI E 300 I MALATI TRA I REDUCI DELLA MISSIONE

PAVIA - Ancora un soldato morto per linfoma di Hodgkin, un tumore maligno del sistema linfatico ormai tristemente noto come "sindrome dei Balcani". La vittima è il caporale Fabio Senatore, di 24 anni, napoletano: dopo essere stato in missione nei Balcani, era stato ricoverato a Pavia, «dove si era recato per cure, in cerca di un ennesimo trapianto per combattere la malattia contratta in Kosovo dall'uranio impoverito», come ha dichiarato Domenico Leggiero, responsabile dell'Osservatorio Militare. L'ipotesi che i proiettili all'uranio impoverito e quindi la contaminazione dei militari siano l'origine della morte dei soldati non è mai stata ufficialmente accertata. Ma per le famiglie e per chi si sta occupando di questi casi, come l'Osservatorio Militare, i dubbi sono pochi o addirittura inesistenti.
Fabio Senatore aveva fatto tre missioni nei Balcani. L'ultima, ha detto Leggiero, un anno fa, quando «è rientrato con la malattia ormai conclamata, e accertata, nel suo caso come in tutti gli altri casi di linfoma di Hodgkin tra i soldati, da medici civili e mai dai medici militari». Senatore, ha aggiunto Domenico Leggiero, «era della stessa estrazione e in amicizia con altri come Luca Sepe e Antonio Milano», militari napoletani di Cardito morti rispettivamente nel 2004 e nel 2002, «tutti in missione nei Balcani, tutti con linfoma di Hodgkin, tutti con l'illusione di essere assistiti e invece abbandonati». «È un tragico bollettino - ha commentato Leggiero - che va sempre più crescendo: con Senatore le vittime sono 40, e 300 i malati per uranio impoverito».

Forza Nuova, da anni impegnata in questa battaglia, ti invita a partecipare ad una petizione popolare, perché sia fatta finalmente luce sulla fine di decine di ragazzi italiani morti nel silenzio e nell'indifferenza delle istituzioni; perché chi di dovere si prenda le proprie responsabilità e ponga rimedio, ove possibile, ai propri danni; perché gli armamenti all'uranio impoverito siano definitivamente messi al bando.

[SCARICA IL MODULO PER LA PETIZIONE]


Inserito da GFA il 9-XI-2005 - Fonte: Corriere della Sera
 

NOTIZIEPAVIA - CAMBIO DI GUARDIA

Ad amici e camerati.

A seguito dell'ultima riunione di Forza Nuova Pavia, v'informo, con amarezza, che a causa di nuovi impegni lavorativi non potrò più dedicare al Movimento il tempo necessario per ricoprire adeguatamente il ruolo di Segretario di Sezione. Mi trovo dunque costretto a chiedere un cambio di guardia. Provvisoriamente, nell'attesa che la Segreteria Regionale nomini un nuovo responsabile, che inizierà la propria attività dal 1 gennaio 2006, il nuovo Segretario Cittadino sarà il Sig. Stefano D'Errico.
Intendo sottolineare come il mio attaccamento a Forza Nuova ed alle sue sacrosante battaglie resti quello di sempre. Tuttavia, noi non siamo degli stipendiati della politica: spesso rubiamo tempo ed energie al nostro lavoro ed alle nostre famiglie. Quando possiamo, spendiamo tempo e denaro senza chiedere niente in cambio, a differenza di altri.
Tengo comunque a chiarire come la mia scelta nulla abbia a che fare con le insinuazioni di possibili accordi con il Polo. Concedetemi questa affermazione: Forza Nuova è Roberto Fiore, ed altrimenti non potrebbe essere. Oggi Forza Nuova, è innegabile, quale conseguenza dell'alleanza con la Mussolini, si trova ad un bivio: da una parte la possibilità di ritagliarsi un proprio spazio nel centrodestra, a discapito della propria identità; dall'altra, la scelta di mantenere la propria coerenza, rinunciando però allo spazio mediatico che probabilmente gli sarebbe concesso. La scelta è inevitabile e spetta solo al capo.
Personalmente, credo che se Forza Nuova scegliesse di adeguarsi al gioco del bipolarismo, perderebbe i pezzi strada facendo. È d'altra parte concreto, sebbene a mio avviso poco probabile, il rischio di ghettizzarsi ulteriormente. Ritengo, però, che la scelta di non accettare il gioco delle parti potrebbe segnare non soltanto una vittoria morale ma, in futuro, persino una vittoria politica. Non importa chi vincerà le prossime elezioni, se il centrodestra od il centrosinistra: comunque vadano le cose, il prossimo governo dovrà affrontare una gravissima crisi economica, che spaventa gli stessi governanti. Né Berlusconi, né tantomeno Prodi potranno farci nulla. A torto o a ragione, ritengo folle inserirsi in un meccanismo proprio nel momento in cui si appresta a crollare su se stesso.

Diego Di Sopra.


Inserito da DDS il 17-X-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - CONFERENZA A VOGHERA - "ANNI DI PIOMBO: UNA STORIA DA RISCRIVERE"

In una "Sala del Millenario" gremita si è svolta, la sera di venerdì 20 maggio, la conferenza "Anni di piombo: una storia da riscrivere". Dopo una concisa presentazione di Giovanni Bottazzi, la parola è passata al relatore: Tomaso Staiti di Cuddia, che tra Pavia e Voghera visse per diversi anni a partire dal 1966, e che, ai tempi del segretariato di Laerte Crivellini, visse la propria militanza nel Movimento Sociale Italiano girando in lungo ed in largo i piccoli borghi che punteggiano il nostro territorio, affiggendo in quei luoghi che mai ne avevano veduti i primi manifesti del partito. Anni che Staiti ha ricordato alla folta platea con un sorriso, quando alla mente sono riaffiorate le immagini di un panino, una birra ed un pieno di benzina, dati in premio a chi spendeva le proprie notti in attacchinaggio. Anni di lotta e di contrapposizione, anche a Voghera, dove, nel 1976, fu impedito allo stesso Staiti di tenere un comizio, tramite la mobilitazione di centinaia di "rossi", giunti da ogni parte della Lombardia. Anni duri, anni da molti rimossi o travisati, ma ancora estremamente attuali. Attuali nella diuturna strumentalizzazione di chi li visse in maniera del tutto marginale, rivelandosi in tutto il proprio pavido arrivismo, e che oggi, con il riaccendersi di polemiche da tempo sopite e con il salire alla ribalta della cronaca di nuovi particolari legati ai tragici avvenimenti di quei giorni, mira a crearsi, a fronte di un drammatico vuoto ideologico, un retroterra reducistico. Ma attuali, grazie a Dio, anche nel composto e disinteressato ricordo di chi quegli anni li visse davvero, e di chi in nome di quegli anni e dei camerati che allora perirono vive oggi la propria lotta.

VOGHERA - «In politica "estremismo" non è una parolaccia: sono le passioni estreme che fanno nascere le idee. Il peggiore degli estremismi è il "moderatismo": la scelta ipocrita di chi vuole che qualcun altro faccia quello che a lui fa comodo». Nel Salone del Millenario, alla conferenza organizzata dal Circolo Culturale "Frisina", Tomaso Staiti di Cuddia ripercorre la storia degli "anni di piombo". Anni che l'ex parlamentare del Movimento Sociale, uscito dal partito quattro anni prima che la svolta di Fiuggi lo trasformasse in AN, ha vissuto in prima persona. «Anni di grandi passioni degenerate in violenza estrema per colpa dei partiti più che dei movimenti. - racconta Staiti - Alla fine dei Sessanta si occupava l'università e magari mentre la sinistra era in una facoltà, la destra era in un'altra. Ci si scontrava, per carità: ma ci si confrontava anche. Io parlavo con i Capanna, con gli Ivan Della Mea, con i leader del movimento di sinistra. La degenerazione è arrivata dopo, quando i partiti hanno iniziato a strumentalizzare i movimenti: il PCI da una parte, la DC dall'altra. E anche l'MSI ha avuto le sue colpe». La fuoriuscita nasce da qui: «Quando è arrivata la svolta di Fiuggi io non ero già più nel partito. Ma quando ho visto il gioco di luci che spegneva la fiamma dell'MSI mi sono sentito mancare: hanno buttato nella spazzatura quello che fino a pochi giorni prima mi accusavano di sostenere in maniera troppo tiepida. E perché? Per seguire l'estremismo dei moderati».


Inserito da GFA il 24-V-2005 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - DUE PESI O DUE MISURE?

Diamo spazio in questa sede ad una lettera indirizzata da Giovanni Bottazzi al quotidiano locale "La Provincia Pavese", e mai pubblicata, scritta in relazione a recenti operazioni di polizia che hanno coinvolto cinque skinheads lomellini. Evidente è la sproporzione tra le accuse (peraltro tutte da dimostrare: in dubio, pro reo) e l'imponente campagna di stampa imbastita ai loro danni, posta in essere su scala nazionale con l'ausilio di importanti quotidiani e telegiornali.

VOGHERA, 27-IV-2005 - Con una rapidità ed un'efficienza che sorprendono, la DIGOS di Pavia è intervenuta nei confronti di cinque skinheads lomellini accusati di avere aggredito alcuni giovani dei centri sociali.
Al tempo stesso colpisce l'enfatizzazione e la spettacolarizzazione di un'operazione di polizia evidenziata addirittura dal primo quotidiano nazionale che ne dava ampia notizia, il 23 aprile scorso, definendo i cinque giovani, per i quali dovrebbe pur sempre valere la presunzione di innocenza, le "furie nere" (sic!).
Devo, mio malgrado, constatare come, al contrario, nessuna denuncia, nessuna perquisizione, e, suppongo, nessuna indagine sia stata disposta dalle forze dell'ordine verso i gruppuscoli dell' "antifascismo militante" responsabili di una lunga serie di gravi atti di intimidazione nei miei confronti.

Giovanni Bottazzi,
dirigente provinciale MSFT.


Inserito da DDS il 12-V-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2005

Mentiremmo a noi stessi se ci dicessimo soddisfatti del risultato elettorale, ma è doveroso da parte nostra sforzarci, all'indomani dell'indubbio calo di consensi registrato da Alternativa Sociale, di analizzare i dati ed i riscontri ottenuti con lucidità ed obiettività.
È fuor di dubbio che le elezioni amministrative, per loro natura, si prestino assai facilmente alla pratica del voto di scambio, ad azioni e maneggi clientelari di vecchia data. Nonostante questo aspetto, peraltro ampiamente preventivato, rimane quello odierno un risultato elettorale sotto le nostre aspettative, specialmente alla luce dei sondaggi pre-elettorali, pur registrando l'importante risultato di Gianmario Invernizzi in Lombardia.
Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, alle comunali di Pavia, non ha saputo raggiungere la somma dei voti realizzati dai singoli movimenti nelle precedenti elezioni europee. Sarebbe difficile ed inutile cercare le motivazioni di questo tradimento elettorale. Molto più opportuno, a questo punto, sarà rimettersi al lavoro, con immutato entusiasmo, con l'orgoglio di chi ha dato il massimo e non ha nulla da rimproverarsi, e giovandosi dell'unico vero successo che dalle elezioni sarebbe potuto scaturire, e che abbiamo ottenuto: quello dell'allargarsi e del rinnovarsi della comunità militante a livello cittadino e provinciale, quello del rinvigorirsi delle sinergie costruttive tra persone e movimenti da tempo divisi ed ostili a causa di divergenze solo ed unicamente formali.
Mai abbiamo pensato di poter cambiare le cose con improbabili successi elettorali, piuttosto la nostra presenza alle regionali, in Lombardia come nel Lazio, alle comunali di Pavia, Vigevano e Voghera, è servita per dimostrare nuovamente il nostro impegno politico e sociale, per dare la possibilità ai cittadini di sottrarsi al castrante giogo del bipolarismo. Andremo avanti, in ogni caso, per la nostra strada: quella della ricostruzione nazionale. Strada che parte dal popolo, non dal palazzo, e che percorre i sentieri dell'azione, non quelli delle poltrone.

[ACCEDI ALLA SEZIONE SPECIALE]


Inserito da DDS il 13-IV-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - PAVIA TRICOLORE: CHIUSO IL FORUM

Lo staff di "Pavia Tricolore" si vede costretto a prendere atto della soppressione del proprio forum di discussione. A prendere atto del fatto compiuto, non a correre ai ripari, come taluni potrebbero pensare, a seguito delle sproporzionate azioni giudiziarie intentate in proposito da certa sinistra, supportate dalla ribalta mediatica offerta alla sterile querelle da determinati organi di stampa che, se non conniventi, quantomeno allineati al qualunquismo "politicamente corretto" dello schieramento di cui sopra, hanno nei giorni scorsi regalato spazio a chi la propaganda elettorale la gestisce non tramite atteggiamenti propositivi, come la cittadinanza pavese meriterebbe, ma solo ed unicamente tramite la gratuita e cieca delegittimazione dell'avversario di turno. I servizi che "Pavia Tricolore" aveva richiesto e messo a disposizione di tutti sono stati dunque, a seguito della segnalazione di presunti atti illeciti avvenuti sulle pagine del forum, sospesi tramite l'insindacabile decisione del fornitore degli stessi.
Veniamo a perdere oggi non un ricettacolo di pericolosi estremisti decisi a fare proseliti, come a taluni piace far credere, ma un luogo di libera discussione, accessibile a tutti tramite una semplice procedura di iscrizione. Se interessati a dibattere e consapevoli delle proprie esternazioni, tutti avrebbero potuto leggere, tutti avrebbero potuto scrivere. Ma, ed è l'evidenza dei fatti a suggerire questo tipo di conclusioni, a qualcuno la libera espressione sta a cuore fintanto che tiri acqua al proprio mulino.
Insensate sono le accuse mosse ai frequentatori del forum, artatamente dipinti come beceri emuli di un passato ormai lontano, ossessivamente legati ad anacronistici rituali, ed inquadrati, senza distinzioni, quando ai reali utenti sarebbero potuti corrispondere altrettanti anonimi provocatori e depistatori, entro la stereotipata categoria dell'intollerante. Insensate sono le accuse mosse ai gestori del servizio, i quali, come da "condizioni di utilizzo del servizio", pubblicate il 20 ottobre 2004, ben prima quindi dell'apertura del forum, ed accessibili dall'homepage del sito, declinavano ogni responsabilità derivante dall'illecito utilizzo del forum stesso, trovandosi, in quanto figure volontarie e non retribuite all'uopo, nell'impossibilità di monitorare costantemente le pagine di discussione, accessibili da chiunque 24 ore su 24. Sconcertante è, infine, il fatto che strumentali polemiche di questo genere salgano alla ribalta della cronaca a non più di una settimana dal voto, dopo mesi di serena attività dei servizi in questione. Il rischio è quello di ripetersi, ma la sensazione è quella che la democrazia ed il diritto alla libera espressione, ostentati da alcuni nella propria demagogica dialettica politica come capisaldi del vivere civile, siano da tutelarsi nel solo caso in cui non vadano a stridere con le proprie posizioni.


Inserito da GFA il 27-III-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - SANTE GAIARDONI: IL CAMPIONE TORNA IN PISTA PER LA MUSSOLINI

PAVIA - Le due medaglie d'oro conquistate alle Olimpiadi di Roma del 1960 brillano ancora nel cuore di Sante Gaiardoni, arcigno pistard che appena ventunenne vinse sia la gara di velocità che il chilometro da fermo. Erano i tempi degli infiniti duelli con Girardengo, amico-nemico sulle strade del Giro d'Italia. Gaiardoni, 66 anni, oggi pedala solo la domenica mattina dopo aver passato la settimana nel suo negozio di biciclette. Veneto di nascita, milanese d'adozione e pavese per passione politica, il pistard stavolta è sceso in pista per conquistare, a suon di voti, un posto in consiglio comunale a Pavia. La nuova maglia è quella di "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini", il partito con cui Gaiardoni cercherà di scalare Palazzo Mezzabarba. «La politica – ha spiegato il campione – è come lo sport. Per mesi ti prepari all'appuntamento, ti alleni e cerchi di migliorarti aspettando con trepidazione il momento dello sprint. Certo, l'impegno civile richiede molta preparazione ed io, a 66 anni suonati, ho pensato di essere abbastanza maturo per rimettermi in gioco. Insomma, ho voluto la bicicletta e adesso pedalo. Ho scelto di candidarmi a Pavia – prosegue – perché sono innamorato della sua grande storia. Da uomo di sport conosco il sapore della sconfitta e quello della vittoria. Negli anni in cui correvo era tutto diverso: gli uomini si rispettavano anche da avversari e l'importante era sempre arrivare al traguardo a testa alta convinti di aver speso anche l'ultima energia. La vita mi ha dato tanto ed era arrivato il momento di impegnarmi socialmente per aiutare le persone che più hanno bisogno. Credo fermamente in certi ideali – conclude Gaiardoni – e vorrei trasmettere la mia voglia di vivere anche in politica».
La fuga dell'eterno rivale di Girardengo è appena iniziata. Adesso, a una settimana dalle elezioni, la "maglia rosa del consiglio comunale di Pavia" è solamente una questione di preferenze e di voti in lista. Comunque vada nulla potrà cancellare i fasti degli antichi duelli, le due medaglie olimpioniche e la voglia mai sopita di pedalare verso nuove vittorie.


Inserito da DDS il 27-III-2005 - Fonte: Corriere della Sera
 

NOTIZIEPAVIA - MARIO SIRONI IN MOSTRA A VIGEVANO

VIGEVANO - Un altro grande protagonista del Novecento pittorico italiano in mostra a Vigevano. Mario Sironi: "L'immagine e la storia". Le opere dell'artista dal 1930 al 1950 saranno esposte nel Castello di Vigevano dal 19 marzo al 29 maggio.
Nella cavallerizza e nelle strade sotterranee del Castello sono ambientate le grandi tempere, i monumentali cartoni preparatori delle opere murali: esemplari di mano esclusiva dell'artista e spesso unici "originali" di opere andate distrutte. La prima sezione, dedicata alle tempere, verrà ospitata, viste le dimensioni considerevoli degli esemplari, nel grande spazio espositivo della Cavallerizza Ottocentesca del Castello di Vigevano. In questa sezione si potranno ammirare i cartoni preparatori per l'affresco "L'Italia tra le Arti e le Scienze", realizzato nel 1935 nell'Aula Magna dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", e per il grande mosaico "L'Italia Corporativa" del 1936-37, ancora oggi visibile presso il Palazzo dei Giornali di Milano, in piazza Cavour.
Saranno inoltre presenti opere non esposte alla mostra "Sironi, la Grande Decorazione", tenutasi nel 2004 a Bologna nelle sale della Pinacoteca ed alla Triennale di Milano. Si segnalano in particolare: "Figure e casa", tempera su carta del 1940 circa, proveniente da una collezione privata; "Omaggio a Giotto", eseguito negli anni Cinquanta.
La seconda sezione, denominata "Officia d'artista", verrà ospitata nelle due strade sotterranee d'epoca visconteo-sforzesca. Qui si potranno ammirare i disegni di Sironi, sfogliare, in un certo senso, il suo "taccuino segreto", assistere al percorso a posteriori della nascita dell'opera d'arte.


Inserito da GFA il 10-III-2005 - Fonte: Pavia Vigevano Voghera
 

NOTIZIEPAVIA - ARRIVANO GLI "ASSEGNI SOLIDALI": IN PROVINCIA UNA FAMIGLIA HA RICEVUTO I PRIMI 250 EURO PROMESSI DALLA MUSSOLINI

PAVIA - Lo aveva promesso durante una trasmissione televisiva, e adesso ha mantenuto fede ai patti. Alessandra Mussolini, durante la puntata del 20 settembre 2004 di "Servizio Pubblico" a Radio 24, aveva parlato in merito ad un rimborso elettorale da destinare alle famiglie bisognose e ad una fondazione denominata "Famiglia Italiana". Uno dei primi assegni promessi dalla Mussolini è arrivato ad una famiglia di Pavia. 250 Euro recapitati via posta che serviranno per acquistare generi alimentari. Fra mille difficoltà burocratiche e non, grazie all'interessamento di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, è arrivato col nuovo anno il primo assegno di 250 Euro nella nostra provincia ad una famiglia in difficoltà. Per questa famiglia i 250 Euro arriveranno mensilmente per un periodo non ancora definito, anche se l'On. Mussolini aveva parlato di 5 anni, pari alla sua legislazione nel parlamento europeo. L'iniziativa, appoggiata da Forza Nuova a livello locale, coinvolgerà altre famiglie pavesi anche nei prossimi mesi. I responsabili del partito della Mussolini si sono detti soddisfatti che l'iniziativa sia partita senza intoppi e adesso aspettano le decisioni del parlamento italiano che dovrà riconoscere questa forma di aiuto volontario.


Inserito da DDS il 9-III-2005 - Fonte: Il Punto
 

NOTIZIEPAVIA - INTERVISTA A GIOVANNI BOTTAZZI, CANDIDATO SINDACO DI "ALTERNATIVA SOCIALE" A VOGHERA

VOGHERA - Giovanni Bottazzi, 52 anni, originario di Tortona, di professione libraio, in lista per "Alternativa Sociale", segni particolari cinque anni passati nella Legione Straniera, è il quarto candidato sindaco per le prossime elezioni.
Bottazzi, qual è l'obiettivo che si prefigge?
Eleggere un consigliere. Una sfida ardua, perché non siamo aggregati a nessuno.
Quali valori porta avanti la sua lista?
Ci presentiamo come la sentinella dell'onestà e del buon governo, sia nei confronti del centrodestra che del centrosinistra.
Ci può dire qualcosa sul programma?
Sicuramente rivendichiamo più spazio culturale per la destra antagonista. Spazio che abbiamo ma che certa sinistra ci vorrebbe togliere. Poi vorremmo una maggiore attenzione alla sicurezza. Intendendo un più capillare controllo di quegli extracomunitari, come i magrebini, che tramite la pratica dell'accattonaggio sembrano aver preso il controllo di alcune zone della città, come i parcheggi. Oltre a questo siamo per l'ecologia, la cura del verde e la raccolta differenziata, e per una maggiore attenzione alla nostra prestigiosa biblioteca, troppo spesso oggetto di tagli da parte delle amministrazioni.
Un auspicio.
Che, viste le provocazioni e le minacce alle quali sono stato sottoposto da parte di certi gruppi di sinistra, nessuno spazio e nessuna attenzione venga concessa loro da parte della formazione che vincerà, di destra o di sinistra che sia.

di Matteo Negri.


Inserito da GFA il 9-III-2005 - Fonte: Pavia Vigevano Voghera
 

NOTIZIEPAVIA - PAVIA DICE NO A MANSON - IL "CENTRO ORIENTAMENTI E TRADIZIONE" HA CHIESTO DI ANNULLARE IL CONCERTO

PAVIA - Parte da Pavia la nuova crociata anti-satanisti. In seguito alla notizia di un concerto del noto cantante Marilyn Manson organizzato al Mazdapalace di Milano, una associazione pavese ha chiesto ufficialmente ai responsabili della struttura di non ospitare il cantante "satanico". Il Centro Orientamenti e Tradizione, fondato a Pavia cinque anni fa, ha lanciato il manifesto: "I cattolici gridano no al satanismo!". Questa iniziativa segue quelle già avanzate da un ampio gruppo d'esponenti del mondo cattolico italiano che vuole così far sentire forte la propria voce nel deserto dell'indifferenza e del conformismo, dell'abitudine alle cose più oscene per riaffermare i valori della fede e della preghiera, per dire no ai messaggi di morte e di violenza.
Spiegano i responsabili dell'associazione pavese: «No al diavolo in Italia e nel mondo. Diciamo no al satanismo, e no alle aberrazioni di Manson. Dunque stiamo valutando la possibilità di organizzare una "Crociata Antisatanista" per fermare il concerto di Marilyn Manson che è in calendario il prossimo 7 giugno. La volontà è quella di organizzare una manifestazione di protesta, un presidio o una fiaccolata di fronte al Mazdapalace, in via Sant'Elia a Milano, il giorno del concerto, e di farlo con la massima partecipazione di altre forze cristiane fra cui il Centro Studi Davide Albertario, l'Osservatorio Cristiano Indipendente, l'Osservatorio Antisette promosso da Forza Nuova e da altre realtà come associazioni e movimenti cristiani. Sono già state contattate: Militia Christi, Italia Cristiana e la rivista Ekpyrosis. Riteniamo che il concerto di Manson sia diseducativo, provocatorio e palesemente demoniaco. Non si tratta di cultura né di libertà di pensiero, e l'articolo 21 della Costituzione italiana non c'entra nulla con chi inneggia alla violenza, alla morte e all'oscenità. Per questa ragione abbiamo chiesto ai responsabili della struttura di non ospitare il concerto di Marilyn Manson».
Insomma, la crociata antisatanista partita da Pavia è destinata ad arrivare lontano nel giorno in cui a Voghera arriverà la prima sentenza contro la setta satanica oltrepadana che avrebbe seviziato e violentato una giovane. Il processo si potrebbe concludere già il 21 febbraio davanti ai giudici del tribunale di Voghera. Il Centro Orientamenti e Tradizione ha organizzato un volantinaggio a Voghera città ricordando l'episodio incriminato e chiedendo giustizia per la giovane vittima.


Inserito da DDS il 16-II-2005 - Fonte: Il Punto
 

NOTIZIEPAVIA - IL CANDIDATO SINDACO GIAMMATTEO RONA SULLA ROTTURA CON "LEGA PADANA LOMBARDIA"

La coalizione pavese è nata sulla base di un accordo tra Comitato per Pavia, Lega Padana ed Alternativa Sociale in un quadro chiaro di alleanze anche nazionali. Quando l'accordo è venuto meno per l'ambiguo posizionamento dei padani a livello regionale, non si è riusciti a tenerlo in vita a Pavia. Ora la coalizione "Energie per il Cambiamento" è composta da Comitato per Pavia e Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, anche per l'impossibilità a dialogare con gli esponenti della "Lega", arroccati sulle loro posizioni ideologiche secessioniste e sulla riproposizione di uno stile di comportamento proprio della politica politicante. Entrambi gli atteggiamenti mentali sono lontani dalla cultura e dall'impegno civico di "Energie per il Cambiamento", che invece ha, come motivo conduttore, l'alternativa radicale ai comportamenti messi in atto nel teatrino della politica.


Inserito da DDS il 16-II-2005 - Fonte: Comitato per Pavia
 

NOTIZIEPAVIA - UNA LETTERA AI PAVESI: LA SCRIVONO ALTERNATIVA SOCIALE E COMITATO PER PAVIA

PAVIA - "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" ed il "Comitato per Pavia" hanno indirizzato in questi giorni una lettera aperta ai pavesi in vista delle consultazioni comunali in programma il 3 aprile. «I temi del vivere civile, della lotta al degrado e alla microcriminalità, dell'identità della comunità cittadina, della tutela dei più deboli e dei diversamente abili e la definizione della vocazione economica - spiegano nella missiva i sostenitori di Giammatteo Rona a candidato sindaco - costituiscono il nostro impegno per la città. Ai pavesi chiediamo di punire la manifesta inadeguatezza del centro-sinistra ad amministrare bene Pavia e l'indifferenza dell'opposizione di centro-destra nel cogliere le esigenze della città per contrastare efficacemente il malgoverno comunale. Noi siamo la forza vera del cambiamento e solo con un voto alle liste che sostengono il nostro candidato si potrà finalmente imboccare una strada nuova».


Inserito da DDS il 4-II-2005 - Fonte: Il Punto
 

NOTIZIEPAVIA - ALTERNATIVA SOCIALE RISOLVE IL GIALLO: POMATI CANDIDATO SINDACO A VIGEVANO

VIGEVANO - La tabella di marcia non è stata rispettata. Così la soluzione del giallo in Alternativa Sociale, annunciata in un primo tempo per la giornata di giovedì, è slittata a sabato sera. Quando è arrivata la fumata bianca che mette fine alla bagarre, alla doppia candidatura, per la stessa lista e per lo stesso obiettivo, la poltrona di primo cittadino di Vigevano.
In corsa per la fascia tricolore di sindaco della città ducale ci sarà Giuseppe Pomati. Giuseppe Fassardi sarà invece in corsa ad aprile, per un posto in consiglio regionale, e sempre per Alternativa Sociale.
La scelta, come dicevamo, è avvenuta sabato sera. E domenica mattina sia Pomati che Fassardi hanno partecipato alla manifestazione milanese indetta da Alternativa Sociale.
«A questo punto possiamo dire che il giallo è stato del tutto risolto - esordisce Gianmario Invernizzi, componente dell'ufficio politico della direzione nazionale di Forza Nuova - con la scelta di Pomati per le comunali e di Fassardi per la regione. Si è trattato di una incomprensione, cose che possono accadere, soprattutto in uno schieramento nuovo e che raggruppa quattro forze politiche. Ma le incomprensioni possono essere tranquillamente risolte quando il confronto avviene tra persone per bene. Personalmente, conosco Fassardi da vent'anni, un personaggio del suo spessore è fondamentale per le regionali, così come è stata importante la scelta di proporre Pomati per le comunali. A questo punto - conclude - basta polemiche, ci mettiamo al lavoro».
«Si è trattato di semplicemente di un malinteso - dichiara Pomati - un equivoco, o se vogliamo anche un naturale problema di dialogo e comunicazione tra partiti che per la prima volta si mettono attorno allo stesso tavolo per dare vita ad un progetto politico. Mi fa piacere poter guidare la lista alle comunali, ma non è più il tempo delle polemiche: abbiamo occupato le pagine dei giornali per cose al di fuori delle questioni vere che interessano alla gente. Basta polemiche, mettiamoci a lavorare, tutti insieme».
«Con Pomati ci siamo sentiti e ci siamo chiariti - afferma Fassardi - spero che con lui si possa iniziare un discorso proiettato al futuro per proseguire sul progetto politico di Alternativa Sociale, ma conoscendolo, non ho dubbi al riguardo. La mia candidatura? Il partito ha ritenuto opportuno propormi per le regionali, io sono pronto».


Inserito da GFA il 4-II-2005 - Fonte: L'Informatore
 

NOTIZIEPAVIA - ALTERNATIVA SOCIALE: IL MEDICO FASSARDI CANDIDATO SINDACO A VIGEVANO

VIGEVANO - Forza Nuova ha deciso: presenterà una propria lista alle elezioni comunali di Vigevano e il candidato sindaco sarà il medico Giuseppe Fassardi, che è il coordinatore provinciale del Movimento. La notizia è stata diffusa ieri tramite un comunicato stampa in cui si dice che «a seguito degli accordi nazionali e locali tenuti con gli altri Movimenti della coalizione "Alternativa Sociale", in particolar modo con il Movimento Sociale Fiamma Tricolore - rappresentato dal Federale provinciale Gianni Comitani - la sezione di Forza Nuova Vigevano comunica che alle prossime elezioni comunali cittadine presenterà come candidato sindaco il dottor Giuseppe Fassardi, coordinatore provinciale del Movimento». La lista, è scritto nel documento, sarà composta da militanti di Forza Nuova e della Fiamma Tricolore, e sarà riconoscibile dal simbolo "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini", presentato anche alle precedenti elezioni europee, e che sarà presente altresì per le elezioni regionali.
«Crediamo che la presenza di Forza Nuova e del Movimento Sociale Fiamma Tricolore - è scritto nel comunicato firmato da Luca Battista, responsabile di Forza nuova per Vigevano e Lomellina - alle elezioni cittadine abbia un profondo significato storico-politico: dopo la "svolta di Fiuggi" l' "Area nazional-popolare si disgregò con la nascita di AN. Oggi, a 10 anni di distanza da quel disastroso congresso, vogliamo provare a dare un segnale di unità a tutta l' "Area" della "destra" non allineata. La presentazione della lista "Alternativa Sociale" a Vigevano assume quindi significato di sfida, oltre la destra e la sinistra, per la "nostra" gente, per il Popolo Italiano, contro l'immigrazione e per il miglioramento dello stato sociale, a favore delle famiglie e contro droga e aborto».


Inserito da GFA il 22-I-2005 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - CASO BARATTOLO: ECCO COSA È VERAMENTE ACCADUTO E UNA STAMPA MIOPE CONTINUA A TACERE

PAVIA - Siamo stanchi di assistere alla continua criminalizzazione di una parte politica; siamo stufi di leggere resoconti di cronaca falsi ed unilaterali; siamo infastiditi dalle continue prediche del comitato provinciale antifascista che semina solo odio ed incita alla lotta ideologica.
Crediamo si debba fare luce serenamente sull'attività del Barattolo, rendendo di nuovo disponibile l'area comunale a tutte le associazioni culturali della città.
Per onestà di cronaca riportiamo i fatti come realmente sono accaduti tra un gruppo di aggressori dell'area della sinistra antagonista e due aggrediti del VFS, stigmatizzando il comportamento della stampa locale che ha invertito i ruoli calpestando la realtà delle cose.
Il giorno 17 dicembre era presente a Pavia un gruppo musicale (Los Fastidios) dell'area della sinistra antagonista chiamati dal Barattolo per un concerto. Casualmente, all'altezza della scuola "Cossa", due esponenti del Fronte Skinheads si trovavano a percorrere in automobile tale via e dopo aver incrociato il pulmino del gruppo musicale sono stati riconosciuti da questi individui e fatti oggetto di una vile aggressione. Prima con insulti e poi con il lancio di una pietra. La sassata ha colpito l'auto e ha rotto il lunotto. A questo punto, i due esponenti del Fronte Skinheads, dopo esser scesi dall'auto, hanno subito una furibonda aggressione a colpi di martello, di cinghie borchiate e di bastoni. Pur in inferiorità numerica e colpiti da una martellata, hanno avuto la meglio sul branco inferocito domato definitivamente solo dall'intervento delle forze dell'ordine.
Questa volta al branco è andata buca: dopo un maldestro tentativo di addossare la colpa ai due esponenti del VFS, sono stati mascherati da due testimoni occasionali che hanno testimoniato in questura. Ora, possiamo solo sperare in una giustizia giusta.


Inserito da DDS il 15-I-2005 - Fonte: Comitato per Pavia