NOTIZIEPAVIA - BADIA: FORZA NUOVA CONTRO GLI IMMIGRATI

BADIA PAVESE - Una lettera aperta, in forma di volantino, dal gruppo comunale di minoranza di Forza Nuova di Badia alla cittadinanza. È quello che verrà affisso in ogni angolo del paese nelle prossime ore. Ma ecco il contenuto: «In campagna elettorale - si firmano Daniele Achille, Giacomo Artuso, Stefano D'Errico e Diego Di Sopra - ci eravamo impegnati ad allontanare dal paese, con ogni mezzo che la legge ci consentisse, ogni extracomunitario irregolare, ed a scoraggiare ogni tipo di immigrazione clandestina in paese. Mentre dall'altra parte i nostri avversari politici proponevano con rassegnazione una improbabile convivenza pacifica». Poi, nel volantino si ricorda la convocazione straordinaria voluta da Forza Nuova sia per discutere del degrado di via Monticelli sia per chiarire la posizione dello schieramento. E la manifestazione del 7 settembre 2006, che «denunciava un'evidente situazione di disagio che richiedeva attenzione», come rimarcano i consiglieri di minoranza. «A dimostrazione della fondatezza delle nostre preoccupazioni - si legge, ancora, nel volantino - e della validità delle nostre azioni, nei giorni scorsi la polizia ha arrestato tre marocchini che spacciavano cocaina ed hashish nel cortile di via Monticelli». Quindi il rinnovo dell'impegno per i residenti a Badia. Nel volantino si dice a chiare lettere: «Il nostro impegno sociale rimane immutato, ora più che mai, nella convinzione che entro la fine del nuovo anno riusciremo ad allontanare ogni extracomunitario sgradito. Contro l'immigrazione incontrollata».
Per la maggioranza ha voglia di parlare, sull'argomento, il consigliere Ettore Ferri. Dice: «Ora è tutto tranquillo. A parte quando si è verificato, due settimane fa, il raid della polizia. Per il resto tutto tace. Per ora per noi non è un'emergenza, questa».
Ma comunque, Forza Nuova va avanti. Diego Di Sopra spiega: «Ho già chiesto al Comune di verificare se fra i tre marocchini arrestati ci fossero residenti di Badia, e in tal caso se abbiano mai chiesto od ottenuto, loro e le loro famiglie, dal Comune agevolazioni economiche od altre forme di aiuto. Infine, nei prossimi giorni incontrerò il Presidente dell'Amministrazione Provinciale e, con l'occasione, gli segnalerò il forte disagio che i residenti vivono in paese».


Inserito da GFA il 12-XII-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - BADIA PAVESE: EXTRACOMUNITARI, LE GARANZIE DEL COMUNE

BADIA PAVESE - Gli extracomunitari di Badia Pavese? Sorvegliati speciali, anche se nella massima serenità, grazie al patto siglato tra l'amministrazione comunale e lo schieramento politico di minoranza, Forza Nuova. Tutto parte da un'interpellanza del gruppo di destra. Tema: "Il degrado degli immigrati di via Monticelli". Che arriva dopo un "regolamento di conti" tra immigrati e dopo tanto di manifestazione pubblica dello stesso schieramento politico in piazza Papa Giovanni XXIII. Ebbene, ora il Comune si è impegnato insieme a Forza Nuova ad affrontare di petto la questione della presenza di immigrati in un palazzo di via Monticelli «al fine - com'è stato scritto anche nero su bianco - di mantenere alto il livello di attenzione e di controllo». Per ora, comunque, passata la bufera della lite tra extracee, in paese tutto è tornato tranquillo e di episodi spiacevoli non se ne sono più verificati. «L'importante è che rimanga tutto così», dice Giacomo Artuso, esponente di Forza Nuova in consiglio.


Inserito da DDS il 7-XII-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - 1 DICEMBRE: SCIOPERO STUDENTESCO CONTRO PRODI E LA FINANZIARIA

PAVIA - «Tagli alla ricerca, scuole fatiscenti, quale futuro per noi studenti?». Con questo striscione, esposto in piazza della Minerva, si presenta la manifestazione organizzata da Forza Nuova per protestare contro la politica scolastica portata avanti dal governo di Romano Prodi. Una cinquantina di ragazzi, riuniti ieri a partire dalle 9:30.
«Questo - spiega Stefano D'Errico, Segretario Cittadino di FN - è il primo sciopero studentesco organizzato a Pavia da forze non di sinistra. E con la nostra manifestazione noi vogliamo proprio andare contro la cultura di sinistra dominante a Pavia, nelle mani soprattutto di professori ex-sessantottini». E sulle ragioni della protesta, D'Errico dice che «il governo Prodi sta trascurando la scuola e la ricerca, sta trattando questi settori come se fossero in svendita nei saldi estivi. Per questo noi chiediamo di dare più finanziamenti alle scuole. Perché così i giovani avranno più risorse, e potranno studiare con il vero spirito che contraddistingue il popolo italiano». Il Coordinatore Provinciale di Forza Nuova, Diego Di Sopra, invece, ha dichiarato che il partito «ritiene sbagliata la filosofia del governo sulle politiche giovanili. Per esempio sulla questione droga: noi siamo contrari alle droghe, perché indeboliscono i giovani, e invece il governo le legittima. Un'altra questione è poi quella della famiglia. Secondo noi la famiglia è l'elemento che crea il futuro della Nazione, ma l'attuale governo sembra più interessato alle coppie omosessuali, che noi non riconosciamo».
La manifestazione, conclusasi intorno alle 11, si è svolta in un clima assolutamente sereno e pacifico. Un nutrito numero di agenti di polizia ha presidiato piazza Minerva, anche alla luce di episodi "movimentati" avvenuti nel recente passato, senza tuttavia che si rendesse mai necessario intervenire.
Oltre che a Pavia, ieri Forza Nuova ha manifestato nelle altre città in cui si trova una sede del partito, tra cui Milano. Oggi è invece in programma una manifestazione a Piacenza.

di Davide Galli.


   


Inserito da GFA il 5-XII-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - NOVOPRESS ITALIA INTERVISTA LA REDAZIONE DI PAVIA TRICOLORE

Parliamo di come nasce "Pavia Tricolore", come movimento, se così si può dire, e della sua storia sino all'approdo in Forza Nuova.
"Pavia Tricolore" nacque, senza troppe pretese, in un momento particolarmente difficile per la destra radicale pavese, che, tra ostacoli di varia natura e pesanti defezioni, si trovava a subire un lento e progressivo processo di "atomizzazione": gruppi sempre meno coordinati tra loro, singoli camerati che, non disponendo di informazioni riguardo alle attività degli altri, abbandonavano, a malincuore, ogni tipo di attività militante. L'esigenza era, dunque, quella di creare un punto di incontro per tutte queste forze, che, isolate, rischiavano di andare perdute. "Pavia Tricolore" non è mai stato un movimento, ma semplicemente un sito internet, nato per compensare questa grave mancanza d'informazione. Le iniziative culturali e politiche della destra radicale pavese non trovavano infatti nessuno spazio sui giornali locali, se non per essere sminuite o, peggio, calunniate; insomma, quello che accade tutt'ora un po' in tutta Italia. "Pavia Tricolore", ponendosi come punto d'incontro, riuscì a riunire attorno a sé un fedele gruppo di lettori e collaboratori che, con il tempo, divenne un gruppo di amici, uniti ed accomunati dalle attività militanti che andavano organizzandosi anche grazie al sito ed alla sua funzione informativa. Una nuova fase si aprì per il sito quando, a più di due anni dalla sua nascita, cementati da tempo i legami della piccola comunità che ne gestiva la redazione e preso atto dell'appartenenza di tutti i collaboratori del sito a Forza Nuova, sembrò logico e doveroso ufficializzarne l'appartenenza politica, senza tuttavia abbandonare i presupposti di aggregazione giovanile e di trasversalità che hanno caratterizzato il progetto sin dai suoi inizi.

[LEGGI TUTTO]


Inserito da GFA il 27-XI-2006 - Fonte: Novopress Italia
 

NOTIZIEPAVIA - OLTREPO: PARTE DA CASTEGGIO LA CAMPAGNA CONTRO LE "CITTADINANZE FACILI"

È partita da Casteggio, domenica 19 novembre, con l'allestimento di un gazebo informativo presso la piazza dove si svolge il frequentatissimo mercato cittadino, la campagna promossa dalla Federazione pavese di Forza Nuova contro le cosiddette "cittadinanze facili". Il governo Prodi, non soddisfatto della regolarizzazione di diverse centinaia di migliaia di immigrati clandestini attuata pochi mesi fa, è infatti in procinto di presentare una proposta di legge secondo la quale ogni immigrato che risieda in Italia da almeno 5 anni avrebbe diritto alla cittadinanza italiana, e con lui tutti i figli che abbia messo al mondo in territorio italiano. Contro questa proposta, che sfigurerebbe irreversibilmente il nostro Paese, minandone il patrimonio di storia, di cultura, di civiltà, i militanti forzanovisti hanno dato inizio ad una raccolta di firme che li vedrà impegnati, nelle prossime settimane, nelle piazze di tutti i principali centri della provincia. Casteggio si è dimostrata sensibile alle proposte forzanoviste: ottimo è stato infatti il riscontro con la popolazione, diverse decine le firme raccolte, circa 500 i volantini distribuiti, assieme ad una considerevole quantità di materiale informativo, culturale, propagandistico. Un inizio che fa ben sperare, ma serve l'appoggio di tutti: invitiamo perciò chiunque fosse interessato a partecipare alla petizione popolare, o, semplicemente, fosse interessato ad approfondire l'argomento, a contattarci per conoscere il luogo e la data dei prossimi banchetti informativi.

[SCARICA IL MODULO PER LA PETIZIONE]

   


Inserito da GFA il 22-XI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - 5 NOVEMBRE: I CAMERATI PAVESI RICORDANO EMANUELE ZILLI

La mattina di domenica 5 novembre, preso atto del provvedimento della Questura di Pavia che impediva ogni tipo di commemorazione ufficiale, i camerati pavesi, senza distinzione di appartenenza partitica, si sono recati, singolarmente ed in forma privata, in via F.lli Scapolla, per onorare la memoria di Emanuele con un mazzo di fiori e qualche istante di raccoglimento. A seguire, il comunicato stampa diffuso la settimana precedente dalla sezione pavese di Forza Nuova:

Prima che uscisse il noto libro di Luca Telese, "Cuori Neri", che ha avuto il merito di far conoscere al grande pubblico una storia dimenticata come quella di Emanuele Zilli, solo pochi ricordavano, o volevano ricordare, la tragica scomparsa di questo giovane militante missino. Determinante perché questa storia fosse finalmente strappata all'oblio fu, diversi anni fa, e lo diciamo senza nascondere l'orgoglio, Stefano Vaglio Laurin, militante forzanovista che con l'aiuto della sezione pavese del Movimento condusse un instancabile lavoro di ricerca e di informazione, ripreso poi anche dal Telese stesso, affinché la memoria di Emanuele non si spegnesse.
Negli anni passati, ogni 5 novembre, anniversario della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1973, abbiamo sempre ricordato Emanuele, in diversi modi: organizzando incontri e conferenze o partecipando alla celebrazione di Messe in sua memoria, contattando anche la sua famiglia, senza tuttavia mai abbandonare il costante e silenzioso lavoro di ricerca riguardo alla sua triste storia. Tutti questi nostri sforzi hanno in comune un preciso obiettivo: sollecitare la riapertura del caso, un caso tanto chiaro per le prove raccolte e per i risultati delle indagini svolte quanto torbido per l'inspiegabile e frettolosa archiviazione che mise la parola fine alla vicenda processuale. Emanuele Zilli morì a 25 anni lasciando una moglie e due figlie, vittima della persecuzione antifascista. Dopo più di 30 anni, è doveroso da parte nostra chiedere a gran voce verità e giustizia, non solo per una famiglia atrocemente provata dal dolore, ma anche per un ambiente politico ed umano per troppo tempo relegato al rango di nemico del vivere civile, carne da macello, quando "uccidere un fascista non era reato".
Per la prima volta, quest'anno, era nostra intenzione ricordare Emanuele come si deve, con tutti i camerati, domenica 5 novembre, in via F.lli Scapolla, a Pavia, dove con ogni probabilità - anzi, certamente - fu aggredito mortalmente dai comunisti, ma la Questura di Pavia ci ha purtroppo negato l'autorizzazione. In questo caso, però, non è nostra intenzione sollevare inutili polemiche, per non correre il rischio di strumentalizzare il ricordo di Emanuele, che non appartiene solo alla sezione pavese di Forza Nuova, ma alla sua famiglia, a tutti gli amici e camerati. Preferiamo quindi non commentare, limitandoci a riferire i fatti.
Invitiamo dunque i camerati a spendere qualche minuto, domenica 5 novembre, per ricordare Emanuele - uomo, marito, padre, militante coraggioso, generoso e disinteressato - in forma privata, regalando un pensiero, una preghiera, un fiore ad una persona che dovrebbe essere esempio per tutti noi.

   

Sopra, da sinistra, Luca Battista, responsabile di Fiamma Tricolore, e Diego Di Sopra, Coordinatore Provinciale di Forza Nuova, in via F.lli Scapolla; uno degli striscioni affissi lungo le tangenziali pavesi in onore di Emanuele; un camerata in raccoglimento sul luogo dell'aggressione che costò la vita ad Emanuele.


Inserito da GFA il 22-XI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - 14 OTTOBRE: PRIMA RIUNIONE PROVINCIALE DI FORZA NUOVA DOPO IL CAMBIO DI DIRIGENZA

Il pomeriggio di sabato 14 ottobre si è svolta, in una sala affacciata sulla centralissima piazza della Vittoria, la prima riunione della Federazione pavese di Forza Nuova, dopo il recente cambio di dirigenza, che ha visto Diego Di Sopra assumere la carica di Coordinatore Provinciale del Movimento. Due gli obiettivi principali della intensa e riuscita giornata: quello di presentare il Movimento, i suoi obiettivi, la sua struttura ed il suo patrimonio politico ed ideale ai tanti simpatizzanti convenuti, e quello di riorganizzare le attività della Federazione sul territorio, attività da troppo tempo condizionate negativamente dalla scarsità di comunicazione tra il nucleo pavese, quello lomellino e quello oltrepadano.
I responsabili del Movimento, Gianmario Invernizzi a rappresentare la dirigenza nazionale, Diego Di Sopra quella provinciale e Stefano D'Errico quella cittadina, hanno dunque offerto ai presenti una articolata panoramica della produzione politica e delle attività passate e future di Forza Nuova, a livello locale o nazionale, militante o amministrativo. Un particolare accento è stato posto sul nuovo simbolo adottato dal Movimento, specchio delle relazioni internazionali intessute negli ultimi anni dallo stesso con analoghe organizzazioni attive in tutta Europa: il nuovo simbolo è stato infatti disegnato ispirandosi a quello del partito tedesco NPD, ed è recentemente stato adottato, con le dovute modifiche, anche da altri due partiti legati a Forza Nuova tramite l'European National Front, Noua Dreapta (Romania) e Patriotike Summaxia (Grecia). Relazioni recentemente rinsaldate dalla presenza al "Campo d’Azione" di Forza Nuova, tenutosi in quel di Viterbo alla fine dello scorso settembre, della delegazione tedesca dell'NPD, capeggiata dal leader Udo Voigt, di quelle spagnole de La Falange e di Democracia Nacional, e di quella rumena di Noua Dreapta, impegnate con i camerati italiani in una appassionante tre giorni di politica, cultura, musica e spirito comunitario, ben descritta dalle entusiastiche testimonianze dei pavesi presenti.

   

Sopra, da sinistra, Diego di Sopra, Coordinatore Provinciale di Forza Nuova, Gianmario Invernizzi, Dirigente Nazionale, e Stefano D'Errico, Segretario Cittadino; il programma della giornata; uno scorcio della sala.


Inserito da GFA il 22-XI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - "MASSONERIA E SATANISMO": FINALMENTE DISPONIBILE IL NUOVO FASCICOLO

Anche se in ritardo rispetto alle nostre aspettative, finalmente, dopo un periodo di integrazioni, correzioni e ripensamenti, possiamo proporre il secondo fascicolo dedicato all'inchiesta sulla fenomenologia satanista realizzata dall'Associazione Culturale "Centro Orientamenti e Tradizione" in collaborazione con l'Osservatorio Antisette promosso da Forza Nuova. "Massoneria e satanismo" è infatti in qualche modo la continuazione del primo lavoro di ricerca intitolato "Il pericolo satanista", pubblicato nel settembre del 2004 nell'ambito di un ciclo di iniziative dedicate all'argomento.
Il nuovo documento analizza in particolar modo le relazioni che intercorrono tra la massoneria ed il satanismo, evidenziandone gli aspetti meno conosciuti. È scritto in modo semplice, facile da capire, per rendere accessibile a tutti quanti, con l'ausilio di immagini e documenti, un tema tanto vasto quanto inquietante, spesso precluso al grande pubblico per via dell'intrinseca complessità della materia e della scarsa attenzione che i media riservano ad essa. Particolarmente interessante è la parte dedicata alle istituzioni massoniche: sarà per alcuni davvero sorprendente incontrare nel testo nomi di personaggi ed organizzazioni di fama internazionale, i cui ruoli vengono qui chiariti con dovizia di particolari. A garantire l'onestà e la correttezza del documento, il vasto ricorso a documenti e dichiarazioni ufficiali delle stesse persone od organizzazioni chiamate in causa. Buona lettura!

[SCARICA IL FASCICOLO IN FORMATO PDF]


Inserito da DDS il 25-IX-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - FESTIVAL DEI SAPERI... O FESTIVAL DEL BUSINESS?

Il Festival dei Saperi: un'iniziativa che ha fatto parlare di sé, nel bene e nel male. Sicuramente un evento da riproporre negli anni a venire, necessario com'è ad una città come Pavia, che della cultura vorrebbe fare la propria prerogativa, ma con criteri più consoni alla struttura della città. Da un movimento politico come quello cui apparteniamo, i più diffidenti si potrebbero aspettare, per pregiudiziale politica ed ideologica, un commento negativo sulla giunta comunale, e quindi, indirettamente, sulla manifestazione in questione. Ma ciò non è nel nostro intento né nel nostro stile. Riteniamo invece che l'iniziativa della Sig.ra Capitelli abbia il pregio della novità, e vada apprezzata per l'encomiabile intento di risvegliare la città dal proprio decennale torpore e riportarla al suo naturale ruolo di eccellenza nazionale ed internazionale in campo artistico e culturale.
Non mancano da parte nostra, tuttavia, numerose perplessità, riguardanti per lo più il concreto utilizzo delle ingenti risorse economiche messe in campo e le metodologie seguite nella scelta delle iniziative e nella definizione delle relative tempistiche. Innanzitutto, appare prioritaria la necessità di evitare la sovrapposizione di un grande evento culturale con la tradizionale festa del Ticino, in modo da non compromettere i fragili equilibri delle due manifestazioni e, soprattutto, evitare di saturare Pavia con l'affluenza di masse incontrollate. Avremmo preferito, poi, piuttosto che due giorni caratterizzati dal quasi caotico affastellarsi di illustri personalità e di pretenziose iniziative, un chiaro segnale di rivalutazione dell'inestimabile e millenario patrimonio storico della nostra città, una seria presa di coscienza nell'ottica della valorizzazione della storia pavese e dell'identità locale. Troppi tra i numerosi e preziosi beni storico-artistici pavesi versano in un increscioso ed incomprensibile stato di abbandono e degrado, dovuto, secondo ciascuna delle varie giunte comunali succedutesi negli ultimi decenni, alla consueta mancanza di fondi. Fondi che invece, a quanto pare, c'erano, ma che andavano evidentemente spesi per far sì che la Pavia bene, alla vista di personaggi di fama internazionale, si sentisse un po' meno provinciale, e per organizzare iniziative che sanno, più che di autentica cultura, di "moda culturale", di salotto buono in tipico stile "radical-chic".

[LEGGI TUTTO]


Inserito da EAR il 25-IX-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - 9 SETTEMBRE, OLTREPO PAVESE: RICORDARE IL PASSATO, COSTRUIRE IL FUTURO

Sabato 9 settembre 2006 si è svolta, puntualissima, la consueta commemorazione a Ponte Crenna, nell'Oltrepo pavese, in memoria dei soldati della Repubblica Sociale Italiana ivi trucidati la mattina del 12 agosto 1944. Alla cerimonia hanno partecipato un centinaio di persone, presenti anche i parenti dei Martiri di Ponte Crenna con le loro famiglie, gli immancabili reduci ed un buon numero di giovani, segno tangibile che gli eterni valori della Patria e dell'onore non sono del tutto estranei alla gioventù cresciuta in questi tempi di disilluso materialismo.
Dopo la messa ed il toccante rito del "Presente!", molti dei camerati convenuti si sono spostati a Rivanazzano, poco distante da Ponte Crenna, dove la federazione pavese della Fiamma Tricolore ha organizzato, per l'occasione, una bella giornata di festa. Contattati per tempo, i militanti pavesi di Forza Nuova hanno raccolto con piacere l'invito, trascorrendo una splendida giornata in allegria e cameratismo, scambiandosi opinioni ed idee con gli amici della Fiamma, e riconoscendo l'importanza di una collaborazione seria e disinteressata, nel rispetto delle prerogative di ciascun gruppo, per progetti comuni da attuarsi sul territorio provinciale. Una giornata da ricordare, dunque, ed un piccolo ma importante passo avanti verso il ricompattamento di un'area mai come oggi frammentata: che l'esempio di un'autentica comunanza di pensiero e di intenti, libera da antiche quanto marginali differenze di vedute e da vani personalismi, possa essere accolto.

[LEGGI LA STORIA DELL'ECCIDIO DI PONTE CRENNA]

   

Sopra, da sinistra, i labari si preparano a fare il proprio ingresso in chiesa per la funzione religiosa; la croce marmorea in memoria dei Caduti RSI; un momento della cerimonia del "Presente!".
Sotto, ai lati, due momenti della cerimonia del "Presente!"; al centro, il Comandante Gianmaria Guasti (UNCRSI Torino) ripercorre nel proprio discorso le storie dei Caduti di Ponte Crenna.


   


Inserito da DDS il 25-IX-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - 7 SETTEMBRE: PRESIDIO A BADIA PAVESE CONTRO DEGRADO, IMMIGRAZIONE E "CITTADINANZE FACILI"

Sono da poco passate le 22:00 di giovedì 7 settembre quando, ultimati i preparativi in piazza Papa Giovanni XXIII, i militanti di Forza Nuova, in tutto una cinquantina di persone, danno vita ad un evento del tutto inedito per il piccolo comune di Badia Pavese: un presidio per sensibilizzare la popolazione riguardo alle problematiche legate all'immigrazione, al degrado ed alle "cittadinanze facili".
La manifestazione, che ha visto l'interessata partecipazione di diversi cittadini casellesi, avrebbe dovuto svolgersi, in un primo momento, nella più frequentata piazza Europa, luogo successivamente precluso dalle autorità ai militanti forzanovisti sia per motivi di ordine pubblico - a poca distanza da piazza Europa si trova infatti un caseggiato dove risiedono diverse decine di immigrati - sia per le proteste del sindaco Arcelli.
«È un errore comune quello di ritenere che l'immigrazione, con gli episodi di degrado, sfruttamento, criminalità e sradicamento culturale che porta con sé, coinvolga esclusivamente le grandi aree urbane - spiega Diego Di Sopra, coordinatore provinciale di Forza Nuova e consigliere comunale, assieme ad altri tre aderenti al movimento, a Badia Pavese - anche in un piccolo paese, dalle caratteristiche prettamente rurali, come Badia Pavese, queste problematiche si rivelano in tutta la loro pericolosità. C'è chi, per lucrare sulle esigenze di un branco di disperati, ha ristrutturato un ampio edificio ricavandone decine di piccoli e malsani appartamenti, studiati appositamente per accogliere immigrati. Inutile dire che, a convivere con ciascuno degli immigrati regolari che hanno trovato posto in questi appartamenti, troviamo diversi altri immigrati, assolutamente irregolari e spesso coinvolti in attività tutt'altro che limpide, alcuni addirittura saliti alla ribalta della cronaca: uno dei nordafricani processati a Brescia perché sospettati di far parte di una cellula terroristica ha a lungo trovato ospitalità proprio in questa struttura. Com'è ovvio, a fare i conti con questa situazione sono le famiglie italiane, che altro diritto non accamperebbero se non quello di vivere con serenità nella propria terra, di permettere ai propri figli di correre e giocare in sicurezza per le vie del paese e di sentirsi parte di una comunità umana, fatta di tradizioni e di consuetudini che, in un mondo in cui genti e culture diverse si mischiano sino ad azzerarsi vicendevolmente nel calderone della globalizzazione, vanno scomparendo. C'è chi percepisce ormai come un rischio il mettere piede fuori casa durante le ore serali. Noi siamo qui, oggi, proprio per questo: per riprenderci le strade dei nostri paesi e delle nostre città, per invitare gli italiani a non tacere in preda alla paura, ma a scendere in piazza e far sentire la propria voce, per dire agli italiani che non sono soli».
Intenzione dei quattro consiglieri comunali, i signori Daniele Achille, Giacomo Artuso, Diego Di Sopra e Stefano D'Errico, sarà dunque quella di portare in consiglio comunale le istanze provenienti dai cittadini che, ascoltati i discorsi tenuti in piazza da militanti e dirigenti, hanno voluto dare il proprio contributo ed esporre le proprie problematiche: «il nostro impegno politico è uguale nelle grandi città come nei piccoli paesi, non c'è quindi da meravigliarsi se abbiamo manifestato in un piccolo paese come Badia, contro l'immigrazione e contro il disegno di legge proposto dal governo Prodi, che intende "regalare" la cittadinanza agli immigrati dopo soli 5 anni di permanenza nel nostro Paese. Forza Nuova crede che la cittadinanza consista in un'eredità di sangue e di civiltà, che si trasmette di padre in figlio attraverso le generazioni, e che non possa derivare da un permesso di soggiorno rinnovato e timbrato per cinque anni consecutivi».

 

 


Inserito da GFA il 25-IX-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - «LASCIAMO I TRICOLORI SUI BALCONI DI PAVIA» - L'ACCORATO APPELLO DI DIEGO DI SOPRA (FORZA NUOVA)

«Anche dopo i mondiali lasciamo i tricolori sventolare sui balconi di casa». L'accorato appello patriottico arriva direttamente da Diego Di Sopra, esponente di spicco della destra pavese, che ha elogiato il senso pavese «dell'amor di Patria», ma oggi si augura che i tricolori non vengano ammainati dopo Germania 2006. «In questi giorni ci siamo riscoperti tutti più italiani - ha sottolineato a il Punto -. La nostra bandiera ci inorgoglisce a tal punto che ad ogni partita dell'Italia non fatichiamo a sventolarla per strada. E allora perché ammainarla dopo i mondiali? Sarebbe bello vedere le strade di Pavia e provincia colorate di verde, bianco e rosso anche dopo l'esaltante esperienza della nazionale di Lippi. Il calcio può trasmettere valori positivi e cancellare con i successi le mille amarezze delle indagini giudiziarie e delle combine più o meno velate. E allora la bandiera dovrebbe sempre sventolare impavida a ricordarci che siamo italiani e ne siamo orgogliosi». Vedremo se l'appello del leader di destra verrà accolto dai tifosi pavesi. Intanto i tricolori sono ancora sui balconi a sfidare il sole e l'afa di questo luglio pavese. D'altronde all'amor di Patria non si può dire no...


Inserito da GFA il 25-IX-2006 - Fonte: Il Punto
 

NOTIZIEPAVIA - I RICORDI PAVESI DI UN "IRRIDUCIBILE FAZIOSO" - 50 ANNI DI POLITICA ITALIANA (E TANTI ANEDDOTI) NEL LIBRO DELL'ONOREVOLE TOMASO STAITI DI CUDDIA

Pubblichiamo l'intervista concessa a "La Provincia Pavese" da Tomaso Staiti di Cuddia, a Pavia la sera di martedì 30 maggio per presentare, assieme a Giovanni Bottazzi, il suo ultimo libro.

Dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale, dalle piazze a Palazzo Chigi: la destra italiana prima e dopo lo "sdoganamento". L'ha raccontata Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse nel libro "Confessione di un fazioso" (Mursia, pagg. 264, 16 Euro), autobiografia politica di un uomo di destra protagonista di cinquant'anni di politica italiana. Dal dopoguerra agli Anni di Piombo, dalla Prima Repubblica alla Seconda, Staiti racconta retroscena inediti delle lotte politiche della destra italiana, vizi e virtù dei politici passati, da Giorgio Almirante a Gianfranco Fini, senza "esclusione di colpi" per Rauti, La Russa, Alessandra Mussolini, Alemanno, passando per Berlusconi, castiga un'intera classe politica rea di aver trasformato la politica "delle idee e dei valori" nella politica "fatta dai giullari dello strapotere economico".
Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, nato a Vercelli nel 1932, si è laureato in Scienze Geologiche a Pavia. Si è iscritto al MSI nel 1949 e vi ha militato sino al 1991, ricoprendo la carica di Segretario Provinciale di Pavia (1960-66) e di Milano (1978-81). Ha fatto parte della Segreteria con Almirante prima e con Rauti poi, per cui è stato responsabile del settore Esteri. Nel 1991 è uscito dal partito in polemica con Fini e nel 1995 ha partecipato alla fondazione del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dal quale è stato espulso nel 1997 per decisione di Rauti. Attualmente è direttore del periodico "Intervento".
On. Staiti, perché si definisce un "fazioso"?
Perché ritengo di esserlo, nel senso che non amo il moderatismo, quel luogo geometrico in cui si incontrano falsità, paure e qualunquismo di chi resta dietro le finestre e lascia che il lavoro sporco lo facciano gli altri, mentre loro aspettano nei loro salotti di sapere chi ha vinto. Sono stato definito fazioso perché fascista. Sono fazioso in questo senso, e me ne faccio una medaglia, è giusto che venga riconosciuto. Ha una valenza autoironica e provocatoria.

[LEGGI TUTTO]


Inserito da GFA il 13-VI-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - GLI ALBI DI "OCCIDENTE" A FUMETTI IN MOSTRA A PAVIA

I personaggi del ciclo di romanzi "Occidente", di Mario Farneti, diventano fumetti, confermandosi nella propria attenzione al pubblico giovanile. L'idea è venuta a Giorgio Messina, giovane esperto di computer, della Cagliostro E-Press. A Mario Farneti, Premio Tolkien italiano, l'idea è piaciuta subito. Gli Albi di Occidente a fumetti raccontano la storia alternativa di un'Italia che non si allea con la Germania di Hitler (fantapolitica): nel 1940, Mussolini sceglie la non belligeranza. Da qui nasce il mondo parallelo di Farneti. La Seconda Guerra Mondiale si conclude con la sconfitta della Germania hitleriana, i sovietici invadono l'Europa, ma vengono bloccati dalle truppe italiane di Mussolini. La serie degli Albi di Occidente inizia con l'episodio "Dardo Invisibile", che si svolge durante la Terza Guerra Mondiale.
I personaggi di Occidente sono eroi positivi. Non sono né fanatici, né arroganti, ma coraggiosi e risoluti. Trasmettono alti valori come l'amor di Patria: «L'amore per la Patria o la famiglia - spiega Messina - è un valore universale». Ricordano, per certi versi, Romano il Legionario di Caesar. I soldati di Occidente non uccidono mai gratuitamente, come Tex Willer: se possono, preferiscono non uccidere. Non sono supereroi in calzamaglia: se sbagliano è sempre per troppo amore.
La copertina del primo albo è disegnata da Andrea Fiorentini, un'interessante artista romano che mischia sapientemente la manualità del tratto alla grafica del computer ottenendo un effetto molto particolare. I disegni, in bianco e nero, sono di Claudio Valenti, e raccontano, in 24 tavole, l'eroico sacrificio di Amedeo Tebaldi, padre di Romano, valoroso comandante dello Squadrone Lupo. Valenti, architetto siciliano, ha compiuto, prima di collaborare alla stesura definitiva del fumetto, notevoli disegni di studio riguardo all'architettura ed alla tecnologia del mondo parallelo di "Occidente", opere descritte all'interno dell'albo tramite diverse schede. Dietro questo fumetto d'avventura, tutto italiano, si cela dunque un notevole lavoro di studio e ricerca.
Probabilmente, nel clima di "caccia alle streghe" di 30 anni fa, gli autori di questo fumetto avrebbero passato seri guai: dal boicottaggio della cultura dominante alle possibili, per quanto infondate, accuse di apologia fascista. Ma, grazie a Dio, pare che oggi i tempi stiano cambiando: il fumetto è stato presentato a Pavia, nella più assoluta tranquillità, sabato 13 maggio scorso, nell'ambito della seconda edizione di FullComics, importante manifestazione del settore, presso i Sotterranei del Castello Visconteo.
A Pavia, per la presentazione, oltre a Mario Farneti c'erano Alessio Valsecchi di LaTelaNera.com, curatore dell'edizione, e Claudio Iemmola, altro disegnatore siciliano, più portato per le tavole a colori, che dovrebbe realizzare il terzo albo. Non rimane che sfogliare il fumetto per conoscere i fascisti di Farneti e magari scoprirsi, per chi già non lo fosse, anche appassionati dei suoi romanzi: il primo, "Occidente", il secondo, "Attacco all'Occidente", ed il terzo, "Nuovo Impero d'Occidente", che si trovano in tutte le librerie. La trilogia ha superato ormai millecento pagine. «I miei romanzi - spiega Farneti - mi hanno dato l'opportunità di trasmettere ai lettori un segnale di rinnovamento, anticonformista e politicamente scorretto, che è stato in gran parte compreso. Sino ad oggi, infatti, il pubblico mi ha premiato dimostrando, con notevole maturità, di voler guardare oltre la barriera del conformismo imposto dalla società nella quale viviamo».


Inserito da DDS il 21-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - COMUNICATO: FORZA NUOVA PAVIA SULLE PROSSIME ELEZIONI PROVINCIALI

A nome della sezione "E. Zilli" di Forza Nuova, a poco più di un mese dalle elezioni provinciali, mi sento in dovere di esprimere, questa volta in maniera aperta ed ufficiale, il disappunto della base militante pavese riguardo ad una situazione che, a livello nazionale, si sta facendo ogni giorno più fastidiosa da affrontare. La protesta e lo schiamazzo fini a se stessi non sono nella nostra indole, e credo di poter affermare senza tema di smentita che la sezione pavese lo abbia in questi anni ampiamente dimostrato con l'incessante, fedele, disinteressato, ma soprattutto silenzioso lavoro. Ma è proprio con il silenzio delle comunità militanti, e con l'ancor più sconcertante silenzio della dirigenza nazionale di Forza Nuova, che l'attuale situazione di incertezza si alimenta, divenendo ogni giorno più difficile da gestire, da contenere, da arrestare. Si impone dunque una scelta: attendere, fiduciosi o meno, una svolta, o, al contrario, sollecitarla con una presa di posizione forte, tale da far giungere "a palazzo" la voce di tanti militanti senza nome, che dell'impersonalità e dell'impegno disinteressato hanno fatto uno stile di vita, ma che, forse, nell'usuale raccolto ed operoso silenzio rischierebbero, senza avere voce in capitolo, di vedere cambiate, se non addirittura svilite, le idee per le quali hanno scelto di scendere in campo, giocando se stessi, con Forza Nuova.
Il nostro rammarico, al di là dei facili, ma comunque tutt'altro che infondati, malumori generati dall'evidente involuzione populista, demagogica e "moderata" che la dialettica e la prassi politica di Alternativa Sociale stanno conoscendo, nasce innanzitutto dal mancato accordo, a livello provinciale, con Fiamma Tricolore, stroncato dall'alto nel preciso istante in cui i dirigenti locali, con buona volontà e reciproca comprensione, avevano messo da parte vecchi rancori e trovato un punto d'incontro per poter presentare un unico candidato presidente, e per segnare con l'esempio, nonostante l'innegabile modestia di un obiettivo squisitamente locale, una svolta nel seno del Movimento, mai come oggi bisognoso di "amicizie sane", dell'apporto radicale della base militante e della forte affermazione degli ideali che hanno sempre animato Forza Nuova come Fiamma Tricolore, gli stessi ideali che oggi paiono essere divenuti, d'un tratto, scomodi ed "impresentabili".
In breve, settimane di contatti, di incontri, di impegno programmatico e burocratico sono state vanificate dalle unilaterali ed insindacabili decisioni dei segretari nazionali di Alternativa Sociale, con i quali, ormai, la comunicazione pare essersi ridotta alla semplice ed estemporanea trasmissione di direttive. Direttive mai motivate, mai discusse, dunque mai autenticamente condivise. Nulla abbiamo da rimproverare ai nostri dirigenti provinciali, mai come oggi pronti a mettere da parte i propri interessi personali a favore di un obiettivo più grande. Il comportamento della dirigenza nazionale meritava tuttavia una risposta schietta e decisa, doverosa non solo al fine di mantenere da parte nostra un'assoluta correttezza nei confronti della dirigenza stessa, ma anche per seguire, una buona volta, i dettami del buonsenso. Ci sono dei problemi, serpeggia malumore: la polemica va dunque affrontata con chiarezza, non nascosta o frettolosamente tamponata.
Detto ciò, in attesa di un doveroso chiarimento con la segreteria nazionale, annuncio il ritiro, per le imminenti elezioni provinciali, di tutte le candidature che facciano capo alla sezione cittadina di Forza Nuova, che si impegnerà comunque come d'abitudine nell'assolvimento dei propri doveri militanti, nella convinzione che "sleale è chi si accomiata quando la via si fa oscura".

Stefano D'Errico,
Forza Nuova Pavia.


Inserito da SDE il 21-IV-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - UN'ALTERNATIVA NELLA COALIZIONE DI CENTRODESTRA

PAVIA - «La nostra alleanza con il centrodestra è innaturale, e saremo per loro una spina nel fianco, perché cercheremo di cambiare davvero le cose. Nel sistema bipolare non avevamo molte aspettative, abbiamo deciso di allearci con la Casa delle Libertà perché era il "meno peggio". Abbiamo la possibilità di migliorare il centrodestra, per sgomberare i timori che possa vincere il centrosinistra». Parole chiare, che fissano subito il tiro della campagna elettorale di Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, parole pronunciate venerdì scorso alla Sala dell'Annunciata di Pavia, alla presentazione dei propri candidati alle elezioni del 9 e 10 aprile. Si sono presentati al pubblico Primo Costa, capolista alla Camera per la Circoscrizione Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona, Mantova), Elisabetta Meggiorin, candidata al Senato, Gianmario Invernizzi, dirigente nazionale Forza Nuova - Alternativa Sociale, e Diego Di Sopra, Alternativa Sociale Pavia. Primo Costa è un imprenditore di Crema, cattolico tradizionalista, al suo primo appuntamento politico. Elisabetta Meggiorin è la madre del ragazzo di 20 anni ucciso nella provincia di Varese da due albanesi, la cui vicenda sta continuando con il «calvario della giustizia: uno dei due albanesi, in quanto minorenne, è già fuori, l'altro otterrà il patteggiamento e avrà probabilmente una pena di 10 anni. Il che significa che sarà fuori anche prima». E proprio la questione della giustizia e dell'immigrazione clandestina sono due dei punti forti della campagna elettorale di Alternativa Sociale: «Riteniamo che la legge Bossi-Fini abbia fallito, e ci facciamo portavoce di un suo inasprimento, con un umano rimpatrio per gli extracomunitari, perché riteniamo che queste persone vivano meglio nei loro paesi, con la loro cultura, tradizioni e religione. Basti pensare che la gran parte delle persone extracomunitarie che vengono in Italia prestano la loro manovalanza alle attività criminali, e lo prova il fatto che rappresentano il 65% della popolazione carceraria in Lombardia, per un costo ai cittadini dai 400 ai 600 Euro al giorno. Per noi, una volta arrestati e processati, devono scontare la pena nel loro paese». Un altro punto "caldo" è l'economia: «Alternativa Sociale si pone in posizione contraria alle privatizzazioni che ci sono state in Italia, abbiamo fatto diventare ricchi i privati. Gli utili economici, invece, vanno spesi a favore delle classi sociali più deboli, vanno tutelate le categorie che oggi non lo sono più: i piccoli imprenditori e gli agricoltori, e noi nel centrodestra porteremo avanti le battaglie di queste categorie». Sulla famiglia «noi siamo per quella tradizionale uomo-donna, e magari anche figli, visto che ad oggi in Italia c'è una denatalità che ci porterà tra qualche anno ad avere 40 milioni di italiani, ma anche 45 milioni di extracomunitari». E in chiusura: «Un politico italiano ha il solo dovere di difendere gli interessi degli italiani».


Inserito da DDS il 28-III-2006 - Fonte: Il Lunedì
 

NOTIZIEPAVIA - LA DESTRA RADICALE È IN LISTA IN MASSA - SONO I NIPOTI DEI CAPI STORICI DEI FASCISTI DI MUSSOLINI E FORNI

OTTOBIANO - La Lomellina nera si ripresenta in massa alle politiche del 9 aprile nelle fila della Fiamma Tricolore e di Alternativa Sociale: qualcuno scorge un collegamento diretto con la nascita del Fascismo. Fra il 1920 e il 1921 Antonio Fassardi era il titolare della Trattoria della Campana: Antonio Fassardi era uno squadrista, un mussoliniano convinto. Oggi suo nipote Giuseppe Fassardi, volto storico dell'estrema destra lomellina, si candida al 38° posto della lista di Alternativa Sociale per il Senato. «Se sono contento di essere alleato di Berlusconi? Con questo sistema elettorale prendere o lasciare. Oggi in politica prevalgono solo appiattimento e depressione: l'epoca delle ideologie è finita». Nonno e nipote, legati da un filo che scavalca le generazioni e i decenni, ma che in Lomellina sembra essere ancora ben saldo. Subito dopo la Grande Guerra anche Ottobiano è uno dei comuni lomellini in mano ai socialisti: celeberrimo il fatto avvenuto il 13 maggio 1920, quando decine di ragazze al ritorno da un pellegrinaggio sono aggredite da una folla uscita dai locali della lega contadina, vicina al Partito Socialista. La reazione è affidata a giovani appena tornati dal fronte: Antonio Fassardi è uno di quelli. «Sono contro la violenza di quegli anni: era positivo, però, il desiderio di impegnarsi per un'Italia migliore», dice oggi il nipote dello squadrista del 1921. «Devo confessare che sono molto affezionato anche all'altro mio nonno, Augusto Guida, socialista convinto: a dire il vero, la mia idea politica personale è un misto di nazionalismo e socialismo. Anche Mussolini voleva costruire uno Stato socialista impregnato dello spirito di Nazione: niente a che fare con il nazionalsocialismo di Hitler». Suo nonno Antonio seguì per intero la nascita del Fascismo lomellino, che fra il 1921 e il 1922 diventò un efficace strumento per la distruzione delle leghe contadine e delle sezioni socialiste in Lomellina e nei territori limitrofi. Di Ottobiano era originario Carlo Natale, detto Nadalòn per la sua stazza, uno dei più famosi capi dei Fasci di Combattimento. «Il famoso assalto alla sede milanese del quotidiano "L'Avanti" fu pianificato in Lomellina», dice Fassardi. Alla testa delle Squadre d'Azione c'era Cesare Forni, il "biondo leone di Lomellina", come lo definì D'Annunzio: il ras fascista si era trovato la strada spianata dal lavoro eseguito fra il 1920 e il 1921 dal colonnello Silvio Magnaghi, originario di Lomello, e dall'avvocato Luigi Lanfranconi. «Mio nonno non era forniano, al contrario della maggioranza dei fascisti lomellini», aggiunge Fassardi, 52 anni, una vita nel Movimento Sociale Italiano e oggi a fianco di Alessandra Mussolini. «Allora c'era la voglia di fare qualcosa per il nostro Paese, oggi regna l'apatia. Se vogliamo, l'ultima invenzione politica è la nascita della Lega Nord. Come si può notare, le candidature sono calate dall'alto: non come 80 anni fa, quando la Lomellina si faceva valere».


Inserito da GFA il 8-III-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - 24 FEBBRAIO: NEGATECI UN'INIZIATIVA, NE AVRETE DUE

Chiunque abbia pensato, con malcelata soddisfazione, di poterci negare la parola, di poterci confinare dietro un muro fatto di pregiudizi e di infondati allarmismi, con una semplice revoca, è stato servito appieno. Quella revoca, notificataci dal Presidente Beretta a seguito delle pressioni (tutte da chiarire nelle proprie modalità) della sinistra pavese, che ci negava, a poche ore dall'evento, lo spazio stabilito da più di un mese per la presentazione del libro "Ultimo giorno, ultima ora, ultimo minuto", non ha fatto altro che invogliare la comunità militante pavese al lavoro. Un lavoro febbrile ma silente ed ordinato, che ha fatto in modo che ad un evento vietato rispondessero due eventi perfettamente riusciti. Sì, perché la presentazione del libro "Ultimo giorno, ultima ora, ultimo minuto", inizialmente prevista presso la Sala dell'Annunciata, si è svolta regolarmente presso la sala convegni di un noto hotel cittadino, mentre in piazza Petrarca, di fronte all'ingresso sbarrato della sala che avrebbe dovuto ospitare la serata, si svolgeva un presidio di protesta, dove, nonostante una pioggia torrenziale, un nutrito gruppo di giovani e meno giovani, tra striscioni e bandiere, ribadivano il proprio dissenso nei confronti delle scelte del Presidente della Provincia, e nel contempo indirizzavano allo spazio alternativo tutti coloro i quali, venuti a conoscenza dell'evento, pubblicizzato sul nostro sito e tramite manifesti, si recavano all'appuntamento già stabilito.
A dispetto delle speranze di chi ci ha voluti ostacolare (e che, come di consueto, si guarda bene dal farlo a viso aperto ed alla luce del sole), fra i manifestanti radunatisi in piazza Petrarca ed i presenti in sala per la presentazione del libro, le iniziative hanno coinvolto più di cento persone, dai giovani militanti di molte tra le realtà del nostro territorio agli anziani ma energici ed appassionati reduci RSI, appartenenti alle più disparate armi, dalla Flack al Genio, dalle Fiamme Bianche al Servizio Ausiliario Femminile.

[LEGGI TUTTO]

   


Inserito da GFA il 27-II-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIEPAVIA - NEGATA LA SALA DELL'ANNUNCIATA PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "ULTIMO GIORNO, ULTIMA ORA, ULTIMO MINUTO"

PAVIA - Voltaire riteneva che ogni opinione ha il diritto di essere espressa. Il filosofo illuminista potrebbe dunque essere in disaccordo con la scelta del Presidente della Provincia, Silvio Beretta, che ha revocato, pochi giorni fa, la concessione della Sala dell'Annunciata alla presentazione di un romanzo sui Combattenti della Repubblica Sociale (RSI).
A dettagliare le tappe della vicenda è proprio uno dei due autori del libro "incriminato", il piacentino Pino De Rosa, che, insieme a Rodolfo Graziadei, ha scritto e presentato il romanzo "Ultimo giorno, ultima ora, ultimo minuto" già in diverse città del nord Italia. A Pavia la presentazione, organizzata dal Centro Orientamenti e Tradizione, avrebbe dovuto svolgersi questa sera alle 21:15 alla Sala dell'Annunciata, ma qualcosa è andato storto. «Il circolo aveva chiesto ed ottenuto l'autorizzazione il 24 gennaio - racconta De Rosa - quindi siamo partiti con la pubblicizzazione dell'evento. Fino a che, dietro pressione di un documento sottoscritto da Rifondazione, Comunisti Italiani, DS, CGIL e Barattolo, il Presidente della Provincia ha revocato il permesso di usare la sala. Il problema è che la comunicazione ci è arrivata cinque giorni fa. Come autori dobbiamo rilevare che è la prima volta che ci viene negato di presentare questo libro. Il romanzo è uscito a fine aprile scorso e finora è stato discusso in diverse occasioni, città e strutture. Perfino a Palazzo Farnese, e nella sala consiliare di Miradolo Terme. Non riusciamo a capire perché il Presidente della Provincia di Pavia si sia lasciato condizionare. Quel libro è stato recensito anche da persone che si trovano ideologicamente dall'altra "parte". Beretta è pure di Forza Italia... Non vorrei che lui stesse utilizzando questa questione per ottenere il patentino di "antifascista" che forse gli serve alle prossime elezioni. Di cosa parla esattamente il libro? È un romanzo storico, non un opuscolo neofascista. L'obiettivo del libro è far emergere le sensazioni e le passioni dei giovani che si arruolarono nella Repubblica Sociale. Quindi fare emergere il tratto umano più che politico. La presentazione comunque si farà. Piuttosto la facciamo col megafono. Non ci facciamo imbavagliare».
Davanti alla Sala dell'Annunciata gli organizzatori si aspettano di trovare alcuni reduci della RSI. Per evitare disordini è previsto uno speciale schieramento di forze dell'ordine. Gli autori intanto si sono rivolti ad un avvocato, Giammatteo Rona, che ha provveduto ad inviare una diffida alla Provincia: «Mi auguro che questa sera l'aula sia aperta. Diversamente, procederemo per vie legali. La revoca della sala è avvenuta improvvisamente e senza motivo, a ridosso della data. Questo ha provocato un danno materiale, per i manifesti già stampati, ma soprattutto di immagine. Si tratta, inoltre, di un gravissimo attentato alla democrazia. Ho motivo anche di ritenere che siano state violate le regole di riservatezza: la revoca appare sul forum del Centro Sociale Barattolo prima che gli organizzatori ne venissero a conoscenza. Esattamente il 16 febbraio. Non solo. Il 20 febbraio ho presentato la diffida al protocollo della Provincia ed il pomeriggio sul forum del sito se ne parlava già. Mi riservo l'azione risarcitoria. La Provincia ha commesso un errore grave, violazioni incredibili».
A confermare che gli autori e le organizzazioni coinvolte hanno tutta l'intenzione di presentare il libro è Diego Di Sopra, di Alternativa Sociale, che commenta: «Abbiamo già organizzato iniziative in quella sala e non è mai accaduto nulla di sgradevole. Il problema è che verranno reduci ottantenni, e lasciarli fuori al freddo non mi sembra intelligente. Abbiamo invitato anche l'associazione delle Ausiliarie. Spero che Beretta torni sui suoi passi. Ma penso anche che il Presidente farebbe bene ad andare nell'Unione, piuttosto che stare nella Casa delle Libertà».


Inserito da GFA il 27-II-2006 - Fonte: La Provincia Pavese
 

NOTIZIEPAVIA - FORZA NUOVA SULLA CHIUSURA DELLO ZUCCHERIFICIO DI CASEI GEROLA

In merito alla chiusura dello zuccherificio di Casei Gerola (Pavia), nell'Oltrepo pavese, Forza Nuova prende risolutamente posizione a fianco dei lavoratori in lotta. Come è stato per le quote latte in passato, la chiusura dello zuccherificio di Casei è l'ennesima ingiustizia imposta dall'UE. La sezione pavese "E. Zilli" di Forza Nuova nella "guerra dello zucchero", come è stata ribattezzata dai giornali locali, si schiera dalla parte dei lavoratori, degli agricoltori, soprattutto piemontesi. Sono interessate le province di Alessandria e Cuneo, l'intero paese con la chiusura dello zuccherificio non intravede nessun futuro.
Inizialmente Gianni Alemanno, consigliato dalla Beccalossi e da tutto il centrodestra, aveva promesso che lo zuccherificio non sarebbe stato chiuso. Poi, però, non si è saputo più nulla. Un intervento di Alemanno sulle pagine de "La Provincia Pavese", quotidiano locale, invitava i lavoratori dello zuccherificio quasi a rassegnarsi spiegando che la "guerra dello zucchero" è una guerra persa in partenza, un passaggio doloroso ma inevitabile per rispettare le direttive comunitarie. Dopo il blocco dell'autostrada abbiamo visto Alemanno promettere nelle tv nazionali ancora una volta il massimo impegno, un tira e molla estenuante e ipocrita ai danni dei lavoratori e della popolazione locale tutta.


Inserito da GFA il 27-II-2006 - Fonte: Forza Nuova