NOTIZIE - LE PRIME VITTIME DEL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO: LA LIBERTÀ DI PAROLA PUÒ ESSERE LETALE - ARRESTATO SIEGFRIED VERBEKE

Che Padre Stalin potesse essere innocente per la pianificata uccisione di oltre 8 milioni di contadini ucraini può ancora essere proclamato e pubblicato commercialmente come ha fatto il comunista fiammingo Ludo Martens. Che gli Hutu abbiano decapitato a centinaia di migliaia i loro fratelli Tutsi può similmente essere negato nel circuito ufficiale dei media. Che la Germania di Hitler prima abbia gasato e poi cremato un totale di 6 milioni di ebrei è un fatto che non può essere confutato, negato, messo in dubbio, approvato o minimizzato secondo la legislazione belga del 1995. Sebbene la Libera Università di Bruxelles dichiari di rifiutare "ogni forma di pensiero dogmatico" nel suo statuto, questa è pura retorica verbale, da quando ogni protesta accademica sui limiti imposti alla libertà di ricerca si è trovata a fronteggiare duramente il cosiddetto "giudeocidio".
Dopo un decennio di soprusi, perquisizioni domiciliari, etc., l'editore revisionista fiammingo Siegfried Verbeke (fondatore del VHO, "Vrij Historisch Onderzoek", "Libera Ricerca Storica", precedentemente fatto chiudere dal corrotto politico ebreo André Gantman) è stato ritenuto colpevole e condannato a un anno e mezzo in libertà condizionata ed al pagamento di un'ulteriore ammenda. L'inchiesta, durata oltre sette anni, difficilmente potrebbe convincere ogni giurista serio, ma il giudice deve aver sentito sul suo collo il fiato del regime giudeo-liberale. Come se non fosse già stato sufficientemente vessato, Siegfried Verbeke è stato arrestato sabato 27 novembre 2004 nella sua città di residenza, Kortrijk, nelle Fiandre. Visto il recente "Mandato di Arresto Europeo" il Belgio passerà questo martire della libertà di parola alla Germania, che è stata molto solerte nel perseguitarlo da lungo tempo. Il revisionista di 63 anni dovrà probabilmente passare i suoi ultimi giorni in un carcere tedesco. Nella migliore delle ipotesi egli starà nello stesso braccio del carcere di Ernst Zündel quando sarà estradato. 
Questo è lo stato delle cose per quanto riguarda la libertà di espressione nelle cosiddette democrazie europee. Il Belgio con i suoi 170 anni di tradizionale oppressione della maggioranza di lingua olandese da parte di una cricca francofona, ha recentemente inviato una commissione per monitorare le elezioni presidenziali negli USA. Gli attuali tumulti in Ucraina sono anch'essi all'attenzione di questi commissari politici. Forse sarebbe più conveniente se essi ispezionassero le loro stesse democrazie prima di "ispezionare" gli altri stati del mondo. Come logica conseguenza di ciò bisognerebbe rilasciare il famoso protagonista della lotta per la libertà di parola e conferire a Siegfried Verbeke la cittadinanza onoraria della città di Kortrijk.
Due anni fa il politico olandese Pim Fortuyn fu assassinato per le sue posizioni contrarie all'immigrazione. All'inizio del novembre 2004 il regista olandese Theo Van Gogh è stato similmente ucciso per la sua critica all'Islam. Sembra che tutti i protagonisti della libertà di parola vengano liquidati legalmente o illegalmente. Nei Paesi Bassi anche la libertà di parola sembra essere allo stesso tempo bassa e talvolta letale.

di Armin Müller.


Inserito da DA il 3-XII-2004 - Fonte: Comitato per la Protezione della Libertà di Parola
 

NOTIZIE - VERSO UN FRONTE EUROPEO - "PER L'EUROPA DELLE PATRIE": INCONTRO A MADRID

Il 20 novembre 2004 si è svolto, presso l'Hotel Chamartín di Madrid, il tradizionale incontro denominato "Per l'Europa delle Patrie", al quale hanno partecipato le delegazioni di Forza Nuova (Italia), NPD (Germania), Noua Dreapta (Romania), Terre et Peuple (Francia), BNS (Bulgaria), England First (Inghilterra), Slovenska Pospolitost (Slovacchia), e naturalmente il FE (Spagna), oltre ai camerati polacchi ed al nostro Don Giulio Maria Tam.
Lo stesso giorno Udo Voigt (NPD) e José Fernando Cantalapiedra (FE) hanno firmato un accordo di associazione: quest'accordo pone le basi per la costituzione di un Fronte Nazionale Europeo, inteso come un'organizzazione politica capace di dare risposte in tutta Europa.


Inserito da DDS il 3-XII-2004 - Fonte: La Falange
 

NOTIZIE - STATI GENERALI DI ALTERNATIVA SOCIALE LOMBARDIA: IL DOCUMENTO DELLE COMUNITÀ MILITANTI

Il 14 novembre si svolgevano, presso le sale del Centro Civico di Assago (MI), gli "Stati Generali" lombardi di Alternativa Sociale.
L'iniziativa, la prima in assoluto per quanto riguarda Alternativa Sociale, si poneva l'obiettivo di stendere un manifesto politico capace di esplicitare e di catalizzare le idee ed i valori fondanti che animano le diverse componenti della coalizione, partendo dal basso: le comunità lombarde hanno dimostrato la volontà di elevare Alternativa Sociale dalla condizione di mero cartello elettorale a quella ben più nobile di progetto politico, ben consci della maggiore importanza che, all'interno di Forza Nuova, Fronte Sociale Nazionale e Libertà d'Azione, hanno sempre rivestito le basi militanti rispetto a logiche puramente elettorali.
Il primo passo verso una fattiva unità d'azione e di intenti, ferma restando l'indipendenza delle tre formazioni, sta nel riconoscimento dei fondamenti ideali che le accomunano. Con questi presupposti, dunque, le comunità militanti lombarde hanno dato vita all'incontro con conferenze, interventi e dibattiti, al fine di discutere e, finalmente, superare, le differenze di vedute e le sfumature ideologiche che la ormai endemica frammentazione dell'Area ci aveva abituati a considerare ostacoli insormontabili.
Gli interventi e le discussioni intavolate hanno sommariamente toccato tutte le tematiche fondamentali entro le quali l'azione politica dei tre movimenti si è esplicata in passato e si esplicherà in futuro: dai valori della Patria (applauditissimo, a questo proposito, l'appassionato intervento di Sergio Gozzoli) a quelli della religione (le cui problematiche sono state brillantemente affrontate da Padre Giulio Maria Tam), dal diritto alla vita (argomento trattato, con particolare attenzione ai problemi di ordine etico e sociale sollevati dalla pratica dell'aborto, dal dott. Giuseppe Fassardi) alla famiglia, dal lavoro alla scuola. Il vasto patrimonio ideale emerso e discusso nell'arco della giornata è stato infine raccolto entro un documento politico, presentato all'approvazione dei segretari, i quali, nei discorsi conclusivi, si sono dimostrati entusiasticamente disposti ad intraprendere, sulle basi delle idee comuni, l'arduo cammino vesrso un Blocco Nazionale.

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Inserito da GFA il 3-XII-2004 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - FORZA NUOVA CONTRO L'INVASIONE CINESE

L'evidente recessione economica che colpisce la Società Italiana nel settore del commercio e della distribuzione e la crescente diffusione di prodotti stranieri nei nostri mercati si stanno manifestando con particolare evidenza nel fenomeno dell'invasione "cinese". È ormai sotto gli occhi anche dei più disattenti osservatori che la comunità cinese presente nel nostro territorio stia allargando la propria influenza creando monopoli anticoncorrenziali rilevando esercizi commerciali, bar, ristoranti, supermercati e negozi d'abbigliamento. Tutte attività che sono state acquistate in contanti a prezzo estremamente superiore a quello di mercato, grazie a strani giri di liquidità, che spesso hanno nella potentissima rete della "mafia cinese" una garanzia di copertura economica.
La totale assenza di disciplina e controllo da parte delle Istituzioni nel monitorare una comunità che agisce al di fuori della Legge per ciò che concerne la tutela del Lavoro, la qualità dei prodotti etc., rende pressoché invincibile la concorrenza cinese, creando una situazione drammatica per i commercianti nostrani che non possono essere competitivi di fronte a rivali che fanno, ad esempio, lavorare i propri dipendenti 14-15 ore al giorno per 7 giorni, con buste paga da terzo mondo, senza tutele, senza regolari contratti e nel 99% dei casi sfruttando lavoro "nero" e addirittura manodopera minorile. Le denunce da parte delle associazioni di categoria e le rimostranze dei consumatori non hanno ancora avuto un'adeguata risposta, permettendo così l'invasione delle attività cinesi e la relativa morte e chiusura di migliaia di aziende italiane. Forza Nuova non intende assistere passivamente a questa tragica evenienza e si mette già oggi all'opera per tutelare l'economia cittadina e nazionale lanciando una massiccia campagna di boicottaggio e dei negozi e dei prodotti cinesi.
Inizieremo proprio sabato 18 dicembre diffondendo tra i cittadini materiale informativo sul tema e presidiando i quartieri dove i negozi italiani sono stati chiusi e sostituiti dai bazar (bar, ristoranti) cinesi.

Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.


Inserito da DDS il 3-XII-2004 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE - BELGIO: SCIOLTO IL VLAAMS BLOK

Agli inizi di novembre, la Corte di Cassazione belga, in conformità con le sentenze emesse nell'aprile scorso dalla Corte di Appello di Gand, ha disposto lo scioglimento del Vlaams Blok, partito identitario del Belgio fiammingo, ritenendo fondate le accuse di razzismo mosse nel recente passato alla formazione politica e ad alcune associazioni ad essa collaterali. Un partito in crescita: il secondo nelle Fiandre con il 24% dei consensi ed il primo ad Anversa, la seconda città del Belgio, con più del 34%.
La decisione di sciogliere il partito appare vergognosa: in Belgio, paese unanimemente considerato garantista, pare dunque che l'ombra del razzismo sia da ritenersi ben più minacciosa dei frequenti e gravi reati legati alla pedofilia. Recenti dati denunciano infatti che ogni anno in Belgio, su un totale di circa 700 scarcerazioni condizionate, ben 35 riguardano condannati per «fatti contro la morale» ai danni di minori. Un 5% davvero preoccupante, se consideriamo che a fronte del "lodevole" impegno profuso dalle istituzioni carcerarie per il reinserimento sociale ed il recupero dei detenuti, il rischio di "ricadute", nei soggetti con precedenti legati alla pedofilia, rimane, a detta di psicologi e criminologi, assai elevato. Non è d'altra parte una novità che esponenti dell'attuale classe politica belga siano sospettati di avere implicazioni con il mondo della pedofilia, acuendo i sospetti riguardanti un atteggiamento tanto tollerante nei confronti di questo tipo di reati.
La sinistra belga ha accolto la decisione repressiva della magistratura con soddisfazione, tinteggiandola d'antifascismo, non calcolando però l'eventualità di restarvi un domani a propria volta vittima, poiché il precedente solitamente fa legge.
Frank Vanhecke, segretario del Vlaams Blok, ha tuttavia annunciato, domenica 14 novembre, la nascita di un nuovo partito: il Vlaams Belang. Forse basterà al Vlaams Blok cambiare nome per continuare la propria azione politica, ma già lo stesso movimento, sentendosi in qualche modo minacciato e con la prospettiva di nuovi successi elettorali, ha recentemente mostrato un progressivo slittamento del proprio linguaggio verso posizioni filo-americane e filo-israeliane, in contraddizione con i propri originari punti programmatici. Un po' come Alleanza Nazionale in Italia. Sarebbe forse una scelta migliore, seppur dolorosa, accettare di cadere sulla via dell'onore, restando autentici, piuttosto che mascherarsi per salvarsi: il danno è ormai certo, e a nulla vale perdere la propria dignità.


Inserito da DDS il 18-XI-2004 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - PRIMA CONFERENZA PER UN FRONTE EUROPEO

Il 23 ed il 24 di ottobre si è svolta a Varsavia (Polonia) una prima Conferenza del Fronte Nazionale Europeo, alla quale hanno partecipato le delegazioni di Forza Nuova (Italia), Noua Dreapta (Romania), Nacionala Speka Savieniba (Lettonia), Narodowe Odrodzenie Polski (Polonia), Slovenska Pospolitost (Slovacchia), Narodni Sjednoceni (Repubblica Ceca) e Alliantie (Olanda). Alla Conferenza si sono discussi i problemi attuali dell'Europa, ad esempio l'entrata della Turchia nell'Unione Europea o la nuova Costituzione anticristiana. Sono state discusse anche nuove strategie per una politica patriottica in questo nuovo secolo.

Nella foto, Tudor Ionescu, Roberto Fiore (Forza Nuova), Adam Gmurczyk e Claudiu Mihutiu.


Inserito da DDS il 2-XI-2004 - Fonte: Frente Nacional Europeo
 

NOTIZIE - IMMINENTE LA SCOMPARSA DI UN MARCHIO STORICO DELLA TRADIZIONE BIRRARIA ITALIANA: SOSTIENI LA BIRRERIA PEDAVENA

Un marchio storico della tradizione birraria italiana, più di cento anni di storia, più di cento lavoratori. Tutto ciò non conta nella logica speculatrice di Heineken Italia, la quale, dopo aver acquisito gli stabilimenti della Birreria Pedavena, ai piedi del Monte Avena, nella provincia di Belluno, ha deciso di chiuderli entro il 31 dicembre 2004.
Sono impiegate nello stabilimento circa cento persone tra i 45 e i 55 anni di età. Tra questi c'è gente che vi lavora da 30 anni.
Al di là di un ragionamento meramente occupazionale, importanti sono anche le problematiche  storico-territoriali sollevate
dalla questione: la Birreria Pedavena, fondata nel 1897, è la più antica birreria industriale italiana, e riveste da decenni un ruolo importante nel settore, nel 1928 gli allora proprietari della fabbrica di Pedavena acquisirono la fabbrica di birra Dreher di Trieste.
L'ala più antica della birreria, con le decorazioni dell'epoca e le tipiche caldaie di rame, è oggi monumento nazionale aperto al pubblico. Lo stabilimento si presenta ai visitatori come un grande castello sempre animato, con il suo parco e una splendida birreria.
La fabbrica, attualmente, è in piena attività, ma la Heineken, pur ritenendo lo stabilimento troppo piccolo per mantenerlo nel circuito delle proprie dipendenze, non vuole cederlo alla concorrenza.
La Regione, con Galan, si è recentemente esposta in favore di uno dei pochi frammenti di identità locale ancora attivi sul territorio, ma di fronte alle logiche di mercato di una multinazionale come Heineken sembra che le ragioni della tradizione abbiano poco peso. Piuttosto che assicurare all'acquirente prodotti nazionali di qualità, garantiti da operatori qualificati, pare dunque più conveniente sfruttare manodopera a basso costo all'estero, ed importare. Ma questa è tutt'altro che una novità.
Da sabato 2 ottobre, dunque, è possibile aderire ad una petizione che si schiera contro la chiusura della Birreria Pedavena, anche su internet, al seguente sito:

http://www.birreriapedavena.info/it/sostienici.asp

All'interno del sito è inoltre possibile accedere a ricche informazioni sulla storia della Birreria, dai fasti del passato alle problematiche del presente.


Inserito da GFA il 2-XI-2004 - Fonte: Birreria Pedavena