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NOTIZIEPAVIA
- VOGHERA: GIOVANNI BOTTAZZI ESCLUSO DAI DIBATTITI NELLE
SCUOLE |
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VOGHERA - L'autogestione del Liceo
Galilei, ovvero i "giorni dedicati" a cura degli studenti, si sono conclusi con la Fiamma Tricolore messa alla porta. Una scelta che non va giù al coordinatore del movimento, Giovanni
Bottazzi.
«Ero stato invitato al liceo, anzi avevo ricevuto un doppio invito, dalla sezione scientifica e da quella classica. La tradizionale prassi è che siano gli studenti a proporre i temi del dibattito e i nomi degli eventuali relatori esterni. Nel caso specifico, il 26 gennaio avrebbe dovuto parlare al Classico un ex combattente della Decima MAS, che nel 2005 tenne una conferenza al Millenario. Allo Scientifico ero invitato io venerdì 27, come responsabile della Fiamma Tricolore di Voghera. Avrei dovuto trattare il tema della continuità o discontinuità tra il programma della Fiamma e quello del Partito Fascista». Le due proposte degli studenti sono state scartate. «Stranamente, ma fino a un certo punto. - commenta Bottazzi - Vien da pensare che si usino due pesi e due misure. Negli anni scorsi al Liceo Scientifico avevano parlato della loro esperienza combattentistica degli ex partigiani. Gli studenti chiedevano
solo di ascoltare un'altra voce che parlasse loro dello stesso periodo storico. Anni fa, al cinema Arlecchino, io stesso avevo tenuto un civilissimo dibattito di fronte ai ragazzi dello Scientifico. Insieme a me aveva parlato un esponente dei centri sociali di Milano, senza la minima frizione».
Bottazzi rivolge un interrogativo alla preside della scuola, Anna
Corbi, e al mondo scolastico più in generale: «Se esperimenti di autogestione devono venire dalla base studentesca e poi le attese dei ragazzi vengono frustrate dall'alto, dove va a finire la tanto decantata multiculturalità che dovrebbe far parte di un'educazione scolastica?». |
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| Inserito
da GFA
il 5-II-2006 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- ESPLODE IL CASO DELLE FABBRICHE-GHETTO CINESI IN PROVINCIA
DI PAVIA - UN LAOGAI SOTTO CASA TUA? |
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Tre
casi in poco più di un mese, tutti molto simili nelle loro
caratteristiche ed estremamente vicini geograficamente: la
fiorente industria pellettiera oltrepadana ha ormai lasciato
il posto allo sfruttamento esasperato di manodopera straniera
a costi irrisori. A dimostrarlo, le indagini compiute sul
territorio dalle Forze dell'Ordine a partire dallo scorso mese
di dicembre, che hanno portato alla scoperta ed allo
smantellamento di tre autentiche fabbriche-ghetto gestite da
cinesi, a Campospinoso, a Portalbera ed a Pinarolo Po. E
questa, purtroppo, pare non essere altro che la punta di un
iceberg ben più ampio, la dimostrazione pratica delle cause
di quel fenomeno di recessione che, nel corso degli ultimi
decenni, è riuscito a mettere in ginocchio l'industria delle
confezioni, un tempo settore trainante dell'economia locale.
Spazi angusti, infrastrutture fatiscenti, prodotti chimici
conservati accanto alle provviste di cibo, macchinari, brande
di fortuna: è questo l'ambiente in cui vivevano e lavoravano,
costretti dai propri connazionali, decine di immigrati
clandestini cinesi, su turni che spesso superavano le 12 ore
di attività ininterrotta, spesso accanto a bambini di pochi
mesi. Tutto questo nel completo silenzio, ed all'oscuro degli
stessi abitanti dei paesi in cui le fabbriche-ghetto erano
dislocate: niente e nessuno, se non il prodotto finito, aveva
la possibilità di uscire da quelle mura.
La potenza economica cinese, tramite lo sfruttamento dei
propri cittadini, immigrati irregolarmente in Italia, sotto la
supervisione di altri immigrati, stavolta regolari,
responsabili dell'organizzazione del lavoro e del
procacciamento degli ordinativi, e con la complicità delle
multinazionali da cui partono gli ordinativi stessi, spesso
note e prestigiose firme di quella che dovrebbe essere la moda
"made in Italy", pare dunque avere compiuto un
importante salto di qualità: alla semplice esportazione del
prodotto finito si è ora affiancata la ben più pericolosa
esportazione di uno tra i modelli di lavoro più inumani,
quello del LAOGAI, il sistema di campi di lavoro a costo zero
su cui si basa la reale competitività cinese.
Sconcertante è il silenzio delle istituzioni di fronte ad un
fenomeno tanto preoccupante, capace, se non adeguatamente
contrastato, di innescare nel mondo del lavoro un
inarrestabile processo di imbarbarimento, dove ad un
lavoratore conscio dei propri inalienabili diritti e della
propria dignità si sostituisca una massa da sfruttare, in un
gioco al ribasso dal quale solo il grande capitale potrà
trarre vantaggio, a discapito del popolo italiano. |
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| Inserito
da GFA
il 5-II-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA
- IN AULA PER UN SALUTO ROMANO: LA "POLIZIA DEL
PENSIERO" COLPISCE ANCHE A PAVIA |
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Tanto è il
fragore mediatico che sta suscitando in questi giorni il
"caso Di Canio", ma il calciatore non è il solo a
dover far fronte a possibili sanzioni per aver scelto di
esternare le proprie convinzioni con un gesto (libertà
questa che peraltro, in linea del tutto teorica, dovrebbe
essere garantita, stando alla Costituzione, ad ogni
cittadino italiano): mille sono le storie di ingiustizia e
di repressione che ogni giorno passano sotto silenzio.
Ultima in ordine di tempo, quella di sei skinheads pavesi,
per la maggior parte appartenenti al Veneto Fronte
Skinheads, che il 20 dicembre si trovavano in tribunale per
la prima udienza di un processo che li vede imputati, stando
all'accusa, per il solo fatto di aver salutato romanamente
durante una manifestazione in onore dei Camerati Caduti
svoltasi il 25 giugno 2004.
Difficile è capire quale pericolo per la democrazia possa
provenire da un saluto romano, come difficile è capire,
legislazione alla mano, come sei ragazzi potessero mirare
alla ricostituzione del disciolto PNF od inneggiare a
qualsivoglia discriminazione razziale o religiosa con un
semplice gesto della mano, svolto in silenzio, svincolato
quindi da slogan o da apparati propagandistici di qualsiasi
genere. Non ci proveremo neppure, sarebbe tempo perso:
l'applicazione della legge, in questo campo, risulta essere
tristemente delegata alla discrezionalità di chi giudica,
che pare lo faccia, spesso e volentieri, al fine di
smantellare ogni resistenza al "politicamente
corretto" ed ogni forma di pensiero che strida con le
istanze omologatrici che vanno per la maggiore, prima ancora
che per "amor di giustizia".
Siamo ancora una volta di fronte ad una lampante
dimostrazione di quanto il potere sia terrorizzato da ogni
forma di identità forte che si contrapponga alla supina
accettazione dell'omologazione culturale, diretta filiazione
della globalizzazione. Lo stesso terrore che portava le
autorità del dopoguerra a rimuovere non soltanto i simboli
del passato regime, ma anche tutto ciò che potesse
lontanamente richiamarne i valori. Fu così che i preziosi
mosaici di Mario Sironi che arricchiscono le pareti del
Palazzo di Giustizia di Milano, opere unanimemente
riconosciute come la massima espressione del Novecentismo
italiano, si ritrovarono mutili dei Fasci Littori. Fasci
Littori che non alludevano al Fascismo, ma
all'amministrazione del Diritto ai tempi di Roma. Fu così
che, senza andare lontano, la colonna romana che a Pavia,
presso il Gravellone, commemorava l'ingresso in città di
Carlo Alberto, nel 1848, primo impulso di quel Risorgimento
del quale la Resistenza si vorrebbe figlia e continuatrice,
fu rimossa e completamente distrutta, sebbene non avesse a
che fare con il Fascismo se non per quanto riguarda la data
di collocazione. I simboli e l'identità nazionale fanno
paura oggi come allora, ed oggi come allora sono perseguiti
ciecamente, a costo di vere e proprie aberrazioni.
La redazione di Pavia Tricolore e la sezione pavese di Forza
Nuova tutta esprimono la propria incondizionata solidarietà
ai ragazzi che oggi si trovano a pagare per amore della
propria terra e della propria identità. Amore per se stessi
e per i propri simili che troppo spesso si trova ad essere
strumentalmente venduto come odio nei confronti del diverso,
ma che è l'unica strada per preservare quelle differenze
culturali ed umane che costituiscono l'unica vera ricchezza
del pianeta, e l'unica vera speranza per esso di sottrarsi
all'annichilimento materialista che la spietata livella
della cultura dominante vorrebbe imporre ad ogni individuo. |
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| Inserito
da GFA
il 27-XII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA
- IL CASO DI EMANUELE ZILLI SU UNA PUBBLICAZIONE CHE SARÀ
PRESTO DIFFUSA A LIVELLO NAZIONALE: TUTTE LE NOVITÀ |
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Pavia Tricolore ha un motivo di orgoglio: quello di aver tenuto viva la memoria sulla tragica scomparsa di Emanuele Zilli. Non è un caso che la nostra inchiesta sia stata lo spunto che ha ispirato un paragrafo del bel libro di Guido Giraudo su Sergio Ramelli ("Una storia che fa ancora paura"), ed anche un altro libro dedicato ai caduti di destra negli anni di piombo, "Cuori Neri" (uscirà, per Sperling &
Kupfer, a gennaio del 2006, ma è stato chiuso in questi giorni) scritto dal giornalista parlamentare de
"Il Giornale", Luca Telese. "Cuori Neri"
dedica un capitolo all'omicidio di ciascuno dei caduti del MSI e del Fronte della Gioventù, da Ugo Venturini a Paolo Di Nella, senza trascurare nemmeno un caduto di Terza Posizione come Nanni De
Angelis, e nemmeno la vicenda clamorosa di un ragazzo ucciso perché considerato di destra (senza esserlo) come Stefano
Cecchetti. Fra queste storie incredibili, è raccontato anche il caso di Emanuele Zilli, a cui è dedicato un capitolo. L'ultimo che Telese ha scritto, a dire il vero, dopo aver detto al nostro militante, che aveva condotto l'inchiesta riprodotta in questo sito, Stefano Vaglio
Laurin: «Se non aveste scritto il vostro dossier, nemmeno AN, forse, si ricorderebbe di questa sua vittima».
Così Pavia Tricolore ha raggiunto Stefano Vaglio Laurin, che su Emanuele Zilli raccolse infatti le prime informazioni. Gi abbiamo chiesto se possiamo aspettarci novità o sviluppi sul caso.
Ci sono elementi nuovi che appariranno nel libro di Luca
Telese?
Sicuramente, poiché l'autore ha svolto un'indagine approfondita del caso iniziando il lavoro dove noi lo avevamo finito. Non solo ha ricostruito la dinamica dell'accaduto, ma ha dedicato ampio spazio al "dopo", alla fase successiva: sia relativamente al decorso ed alle modalità delle indagini condotte, sia riguardo al lungo periodo, comunque mai concluso, che ha visto la famiglia della vittima lasciata pressoché sola al suo
destino. Alla memoria dei familiari, che sono vittime quanto i loro cari.
[LEGGI TUTTO] |
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| Inserito
da GFA
il 17-XI-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA
- SINDROME DEI BALCANI: NUOVA VITTIMA ITALIANA - DIVENTANO
40 I MORTI E 300 I MALATI TRA I REDUCI DELLA MISSIONE |
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PAVIA - Ancora un soldato morto per linfoma di
Hodgkin, un tumore maligno del sistema linfatico ormai tristemente noto come
"sindrome dei Balcani". La vittima è il caporale Fabio Senatore, di 24 anni, napoletano: dopo essere stato in missione nei Balcani, era stato ricoverato a Pavia, «dove si era recato per cure, in cerca di un ennesimo trapianto per combattere la malattia contratta in Kosovo dall'uranio impoverito», come ha dichiarato Domenico Leggiero, responsabile dell'Osservatorio Militare. L'ipotesi che i proiettili all'uranio impoverito e quindi la contaminazione dei militari siano l'origine
della morte dei soldati non è mai stata ufficialmente accertata. Ma per le famiglie e
per chi si sta occupando di questi casi, come l'Osservatorio
Militare, i dubbi sono pochi o addirittura inesistenti.
Fabio Senatore aveva fatto tre missioni nei Balcani. L'ultima, ha detto Leggiero, un anno fa, quando «è rientrato con la malattia ormai conclamata, e accertata, nel suo caso come in tutti gli altri casi di linfoma di Hodgkin tra i soldati, da medici civili e mai dai medici militari». Senatore, ha aggiunto Domenico Leggiero, «era della stessa estrazione e in amicizia con altri come Luca Sepe e Antonio Milano», militari napoletani di Cardito morti rispettivamente nel 2004 e nel 2002, «tutti in missione nei Balcani, tutti con linfoma di
Hodgkin, tutti con l'illusione di essere assistiti e invece abbandonati». «È un tragico bollettino - ha commentato Leggiero - che va sempre più crescendo: con Senatore le vittime sono 40, e 300 i malati per uranio impoverito».
Forza Nuova, da anni impegnata in questa battaglia, ti
invita a partecipare ad una petizione popolare, perché sia
fatta finalmente luce sulla fine di decine di ragazzi
italiani morti nel silenzio e nell'indifferenza delle
istituzioni; perché chi di dovere si prenda le proprie
responsabilità e ponga rimedio, ove possibile, ai propri
danni; perché gli armamenti all'uranio impoverito siano
definitivamente messi al bando.
[SCARICA
IL MODULO PER LA PETIZIONE] |
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| Inserito
da GFA
il 9-XI-2005 - Fonte: Corriere della Sera |
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NOTIZIEPAVIA
- CAMBIO DI GUARDIA |
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Ad amici e
camerati.
A seguito dell'ultima riunione di Forza Nuova Pavia, v'informo, con amarezza, che a causa di nuovi impegni lavorativi non potrò più dedicare
al Movimento il tempo necessario per ricoprire adeguatamente
il ruolo di Segretario di Sezione. Mi trovo dunque costretto
a chiedere un cambio di guardia. Provvisoriamente,
nell'attesa che la Segreteria Regionale nomini un nuovo responsabile,
che inizierà la propria attività dal 1 gennaio 2006, il nuovo
Segretario Cittadino sarà il Sig. Stefano D'Errico.
Intendo sottolineare come il mio attaccamento a Forza Nuova ed alle sue sacrosante battaglie
resti quello di sempre. Tuttavia, noi non siamo degli stipendiati della
politica: spesso rubiamo tempo ed energie al nostro lavoro ed alle nostre famiglie. Quando possiamo, spendiamo tempo e denaro senza chiedere niente in cambio, a differenza di altri.
Tengo comunque a chiarire come la mia scelta nulla abbia a che fare con le insinuazioni di
possibili accordi con il Polo. Concedetemi questa affermazione: Forza Nuova è Roberto Fiore, ed altrimenti non potrebbe essere. Oggi Forza Nuova, è innegabile,
quale conseguenza dell'alleanza con la Mussolini, si trova ad un
bivio: da una parte la possibilità di ritagliarsi un proprio spazio nel centrodestra, a discapito della propria identità;
dall'altra, la scelta di mantenere la propria coerenza, rinunciando
però allo spazio mediatico che probabilmente gli sarebbe concesso. La scelta è inevitabile e spetta solo al capo.
Personalmente, credo che se Forza Nuova scegliesse di
adeguarsi al gioco del bipolarismo, perderebbe i pezzi strada
facendo. È d'altra parte
concreto, sebbene a mio avviso poco probabile, il rischio di
ghettizzarsi ulteriormente. Ritengo, però, che la scelta di non accettare il gioco delle parti potrebbe segnare non
soltanto una vittoria morale ma, in futuro, persino una vittoria politica. Non importa chi vincerà le prossime elezioni, se il centrodestra od il
centrosinistra: comunque vadano le cose, il prossimo governo dovrà affrontare una gravissima crisi economica, che spaventa gli stessi governanti. Né Berlusconi, né tantomeno Prodi potranno farci
nulla. A torto o a ragione, ritengo folle inserirsi in un meccanismo proprio nel momento in cui
si appresta a crollare su se stesso.
Diego Di Sopra. |
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| Inserito
da DDS
il 17-X-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA
- CONFERENZA A VOGHERA - "ANNI DI PIOMBO: UNA STORIA DA
RISCRIVERE" |
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In una
"Sala del Millenario" gremita si è svolta, la sera
di venerdì 20 maggio, la conferenza "Anni di piombo: una
storia da riscrivere". Dopo una concisa presentazione di
Giovanni Bottazzi, la parola è passata al relatore: Tomaso
Staiti di Cuddia, che tra Pavia e Voghera visse per diversi
anni a partire dal 1966, e che, ai tempi del segretariato di
Laerte Crivellini, visse la propria militanza nel Movimento
Sociale Italiano girando in lungo ed in largo i piccoli borghi
che punteggiano il nostro territorio, affiggendo in quei
luoghi che mai ne avevano veduti i primi manifesti del
partito. Anni che Staiti ha ricordato alla folta platea con un
sorriso, quando alla mente sono riaffiorate le immagini di un
panino, una birra ed un pieno di benzina, dati in premio a chi
spendeva le proprie notti in attacchinaggio. Anni di lotta e
di contrapposizione, anche a Voghera, dove, nel 1976, fu
impedito allo stesso Staiti di tenere un comizio, tramite la
mobilitazione di centinaia di "rossi", giunti da
ogni parte della Lombardia. Anni duri, anni da molti rimossi o
travisati, ma ancora estremamente attuali. Attuali nella
diuturna strumentalizzazione di chi li visse in maniera del
tutto marginale, rivelandosi in tutto il proprio pavido
arrivismo, e che oggi, con il riaccendersi di polemiche da
tempo sopite e con il salire alla ribalta della cronaca di
nuovi particolari legati ai tragici avvenimenti di quei
giorni, mira a crearsi, a fronte di un drammatico vuoto
ideologico, un retroterra reducistico. Ma attuali, grazie a
Dio, anche nel composto e disinteressato ricordo di chi quegli
anni li visse davvero, e di chi in nome di quegli anni e dei
camerati che allora perirono vive oggi la propria lotta.
VOGHERA - «In politica "estremismo" non è una
parolaccia: sono le passioni estreme che fanno nascere le
idee. Il peggiore degli estremismi è il
"moderatismo": la scelta ipocrita di chi vuole che
qualcun altro faccia quello che a lui fa comodo». Nel Salone
del Millenario, alla conferenza organizzata dal Circolo
Culturale "Frisina", Tomaso Staiti di Cuddia
ripercorre la storia degli "anni di piombo". Anni
che l'ex parlamentare del Movimento Sociale, uscito dal
partito quattro anni prima che la svolta di Fiuggi lo
trasformasse in AN, ha vissuto in prima persona. «Anni di
grandi passioni degenerate in violenza estrema per colpa dei
partiti più che dei movimenti. - racconta Staiti - Alla fine
dei Sessanta si occupava l'università e magari mentre la
sinistra era in una facoltà, la destra era in un'altra. Ci si
scontrava, per carità: ma ci si confrontava anche. Io parlavo
con i Capanna, con gli Ivan Della Mea, con i leader del
movimento di sinistra. La degenerazione è arrivata dopo,
quando i partiti hanno iniziato a strumentalizzare i
movimenti: il PCI da una parte, la DC dall'altra. E anche
l'MSI ha avuto le sue colpe». La fuoriuscita nasce da qui:
«Quando è arrivata la svolta di Fiuggi io non ero già più
nel partito. Ma quando ho visto il gioco di luci che spegneva
la fiamma dell'MSI mi sono sentito mancare: hanno buttato
nella spazzatura quello che fino a pochi giorni prima mi
accusavano di sostenere in maniera troppo tiepida. E perché?
Per seguire l'estremismo dei moderati». |
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| Inserito
da GFA
il 24-V-2005 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- DUE PESI O DUE MISURE? |
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Diamo
spazio in questa sede ad una lettera indirizzata da Giovanni
Bottazzi al quotidiano locale "La Provincia Pavese",
e mai pubblicata, scritta in relazione a recenti operazioni di
polizia che hanno coinvolto cinque skinheads lomellini.
Evidente è la sproporzione tra le accuse (peraltro tutte da
dimostrare: in dubio, pro reo) e l'imponente campagna di
stampa imbastita ai loro danni, posta in essere su scala
nazionale con l'ausilio di importanti quotidiani e
telegiornali.
VOGHERA, 27-IV-2005 - Con una rapidità ed un'efficienza che sorprendono, la DIGOS di Pavia
è intervenuta nei confronti di cinque skinheads lomellini accusati di avere aggredito alcuni giovani dei centri sociali.
Al tempo stesso colpisce l'enfatizzazione e la spettacolarizzazione di un'operazione di polizia evidenziata addirittura dal primo quotidiano nazionale che ne dava ampia notizia, il 23 aprile scorso, definendo i cinque giovani, per i quali dovrebbe pur sempre valere la presunzione di innocenza, le "furie nere" (sic!).
Devo, mio malgrado, constatare come, al contrario, nessuna denuncia, nessuna perquisizione, e, suppongo, nessuna indagine sia stata disposta dalle forze dell'ordine verso i gruppuscoli
dell' "antifascismo militante" responsabili di una lunga serie di gravi atti di intimidazione nei miei confronti.
Giovanni Bottazzi,
dirigente provinciale MSFT. |
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| Inserito
da DDS
il 12-V-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA -
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2005 |
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Mentiremmo a noi stessi se ci dicessimo soddisfatti del risultato elettorale, ma
è doveroso da parte nostra sforzarci, all'indomani
dell'indubbio calo di consensi registrato da Alternativa
Sociale, di analizzare i dati ed i riscontri ottenuti con
lucidità ed obiettività.
È fuor di dubbio che le elezioni amministrative, per loro natura, si
prestino
assai facilmente alla pratica del voto di scambio, ad azioni e maneggi clientelari di vecchia data.
Nonostante questo aspetto, peraltro ampiamente preventivato,
rimane
quello odierno un risultato elettorale sotto le nostre aspettative, specialmente alla luce dei sondaggi
pre-elettorali, pur registrando l'importante risultato di Gianmario Invernizzi in Lombardia.
Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, alle comunali di Pavia, non ha saputo raggiungere la somma dei voti realizzati dai singoli movimenti nelle precedenti elezioni
europee.
Sarebbe difficile ed inutile cercare le motivazioni di questo tradimento elettorale.
Molto più opportuno, a questo punto, sarà rimettersi al
lavoro, con immutato entusiasmo, con l'orgoglio di chi ha
dato il massimo e non ha nulla da rimproverarsi, e
giovandosi dell'unico vero successo che dalle elezioni
sarebbe potuto scaturire, e che abbiamo ottenuto: quello
dell'allargarsi e del rinnovarsi della comunità militante a
livello cittadino e provinciale, quello del rinvigorirsi
delle sinergie costruttive tra persone e movimenti da tempo
divisi ed ostili a causa di divergenze solo ed unicamente
formali.
Mai abbiamo pensato di poter cambiare le cose con improbabili successi elettorali, piuttosto la nostra presenza alle regionali, in Lombardia come nel Lazio, alle comunali di Pavia, Vigevano e Voghera, è servita per dimostrare nuovamente il nostro impegno politico e
sociale, per dare la possibilità ai cittadini di sottrarsi
al castrante giogo del bipolarismo. Andremo avanti, in ogni
caso, per la nostra strada: quella della ricostruzione
nazionale. Strada che parte dal popolo, non dal palazzo, e
che percorre i sentieri dell'azione, non quelli delle
poltrone.
[ACCEDI
ALLA SEZIONE SPECIALE] |
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| Inserito
da DDS
il 13-IV-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA -
PAVIA TRICOLORE: CHIUSO IL FORUM |
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Lo staff di
"Pavia Tricolore" si vede costretto a prendere
atto della soppressione del proprio forum di discussione. A
prendere atto del fatto compiuto, non a correre ai ripari,
come taluni potrebbero pensare, a seguito delle
sproporzionate azioni giudiziarie intentate in proposito da
certa sinistra, supportate dalla ribalta mediatica offerta
alla sterile querelle da determinati organi di stampa che,
se non conniventi, quantomeno allineati al qualunquismo
"politicamente corretto" dello schieramento di cui
sopra, hanno nei giorni scorsi regalato spazio a chi la
propaganda elettorale la gestisce non tramite atteggiamenti
propositivi, come la cittadinanza pavese meriterebbe,
ma solo ed unicamente tramite la gratuita e cieca
delegittimazione dell'avversario di turno. I servizi che
"Pavia Tricolore" aveva richiesto e messo a
disposizione di tutti sono stati dunque, a seguito della
segnalazione di presunti atti illeciti avvenuti sulle pagine
del forum, sospesi tramite l'insindacabile decisione del
fornitore degli stessi.
Veniamo a perdere oggi non un ricettacolo di pericolosi
estremisti decisi a fare proseliti, come a taluni piace far
credere, ma un luogo di libera discussione, accessibile a
tutti tramite una semplice procedura di iscrizione. Se
interessati a dibattere e consapevoli delle proprie
esternazioni, tutti avrebbero potuto leggere, tutti
avrebbero potuto scrivere. Ma, ed è l'evidenza dei fatti a
suggerire questo tipo di conclusioni, a qualcuno la libera
espressione sta a cuore fintanto che tiri acqua al proprio
mulino.
Insensate sono le accuse mosse ai frequentatori del forum,
artatamente dipinti come beceri emuli di un passato ormai
lontano, ossessivamente legati ad anacronistici rituali, ed
inquadrati, senza distinzioni, quando ai reali utenti
sarebbero potuti corrispondere altrettanti anonimi
provocatori e depistatori, entro la stereotipata categoria
dell'intollerante. Insensate sono le accuse mosse ai gestori
del servizio, i quali, come da "condizioni di utilizzo
del servizio", pubblicate il 20 ottobre 2004, ben prima
quindi dell'apertura del forum, ed accessibili dall'homepage
del sito, declinavano ogni responsabilità derivante
dall'illecito utilizzo del forum stesso, trovandosi, in
quanto figure volontarie e non retribuite all'uopo,
nell'impossibilità di monitorare costantemente le pagine di
discussione, accessibili da chiunque 24 ore su 24.
Sconcertante è, infine, il fatto che strumentali polemiche
di questo genere salgano alla ribalta della cronaca a non
più di una settimana dal voto, dopo mesi di serena
attività dei servizi in questione. Il rischio è quello di
ripetersi, ma la sensazione è quella che la democrazia ed
il diritto alla libera espressione, ostentati da alcuni
nella propria demagogica dialettica politica come capisaldi
del vivere civile, siano da tutelarsi nel solo caso in cui
non vadano a stridere con le proprie posizioni. |
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| Inserito
da GFA
il 27-III-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA -
SANTE GAIARDONI: IL CAMPIONE TORNA IN PISTA PER LA
MUSSOLINI
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PAVIA - Le due medaglie
d'oro conquistate alle Olimpiadi di Roma del 1960 brillano ancora nel cuore di Sante Gaiardoni, arcigno pistard che appena ventunenne vinse sia la gara di velocità che il chilometro da fermo. Erano i tempi degli infiniti duelli con Girardengo, amico-nemico sulle strade del Giro
d'Italia. Gaiardoni, 66 anni, oggi pedala solo la domenica mattina dopo aver passato la settimana nel suo negozio di biciclette. Veneto di nascita, milanese
d'adozione e pavese per passione politica, il pistard stavolta è sceso in pista per conquistare, a suon di voti, un posto in consiglio comunale a Pavia. La nuova maglia è quella di
"Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini", il partito con cui Gaiardoni cercherà di scalare Palazzo Mezzabarba. «La politica – ha spiegato il campione – è come lo sport. Per mesi ti prepari
all'appuntamento, ti alleni e cerchi di migliorarti aspettando con trepidazione il momento dello sprint. Certo,
l'impegno civile richiede molta preparazione ed io, a 66 anni suonati, ho pensato di essere abbastanza maturo per rimettermi in gioco. Insomma, ho voluto la bicicletta e adesso pedalo. Ho scelto di candidarmi a Pavia – prosegue – perché sono innamorato della sua grande storia. Da uomo di sport conosco il sapore della sconfitta e quello della vittoria. Negli anni in cui correvo era tutto diverso: gli uomini si rispettavano anche da avversari e
l'importante era sempre arrivare al traguardo a testa alta convinti di aver speso anche
l'ultima energia. La vita mi ha dato tanto ed era arrivato il momento di impegnarmi socialmente per aiutare le persone che più hanno bisogno. Credo fermamente in certi ideali – conclude Gaiardoni – e vorrei trasmettere la mia voglia di vivere anche in politica».
La fuga dell'eterno rivale di Girardengo è appena iniziata. Adesso, a una settimana dalle elezioni, la
"maglia rosa del consiglio comunale di Pavia" è solamente una questione di preferenze e di voti in lista. Comunque vada nulla potrà cancellare i fasti degli antichi duelli, le due medaglie olimpioniche e la voglia mai sopita di pedalare verso nuove vittorie. |
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| Inserito
da DDS
il 27-III-2005 - Fonte: Corriere della Sera |
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NOTIZIEPAVIA - MARIO SIRONI
IN MOSTRA A VIGEVANO |
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VIGEVANO
- Un altro grande protagonista del Novecento pittorico
italiano in mostra a Vigevano. Mario Sironi:
"L'immagine e la storia". Le opere dell'artista
dal 1930 al 1950 saranno esposte nel Castello di Vigevano
dal 19 marzo al 29 maggio.
Nella cavallerizza e nelle strade sotterranee del Castello
sono ambientate le grandi tempere, i monumentali cartoni
preparatori delle opere murali: esemplari di mano esclusiva
dell'artista e spesso unici "originali" di opere
andate distrutte. La prima sezione, dedicata alle tempere,
verrà ospitata, viste le dimensioni considerevoli degli
esemplari, nel grande spazio espositivo della Cavallerizza
Ottocentesca del Castello di Vigevano. In questa sezione si
potranno ammirare i cartoni preparatori per l'affresco
"L'Italia tra le Arti e le Scienze", realizzato
nel 1935 nell'Aula Magna dell'Università degli Studi di
Roma "La Sapienza", e per il grande mosaico
"L'Italia Corporativa" del 1936-37, ancora oggi
visibile presso il Palazzo dei Giornali di Milano, in piazza
Cavour.
Saranno inoltre presenti opere non esposte alla mostra
"Sironi, la Grande Decorazione", tenutasi nel 2004
a Bologna nelle sale della Pinacoteca ed alla Triennale di
Milano. Si segnalano in particolare: "Figure e
casa", tempera su carta del 1940 circa, proveniente da
una collezione privata; "Omaggio a Giotto",
eseguito negli anni Cinquanta.
La seconda sezione, denominata "Officia
d'artista", verrà ospitata nelle due strade
sotterranee d'epoca visconteo-sforzesca. Qui si potranno
ammirare i disegni di Sironi, sfogliare, in un certo senso,
il suo "taccuino segreto", assistere al percorso a
posteriori della nascita dell'opera d'arte. |
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| Inserito
da GFA
il 10-III-2005 - Fonte: Pavia Vigevano Voghera |
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NOTIZIEPAVIA -
ARRIVANO GLI "ASSEGNI SOLIDALI": IN PROVINCIA UNA
FAMIGLIA HA RICEVUTO I PRIMI 250 EURO PROMESSI DALLA MUSSOLINI |
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PAVIA
- Lo aveva promesso durante una trasmissione televisiva, e
adesso ha mantenuto fede ai patti. Alessandra Mussolini,
durante la puntata del 20 settembre 2004 di "Servizio
Pubblico" a Radio 24, aveva parlato in merito ad un
rimborso elettorale da destinare alle famiglie bisognose e
ad una fondazione denominata "Famiglia Italiana".
Uno dei primi assegni promessi dalla Mussolini è arrivato
ad una famiglia di Pavia. 250 Euro recapitati via posta che
serviranno per acquistare generi alimentari. Fra mille
difficoltà burocratiche e non, grazie all'interessamento di
Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, è arrivato col nuovo
anno il primo assegno di 250 Euro nella nostra provincia ad
una famiglia in difficoltà. Per questa famiglia i 250 Euro
arriveranno mensilmente per un periodo non ancora definito,
anche se l'On. Mussolini aveva parlato di 5 anni, pari alla
sua legislazione nel parlamento europeo. L'iniziativa,
appoggiata da Forza Nuova a livello locale, coinvolgerà
altre famiglie pavesi anche nei prossimi mesi. I
responsabili del partito della Mussolini si sono detti
soddisfatti che l'iniziativa sia partita senza intoppi e
adesso aspettano le decisioni del parlamento italiano che
dovrà riconoscere questa forma di aiuto volontario. |
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| Inserito
da DDS
il 9-III-2005 - Fonte: Il Punto |
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NOTIZIEPAVIA
- INTERVISTA A GIOVANNI BOTTAZZI, CANDIDATO SINDACO DI
"ALTERNATIVA SOCIALE" A VOGHERA |
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VOGHERA
- Giovanni Bottazzi, 52 anni, originario di Tortona, di
professione libraio, in lista per "Alternativa
Sociale", segni particolari cinque anni passati nella
Legione Straniera, è il quarto candidato sindaco per le
prossime elezioni.
Bottazzi, qual è l'obiettivo che si prefigge?
Eleggere un consigliere. Una sfida ardua, perché non siamo
aggregati a nessuno.
Quali valori porta avanti la sua lista?
Ci presentiamo come la sentinella dell'onestà e del buon
governo, sia nei confronti del centrodestra che del
centrosinistra.
Ci può dire qualcosa sul programma?
Sicuramente rivendichiamo più spazio culturale per la destra
antagonista. Spazio che abbiamo ma che certa sinistra ci
vorrebbe togliere. Poi vorremmo una maggiore attenzione alla
sicurezza. Intendendo un più capillare controllo di quegli
extracomunitari, come i magrebini, che tramite la pratica
dell'accattonaggio sembrano aver preso il controllo di alcune
zone della città, come i parcheggi. Oltre a questo siamo per
l'ecologia, la cura del verde e la raccolta differenziata, e
per una maggiore attenzione alla nostra prestigiosa
biblioteca, troppo spesso oggetto di tagli da parte delle
amministrazioni.
Un auspicio.
Che, viste le provocazioni e le minacce alle quali sono stato
sottoposto da parte di certi gruppi di sinistra, nessuno
spazio e nessuna attenzione venga concessa loro da parte della
formazione che vincerà, di destra o di sinistra che sia.
di Matteo Negri. |
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| Inserito
da GFA
il 9-III-2005 - Fonte: Pavia Vigevano Voghera |
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NOTIZIEPAVIA -
PAVIA DICE NO A MANSON - IL "CENTRO ORIENTAMENTI E
TRADIZIONE" HA CHIESTO DI ANNULLARE IL CONCERTO |
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PAVIA
- Parte da Pavia la nuova crociata anti-satanisti. In
seguito alla notizia di un concerto del noto cantante
Marilyn Manson organizzato al Mazdapalace di Milano, una
associazione pavese ha chiesto ufficialmente ai responsabili
della struttura di non ospitare il cantante "satanico".
Il Centro Orientamenti e Tradizione, fondato a Pavia cinque
anni fa, ha lanciato il manifesto: "I cattolici gridano
no al satanismo!". Questa iniziativa segue quelle già
avanzate da un ampio gruppo d'esponenti del mondo cattolico
italiano che vuole così far sentire forte la propria voce
nel deserto dell'indifferenza e del conformismo, dell'abitudine
alle cose più oscene per riaffermare i valori della fede e
della preghiera, per dire no ai messaggi di morte e di
violenza.
Spiegano i responsabili dell'associazione pavese: «No al
diavolo in Italia e nel mondo. Diciamo no al satanismo, e no
alle aberrazioni di Manson. Dunque stiamo valutando la
possibilità di organizzare una "Crociata Antisatanista"
per fermare il concerto di Marilyn Manson che è in
calendario il prossimo 7 giugno. La volontà è quella di
organizzare una manifestazione di protesta, un presidio o
una fiaccolata di fronte al Mazdapalace, in via Sant'Elia a
Milano, il giorno del concerto, e di farlo con la massima
partecipazione di altre forze cristiane fra cui il Centro
Studi Davide Albertario, l'Osservatorio Cristiano
Indipendente, l'Osservatorio Antisette promosso da Forza
Nuova e da altre realtà come associazioni e movimenti
cristiani. Sono già state contattate: Militia Christi,
Italia Cristiana e la rivista Ekpyrosis. Riteniamo che il
concerto di Manson sia diseducativo, provocatorio e
palesemente demoniaco. Non si tratta di cultura né di
libertà di pensiero, e l'articolo 21 della Costituzione
italiana non c'entra nulla con chi inneggia alla violenza,
alla morte e all'oscenità. Per questa ragione abbiamo
chiesto ai responsabili della struttura di non ospitare il
concerto di Marilyn Manson».
Insomma, la crociata antisatanista partita da Pavia è
destinata ad arrivare lontano nel giorno in cui a Voghera
arriverà la prima sentenza contro la setta satanica
oltrepadana che avrebbe seviziato e violentato una giovane.
Il processo si potrebbe concludere già il 21 febbraio
davanti ai giudici del tribunale di Voghera. Il Centro
Orientamenti e Tradizione ha organizzato un volantinaggio a
Voghera città ricordando l'episodio incriminato e chiedendo
giustizia per la giovane vittima. |
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| Inserito
da DDS
il 16-II-2005 - Fonte: Il Punto |
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NOTIZIEPAVIA
- IL CANDIDATO SINDACO GIAMMATTEO RONA SULLA ROTTURA CON
"LEGA PADANA LOMBARDIA" |
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La coalizione pavese è nata sulla base di un accordo tra
Comitato per Pavia, Lega Padana ed Alternativa Sociale in un quadro chiaro di alleanze anche nazionali. Quando l'accordo è venuto meno per l'ambiguo posizionamento dei padani a livello regionale, non si è riusciti a tenerlo in vita a Pavia. Ora la coalizione
"Energie per il Cambiamento" è composta da Comitato per Pavia e
Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, anche per l'impossibilità a dialogare con gli esponenti della "Lega", arroccati sulle loro posizioni ideologiche secessioniste e sulla
riproposizione di uno stile di comportamento proprio della politica politicante. Entrambi gli atteggiamenti mentali sono lontani dalla cultura e dall'impegno civico di
"Energie per il Cambiamento", che invece ha, come motivo conduttore, l'alternativa radicale ai comportamenti messi in atto nel teatrino della politica. |
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| Inserito
da DDS
il 16-II-2005 - Fonte: Comitato
per Pavia |
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NOTIZIEPAVIA
- UNA LETTERA AI PAVESI: LA SCRIVONO ALTERNATIVA SOCIALE E
COMITATO PER PAVIA |
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PAVIA -
"Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini" ed il
"Comitato per Pavia" hanno indirizzato in questi giorni una lettera aperta ai pavesi in vista delle consultazioni comunali in programma il 3 aprile. «I temi del vivere civile, della lotta al degrado e alla microcriminalità, dell'identità della comunità cittadina, della tutela dei più deboli e dei diversamente abili e la definizione della vocazione economica
- spiegano nella missiva i sostenitori di Giammatteo Rona a candidato sindaco - costituiscono il nostro impegno per la città. Ai pavesi chiediamo di punire la
manifesta inadeguatezza del centro-sinistra ad amministrare bene Pavia
e l'indifferenza dell'opposizione di centro-destra nel cogliere le esigenze della città per contrastare efficacemente il malgoverno comunale. Noi siamo la forza vera del cambiamento e solo con un voto alle liste che sostengono il nostro candidato si potrà finalmente imboccare una strada nuova». |
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| Inserito
da DDS
il 4-II-2005 - Fonte: Il Punto |
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NOTIZIEPAVIA
- ALTERNATIVA SOCIALE RISOLVE IL GIALLO: POMATI CANDIDATO
SINDACO A VIGEVANO |
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VIGEVANO -
La tabella di marcia non è stata rispettata. Così la
soluzione del giallo in Alternativa Sociale, annunciata in
un primo tempo per la giornata di giovedì, è slittata a
sabato sera. Quando è arrivata la fumata bianca che mette
fine alla bagarre, alla doppia candidatura, per la stessa
lista e per lo stesso obiettivo, la poltrona di primo
cittadino di Vigevano.
In corsa per la fascia tricolore di sindaco della città
ducale ci sarà Giuseppe Pomati. Giuseppe Fassardi sarà
invece in corsa ad aprile, per un posto in consiglio
regionale, e sempre per Alternativa Sociale.
La scelta, come dicevamo, è avvenuta sabato sera. E
domenica mattina sia Pomati che Fassardi hanno partecipato
alla manifestazione milanese indetta da Alternativa Sociale.
«A questo punto possiamo dire che il giallo è stato del
tutto risolto - esordisce Gianmario Invernizzi, componente
dell'ufficio politico della direzione nazionale di Forza
Nuova - con la scelta di Pomati per le comunali e di
Fassardi per la regione. Si è trattato di una
incomprensione, cose che possono accadere, soprattutto in
uno schieramento nuovo e che raggruppa quattro forze
politiche. Ma le incomprensioni possono essere
tranquillamente risolte quando il confronto avviene tra
persone per bene. Personalmente, conosco Fassardi da vent'anni,
un personaggio del suo spessore è fondamentale per le
regionali, così come è stata importante la scelta di
proporre Pomati per le comunali. A questo punto - conclude -
basta polemiche, ci mettiamo al lavoro».
«Si è trattato di semplicemente di un malinteso - dichiara
Pomati - un equivoco, o se vogliamo anche un naturale
problema di dialogo e comunicazione tra partiti che per la
prima volta si mettono attorno allo stesso tavolo per dare
vita ad un progetto politico. Mi fa piacere poter guidare la
lista alle comunali, ma non è più il tempo delle
polemiche: abbiamo occupato le pagine dei giornali per cose
al di fuori delle questioni vere che interessano alla gente.
Basta polemiche, mettiamoci a lavorare, tutti insieme».
«Con Pomati ci siamo sentiti e ci siamo chiariti - afferma
Fassardi - spero che con lui si possa iniziare un discorso
proiettato al futuro per proseguire sul progetto politico di
Alternativa Sociale, ma conoscendolo, non ho dubbi al
riguardo. La mia candidatura? Il partito ha ritenuto
opportuno propormi per le regionali, io sono pronto». |
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| Inserito
da GFA
il 4-II-2005 - Fonte:
L'Informatore |
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NOTIZIEPAVIA
- ALTERNATIVA SOCIALE: IL MEDICO FASSARDI CANDIDATO SINDACO
A VIGEVANO |
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VIGEVANO
- Forza Nuova ha deciso: presenterà una propria lista alle
elezioni comunali di Vigevano e il candidato sindaco sarà
il medico Giuseppe Fassardi, che è il coordinatore
provinciale del Movimento. La notizia è stata diffusa ieri
tramite un comunicato stampa in cui si dice che «a seguito
degli accordi nazionali e locali tenuti con gli altri
Movimenti della coalizione "Alternativa Sociale",
in particolar modo con il Movimento Sociale Fiamma Tricolore
- rappresentato dal Federale provinciale Gianni Comitani -
la sezione di Forza Nuova Vigevano comunica che alle
prossime elezioni comunali cittadine presenterà come
candidato sindaco il dottor Giuseppe Fassardi, coordinatore
provinciale del Movimento». La lista, è scritto nel
documento, sarà composta da militanti di Forza Nuova e
della Fiamma Tricolore, e sarà riconoscibile dal simbolo
"Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini",
presentato anche alle precedenti elezioni europee, e che
sarà presente altresì per le elezioni regionali.
«Crediamo che la presenza di Forza Nuova e del Movimento
Sociale Fiamma Tricolore - è scritto nel comunicato firmato
da Luca Battista, responsabile di Forza nuova per Vigevano e
Lomellina - alle elezioni cittadine abbia un profondo
significato storico-politico: dopo la "svolta di
Fiuggi" l' "Area nazional-popolare si disgregò con
la nascita di AN. Oggi, a 10 anni di distanza da quel
disastroso congresso, vogliamo provare a dare un segnale di
unità a tutta l' "Area" della "destra"
non allineata. La presentazione della lista
"Alternativa Sociale" a Vigevano assume quindi
significato di sfida, oltre la destra e la sinistra, per la
"nostra" gente, per il Popolo Italiano, contro
l'immigrazione e per il miglioramento dello stato sociale, a
favore delle famiglie e contro droga e aborto». |
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| Inserito
da
GFA
il 22-I-2005 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- CASO BARATTOLO: ECCO COSA
È VERAMENTE ACCADUTO E UNA STAMPA MIOPE CONTINUA A TACERE |
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PAVIA - Siamo stanchi di assistere alla continua criminalizzazione di una parte politica; siamo stufi di leggere resoconti di cronaca falsi ed unilaterali; siamo infastiditi dalle continue prediche del
comitato provinciale antifascista che semina solo odio ed incita alla lotta ideologica.
Crediamo si debba fare luce serenamente sull'attività del Barattolo,
rendendo di nuovo disponibile l'area comunale a tutte le associazioni culturali della città.
Per onestà di cronaca riportiamo i fatti come realmente sono accaduti tra un gruppo di aggressori dell'area della sinistra antagonista e due aggrediti del
VFS, stigmatizzando il comportamento della stampa locale che ha invertito i ruoli calpestando la realtà delle cose.
Il giorno 17 dicembre era presente a Pavia un gruppo musicale (Los
Fastidios) dell'area della sinistra antagonista chiamati dal Barattolo per un concerto. Casualmente, all'altezza della scuola
"Cossa", due esponenti del Fronte Skinheads si trovavano a percorrere in automobile tale via e dopo aver incrociato il pulmino del
gruppo musicale sono stati riconosciuti da questi individui e fatti oggetto di una vile aggressione. Prima con insulti e poi con il lancio di una pietra. La sassata ha colpito l'auto e ha rotto il lunotto. A questo punto, i due esponenti del Fronte Skinheads, dopo esser scesi dall'auto, hanno subito una furibonda aggressione a colpi di martello, di cinghie borchiate e di bastoni. Pur in inferiorità numerica e colpiti da una martellata, hanno avuto la meglio sul branco inferocito domato definitivamente solo dall'intervento delle forze dell'ordine.
Questa volta al branco è andata buca: dopo un maldestro tentativo di addossare la colpa ai due esponenti del
VFS, sono stati mascherati da due testimoni occasionali che hanno testimoniato in questura.
Ora, possiamo solo sperare in una giustizia giusta. |
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| Inserito
da
DDS
il 15-I-2005 - Fonte:
Comitato
per Pavia |
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