NOTIZIEPAVIA - ARTICOLO-MINACCIA PUBBLICATO DA "LA PROVINCIA PAVESE": IL MOVIMENTO ANTIFASCISTA MILANESE PRONTO AD INTERVENIRE ANCHE A PAVIA - IL CASO: UN AVVERTIMENTO ALL'ESTREMA DESTRA

PAVIA - «Forza Nuova sta usando Pavia come laboratorio politico, per cercare di fare quello che non gli riesce a Milano. Ma i suoi militanti non si illudano di poter fare ciò che vogliono mettendo 25 chilometri di distanza tra noi e loro. Noi non staremo a guardare: il movimento antifascista milanese si riserva il diritto di intervenire anche a Pavia, con tutti i mezzi che riterrà opportuni». È un vero e proprio avvertimento quello che il Centro Sociale Orso (Officina della Resistenza Sociale) lancia alla formazione d'estrema destra. A parlare sono Alex Alesi (l'operaio della Necchi Compressori che il 16 marzo venne accoltellato proprio da estremisti di destra, i quali uccisero Davide "Dax" Cesare, un altro esponente dell'Orso) e Orlando, anche lui del centro sociale: «Ma noi parliamo anche a nome di tutto il movimento antifascista milanese», spiegano.
A fare scattare la reazione è stato in particolare l'ultimo episodio di cui Forza Nuova è stata protagonista in provincia, e cioè l'occupazione a San Martino Siccomario. «Non è plausibile che in venti o trenta arrivino da Milano per fare quello che hanno fatto: da nessuna parte sarebbe stato permesso loro di accerchiare un ex-asilo e di occuparlo. Altrove la polizia sarebbe dovuta intervenire per difendere loro... E sappiamo bene che dietro il loro Nido si nascondono i "cuib": si tratta di uno dei peggiori collegamenti con la destra razzista».
Dietro le dure affermazioni degli esponenti dell'Orso non è difficile leggere un richiamo a Pavia e provincia a tenere un atteggiamento più intransigente nei confronti della destra estrema. «Se sarà il caso noi interverremo a Pavia - ribadiscono - lo diciamo a loro di Forza Nuova, al questore, e alle forze democratiche pavesi che naturalmente rispettiamo. A Milano quella gente non può fare i cortei perché il movimento antifascista è una forza in campo». Mentre a Pavia, lasciano intendere i rappresentanti dell'Orso, rischiano di trovare terreno fertile. L'avvertimento è perentorio: «Forza Nuova sta crescendo a vista d'occhio, dal punto di vista organizzativo. Sia grazie all'impero economico che al suo leader Roberto Fiore è stato consentito di costruirsi in Inghilterra, sia perché è convinta di poter avere l'egemonia sull'area della destra estrema. E nel frattempo tesse legami con la destra "perbene" e con settori cattolici, grazie anche ad altre associazioni». Come "Orientamenti e Tradizione", una delle sigle apparse con l'occupazione di San Martino.


Inserito da DDS il 8-VIII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - SKINHEADS, LA VICENDA VA A STRASBURGO - UN EURODEPUTATO CHIEDE MAGGIORE EQUITÀ «QUESTI RAGAZZI HANNO GIÀ PAGATO ABBASTANZA»

PAVIA - La vicenda degli skinheads pavesi che hanno avuto misure cautelari in seguito all'assalto del "Barattolo" è destinata ad arrivare a Strasburgo. Questo, almeno, è quanto ha anticipato ieri Sergio Berlato, parlamentare europeo eletto nelle liste di Alleanza Nazionale. Durante una conferenza stampa, alla Sala dell'Annunciata, l'eurodeputato ha parlato di legge «applicata in maniera più rigida nei confronti di alcuni» e ha preannunciato che chiederà che i naziskin possano essere messi in condizione di godere «di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino».
La conferenza stampa è stata aperta da Marco Rossella, dell'associazione Veneto Fronte Skinheads. Rossella ha ribadito che, in occasione degli incidenti al CSOA Barattolo, lui e altri skins vi si erano recati per «interrompere in modo non violento» una assemblea che vedeva come relatore Saverio Ferrari. Ha ricordato come, dopo gli scontri, alcuni ragazzi siano stati raggiunti da «provvedimenti liberticidi». In particolare, per due è stato disposto l'obbligo di dimora, con divieto di uscire dai confini del Comune di Pavia e divieto di uscire di casa, la sera, dalle 21 alle 6; per altri quattro, non residenti in città, è scattato invece il foglio di via con il divieto a rientrare nei confini cittadini.
La parola è poi passata ad Andrea Miglioranzi, dirigente nazionale dell'Associazione per il Diritto e la Giustizia Enzo Tortora, sodalizio che, pur riprendendo il nome di un giornalista vittima di un clamoroso errore giudiziario, non ha nulla a che vedere con la Fondazione Enzo Tortora. «In primavera - ha riferito Miglioranzi - siamo stati contattati dalle famiglie dei ragazzi coinvolti. Noi ci occupiamo di "malagiustizia" e abbiamo creato un osservatorio sull'operato di una certa magistratura. Nostro scopo è anche quello di dare un contributo alla riforma della giustizia. In questo caso chiediamo alla magistratura di vagliare attentamente la posizione dei ragazzi. Noi ci schieriamo a priori per la libertà di espressione e ci sembra che i provvedimenti si stiano prolungando un po' troppo».
Sergio Berlato, europarlamentare per Alleanza Nazionale, ha aggiunto: «Io ho grande rispetto per la magistratura, ma è importante creare le condizioni perché non si applichi la legge in maniera più rigida nei confronti solo di alcuni. Non voglio entrare nel merito del caso, credo che questi ragazzi abbiano pagato abbastanza. Nella mia veste di deputato del parlamento europeo non ho intenzione di rimanere inerte, neanche per ragazzi di altri schieramenti. Nei prossimi giorni chiederò che i ragazzi possano essere messi in condizione di godere di tutti i diritti garantiti a qualsiasi altro cittadino italiano. Al di là degli eventuali errori commessi in una vicenda caratterizzata da grande tensione, e nella quale era facile cadere in provocazioni o trappole artatamente confezionate, è importante che la giustizia non funzioni a senso unico, ma a garanzia di tutti i cittadini». In piazza Petrarca, a presidio della conferenza stampa, un nutrito schieramento di poliziotti e carabinieri, sia in divisa che in borghese.


Inserito da DDS il 8-VIII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - FORZA NUOVA, FESTA E POLEMICHE

OTTOBIANO (PAVIA) - C'è salamella e salamella: se la abbrustolisce una pro loco ci si limita a mangiarla, se ad imbandirla è Forza Nuova monta la polemica. Polemica tutt'altro che balneare attorno alla "festa nazional-popolare" programmata dal gruppo di estrema destra per il week-end.
Mentre le salamelle di Forza Nuova sono ancora in frigo ad attendere il loro destino sulla griglia, Ottobiano è già invasa di volantini firmati dal Comitato Unitario Antifascista, dai Centri Sociali "Barattolo" di Pavia e "la Sede" di Vigevano, da Rifondazione e dai Verdi. «Basta con la presenza e le provocazioni fasciste nella nostra provincia, no al raduno di Ottobiano»: l'intestazione basta a dare un'idea del livello della polemica. Ad aggiungere brace, anche la presenza annunciata di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, atteso più per un happening popolare che per un intervento politico. Anche il luogo scelto per la festa, tuttavia, alimenta la polemica: «Non crediamo - prosegue il volantino - che Ottobiano e la Lomellina, in passato teatro di lotte bracciantili per la giustizia sociale, la libertà e la democrazia, possano passare sotto silenzio tutto ciò». Il raduno di una forza politica che si rifà all'esperienza fascista, in altre parole, stride secondo il Comitato Antifascista e gli altri firmatari con la storia sociale di un territorio che ha visto scontri duri proprio alla nascita del Fascismo. Per questo, una stoccata è riservata anche all'amministrazione comunale di Ottobiano, che ha concesso lo spazio per la festa, nel cortile delle scuole: «Non si difenda la giunta di Ottobiano dicendo che si è democratici se si concedono spazi anche ai neofascisti. La costituzione repubblicana parla chiaro e vieta la "ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito Nazionale Fascista».
E la giunta? Che dice? «C'è poco da dire - commenta il sindaco Pierangelo Cecchetto - Forza Nuova ha richiesto lo spazio a fianco delle scuole per una festa, come del resto aveva fatto l'anno scorso e l'anno precedente, e il comune lo ha concesso. Mancano ancora un paio di documenti da parte dell'ASL, ma non penso ci saranno problemi. La richiesta, del resto, parla di festa gastronomica e popolare». Anzi, festa "nazional-popolare": «È questo che vuol essere la nostra iniziativa. - spiegano Luca Battista e l'addetto stampa di Forza Nuova Marco Carucci - Non si tratta di una iniziativa puramente politica, ma semplicemente di una festa, un'occasione per avvicinare la gente e parlare di valori e tradizioni. Lo scopo è quello riunire persone in un'occasione di svago che non è puramente politica ma che si rifà a valori ben determinati. Gente che, visto il successo delle due edizioni precedenti della festa, sembra gradire. Fascismo? Tra i nostri riferimenti c'è anche quello, ma è solo l'ultimo in ordine di tempo: la nostra è una storia complessa che parte addirittura dalla Vandea, dalla reazione al giacobinismo all'indomani della Rivoluzione Francese». E le polemiche, allora? «Forse nascono dal fatto che ci sarà anche il nostro segretario nazionale Roberto Fiore. Ma la sua è una presenza in amicizia, non ci saranno comizi. Le polemiche, poi, paiono strumentali: a sinistra non accettano che si tolga loro visibilità».


Inserito da DDS il 31-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - OCCUPAZIONE, L'ULIVO ORA INSORGE - «FORZA NUOVA HA REFERENTI LOCALI?», MARCO PODINI SOTTO ACCUSA - S. MARTINO, «SULL'EX-ASILO PROGETTI BLOCCATI»

SAN MARTINO SICCOMARIO (PAVIA) - «Episodi di questo genere nella storia democratica e repubblicana del nostro paese non si ricordano a memoria d'uomo». Il gruppo consiliare «San Martino per l'Ulivo» prende posizione in merito ai fatti avvenuti nella notte tra il 25 e il 26 luglio quando un gruppo di ragazzi di Forza Nuova ha occupato l'ex centro AUSER. Da parte della sinistra viene espressa forte preoccupazione per quanto successo ma al tempo stesso si alza la critica verso l'azione del vicesindaco ritenuto troppo conciliante. Il primo timore espresso dall'Ulivo è che a San Martino ci siano referenti locali del gruppo di destra. «Le dichiarazioni dell'addetto stampa regionale di Forza Nuova, che parla di una ricerca effettuata degli immobili ex AUSER - dicono i consiglieri Chiodini, Fiamberti e Ciani - ci lasciano sbigottiti sia perché ci sembra improbabile, sia perché a formularle è un esponente di primo piano di tale organizzazione. Questo presuppone che tali personaggi abbiano referenti locali? La cosa ci insospettisce e ci preoccupa. Non si viene da Milano a San Martino così per caso». Altro nodo da sciogliere il comportamento del vicesindaco: «Riteniamo insufficiente la posizione da lui assunta - è il parere dell'Ulivo -, pur apprezzandone alcuni passaggi formali. Ma il problema è politico. Chiediamo che nel primo consiglio comunale utile si voti un ordine del giorno di condanna di tali organizzazioni e a difesa delle istituzioni repubblicane dei valori della Costituzione e dell'antifascismo». [...] In chiusura del suo intervento il gruppo dell'Ulivo ricorda che i locali dell'ex AUSER «sono rimasti vuoti, quindi a disposizione per eventuali atti illeciti, perché l'amministrazione ha insabbiato il progetto di realizzazione di un CSE promosso dalla precedente giunta e verso il quale c'era un impegno espresso dal consiglio comunale attuale di essere portato a compimento e che ora è stato abbandonato».


Inserito da DDS il 30-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - L'ESTREMA DESTRA CONTRO IL VICE SINDACO - DOPO LA TENTATA OCCUPAZIONE, ACCUSE ALL'AMMINISTRATORE DI AN

SAN MARTINO SICCOMARIO (PAVIA) - Il tentativo di occupazione di un ex-asilo compiuto tra venerdì e sabato a San Martino da militanti della destra radicale ha uno strascico polemico. I neofascisti criticano il vice sindaco Marco Podini, di Alleanza Nazionale. L'amministratore, con il suo atteggiamento intransigente, viene ritenuto unico responsabile delle denunce e delle diffide a carico dei componenti del "Progetto Nido". E avvertono che il loro giudizio verrà espresso nelle urne alle prossime comunali.
«Alle prossime elezioni - recita un comunicato siglato dal comitato "Progetto Nido" - l'area giovanile ed associativa nazional-popolare saprà ben discriminare le richieste di voto che "precise" giungono ad ogni tornata elettorale, ed è sicuro che chi avrà il Podini tra le sue liste difficilmente avrà la nostra simpatia».
Nel documento il comitato di occupazione "Progetto Nido", il "Centro Orientamenti e Tradizione", l'associazione culturale "Arcangelo Michele", "Italica Sport e Avventura" e la segreteria regionale di Forza Nuova spiegano in cosa sarebbe dovuto consistere il progetto di una "casa sociale". «I promotori l'occupazione volevano cambiare la logica e l'estetica della concessione degli spazi cui hanno abituato le organizzazioni della sinistra extraparlamentare, introducendo concetti preziosi come collaborazione, identificazione degli spazi, sussidiarietà, coinvolgimento dei privati, richiesta di un regolamento comunale che disciplinasse l'occupazione, identificazione personale dei responsabili e diretto coinvolgimento nella custodia e tutela degli spazi assegnati».
I ragazzi della "gioventù nazional-popolare" aggiungono che «il Progetto Nido non è morto» e che «le associazioni aderenti al Progetto Nido non si piegheranno alle logiche di occupazione degli spazi di matrice comunista. Non vorranno mai creare luoghi di cultura marxista, drogaiola ed anti-tradizionale... Anche se ben sanno che proprio questa matrice di totale dissoluzione dei giovani piace molto ai burattinai del potere, che nel gioco delle parti fanno prima i duri e poi, regolarmente, concedono ai figli dei figli del '68 gli spazi». L'attività degli estremisti di destra, dunque, prosegue. A partire da venerdì sera, Forza Nuova terrà una festa popolare ad Ottobiano, con l'intervento del segretario nazionale Roberto Fiore.


Inserito da GFA il 30-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - MA LE OCCUPAZIONI DELLA SINISTRA SONO TOLLERATE

SAN MARTINO SICCOMARIO (PAVIA) - «Questa è l'ennesima dimostrazione che si adottano due pesi e due misure», commenta Diego Di Sopra, mentre i poliziotti lo fanno salire su un pulmino per portarlo in questura.
E Marco Carucci, addetto stampa di Forza Nuova per la Lombardia, spiega così l'occupazione: «Nei giorni scorsi ci siamo rivolti in via informale alle autorità locali per sapere se vi fossero locali disponibili al fine di creare una realtà associativa. Ci hanno risposto che questi spazi non c'erano. Dopo un'indagine abbiamo individuato lo stabile di via Trieste e altri spazi abbandonati di proprietà del comune. [...] Volevamo creare una ONLUS che raccogliesse varie associazioni tra le quali il "Centro Orientamenti e Tradizione" al quale appartiene il vice sindaco Podini. I locali dell'ex-asilo, quando siamo arrivati, erano aperti. I lucchetti li abbiamo messi noi, perché dovevamo trascorrervi la nottata tra venerdì e sabato. Dentro c'erano lattine vuote, preservativi e immondizia. Abbiamo pulito tutto, per cui respingiamo l'accusa di avere provocato danneggiamenti. [...] Non c'è stata alcuna trattativa. Il vice sindaco ha fatto intervenire polizia e carabinieri. [...]».
 

 

Sopra, le immagini dello sgombero ordinato dal vice sindaco Marco Podini (AN), con l'intervento di polizia e carabinieri.


Inserito da DDS il 27-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - EX-ASILO OCCUPATO, AN FA SGOMBERARE - ESTREMISTI DI DESTRA SGOMBERATI E DENUNCIATI - S. MARTINO (PAVIA): VOLEVANO DAR VITA A UNA «CASA SOCIALE»

SAN MARTINO SICCOMARIO (PAVIA) - Hanno occupato un ex asilo, reclamando spazi sociali, e sono stati denunciati. La notizia non sarebbe di quelle clamorose se non fosse che l'occupazione è stata fatta da 12 persone legate alla destra radicale. È la prima volta che accade in provincia. Ieri mattina, a San Martino, polizia e carabinieri sono dovuti intervenire per sgomberare i militanti. Portati in questura, sono stati denunciati per invasione di edifici pubblici, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre ad essere stati diffidati dal tornare a Pavia o a San Martino per 3 anni.
Gli estremisti di destra erano andati in Comune a chiedere la concessione dei locali, che però il vicesindaco Marco Podini (AN) ha rifiutato. [...]
 

   

 
Sopra, da sinistra: il volantino con il quale gli occupanti presentavano le proprie iniziative alla cittadinanza. - Due scatti degli ingressi dell'edificio come si presentavano prima dell'occupazione: aperti ed in precarie condizioni.
Sotto: due scatti degli interni prima dell'occupazione. L'edificio versava in uno stato di palese abbandono, locali sporchi (siringhe, preservativi, immondizia, vetri rotti) ed intonaci parzialmente compromessi.
 

 

Inserito da DDS il 27-VII-2003 - Fonte: La Provincia Pavese