NOTIZIE - FORZA NUOVA A MILANO CONTRO IL CAROVITA: IL DOCUMENTO POLITICO

La crisi che il mondo finanziario globale sta subendo in questi ultimi mesi ha radici ben più profonde e ben più radicate di quanto giornali, ministri, "esperti" ci vogliano far credere: essa infatti rappresenta il fallimento dell'ideologia liberal-capitalista che ha consentito ai soliti noti di rubare ai poveri per dare ai ricchi. Questa crisi la devono pagare banche, finanzieri d'assalto, imprenditori soliti a privatizzare gli utili e socializzare le perdite e politicanti corrotti. Una cosa è certa: questa crisi non la pagheremo noi. Forza Nuova è scesa in piazza sabato 20 dicembre a Milano, in piazza San Babila, proprio per questo, per spiegare cosa c'è dietro la più grande crisi economica dopo quella del 1929. A seguire il documento politico proposto alla cittadinanza.

Spunti per la ricostruzione
Prima di iniziare ad esporre questo nostro documento politico occorre precisare che vista l'importanza dell'argomento e il costante evolversi della situazione, non è possibile ritenerlo completamente esaustivo, ma bisogna considerarlo il punto di partenza, la pietra angolare sulla quale costruire l'alternativa al sistema vigente.
Detto questo, ci preme sottolineare che non è nostra intenzione mettere in discussione gli otto punti per la ricostruzione nazionale, anzi il nostro obiettivo è quello di dimostrare la loro assoluta attualità.
Ciò premesso, riteniamo che in virtù della grande crisi ideologico-politico-economica registratasi in questi ultimi mesi, un movimento politico come Forza Nuova deve riconoscere le priorità da affrontare, deve effettuare il necessario sforzo programmatico e deve riuscire a proporsi all'intera Comunità Nazionale come movimento non solo di opposizione, ma soprattutto di proposizione avendo a disposizione le giuste risposte rispetto al crollo del sistema mondialista che da sessanta anni controlla il mondo, l'Europa, l'Italia.

Scenario attuale
La crisi che il mondo finanziario globale sta subendo in questi ultimi mesi ha radici ben più profonde e ben più radicate di quanto giornali, ministri, "esperti" ci vogliono far credere: essa infatti rappresenta il fallimento di quell'ideologia turbo-capitalista progettata qualche decennio fa, che ha portato alla formazione e al sempre più rapido sviluppo dei titoli così detti derivati. Per derivati si intendono titoli finanziari legati al valore di mercato di altri titoli, e hanno carattere speculativo, oltre a garantire la copertura (hedging) del rischio di tasso di interesse. L'utilizzo su ampia scala di questi titoli si è potuto verificare grazie alla notevole innovazione finanziaria sviluppatasi a partire dagli anni '70, che ha permesso di creare un mercato globale nel quale gli scambi possono avvenire con estrema velocità e facilità in qualsiasi parte del mondo; infatti solo la nascita di questo tipo mercato, facilmente accessibile a tutti, può garantire la diffusione dei titoli derivati.
La determinazione del prezzo di questi titoli avviene per mezzo del mercato, come tra l'altro per azioni e obbligazioni: il prezzo di scambio determinato dalle controparti forma il prezzo "ufficiale" del titolo. Ma a differenza di azioni e obbligazioni, nel caso di interruzione o di una maggiore difficoltà degli scambi il titolo derivato non vale assolutamente nulla: se non si riesce a vendere un'azione questa comunque garantirà una quota azionaria della società, mentre nel caso di un'obbligazione il titolare risulterà sempre creditore nei confronti dell'emittente. In questi casi quindi si continuerà a possedere qualcosa di reale, a prescindere dall'impossibilità di trovare una controparte a cui vendere. Questo non accade nei titoli derivati, i quali hanno valore solo nel momento in cui sono facilmente scambiabili.

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Inserito da GFA il 1-I-2009 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - FORZA NUOVA LOMBARDIA PROTESTA CONTRO LA CINA

Forza Nuova ha protestato contro i giochi olimpici cinesi inviando a tutte le redazioni giornalistiche lombarde e nazionali una scatola contenente un cuore di maiale avvolto in un fazzoletto rosso, a simboleggiare la gravità della repressione messa in atto nei confronti del popolo tibetano.
Una provocazione forte, che ha trovato il giusto spazio sui media: oltre a servizi televisivi e decine di articoli sui media locali, hanno dato eco alla notizia anche testate come "Il Corriere della Sera", "La Repubblica", "Il Giornale", ecc... In prima fila nella realizzazione dell'azione militante anche la sezione pavese, l'unica - detto per dovere di cronaca ed al di là di ogni possibile vittimismo - a subire un totale boicottaggio da parte della stampa locale.
L'On. Roberto Fiore, deputato europeo di Forza Nuova, approva: «A fronte dell'indifferenza mediatica e politica nei confronti dello scempio attuato dai cinesi, noi siamo stati i soli ad anteporre ai giochi ed al loro giro d'affari la difesa di un popolo oppresso. Non dimentichiamo poi che gli stessi metodi barbari utilizzati contro i tibetani sono spesso attuati anche nei confronti dei cristiani in Cina. Questo atto, per ricordare che prima dello sport vengono i popoli».
A seguire, il testo integrale del comunicato allegato ai pacchi recapitati alle redazioni.


Vi fa orrore questo cuore? Il sangue che imbratta questo pacco?
Se fosse il cuore di un monaco tibetano, di un imam dello Xjang, di un sacerdote cattolico prostrato da anni di prigionia nei campi di lavoro, se fosse il cuore di un detenuto politico nell'arcipelago carcerario cinese, vi farebbe lo stesso orrore?
Se fosse il cuore di una madre costretta con la forza a sopprimere in grembo il proprio figlio, di un uomo giustiziato e sventrato per turpi commerci di organi, di un ragazzo di piazza Tienanmen, vi farebbe lo stesso orrore?
E se questo fosse il vostro cuore che non batte più, il vostro cuore che non ha più sete di giustizia e di verità, il vostro cuore che non è più vivo, vi farebbe lo stesso orrore?

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Inserito da GFA il 20-VIII-2008 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - PROCESSO NUOVE BR: FORZA NUOVA PARTE CIVILE

In un quadro politico che vede, dopo 60 anni, la sinistra relegata al rango di forza extraparlamentare, si fa concreta la possibilità di un tardivo e livoroso "ritorno alla piazza" delle sue frange più estreme, probabilmente dimentiche degli atroci lutti e delle infauste conseguenze politico-sociali che la cosiddetta "strategia della tensione" portò con sé solo pochi decenni fa. Ed i primi segnali sono comparsi, manco a dirlo, la notte in cui il risultato elettorale cominciava a farsi concreto, con l'imbrattamento - nemmeno il primo, per dirla tutta - della serranda della sezione pavese di Forza Nuova, che l'utile idiota di turno ha pensato bene di istoriare con parole provocatorie riferite a veri o presunti - non ci è dato saperlo - episodi di contrapposizione che si sarebbero verificati nel recente passato a Pavia. Episodio sicuramente di poco conto, ma da non sottovalutare, se inquadrato nel contesto dei continui attacchi subiti da Forza Nuova nell'arco dell'ultimo anno solare, alcuni dei quali molto gravi, come la bomba ad alto potenziale esplosa nella sede romana di via Nisco, o l'attentato incendiario subito dalla sede padovana del Movimento, cui si riferisce l'articolo a seguire.

Sì alla costituzione di parte civile del professor Pietro Ichino e di Forza Nuova, no alla richiesta avanzata dal quotidiano "Libero". Lo hanno deciso i giudici della prima Corte d'Assise di Milano nell'ambito del processo a carico di 16 presunti appartenenti al Partito Comunista politico-militare, le cosiddette nuove BR. Secondo i giudici Forza Nuova, che subì un attentato, e Ichino, indicato come possibile obiettivo, subirono danni effettivi. Secondo i magistrati, il giuslavorista Ichino ha subito un danno in relazione alla sua libertà di movimento e autodeterminazione; lo stesso per Forza Nuova, che ha subito danni risarcibili per l'attentato che colpì la sede padovana della formazione politica di estrema destra. Il quotidiano di Vittorio Feltri, invece, secondo i giudici era sì un obiettivo dei terroristi, ma da questo fatto non sono derivati danni effettivi.


Inserito da GFA il 22-IV-2008 - Fonte: tgcom.it
 

NOTIZIE - FORZA NUOVA IN ROMANIA: I DISCORSI

Pubblichiamo i discorsi tenuti in Romania da Nicola Ferrarese, Coordinatore di Forza Nuova per l'Emilia Romagna, a capo della delegazione forzanovista in visita il primo fine settimana di dicembre a Bucarest. Il primo è stato pronunciato di fronte alla Croce di Legno, monumento che ricorda l'assassinio del Capitano C. Z. Codreanu, dei Nicadori e dei Decemviri nel novembre del 1938 nella foresta di Tincabesti, a pochi chilometri da Bucarest. Il secondo a Bucarest, a conclusione della manifestazione organizzata il 2 dicembre da Noua Dreapta, con un imponente corteo che da Piazza Uniri si è snodato fino alla sede del Parlamento rumeno. Un breve ma intenso viaggio che, partendo dalle radici che legano inscindibilmente Italia e Romania, giunge alle più attuali e scottanti problematiche che accomunano, e spesso contrappongono, i due Paesi.

Foresta di Tincabesti, 1 dicembre.

Cari Camerati,
sono passati 10 anni da quando Roberto Fiore ed altri camerati hanno deciso la fondazione di Forza Nuova, proprio nel nome dell'Arcangelo Michele e con la diretta ispirazione del Capitano. In effetti, Corneliu Zelea Codreanu è per Forza Nuova, per tutti i Camerati Italiani, un'icona, un simbolo di tutto ciò che di puro e di santo può esserci nella lotta politica. E Forza Nuova, che oggi rappresento, nasce e si sviluppa spiritualmente sul modello dell'organizzazione legionaria codificata dal Capitano. Modello forse dimenticato dalla memoria umana, ma certamente non da quella del sangue.
Io ho 46 anni, e 30 anni fa un manifesto con il viso del Capitano era nella mia stanza, e da quegli occhi ho avuto il privilegio di ricevere la consapevolezza che il sacrificio e la lotta per la comune Patria ideale avrebbe segnato tutta la mia vita. Appena ho potuto sono venuto qua, in questa meravigliosa terra latina, a cercare la fonte che ha creato la figura più importante del nazionalismo europeo, ed essere qui oggi, con voi a commemorare Corneliu Zelea Codreanu, i Nicadori ed i Decemviri, mi riempie di orgoglio e di commozione.

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Sopra, da sinistra, un'immagine della commemorazione del 1 dicembre nella foresta di Tincabesti e due scatti relativi al corteo del 2 dicembre a Bucarest.
Sotto, tre immagini del corteo di Bucarest, al centro Nicola Ferrarese.


   


Inserito da GFA il 30-XII-2007 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - "GLI ZINGARI NON SONO RUMENI!" - NOUA DREAPTA MANIFESTA A BUCAREST CONTRO I ROM

A seguito della tragica vicenda di Giovanna Reggiani, della cui morte è accusato il cittadino rumeno di etnia rom Nicolae Romulus Mailat, i militanti del movimento rumeno "Noua Dreapta" (Nuova Destra), membro assieme a Forza Nuova del Fronte Nazionale Europeo, hanno protestato contro i rom davanti all'Ambasciata Italiana a Bucarest.
Il movimento si propone di «migliorare l'immagine della Romania all'estero e sensibilizzare le autorità europee sulle differenze da fare tra i rom ed i rumeni», ha dichiarato il leader di Noua Dreapta, Tudor Ionescu. La campagna, iniziata il 3 novembre scorso, si prefigge come scopo ultimo la correzione dell'infelice e falsa propaganda giornalistica anti-rumena originatasi in Italia a seguito dell'orrendo delitto, e consisterà nella distribuzione di materiale informativo e nell'organizzazione di eventi in Romania ed in Italia. Ionescu ritiene «sbagliato ed immorale assimilare e confondere il popolo rumeno con una minoranza del 2,5%», quanti sono ufficialmente i rom tra i 22 milioni di abitanti della Romania.
Oltre a striscioni con le scritte "L'immagine nazionale distrutta da un'etnia non europea" e "Due popoli latini, un unico problema", i manifestanti hanno esibito un cartellone con l'immagine di Mailat dietro le sbarre, mentre altri cartelloni, su campeggiava la scritta "Notate la differenza" presentavano le foto di una famiglia rom e di una rumena.
Noua Dreapta ha inoltrato all'Ambasciata italiana a Bucarest un memorandum in cui presenta «la situazione conflittuale provocata dalle aggressioni e dagli atti antisociali commessi da alcuni rom che vivono da parassiti in Italia». Noua Dreapta ritiene che l'unica soluzione per risolvere il problema dei rom è di «costringerli ad adottare un sistema di valori diverso, positivo, in armonia con quello generale».


Inserito da GFA il 20-XI-2007 - Fonte: Noua Dreapta
 

NOTIZIE - "AVEVA DETTO CHIAMATEMI DAX!"

Sorpresa: il breve racconto che vi proponiamo - a quattro anni esatti dalla tragica morte del suo protagonista - è stato presentato al concorso letterario "Davide Cesare", promosso dall'Associazione "Rozzano Rossa". Non stupitevi: "Aveva detto chiamatemi Dax!", di Romano Liberanda, pseudonimo di Pino De Rosa, racconta un Davide Cesare, meglio conosciuto con il soprannome Dax, inedito ai più. Dalla testimonianza di un ex amico di Davide (che - vale la pena sottolinearlo, data la disinformazione che regna in materia - narra di fatti realmente accaduti), l'autore descrive, in forma romanzata ma fedele, le frequentazioni giovanili di Dax nei gruppi dell'estrema destra milanese, il suo successivo passaggio all'opposta fazione politica e la sua tragica fine.
Lungi dall'autore ogni intento di strumentalizzazione politica: l'obiettivo del testo è, al contrario, proprio quello di denunciare chi strumentalizza la triste vicenda di Dax per alimentare l'odio antifascista. Nel lavoro di Pino De Rosa, infatti, emerge evidente la mancanza di motivazioni politiche nel folle gesto degli assassini: la portata politica della triste vicenda ne esce dunque ridimensionata di molto. Nonostante la chiarezza dei fatti e della storia di Davide, la sinistra estrema, senza scrupoli, sfrutta una morte così atroce per colpevolizzare gli avversari politici, che respingono fermamente ogni addebito. Un dramma, dunque, ma non un martirio. Una storia che dovrebbe insegnarci qualcosa sull'animo umano e sulla banalità del male, e non alimentare con la menzogna un odio atavico e cieco.

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Inserito da DDS il 18-III-2007 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 24 FEBBRAIO: FORZA NUOVA IN CORTEO AD ALESSANDRIA

La sezione pavese di Forza Nuova, raccogliendo con piacere l'invito dell'amico e camerata Piero Aiello, ha partecipato, assieme ai camerati lodigiani, alla manifestazione indetta ad Alessandria dal Coordinamento Regionale piemontese. Una giornata riuscita sotto tutti i punti di vista: quale miglior auspicio per la candidatura di Piero a sindaco della città piemontese?

Era da molto tempo che un'ormai spenta e rassegnata città come Alessandria non respirava un'aria di gioventù, di serietà, di italianità. Erano anni che ad Alessandria non si manifestava una così schietta volontà di rialzarsi in piedi sponsorizzata e capeggiata dall'unica formazione politica che ha il coraggio e i mezzi per portarla avanti: Forza Nuova.
I fatti: il corteo, composto da 200 forzanovisti provenienti da tutto il Piemonte, ha attraversato il centro storico della città. Lungo le vie, la cittadinanza alessandrina ha apprezzato ed applaudito lo stile forzanovista serio, disciplinato e fiero; tantissimi di questi, presi da uno spirito di rivincita e orgoglio, hanno partecipato al comizio finale tenutosi in piazza Marconi. Importante e gradito al pubblico l'intervento del candidato sindaco forzanovista per le prossime elezioni comunali, Piero Aiello, che ha sottolineato tutte le balordaggini compiute ad Alessandria in cinque anni di amministrazione Scagni, appoggiata da poteri forti, sindacati, industriali, banchieri e da una bella fetta di quei cattolici progressisti che preferiscono allearsi con i progressisti non cattolici piuttosto che con i cattolici non progressisti. Partendo dal più recente problema riguardante Ponte Tiziano, diventato covo di clandestini, incendiato ed ora in via di ristrutturazione a spese dei cittadini, passando per tutte le problematiche che affliggono Alessandria, il candidato forzanovista ha proposto soluzioni a tutte, dando così un assaggio di quello che sarà il nostro programma per la città. La parola è stata poi passata a Domenico Mallardo, Coordinatore Regionale, che, facendo un discorso più generale, ha puntato su quei temi per i quali Forza Nuova continua a battersi senza tregua, basti pensare al nuovo strumento di morte chiamato pillola abortiva RU 486, utilizzata con l'oscuro, massonico e antinazionale scopo di dimezzare la popolazione italiana per creare una società senza più cultura, tradizione, identità. Il comizio si è concluso con il più atteso intervento e saluto alla cittadinanza, quello di Roberto Fiore, che, tra le note di Massimo Morsello, ha lanciato agli alessandrini un appello di lotta e di vittoria su chi è contro di noi e ci sta portando alla rovina! Moltissimi giovani e meno giovani a fine comizio hanno chiesto maggiori informazioni sul movimento e sulle nostre attività, intenzionati a parteciparvi attivamente, sfatando così il falso ed ormai vecchio mito di un'orgogliosa Alessandria "rossa", medaglia d'oro della resistenza. Avanti così, fino alla vittoria!

Alessandro Gaviglio,
Segretario Provinciale Forza Nuova Alessandria;
Domenico Mallardo,
Coordinatore Regionale Forza Nuova Piemonte.

Il discorso di Roberto Fiore:
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Inserito da GFA il 18-III-2007 - Fonte: Forza Nuova Piemonte
 

NOTIZIE - IN RICORDO DEL CAMERATA NICO AZZI

La sera del 10 gennaio si spegneva a Milano, a seguito di un improvviso attacco cardiaco, il Camerata, l'amico Nico Azzi. Colmi del dolore causato da una perdita - senza falsa retorica - davvero incolmabile, vogliamo ricordarlo con le commosse parole della Comunità Militante Milanese. Non avremmo potuto scrivere parole migliori per rendere onore al Grande Uomo che la sorte ha voluto sottrarci troppo presto. Ciao Nico!

Ieri sera è morto Nico Azzi. Ieri sera è morto un guerriero, così come solo un uomo d'arme può morire... con un colpo inferto dal nemico o con un colpo inferto dalla sorte. Nico è morto in un attimo, come in battaglia dove la separazione tra la vita e la morte è questione d'un soffio... un attimo che si eterna nella memoria dei camerati, dei fratelli.
La comunità militante milanese porta un lutto grave che pesa come un macigno, in questi tempi d'uomini piccoli, la scomparsa di un Uomo Grande sfiora la tragedia... assume il senso angoscioso della privazione, del "venir meno", della sottrazione. Siamo, da ieri sera, tutti noi, più poveri. Nel ricordo di Nico, cercheremo però di fare di questo dolore un'ulteriore puntello della corazza e di divenire quindi, proporzionalmente, più forti.
Nico era archetipo d'un tempo. Per molte generazioni un mito... mito che solo Nico non riconosceva e che, con la naturalezza di chi ha tanto vissuto, sapeva diminuire e sorriderci. Quel sorriso che assieme alla spada impugnata senza sosta, senza risparmio, sono il suo più grande insegnamento.

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Sopra, tre immagini dei funerali, svoltisi venerdì 12 gennaio alla presenza di centinaia di camerati, a Milano, presso la Basilica di Sant'Ambrogio.


Inserito da GFA il 5-II-2007 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - ATTENTATI CONTRO FORZA NUOVA A ROMA E PADOVA - CONTRIBUISCI AL RIPRISTINO DELLE SEDI!

Alle 3:00 di notte di lunedì 6 novembre alcuni sconosciuti hanno collocato un ordigno ad alto potenziale nella sede di Forza Nuova di Via Nisco, a Roma. Stando alle tracce rinvenute sul posto, l'ordigno era costituito da uno zaino colmo di polvere nera, un innesco a gas e diverse decine di metri di cavo telefonico (presumibilmente utilizzato per un comando a distanza): inutile sottolineare come non si tratti, in questo caso, della "bravata" di qualche ragazzo annoiato, ma dell'opera di qualcuno che sa perfettamente come costruire una bomba. Una bomba che solo per un caso non ha ucciso: la sede ne è uscita completamente distrutta, come le macchine parcheggiate al suo esterno. In frantumi tutti i vetri del palazzo, ed addirittura le soglie in marmo delle porte e delle finestre più vicine all'esplosione.
Questo attentato non è che l'ultimo di una lunga serie di attacchi contro la sede di Via Nisco: ricordiamo che negli anni scorsi la sezione fu oggetto di altri due attentati incendiari e di una spedizione punitiva durante la quale un centinaio di attivisti di sinistra ferirono gravemente alcuni militanti forzanovisti. Le indagini su questi episodi non portarono a nulla.
Alle 5:30 di mattina del 17 novembre, invece, ignoti hanno cosparso di benzina il portone della sede padovana di via Dal Santo, benzina che, filtrando sotto il portone stesso, ha causato, una volta appiccato l'incendio, notevoli danni ai locali.
La solidarietà dei forzanovisti di tutta Italia non si è fatta attendere: sabato 11 novembre un imponente corteo si è snodato per le strade di Roma, ed i militanti romani e padovani sono stati impegnati in una mobilitazione a presidio delle sedi distrutte. Ciò non è tuttavia sufficiente per porre rimedio ai danni subiti: invitiamo dunque tutti i militanti e simpatizzanti forzanovisti di Pavia e provincia a contribuire alla ricostruzione della sezione romana di via Nisco e di quella padovana di via Dal Santo con una - anche minima - donazione in denaro, da versare sul C/C postale n° 13113154, oppure sul C/C bancario n° 20978, Banca delle Marche Ag. 80, ABI 6055, CAB 03200, CIN Z.


Inserito da GFA il 22-XI-2006 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE - 28 OTTOBRE: FORZA NUOVA IN MARCIA PER LE STRADE DI PADOVA

Più di mille attivisti di Forza Nuova si sono radunati a Padova, sabato 28 ottobre, per una manifestazione contro l'immigrazione selvaggia e le "cittadinanze facili", in difesa dell'identità nazionale e della sicurezza dei quartieri oggi teatro della peggior delinquenza allogena. Colorato e rumoroso, in una selva di bandiere, di striscioni, di torce e di fumogeni, ma particolarmente ordinato e riuscito, il corteo ha attraversato tutta la Città del Santo, alla faccia di quei pochi, per la verità pochissimi, esponenti dei centri sociali che, come d'abitudine, avevano intenzione di ostacolare il pacifico svolgimento della manifestazione. Il corteo è terminato con un acceso comizio dei dirigenti del Movimento - Andrea Minchio, Coordinatore Regionale per il Veneto, Paolo Caratossidis e Roberto Bussinello, dirigenti nazionali, e Roberto Fiore, Segretario Nazionale - in piazza De Gasperi, nel cuore del degrado, occupando uno spazio ostaggio degli immigrati da troppo tempo: un messaggio forte per l'intera cittadinanza. Il comportamento dei militanti e simpatizzanti di Forza Nuova in quest'occasione si è dimostrato particolarmente maturo e responsabile, tanto è vero che un paio d'immigrati, fra le bandiere dei manifestanti, hanno potuto ascoltare indisturbati il comizio di Roberto Fiore. Il problema dell'immigrazione è particolarmente sentito a Padova, città universitaria, specialmente da quando le palazzine di via Anelli, inizialmente un quartiere destinato agli universitari, sono diventate rifugio di numerosi immigrati che per vivere trafficano droga. Una situazione grave, agevolata dalle politiche permissive del centrosinistra, utili solamente a generare conflitti razziali sempre meno gestibili, tanto da indurre lo stesso Zanonato, sindaco di centrosinistra, a ricorrere a rimedi grotteschi quali il tristemente noto "muro" di via Anelli. Una realtà che questa classe politica imbelle non sa affrontare, a discapito nostro e delle nostre famiglie.

Cori e bandiere all'arrivo in piazza:
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L'Inno Nazionale in piazza:
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Il discorso di Roberto Fiore:
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Inserito da DDS il 22-XI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - CENTRI SOCIALI DI DESTRA - OCCUPAZIONI E CULTURE NON CONFORMI

È da poco disponibile, diffuso a livello nazionale, il nuovissimo libro di Domenico Di Tullio "Centri sociali di Destra": un'originale e completa documentazione sulle Occupazioni Non Conformi, le occupazioni della destra radicale, una realtà finora ignorata anche dagli osservatori più attenti. Un libro facile e gradevole da leggere, che riesce a presentare in modo efficace, grazie anche ad una grafica dinamica ed un'agile organizzazione in "schede", un fenomeno poco conosciuto, ma estremamente dinamico, del nostro variegato ambiente politico. E lo fa con cognizione di causa: Domenico Di Tullio, avvocato, si è infatti occupato dell'assistenza legale ai camerati coinvolti nelle occupazioni romane.
Sfogliando le pagine del libro, il lettore entra in "Casa Montag" ed in "Casa Pound", capostipiti rispettivamente del fenomeno delle ONC (Occupazioni Non Conformi) e delle OSA (Occupazioni a Scopo Abitativo); trova i testi delle canzoni di musica alternativa, le foto, i volantini ed i manifesti che hanno segnato e segnano la vita politica di questi luoghi; incontra gli ZetaZeroAlfa, i camerati di Roma, Checco di Busto Arsizio, e tanti altri.
Alcune pagine, tra le altre cose, sono dedicate ad un'intervista a Duilio Canu, che non ha bisogno di presentazioni, nella quale sono narrate le vicende legate alla tentata occupazione di San Martino Siccomario, alle porte di Pavia, dove il progetto per la costituzione, entro uno stabile pubblico abbandonato da più di dieci anni, della Casa Sociale "Nido" naufragò dopo poco più di venti ore di occupazione. Infatti, il Vicesindaco del paese, «un omuncolo di AN», come è chiamato nel libro, fece intervenire immediatamente la polizia per lo sgombero, per poi recarsi in Questura a firmare le denunce per occupazione abusiva. Alla fine scivolò dal retro della Questura scortato dai poliziotti. Un'esperienza che la militanza pavese difficilmente scorderà, non tanto per le infauste conseguenze legali e per i provvedimenti restrittivi che la vicenda portò con sé, conseguenze che molti subiscono ancora oggi, quanto più per il genuino spirito comunitario che in occasioni come queste si cementa e si realizza, per l'intima bellezza di un'idea che, anche solo per poche ore, si tramuta in azione.
Editore del libro è Castelvecchi, editore tradizionalmente di sinistra: la pubblicazione di questo e di altri testi è costata alla casa editrice l'estemporanea occupazione della sede da parte di alcuni esponenti dell'autonomia, in segno di protesta per la pubblicazione di un libro, a loro dire, di sdoganamento ed apologia fascista.


Inserito da DDS il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 27 MAGGIO: A VERONA CONTRO IL GOVERNO PRODI

Sono bastati pochi giorni perché i progetti del nuovo governo Prodi si mostrassero chiari in tutta la propria pericolosità. Una spregiudicata politica immigratoria, portata avanti tramite la regolarizzazione di 480.000 immigrati, la revisione e l'alleggerimento delle vigenti normative in materia di immigrazione, la proposta di sostituzione dello "ius soli" al vigente "ius sanguinis", la chiusura dei CPT ed il divieto di rimpatriare immigrati clandestini in Libia. Se a questo aggiungiamo le sciagurate politiche famigliari, che porteranno all'equiparazione della famiglia tradizionale alle unioni omosessuali, e la leggerezza con cui il nuovo governo si appresta a ripristinare tasse abolite ed a rimpolpare le fila di una classe di burocrati lautamente stipendiati (basti pensare ai 102 sottosegretari freschi di nomina), il quadro è pressoché completo: l'opera di sovversione è iniziata, e causerà, se non verrà arrestata per tempo, il completo sfiguramento dell'assetto sociale e del patrimonio culturale di un'Italia già da troppo tempo spogliata della propria identità.
Ma a Verona rinasce l'Opposizione Nazionale. Chi avesse pensato, a torto o a ragione, che due importanti ma davvero poco fruttuose tornate elettorali in meno di un mese avrebbero fiaccato il morale della militanza forzanovista, ha dovuto ricredersi. Alle 17:00 di sabato 27 maggio, piazza San Zeno si presentava infatti gremita di militanti, tanti da renderne difficile una precisa stima numerica: svariate centinaia, se non addirittura più di un migliaio, come sostenuto da diversi quotidiani. Tutti in piazza per ribadire con forza la propria scelta: quella di lottare, e di farlo con l'azione, perché i principi della nostra millenaria civiltà non vengano meno, perché il cancro del materialismo non ottunda altre giovani menti, rendendole schiave di un vacuo ed effimero edonismo, succubi del consumismo e dei falsi bisogni che produce, senza radici e senza progenie, e per questo senza futuro.
Tutto ciò, com'era prevedibile, non ha mancato di indispettire chi manovra i fili del potere: il lungo, imponente, civile ed ordinato corteo, fitto di bandiere e di striscioni, avrebbe dovuto marciare lungo le strade di Verona fino a piazzale Cadorna, dove si sarebbe dovuto svolgere il comizio finale. Così non è stato: la Questura di Verona, adducendo le solite vaghe e pretestuose scuse che parlano di simboli e di saluti "politicamente scorretti", pretendeva infatti, senza alcun preavviso, che il corteo cambiasse il proprio percorso. Se pensiamo che il percorso alternativo studiato dai funzionari della Questura attraversava un cantiere aperto, sicuramente non consono al transito di un corteo, possiamo ben comprendere come quelli che dovrebbero essere i tutori dell'ordine avessero invece tutto l'interesse a cavalcare il clima di tensione che si era generato, inducendo i militanti, esacerbati gli animi con la palese provocazione, allo scontro, per poi dare avvio alla macchina repressiva ed alla delegittimazione mediatica. I dirigenti di Forza Nuova, ed i militanti tutti, hanno invece dimostrato ancora una volta la propria maturità, evitando di sfruttare per proseguire lungo il percorso stabilito una evidente superiorità numerica e decidendo di fermare il corteo a Castelvecchio, dove si è svolto il comizio, per poi sfilare di nuovo fino a piazza San Zeno.
Lo scenario politico è cambiato, e la repressione, come previsto, non tarderà a venire. Il nuovo governo, appena insediatosi, mostra già la volontà di soffocare sul nascere ogni forma di opposizione militante: il clima percepito a Verona ha presto avuto conferma con l'assurdo divieto imposto all'analogo corteo che Forza Nuova aveva organizzato a Bari per la settimana seguente. Imbarazzanti e tristemente scontate le motivazioni, tese a dimostrare la presunta pericolosità sociale di un individuo che si lasci andare ad un semplice saluto romano. Ma non sarà certo una nuova stagione di divieti e di censure a fermare la marcia di chi lotta ancora per difendere la propria terra e la propria identità. Forza Nuova è ancora nelle strade, e Verona lo ha dimostrato.

Il discorso di Roberto Fiore:
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Alcuni momenti del corteo:
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Inserito da GFA il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - TREVISO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CUORI NERI"

Il quarto appuntamento promosso a Treviso dall'Associazione Culturale "Terza Via", la presentazione del libro "Cuori Neri", ha visto la partecipazione, tra gli altri, del nostro Stefano Vaglio Laurin. Accanto a lui, al tavolo dei relatori, l'autore del libro, Luca Telese, ed i responsabili dell'Associazione Culturale, Alessandro Arboit ed Andrea De Checchi.
Un invito accolto con piacere, per una serata riuscitissima e partecipata, che, oltre a dare lustro al modesto ma incessante lavoro di ricerca storica e di promozione culturale da anni portato avanti da Pavia Tricolore, ha fornito l'occasione per diffondere ulteriormente la storia dimenticata di chi, anche nella sonnolenta vita borghese di Pavia, seppe giocare se stesso per un'idea, sino all'estremo sacrificio: Emanuele Zilli, la cui storia lo stesso Vaglio Laurin sottrasse a decenni di oblio con un dossier pubblicato su questo sito. Nell'intervento di Stefano Vaglio Laurin, oltre alla triste storia di Emanuele, anche qualche nota riguardo alle fasi che portarono l'autore di "Cuori Neri", Luca Telese, ad attingere proprio a quel dossier durante la stesura della sua opera: «Non nascondo che quando Telese, raccogliendo informazioni riguardo ad Emanuele Zilli, si rivolse a me, ebbi qualche dubbio: avevo il timore che, data l'estrazione di sinistra dell'autore, ne uscisse un'opera non esattamente obiettiva. Quando è uscito il libro, tuttavia, sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che l'autore non solo si era dimostrato assolutamente obiettivo, ma aveva brillantemente superato, nonostante la mole di dati contenuti nell'opera, la tentazione di farne una semplice, sterile ed asettica trattazione cronologica degli eventi tragici che hanno coinvolto i ragazzi della destra durante i sanguinosi anni '70. A differenza di altre opere, in questo libro troviamo storie, dati, ma anche emozioni, scoperte calandosi nelle vicende umane, di allora e di oggi, delle persone - familiari, camerati, oppositori politici - coinvolte nelle storie narrate, in un filo continuo. Le stesse sensazioni che vivevo quando incontravo i camerati di Emanuele, quelli di allora: ore a parlare , un tuffo nel passato e, repentinamente, un ritorno al presente. Ma che mi appariva come una storia ininterrotta : il dolore della famiglia Zilli è ancora presente oggi come, sicuramente, allora».
Dolore per una vicenda che difficilmente, purtroppo, troverà giustizia, nonostante l'auspicio di Telese, nel dare alle stampe la sua opera, fosse quello che casi come quello di Zilli, quello di Pistolesi, e quelli di altri, tornando alla ribalta della cronaca, potessero indurre i colpevoli ad una dichiarazione spontanea. Ma come sperarlo, se anche i colpevoli acclarati nicchiano ( Morucci : «Non ricordo...»), o scherzano ( Curcio : «Mazzola e Giralucci? Un incidente di percorso...»), oppure, addirittura, godono ancora di protezioni se non politiche, per lo meno "culturali" (Giuliano Ferrara, che si complimenta con Telese per tutto, tranne che per le critiche a Sofri, perché è suo amico)?


Inserito da GFA il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 19 MAGGIO: A LODI CONTRO L'IMMIGRAZIONE ED IL DEGRADO DEI QUARTIERI DEL BORGO E DELLA MADDALENA

Forza Nuova è scesa in piazza, la sera di venerdì 19 maggio, per protestare contro l'immigrazione e contro il degrado cui sono condannati, nel silenzio delle istituzioni, interi quartieri di Lodi. Sede del presidio, che ha visto la presenza di circa centocinquanta militanti, provenienti anche dalle limitrofe province di Pavia, Piacenza e Milano, piazza Barzaghi, tra i quartieri del Borgo e della Maddalena. In questa zona, infatti, si concentra gran parte della popolazione straniera della città, che, divenuta ormai proprietaria di numerosi call-center ed esercizi commerciali, la sta trasformando in una piccola casbah, troppo spesso teatro di episodi di tensione e di violenza, rendendola di fatto invivibile.
Tra le bandiere e gli slogan dei militanti, si sono alternati al megafono i dirigenti Ettore Grancini, Francesco Nolli e Gianmario Invernizzi, che hanno illustrato ai numerosi cittadini scesi in piazza, prodighi di attestati di stima e di gratitudine, le battaglie che Forza Nuova intende combattere al loro fianco: battaglie per la preferenza nazionale e per la difesa di tutti quegli italiani che vivono ormai nella paura, da stranieri in casa propria. Battaglie che solo Forza Nuova, in uno scenario dominato dalla supina adesione al "politicamente corretto", osa portare nelle strade, tra la gente.


Inserito da GFA il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 6 MAGGIO: FORZA NUOVA IN PIAZZA IN RISPOSTA ALLE AGGRESSIONI DEL FRONTE ROSSO

Più di cento camerati si sono radunati sabato 6 maggio scorso a Milano, nella centrale piazza Sant'Ambrogio, dando vita ad un presidio in risposta alla grave aggressione subita da alcuni giovani militanti da parte di circa trenta esponenti dell'autonomia. Luogo del presidio, la piazza antistante la medievale Pusterla di Sant'Ambrogio, a pochi metri dall'Istituto "Leopardi", la scuola frequentata dai giovani forzanovisti aggrediti.
Alla violenza rossa, Forza Nuova ha risposto con la compattezza e la maturità dei propri militanti, scesi in piazza accanto al Segretario Nazionale Roberto Fiore per esprimere con forza la propria condanna nei confronti di chi, al soldo di un potere mai come oggi bisognoso di consolidare le proprie posizioni e la propria credibilità, vorrebbe riproporre il truce gioco degli opposti estremismi, sulla pelle di semplici ragazzi, rei unicamente di amare la propria terra, e di volerla difendere. L'apprensione per le condizioni del camerata ferito non ha impedito ai presenti di ribadire la propria ferma volontà: Forza Nuova c'è, è nelle strade e nelle piazze di tutta Italia, decisa a non abbandonare le proprie sante battaglie per Dio, per la Patria e per la Famiglia. Le aggressioni non serviranno ad altro che a cementare ulteriormente la nostra sincera fratellanza. Le spranghe non ci piegheranno!

Il discorso di Roberto Fiore:
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Alcuni momenti del presidio:
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Inserito da GFA il 21-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 29 APRILE: A MILANO PER I CAMERATI CADUTI

"Del vostro sangue abbiamo fatto una bandiera!": mai motto fu più adatto a descrivere le sensazioni che ogni anno animano i cuori delle centinaia di camerati milanesi e lombardi che si radunano in piazza a Milano per rendere omaggio ai caduti dell'odio antifascista.
La data è quella del 29 aprile, e scandisce regolare nel tempo e nella memoria di chi non scorda, il sacrificio di Carlo Borsani (Medaglia d'Oro al Valore Militare, assassinato il 29 aprile 1945), di Sergio Ramelli (sprangato sotto casa da un gruppo di giovani borghesi antifascisti e morto il 29 aprile del 1975 dopo 7 settimane d'agonia in ospedale) e di Enrico Pedenovi (ucciso a colpi di pistola sotto casa, ad un anno di distanza dalla morte di Sergio il 29 aprile 1976).
Anche quest'anno, con un corteo unitario ed apartitico, che ha sfilato silente per ore lungo le caotiche vie di Milano, i nomi di chi ha saputo donare se stesso, giocarsi in prima persona per l'Idea, sino all'estremo sacrificio, sono stati evocati dalla dimensione del ricordo e si sono fatti presenti, tangibili, vivi nella lotta di chi ancora oggi guarda al loro esempio, per essere esempio.

   

Sopra, da sinistra: il concentramento in piazzale Susa; la partenza del corteo; la testa del corteo, verso il luogo del "Presente" a Sergio Ramelli.

     

Sopra, da sinistra: la corona collocata sotto una delle lapidi dedicate a Sergio Ramelli; camerati alla finestra salutano il passaggio del corteo; la corona collocata sotto la lapide dedicata ad Enrico Pedenovi; il manifesto affisso in città.


Inserito da GFA il 21-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - FAMIGLIA, MA QUANTO MI COSTI?

ROMA - Famiglia, quanto mi costi? Era questo il provocatorio tema con cui il Forum delle Associazioni Familiari, insieme all'Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, ha voluto chiamare in causa le istituzioni proprio all'inizio della XV legislatura. Il convegno si è tenuto ieri nei locali del Cnel a Roma. «La giornata - ha osservato Giuseppe Barbaro per il Forum - si prefigge di confermare la soggettività sociale della famiglia e rilanciare la sua centralità anche politica. Scopo del convegno è individuare i costi umani, sociali ed economici che affronta chi decide di fare famiglia». Infatti «la reciprocità» che caratterizza i matrimoni con figli, può rappresentare uno dei dinamismi fondamentali della nostra civiltà. Una realtà che «deve generare socialità, incidendo nella vita delle città e sulla cultura». Il Direttore Generale del Ministero del Lavoro, Giovanni Daverio, ha ricordato la svolta impressa con il libro bianco sul Welfare del 2003, che ha sottolineato il valore di "capitale sociale" costituito dalla famiglia.
L'analisi economica sul costo dei figli è stata elaborata da Federico Perali, del Dipartimento di Scienze Economiche di Verona. Secondo lo studioso si deve distinguere tra i costi necessari al mantenimento e quelli indirizzati all'accrescimento, che comprendono anche il tempo dedicato dai genitori, e le spese educative in genere sostenute. Il primo parametro si aggira per un bambino da 0 a 5 anni sul 19,4% in più del costo sostenuto per il mantenimento di un coppia senza figli, sul 16% nella fascia 6-13 anni, e sul 18% nell'arco 14-18. Ma il punto saliente è che l'andamento demografico non è influenzato da questi fattori, ma dalle spese di accrescimento che sono difficilmente determinabili. Perali, comunque, ha portato un altro elemento a sostegno delle richieste delle famiglie numerose, in quanto ha affermato che nella spesa familiare non sembra vi siano economie di scala significative. Inoltre ha sottolineato la penalizzazione costituita dai meccanismi che regolano le tariffe. «L'Isee - ha aggiunto - rappresenta in modo inappropriato le reali condizioni socio-psicologiche dei membri della famiglia». Dopo aver sottolineato che la politica familiare si compone al tempo stesso di misure universali e provvedimenti riservati ai nuclei in situazione di indigenza, il direttore del Cisf, Francesco Belletti, ha presentato i risultati di una indagine condotta sulle politiche di contrasto alla povertà in 6 regioni.

di Pier Luigi Fornari.

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Inserito da DDS il 21-V-2006 - Fonte: Avvenire
 

NOTIZIE - MILANO, 31 ANNI DOPO: STESSI METODI, STESSA INFAMIA!

Sono passati esattamente trentun anni dalla vile aggressione che costò la vita a Sergio Ramelli, giovane militante del Movimento Sociale Italiano ucciso a sprangate da un "commando rosso" che lo attendeva sotto casa, ricordato dai suoi camerati con un lungo e silenzioso corteo sabato 29 aprile.
Questa volta, per grazia di Dio, la vittima non ha pagato l'infame gesto con la vita, ma è solo per una serie di fortuite circostanze che la storia non ha avuto lo stesso tragico epilogo. Infatti, come a dimostrare che chi è infame lo è per sempre, trentun anni dopo, con la stessa metodologia, la stessa atavica propensione alla vile imboscata, la stessa disumana e cieca violenza, due giovani forzanovisti, di diciassette e diciotto anni, venivano assaliti all'uscita della scuola a colpi di spranghe e bastoni da ben trenta "impavidi compagni". Ad avere la peggio, a seguito di questo vigliacco quanto premeditato agguato, il più giovane dei due forzanovisti che, steso a terra, solo contro trenta persone, riportava numerose ferite, diverse fratture ed un taglio dietro al cranio che lo hanno costretto al ricovero in ospedale.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere chi continua a riempirsi la bocca di elogi verso gli ambienti legati all'autonomia, dando loro spazio e fornendo loro appoggio politico e finanziario, salvo poi discostarsene, a parole, quando le "prodezze" di questi gruppi, dediti ad attività sicuramente più vicine alla delinquenza comune che alla lotta politica, divengono "scomode" da gestire. È ormai chiara ai più la consolidata prassi secondo la quale chi compia il peggior delitto in nome dell'intoccabile dogma dell'antifascismo possa godere di un trattamento di favore, dell'amicizia e dell'aiuto di importanti settori della politica istituzionale e, spesso, dell'impunità. Ed è solo nella certezza dell'impunità, nella spocchia di chi è cresciuto certo della propria superiorità morale sull'avversario politico, da decenni relegato al rango del sub-umano, della "carne da macello", che questa cieca violenza trova origine.
La sezione pavese di Forza Nuova esprime la propria sdegnata condanna per questo vile attacco comunista e si stringe attorno al giovane camerata ferito, nel fisico ma non nella Fede, ed è pronta, ora come sempre, a portare nelle strade e nelle piazze le proprie sacrosante battaglie per Dio, per la Patria e per la Famiglia, contro il materialismo inumano di chi, in nome di nuovi vacui e fallaci modelli, vorrebbe annientare - ideologicamente - i principi fondanti della millenaria Civiltà europea, e - fisicamente - quella gioventù sana e vitale che in nome di essi vive e lotta.


Inserito da DA il 5-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - ELEZIONI POLITICHE 2006: UN'ANALISI

Con la presente cercherò di sforzarmi per capire i reali motivi che hanno portato Alternativa Sociale verso un'indiscutibile disfatta in queste elezioni. Disfatta che colpisce indiscriminatamente dirigenti, militanti, attivisti, simpatizzanti e anche coloro che pur essendo schierati in altri fronti avrebbero potuto gioire di un eventuale "successo a metà", ovverosia l'elezione di alcuni deputati d'Area. I dati sono estremamente chiari: la sconfitta si manifesta in una perdita di voti rispetto alle Europee e alle Regionali (e anche a molti dati di amministrative, suppletive etc.) senza precedenti. Oltre centomila voti dispersi che hanno scelto altri lidi devono trovare, se vogliamo in futuro parlare di politica, delle catene di responsabilità. Inserendomi già nell'immediato - tanto per chiarire - tra coloro che per carica dirigenziale all'interno di una delle formazioni che compongono AS devono essere considerati imputabili di tale sfacelo, credo che, però, le colpe più rilevanti non provengano dal corpo degli ufficiali. Se non quella - forse più pesante - di non essere riusciti a convogliare in un unico e coeso soggetto elettorale tutte le energie e pulsioni che appartengono al nostro Mondo. E forse qui si inseriscono le maggiori perplessità: quanto si voleva essere una Lista d'Area, la lista della "Destra" a destra di Alleanza Nazionale, o un qualcosa di talmente anomalo e diverso da non essere compreso nemmeno dal nostro tradizionale già sparuto elettorato? La caratterizzazione radicale di Alternativa Sociale non è stata probabilmente ben evidenziata ed espressa, mentre altre variabili e contenuti non tradizionalmente cari all'elettorato destrorsoradicale sono stati inseriti al vertice dell'agenda della lista. Risultato? Il moderato di destra ha perseguito a votare Fini o Forza Italia e così probabilmente ha fatto anche il fascista, neofascista, l'intollerante etc.

Paolo Caratossidis,
Coordinatore Nazionale di Forza Nuova.

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Inserito da GFA il 12-IV-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - MILANO E LE DEVASTAZIONI DEI CENTRI SOCIALI

All'indomani degli atti vandalici di Milano, non possiamo sottrarci dal commentare l'accaduto. Tutti hanno avuto modo di vedere in televisione l'immotivata violenza dei centri sociali, i fratelli maggiori del Barattolo, che hanno dato vita ad una guerriglia urbana già pianificata a tavolino. A volto coperto, come banditi, con caschi e scudi di plastica, armati di bombe carta, gli autonomi dei centri sociali impugnavano spranghe e bastoni. Prima hanno sfondato vetrine e distrutto negozi. Poi hanno incendiato le macchine parcheggiate e tutto il resto. Adesso servono a ben poco le condanne e l'imbarazzo del centrosinistra. Ci dicano piuttosto: chi pagherà i danni? Semplice, gli ignari cittadini che per loro sfortuna avevano parcheggiato lì. Ma l'atto più infame è senza dubbio l'assalto al Mc Donald's in corso Buenos Aires, non per una sorta di simpatia nei confronti della nota catena di fast-food, testimone di una cultura che ci è del tutto estranea, ma più semplicemente per la sacrosanta difesa dei bambini. Infatti, all'ora di pranzo, c'erano diverse decine di bambini che mangiavano al fast-food: quando gli autonomi hanno sfondato le vetrate con delle mazze, non potevano non accorgersi della presenza dei bambini, spaventati a morte, mentre facevano irruzione nel locale portando via tavoli e sedie, lanciate in strada e di nuovo all'interno del fast-food attraverso le vetrine infrante. Un bambino è stato ricoverato all'ospedale S. Rita, gli altri per fortuna sono stati dimessi dopo essere stati sottoposti comunque a visite di controllo.
A Pavia, in altre occasioni, avevamo espresso la nostra preoccupazione per la sicurezza dei bambini, chiedendo la chiusura del Barattolo, in via dei Mille, perché attorno ad esso ed alle sue attività politiche si sono spesso create situazioni pericolose per tutti, e questo centro sociale confina con un asilo, mettendo così in pericolo la sicurezza stessa dei bambini. Questa è la prova che le nostre denunce hanno delle fondamenta.
Ma, tornando alla guerriglia di Milano, non possiamo non notare come gli abitanti di corso Buenos Aires ed i milanesi che si trovavano a transitare in zona abbiano finalmente dimostrato di saper reagire alla prepotenza ed all'arroganza di chi si sente in diritto di saccheggiare e devastare in nome di uno stantio antifascismo di facciata, circondando alcuni dei responsabili per dare loro una lezione. Salvati solo dall'intervento di poliziotti e carabinieri che li hanno strappati al linciaggio della folla. Incredibilmente, militari ed agenti che fino a quel momento erano impegnati a contrastare le scorribande dei teppisti, gli hanno salvato la pelle. I danni sono certamente parecchi, come hanno documentato tutti i mezzi di comunicazione: al di là della cronaca, chi sono i responsabili politici di questa violenza? Innegabilmente, tutto il centrosinistra è responsabile, in particolar modo Rifondazione, Comunisti Italiani e DS, che hanno sempre foraggiato, difeso, ed incoraggiato i centri sociali, per poi discostarsene, a parole, in questo momento di campagna elettorale. Se questi personaggi vinceranno le prossime elezioni politiche, ci scopriremo ostaggi dei centri sociali.


Inserito da DDS il 14-III-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - FUMO DI SATANA NELLA CHIESA? LE AMMISSIONI DELL'AUTORITÀ SULLA CRISI POST-CONCILIARE

Ci eravamo ripromessi, nel nostro precedente intervento su questo sito, di ritornare sull'argomento della crisi che attraversa la Chiesa Cattolica nel presente periodo storico e che si manifesta, in tutta chiarezza, almeno a partire dalla svolta "epocale" - nel bene e nel male - rappresentata dal Concilio Vaticano II, conclusosi nel 1965. Ce ne offre il destro quanto ci riferisce un collaboratore di queste pagine con riguardo a sconcertanti dichiarazioni pronunciate dal vescovo Mons. Milingo, secondo il quale oltretevere si anniderebbe nientemeno che il demonio.
Ora, noi ci sforziamo di restare fedeli alla buona regola che impone di vagliare il peso e il contenuto di verità di un'affermazione anche alla luce dell'autorevolezza del soggetto dal quale essa promana. Sicché ben potremmo liquidare l'affermazione sopra ricordata come l'ultima "boutade" di un discutibile prelato, resosi noto in tempi recenti più che per la sua attività pastorale, per la grottesca partecipazione, in qualità di "sposo", ad uno dei farseschi riti matrimoniali di massa promossi dal Reverendo (sic!) Moon. È appena il caso di rammentare - incidentalmente - come, in quell'occasione, l'abile operazione diplomatica gestita dall'allora Viceprefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed ora Arcivescovo di Genova, Card. Tarcisio Bertone, al fine di ricondurre all'ovile la pecorella smarrita, abbia avuto l'indubbio merito di evitare che, con la fuoriuscita del vescovo africano dalle fila della Gerarchia Cattolica, si potesse giungere alla costituzione di una nuova confessione pseudo-cristiana capace di recare con sé vasti strati di fedeli del continente nero, laddove la Chiesa già deve fronteggiare il diffondersi ed il prosperare, accanto all'Islam, delle religioni animiste e delle più disparate denominazioni variamente riconducibili all'area protestante.
È pertanto evidente, per riprendere il filo del discorso, che le parole di Mons. Milingo non sarebbero, di per sé, ratione personae, tali da suscitare una seria riflessione. Sennonché esse, forse loro malgrado, riecheggiano nella nostra mente allarmi ben più autorevoli e che, dagli anni '60 ad oggi, non hanno mancato di dimostrarsi più che fondati. Ci riferiamo, anzitutto, alle parole di Papa Paolo VI, il quale, nel pieno della buriana post-conciliare, ebbe a denunciare la penetrazione del "fumo di Satana" all'interno della Chiesa, alludendo all'insinuarsi, nelle Università, nei Seminari, nei centri di studio e nei pulpiti dei predicatori di un "pensiero non cattolico" che, da tali sedi, si propagava e diffondeva come peste nella cristianità.

di Marco Rossini.

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Inserito da GFA il 27-II-2006 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: IL CROCIFISSO RESTI NELLE AULE SCOLASTICHE

ROMA - Una sentenza che farà discutere. Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia una "suppellettile" o un "oggetto di culto", ma perché «è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili» (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, etc...) che hanno un'origine religiosa, ma «che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato». Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante e articolata sentenza, ha respinto il ricorso di una cittadina finlandese, Soile Lauti, che chiedeva la rimozione del crocifisso dalla scuola media frequentata dai suoi figli ad Abano Terme (Padova).
La donna aveva già fatto ricorso al TAR del Veneto che prima di darle torto aveva sollevato una questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale. I giudici della Consulta, nel dicembre del 2004, avevano dichiarato inammissibile la questione (e quindi non erano entrati nel merito) perché l'affissione del crocifisso nelle scuole non era prevista da una legge, bensì da due regolamenti del 1924 e del 1927 sugli arredi scolastici sui quali il giudice delle leggi non poteva sindacare. A risolvere la delicata questione sono stati i supremi giudici amministrativi della sesta sezione. Nella sentenza di 19 pagine del Consiglio di Stato vengono posti importanti paletti. Innanzitutto - è scritto - «la laicità, benché presupponga e richieda ovunque la distinzione tra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fra gli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie, non si realizza in termini costanti e uniformi nei diversi Paesi, ma, pur all'interno della medesima civiltà, è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato, e quindi essenzialmente storica, legata com'è al divenire di questa organizzazione». Insomma, diverso è il principio laico britannico da quello francese, statunitense e italiano.
Premesso ciò, il Consiglio di Stato lascia alle dispute dottrinarie la definizione astratta di "laicità": «in questa sede giurisdizionale - si legge nella sentenza numero 556 - si tratta in concreto e più semplicemente di verificare se l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sia lesiva dei contenuti delle norme fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, che danno forma e sostanza al principio di laicità che connota oggi lo Stato italiano, e al quale ha fatto più volte riferimento» la Corte Costituzionale. «È evidente - affermano i giudici di Palazzo Spada - che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo in cui è posto». Se in un luogo di culto «è propriamente ed esclusivamente un simbolo religioso, in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all'educazione dei giovani, il crocifisso - prosegue la sentenza - potrà ancora rivestire per i credenti i suaccennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo), valori civilmente rilevanti». Si tratta di «quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso - sottolinea il Consiglio di Stato - il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte "laico", diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni».


Inserito da GFA il 27-II-2006 - Fonte: Corriere della Sera
 

NOTIZIE - VENERDÌ 3 FEBBRAIO: SI SPEGNE ROMANO MUSSOLINI - IL CORDOGLIO DI PAVIA TRICOLORE E DI FORZA NUOVA TUTTA

Apprendiamo con dolore la notizia della morte di Romano Mussolini, 79 anni, l'ultimo dei cinque figli del Duce, avvenuta nelle prime ore di venerdì. Grande jazzista, affermato pittore, persona di grande sensibilità e cultura, Romano Mussolini era da alcune settimane ricoverato all'Ospedale Pertini di Roma in gravi condizioni. Perdiamo con la sua scomparsa una delle personalità più grandi e più nobili di questa nostra Italia, una delle voci più autorevoli, una delle più preziose testimonianze di vita e di fede. Vogliamo ricordarlo, nel dolore del commiato, con le parole del Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore.

Risale a oltre 10 anni fa l'occasione che ebbi di conoscere Romano Mussolini. Nel nostro esilio inglese fummo avvicinati da un comune amico che ci propose di organizzare un suo concerto nella capitale inglese. Consapevoli che il fatto non era politico ma si collocava in quel contesto di iniziative sociali e culturali che, come gruppo londinese, organizzavamo a volte in collaborazione con la Chiesa Italiana o con il Centro Culturale Italiano, ci dichiarammo disponibili. Ma il cognome famoso e la nostra "fama" in Inghilterra fece in modo che gli antifascisti inglesi, in questo molto simili a quelli italiani, considerassero questo concerto un affronto e decidessero di impedire l'evento. Il giorno arrivò, e il noto albergo londinese in cui doveva aver luogo il concerto veniva presidiato da noi, dagli antifascisti e dalla polizia. Ignari affluirono centinaia di immigrati italiani e di curiosi per ascoltare il musicista. Quando gli estremisti di sinistra, confidando nell'apparente scarna protezione esterna, penetrarono da una porta di sicurezza cercando di entrare nella sala del concerto, non ebbero il tempo di capire che il vero schieramento a protezione era all'interno dell'albergo. Il risultato fu il fallimento dell'attacco con numerosi assalitori prima all'ospedale e poi arrestati. Il pubblico non si rese conto di nulla e si divertì in quella bella serata di musica italiana. Noi invece quella sera sentimmo, come forse poche volte nella vita, un sapore di gioiosa vittoria e toccammo forse il momento migliore di una comunità che nonostante l'esilio, le persecuzioni e le difficoltà aveva dimostrato di fare ciò che voleva anche nella lontana Londra. Il giorno dopo approfittammo della presenza di Romano Mussolini ed organizzammo un incontro con la nostra comunità. Ascoltammo i ricordi di un figlio che veniva amabilmente rimproverato dal padre perché non andava bene in qualche materia, ascoltammo i ricordi di una tipica tranquilla famiglia italiana. Conoscemmo un Romano mite e buono, pacatamente fascista e innamorato di suo padre, come accade spesso ai figli che lo perdono giovani. Conoscemmo attraverso le parole del figlio un Benito padre di famiglia, che con le sue ordinarie preoccupazioni per i propri figli, possedeva una umanità travolgente. Non pensavo in quei momenti che la vita e la mia fede politica mi avrebbero portato a rivederlo 10 anni dopo, questa volta come padre di Alessandra Mussolini, mia alleata politica. Oggi la sua anima è nelle mani di Dio, a cui offriamo le nostre preghiere per Romano e per la Resurrezione d'Italia.

Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.


Inserito da GFA il 5-II-2006 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE - MILANO: CORTEO DI FORZA NUOVA CONTRO IL DEGRADO DEL QUARTIERE PORTA ROMANA

Nella serata di venerdì 16 dicembre, i militanti di Forza Nuova sono tornati a sfilare in corteo nel quartiere di Porta Romana a Milano, al fine di ristabilire l'ordine e la legalità in una zona invasa da decine di pervertiti che ogni sera si prostituiscono nelle strade.
Numerosi cittadini, stufi del disinteresse del sindaco e delle forze dell'ordine, e del complice silenzio degli organi di informazione locali, hanno partecipato all'azione di protesta: proprio grazie all'intervento di Forza Nuova, infatti, è sorto un Comitato di Quartiere che vedrà i nostri militanti in prima fila nella battaglia al fianco dei cittadini.
Forza Nuova Milano preannuncia altre iniziative analoghe in tutti i quartieri preda del degrado sociale, in qualità di unico movimento di popolo che possa finalmente restituire Milano ai milanesi.
 

 


Inserito da GFA il 27-XII-2005 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE -  OGGI PROCESSO TANZI... QUANDO ALLE BANCHE?

Diverse decine di militanti forzanovisti, giunti anche dalle province di Pavia e di Varese, hanno dato vita, nella mattinata di venerdì 2 dicembre, ad un presidio di fronte all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano. In quel momento, infatti, prendeva inizio il processo relativo al "Crack Parmalat", sporca vicenda che ha visto sfumare, a fronte degli interessi di pochi speculatori, il denaro di centinaia di migliaia di onesti risparmiatori. Sono infatti più di 150.000 i privati cittadini che, allettati dalle promesse e dalle rassicurazioni delle complici banche, hanno investito in azioni che, di lì a poco, si sarebbero rivelate carta straccia.
I militanti forzanovisti, ribadendo il proprio impegno nella lotta contro la speculazione delle multinazionali, lo sporco gioco delle banche e l'inumana immoralità dell'usura, hanno chiesto a gran voce che le autorità competenti facciano piena luce sul "Crack Parmalat", vicenda che porta alla ribalta della cronaca i problemi di un capitale che sfugge ormai totalmente al controllo delle istituzioni, di un'imprenditoria che si sottrae ai propri naturali doveri nei confronti della Nazione, doveri di ordine economico, ma innanzitutto di ordine sociale e morale, di un'industria che socializza le perdite, ma privatizza i guadagni, ricordandosi del popolo solo nel momento in cui esso possa essere sfruttato e sottomesso ai propri interessi.
Importante per la riuscita della manifestazione è stato il supporto dei risparmiatori presenti all'udienza, dimostratisi sensibili alle proposte avanzate dai militanti ed interessati al materiale informativo distribuito. A loro tutta la solidarietà di Forza Nuova, e l'impegno a continuare la lotta in difesa degli onesti lavoratori e del popolo italiano tutto.
 

 


Inserito da GFA il 27-XII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - PRESIDIO DI FORZA NUOVA CONTRO LA CENTRALE DI BERTONICO (LO) - LANCIO DI CROCI SULL'AREA EX-GULF

BERTONICO (LO) - Croci lanciate all'interno dell'area ex-Gulf di Bertonico. «Per ricordare tutti coloro i quali hanno perso la loro vita a causa di centrali termoelettriche, per pensare a tutte le vite che verranno sacrificate in futuro grazie all'insediamento da oltre 750 megawatt previsto in zona. Croci per far sentire in colpa chi non si impegna come dovrebbe per impedire che sul territorio arrivino nuove centrali». Sono parole di Francesco Nolli, segretario provinciale di Forza Nuova.
Nolli, con un'altra trentina di persone arrivate anche da Milano e da Pavia, sotto una pioggia battente, sabato mattina era alla Colombina di Bertonico. Una mobilitazione voluta per far pensare ma anche perché la protesta contro nuove centrali sia autentica e non cessi. «Finora cosa abbiamo visto? - si chiede Nolli - Tante passeggiate in piazza. Ma sono i risultati che contano. E i risultati, per noi, non possono essere solo più opere pubbliche portate a casa in cambio di quattro proteste. Interessante notare che per non vedere arrivare sul loro territorio le scorie nucleari, gli abitanti di Scanzano Ionico sono andati a Roma e non si sono mossi fino a risultati ottenuti. Qui non abbiamo visto nessuna organizzazione di eventi simili. Con il risultato che non si sta fermando l'iter che porterà la nuova centrale nel lodigiano. Per noi questo non va». E sono tante le manifestazioni solidali ottenute da Forza Nuova nel corso della dimostrazione, con cittadini che fermavano l'auto e ringraziavano per l'impegno dello schieramento.
Ettore Grancini, coordinatore di Forza Nuova per il lodigiano ha sottolineato: «Analisi effettuate da un istituto di ricerca del CNR di Bologna confermano che le nuove centrali a turbogas per la produzione di energia sono altamente inquinanti e pericolose per la salute dell'uomo. Fermiamo questo processo, nonostante le difficoltà che incontreremo». Poi l'esortazione: «Impegniamoci a difendere il nostro territorio».


Inserito da SDE il 7-XI-2005 - Fonte: Il Cittadino
 

NOTIZIE - RITROVATO "YUUKOKÙ", IL FILM DEL MAESTRO MISHIMA

È stato ritrovato il film "Yuukokù" (Patriottismo), celebre film diretto e interpretato dallo scrittore giapponese Yukio Mishima. Uscita nel '66, la pellicola si pensava fosse stata distrutta in tutti i suoi esemplari per ordine della vedova Yooko dopo la morte dell'autore a 45 anni. Il 25 novembre del 1970 Yukio si suicidò in pubblico, davanti alle telecamere, squarciandosi il ventre con la spada (il rituale seppuku) dopo l'arringa ad un plotone si soldati nel quartier generale delle Forze di Difesa a Ichigayà, un quartiere centrale di Tokyo.
L'annuncio del ritrovamento di una delle opere più enigmatiche e premonitrici del clamoroso gesto di Mishima è stato fatto dall'autore della scoperta, Hiroaki Fujii, 78 anni, al quotidiano Yomiuri. Fujii, amico dell'autore, era stato uno dei produttori del film e fu poi incaricato dalla vedova Yooko di distruggerne tutti gli esemplari. «È stata una grande emozione ritrovare la copia originale del film in una grande scatola per il tè in legno, nascosta in un ripostiglio della vecchia casa di Mishima, a Tokyo. Sono circa quaranta rotoli di pellicola da 35 millimetri. La vedova Yooko mi aveva pregato di distruggere tutte le copie del film, e io lo feci. Ma Yooko, con ogni probabilità, non ebbe il coraggio di mandare al macero la copia originale, che nascose in un ripostiglio. Dobbiamo esserle grati per questa scelta». Fujii ha confidato che, in realtà, il ritrovamento della copia originale risale al 1996, un anno dopo la morte della vedova. «Ma all'epoca decisi di tacere. Se avessi svelato il ritrovamento, tutti avrebbero voluto che il film fosse mostrato in visione. Ma all'epoca la tecnologia esistente era solo delle videocassette, un mezzo tecnico ancora inadeguato. Mi sono deciso a farlo adesso perché ci sono i dvd, e sarà possibile ridare al mondo intero la possibilità di rivedere il film in una copia fedele» (uscirà nel 2006).
La commozione per la scoperta della pellicola è doppia tra i critici letterari e cinematografici a Tokyo, visto che ricade nell'ottantesimo anniversario della nascita di Mishima. Nato nel 1925 a Tokyo, Kimitaka Hiraoka, questo il suo vero nome, cambiato successivamente in Yukio Mishima così che il padre anti-letterario non venisse a sapere che aveva scritto, è stato definito da molti critici il novelist giapponese più importante del ventesimo secolo. «Il film è una chiara premonizione di quanto sarebbe poi accaduto a Ichigayà. Difficile dire dove arriva lo spettacolo e dove invece ci sono i veri sentimenti di Mishima. Ad ogni modo è un documento fondamentale per chiarire il mistero della morte del grande scrittore» ha detto il critico cinematografico Tadao Sato, 74 anni. Il film, in bianco e nero, dura trenta minuti. Non ci sono dialoghi, ma solo sottotitoli, mentre scorre la musica di Tristano e Isotta di Richard Wagner. Il protagonista è un giovane colonnello che, non riuscendo a prendere parte ad un fallito tentativo di colpo di stato, il 26 febbraio 1936, a Tokyo, commette il seppuku, seguito dalla sua giovane sposa.

Nella fotografia, omaggio a Yukio Mishima del pittore Franco Cenerelli, 2003.


Inserito da DDS il 4-XI-2005 - Fonte: Il Giornale
 

NOTIZIE - CIAO ANTONIO

Antonio Ragusa, componente dell'Ufficio Politico di Forza Nuova, è spirato all'età di 58 anni la mattina del 7 ottobre, circondato dai suoi familiari. Combattente di valore, uomo di altissima statura morale, Antonio Ragusa ha rappresentato per la comunità messinese e siciliana un punto di riferimento costante e vigoroso. Solo negli ultimi giorni aveva deciso di non potere essere più il candidato sindaco per le elezioni messinesi, ribadendo comunque di voler essere in prima fila a svolgere questa ultima battaglia.
I messinesi ed i camerati lo ricordano nelle sue battaglie contro la massoneria, sinistramente al potere da sempre in questa città, denunciando continuamente le collusioni politiche e criminali che coinvolgevano la setta con la mafia e la criminalità. Fu lui, poi, l'autore del memorial su Beppe Alfano, il giornalista ucciso dalla Mafia anni fa e dimenticato dalla storiografia ufficiale. Da tempo era impegnato per i diritti delle persone disabili. Antonio Raugusa, cattolico fervente, stava inoltre ponendo con successo le basi per il dialogo della comunità Greco-Ortodossa dello Stretto con la Chiesa Cattolica.
Ai famigliari ed ai militanti che con lui ebbero la fortuna di condividere la gioia della vita e le fatiche della lotta, tutta la solidarietà della sezione pavese di Forza Nuova.


Inserito da DDS il 17-X-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - FORZA NUOVA IN CORTEO A PIACENZA

Per la prima volta, la destra radicale e neofascista ha manifestato a Piacenza. I militanti di Forza Nuova, ieri - circa 400 secondo gli organizzatori, tra i 200 e i 300 secondo le Forze dell'Ordine - sono sfilati da piazzale Roma fino ai Giardini Margherita per ascoltare il loro Segretario Nazionale Roberto Fiore sui delicati temi di immigrazione, criminalità, degrado e rilancio dell'identità nazionale. Imponente il servizio d'ordine delle forze di polizia - circa 150 gli agenti e i carabinieri presenti oltre alla polizia municipale - che ha evitato ogni possibile problema di ordine pubblico. Un servizio ben gestito, che non ha lasciato spazio ad alcuna forma di intolleranza o di violenza, considerando che si svolgevano contemporaneamente due manifestazioni di segno opposto.
Magliette nere, teste rasate, croci celtiche, ma anche tante bandiere italiane, si sono radunate verso le 16 in piazzale Roma. Guidati dagli organizzatori piacentini - il Segretario di Forza Nuova, Massimo Mazzocchi, il leader del Fronte d'Azione, Maurizio Callegari, quello di Alternativa Sociale, Nicola Ferrarese, e Paolo Zioni, di Avanguardia Giovanile - il lungo corteo si è mosso verso i giardini, accompagnato dalla polizia. Fiore, appena arrivato, è stato circondato dai giornalisti: «Sono qui per manifestare contro l'immigrazione selvaggia e clandestina, che va bloccata perché provoca problemi all'Italia ed agli stessi immigrati. Gli stranieri vanno aiutati a casa loro. L'immigrazione degli islamici, poi, crea anche un problema di ordine pubblico, e quella degli albanesi porta molta criminalità». Non è vero, ha detto Fiore, che i giovani siano tutti di sinistra «e oggi noto un grande ritorno ai valori di Dio, Patria e Famiglia. La riscoperta dei valori cristiani e della famiglia. Vogliamo salvaguardare i valori dei popoli europei». La politica del centrodestra su sicurezza e immigrazione è stata «fallimentare, regolarizzando in una anno e mezzo 2,5 milioni di immigrati».
Ma anche il centrosinistra è nel mirino: «È fallita anche la loro politica dell'integrazione. Dico no al voto agli immigrati. Il centrosinistra vuole fare dell'Italia un Paese multiculturale, di meticciato, come ha riconosciuto anche la seconda carica dello Stato, Marcello Pera». Ridotte al minimo le possibilità di un accordo con la CdL alle prossime elezioni: «L'ho detto poche settimane fa che un accordo potrebbe esserci solo di fronte a grandi cambiamenti, altrimenti siamo pronti ad andare da soli». Bordate anche contro il sistema bancario e Bankitalia e la Cina. «Proponiamo l'embargo totale, perché è un problema etico: fanno lavorare a costo zero venti milioni di schiavi detenuti nelle prigioni». Contro Bankitalia - «gestita dalle altre banche» - Fiore ha ricordato dal palco come anche il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, abbia sottolineato che solo le banche hanno fatto profitti «sì, ma con l'usura e il sangue degli italiani».
Strenua la lotta contro l'aborto. Il Vice Segretario Gianni Correggiari ha chiesto ai "camerati" di gridare "presente" «ai 5 milioni di italiani vittime dell'aborto». E la piazza ha risposto. Soddisfatti i dirigenti locali di Forza Nuova che hanno già annunciato altre manifestazioni. Il corteo, composto da molti ragazzi provenienti da Pavia, Trieste, Verona, Lodi e altre città, si è snodato tra slogan («Contro l'immigrazione la gioventù si scaglia, boia chi molla è il grido di battaglia»), braccia tese e l'inno di Mameli cantato da tutti i partecipanti. Al termine della manifestazione, infine, un gruppo di persone che avevano partecipato alla manifestazione antifascista si è mosso per protestare davanti alla questura contro l'autorizzazione data a Forza Nuova. Anche in questo caso, non sono avvenuti incidenti.

di Gianfranco Salvatori.


Inserito da GFA il 17-X-2005 - Fonte: La Cronaca
 

NOTIZIE - PIEVE FISSIRAGA (LO): FESTA REGIONALE DI FORZA NUOVA

Un consistente numero di camerati provenienti da varie parti della Lombardia e delle regioni limitrofe ha partecipato, sabato 17 settembre, alla festa regionale di Forza Nuova, svoltasi presso il centro sportivo di Pieve Fissiraga (LO). Il grande sforzo organizzativo profuso dai militanti lodigiani ha fatto sì che, nonostante le avverse condizioni climatiche, la giornata abbia rappresentato non solo l'ennesima occasione per rinsaldare legami di collaborazione e di cameratismo tra le varie comunità militanti convenute, ma anche una importante e costruttiva occasione di incontro con la cittadinanza.
Da ricordare, tra le numerose iniziative politico-culturali che hanno animato il pomeriggio, la presentazione del libro "Ultimo giorno, ultima ora, ultimo minuto", alla presenza degli autori, lo storico Pino De Rosa ed il Sottufficiale RSI Rodolfo Graziadei, il toccante intervento di Elisa Meggiorin (madre di Claudio, ragazzo ucciso a Varese da un extracomunitario), quelli del Vice Segretario Nazionale Avv. Gianni Correggiari, di Gianmario Invernizzi (Ufficio Politico) e di Marco Privitera (Direzione Nazionale), che hanno delineato l'attuale situazione politica ed i sentieri di lotta del Movimento a livello nazionale  e regionale. La riuscita manifestazione si è conclusa con una serata di musica alternativa, nell'arco della quale Skoll e Fabio Constantinescu hanno proposto ai camerati, in una personale ed efficace versione acustica, le migliori tra le canzoni che negli ultimi trent'anni hanno accompagnato le lotte di due generazioni di militanti.


Inserito da GFA il 17-X-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - PRESENZE SCOMODE NELLA DESTRA: IL CASO DSSA

«Accetto sempre di buon grado la collocazione di uomo di destra, pur ritenendola limitativa. Sinceramente, a furia di sentirmi dare del fascista, ho finito, inevitabilmente, per crederci anche io. Oggi però corro il rischio di essere confuso con personaggi inquietanti come Gaetano Saya, il "Comandante". Per questo ci tengo a precisare, il più brevemente possibile, alcune cose».
Diego Di Sopra, responsabile di Forza Nuova Pavia, fa un distinguo importante nella vicenda che ha visto emergere il caso DSSA, da alcuni paragonata ad una nuova Gladio, e delinea una realtà carica di luci e ombre che riguarderebbero contatti fra la Destra Nazionale, la massoneria e la DSSA. Pubblichiamo integralmente il suo intervento.
«Innanzitutto voglio sottolineare il mio carattere politico, avverso alla massoneria ed alle sette segrete; invece il "Comandante" Saya è un massone che viene associato alla cosiddetta destra estrema, ma mentre la destra estrema rifiuta la massoneria, al contrario nel centrodestra la massoneria pare invece tollerata ed in particolar modo nella provincia pavese. Per fare solo un esempio è massone, lui non ne fa mistero e spesso ostenta sul bavero della giacca il distintivo massonico, il Dottor Franco Martini, ex medico della polizia, ex Vicepresidente in quota AN dell'Amministrazione Provinciale pavese con Beretta; che alle passate elezioni comunali di Pavia si è presentato nell'UDC. Tornando, invece, indietro nel tempo, con la svolta di Fiuggi, io personalmente aderii al neonato Movimento Sociale Fiamma Tricolore e ricordo che nello stesso momento cominciò una battaglia legale per il simbolo dell'allora MSI (battaglia che Rauti perse), contemporaneamente qualcuno registrò a Firenze il vecchio simbolo con la dicitura: "Nuovo MSI - Destra Nazionale". Stranamente, quel simbolo, a differenza di molti altri, non fu mai contestato da Alleanza Nazionale. Poi nel 1997 nasce Forza Nuova, di cui faccio parte. Nel sito internet ufficiale di Forza Nuova (www.forzanuova.org), nei suoi otto punti fondamentali, al numero 4 si legge: messa al bando di massoneria e sette segrete. Subito dopo viene registrato un altro indirizzo internet: www.forzanuova.it (reindirizzato poi su www.destranazionale.org), che fa capo all'organizzazione di Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, cofondatore del "Nuovo MSI - Destra Nazionale" e Vicepresidente DSSA (Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo). Probabilmente l'intenzione era quella di intercettare le adesioni a Forza Nuova. Ricordo poi bene Silvia Ferretto, consigliere regionale eletta nella lista di Alleanza Nazionale, moglie del vicesindaco di Milano, accusare ingiustamente in diretta televisiva Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, per i contenuti del sito di Saya. Dunque, è innegabile la volontà di associare l'organizzazione di Saya alla destra radicale. Ma perché, e al servizio di chi?»

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Inserito da DDS il 6-VII-2005 - Fonte: A.GI.PA Press
 

NOTIZIE - 25 GIUGNO: CORTEO A VARESE CONTRO L'IMMIGRAZIONE

Più di 500 persone, accorse da tutto il nord Italia, hanno sfilato nel pomeriggio di sabato 25 giugno per le vie di Varese, stanche della criminalità dilagante e dell'inerzia delle autorità preposte al mantenimento, se non dell'ordine, di un minimo di coesistenza civile.
Partito in perfetto orario da piazza della Repubblica, il corteo si è snodato tra le strette vie della città, al suono dei frequenti cori contro l'immigrazione clandestina, striscioni e bandiere alte al vento. Al clima di tensione causato dal bombardamento mediatico dei giorni precedenti, dalla presenza di un presidio antifascista poche vie più avanti e dallo schieramento di più di 200 agenti in assetto antisommossa, i militanti hanno risposto con l'ordinata compattezza e con la decisione che li contraddistinguono.
Una volta giunti in piazza Garibaldi, dopo un minuto di silenzio in onore di Claudio Meggiorin, i convenuti hanno potuto assistere ai comizi dei Dirigenti Nazionali Paolo Caratossidis e Gianmario Invernizzi, che, illustrata la critica situazione del nostro territorio, hanno annunciato la formazione di Comitati Civici il cui ruolo sarà quello di coprire il vuoto legislativo e l'immobilismo governativo sui temi dell'immigrazione e della criminalità.
Ha concluso la giornata il commovente intervento della madre di Claudio Meggiorin che, da madre e contro ogni tipo di strumentalizzazione, ha espresso il proprio incondizionato appoggio a chiunque si prodigherà per ottenere giustizia, affinché tragedie simili non abbiano più a verificarsi. Solo così il sacrificio di Claudio non sarà vano.

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Inserito da GFA il 6-VII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - NO GAY PRIDE: CONVEGNO DI FORZA NUOVA A SALERNO

Si è svolto nel migliore dei modi, nella giornata di venerdì 24 giugno, il convegno nazionale in difesa della famiglia naturale organizzato a Salerno da Forza Nuova.
Mentre in una chiesa sconsacrata del centro cittadino prendeva avvio il Gay Pride salernitano, in una affollatissima sala dell'Hotel Italia iniziava un ciclo di conferenze in difesa degli inalienabili valori della famiglia naturale e della vita, che solo da questa può generarsi e che solo in questa può trovare terreno fertile per svilupparsi con armonia. La stridente contrapposizione tra chi, da una parte, difendeva la famiglia tradizionale, i suoi diritti e la sua importanza sociale e chi, dall'altra, accampava la pretesa di riconoscere legalmente i cosiddetti "matrimoni gay", con pari diritti ed a discapito delle famiglie naturali, non è passata inosservata: la stampa non ha infatti mancato di dare risalto al convegno, che ha trovato spazio sulle pagine del "Corriere del Mezzogiorno", de "La Repubblica", di "Liberazione", de "Il Mattino" e di numerose testate locali.
Nonostante il timore mostrato dagli organi di informazione, tutto si è svolto con la consueta compostezza e con la disciplina cui ci hanno ormai abituati i servizi d'ordine organizzati dai militanti forzanovisti, una cinquantina dei quali presidiavano l'ingresso dell'hotel, impegnati a distribuire alla cittadinanza volantini informativi.
Protagonisti indiscussi del convegno sono stati Don Giulio Maria Tam, il professor Agostino Sanfratello ed il Segretario Nazionale Roberto Fiore. Apprezzato ed applaudito anche l'intervento del nostro Diego Di Sopra. Hanno inoltre dato il proprio contributo alla perfetta riuscita della giornata Guglielmo Bonaggiunta, di Militia Christi, Roberto Mauriello, del Fronte per la Difesa della Vita, Natale Pasquale e Raffaele Ragni.
Sul fronte opposto, da segnalare la scarsa partecipazione al Gay Pride, le cui iniziative sono state seguite da una decina di persone soltanto, fatto questo che pare abbia innervosito il prezzolato personaggio televisivo Alessandro Cecchi Paone che, deluso ed amareggiato, si è lasciato andare a dichiarazioni di fuoco contro il Sindaco ed il Vescovo che, a suo dire, oltre a denotare tendenze oscurantiste, non sarebbe all'altezza del ruolo che ricopre. Assente dalla manifestazione anche l'attesissimo Leo Gullotta.
La popolazione campana ha dunque saputo scegliere con oculatezza e con senno tra la partecipazione ad una manifestazione illegittima, come il Gay Pride, e la doverosa opera di testimonianza e di difesa dei valori morali e tradizionali.

Nella fotografia, da sinistra: Roberto Fiore, Bruno Giannattasio, Don Giulio Maria Tam e Diego Di Sopra.


Inserito da GFA il 6-VII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - ROMANIA: COLONIA DI LAVORO NAZIONALISTA A BANAT

Il movimento neo-legionario Noua Dreapta (Nuova Destra), aderente come Forza Nuova al progetto "European National Front", ha organizzato una colonia di lavoro in una località nel sud-ovest della Romania, regione che durante la primavera scorsa ha subito una grave inondazione. La colonia, organizzata sul modello legionario del periodo interbellico, ha tra gli scopi principali quello di aiutare un contadino di 82 anni.
I militanti di Noua Dreapta si sono fatti carico dei lavori di edilizia, cominciando con la demolizione di quello che rimaneva della casa colonica distrutta delle acque, per poi recuperare i mattoni e gli altri materiali utili per la nuova costruzione. La creazione della nuova colonia ha inoltre fornito l'occasione per ricordare uno tra gli anniversari più sentiti dalla comunità nazionalista rumena, quello della fondazione della "Legione dell'Arcangelo Michele" (Guardia di Ferro), che i militanti hanno festeggiato il 24 giugno.

   

Inserito da DDS il 6-VII-2005 - Fonte: Noua Dreapta
 

NOTIZIE - LIBERI I FORZANOVISTI ROMANI

La sezione X del Tribunale di Roma ha disposto la scarcerazione dei sei forzanovisti arrestati sabato 18 Giugno a Centocelle.
Con questa decisione il Tribunale rifiuta le pretese del Pubblico Ministero e delle "forze dell'ordine" che avevano chiesto per i sei giovani la carcerazione. Ma la ricostruzione dell'accaduto emersa durante l'udienza ha messo in dubbio tutta la versione fornita dall'accusa.
Forza Nuova, dopo un primo ingiustificato diniego, aveva chiesto l'autorizzazione alla seconda manifestazione il 6 giugno; il 16 giugno, un giorno dopo la richiesta dei comitati antifascisti per una contromanifestazione e poche ore prima del previsto legittimo svolgimento della manifestazione, la questura la proibisce nuovamente.
Chi inizia le violenze, sabato a Centocelle, sono i teppisti dei centri sociali, che lanciano pietre e mattoni verso i forzanovisti, per poi scomparire e iniziare una azione di vera e propria caccia all'uomo nel quartiere.
Dell'inaudita violenza poliziesca parlano chiaramente le ferite riportate da Martin Avaro e i referti medici prodotti dagli altri imputati, come parlano chiaro i filmati e le fotografie che mostrano i forzanovisti colpiti duramente da celerini e carabinieri. Il Tribunale, disponendo la scarcerazione, avvalora la nostra versione dei fatti e mette in dubbio quella sostenuta dalle forze dell'ordine.
Forza Nuova saluta i suoi giovani che, con consueta generosità e coraggio, hanno dimostrato il loro amore verso l'Italia e verso la vera giustizia.
Forza Nuova conferma la volontà di manifestare nei quartieri popolari romani che più la sostengono e che, al contrario di ciò che dicono i vari esponenti comunisti, non hanno oramai nulla a che spartire con i drogati dei centri sociali o i politicanti della sinistra istituzionale.
Forza Nuova rinnova la richiesta di dimissioni del questore Fulvi che oggi esce sconfitto dalla decisione di un Tribunale e dall'emergere della Verità.

Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.


Inserito da GFA il 24-VI-2005 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE - "DESTRA ITALIANA", I FALSI PROFETI, GLI SPECULATORI

La Segreteria Nazionale di Forza Nuova ha già smentito l'articolo apparso il giorno 8 giugno 2005 sul "Corriere della Sera", in riferimento ad un nuovo soggetto fantapolitico denominato "Destra Italiana". Lo stesso giorno, a seguito di questa notizia, Adriano Tilgher, segretario del Fronte Nazionale, ha dichiarato: «Le notizie giornalistiche apparse oggi sono destituite di qualsiasi fondamento ed hanno l'unico scopo di danneggiare l'unico riferimento - Alternativa Sociale - per quanti vogliono sfuggire al gioco al massacro economico, politico e sociale messo in atto dal sedicente centrodestra e sedicente centrosinistra».
Lo stesso Marcello Veneziani, coinvolto dall'articolo del "Corriere della Sera" assieme a Franz Turchi, Adriana Poli Bortone ed alla Mussolini, smentisce una sua partecipazione: «Potrei fondare di tutto, perfino una setta, ma un partito mai. La politica, anzi, m'interessa sempre di meno».
Adriana Poli Bortone, invece, pare aver dichiarato al "Corriere della Sera": «In Italia c'è ancora uno spazio di destra: perché lasciarlo all'estremismo?». Forza Nuova, all'interno di Alternativa Sociale, rimane attenta alla crisi interna del partito di Fini sul referendum. Lo stesso Consigliere dello Stato del Vaticano e Presidente Onorario della Consulta etico-religiosa di Alleanza Nazionale, Gaetano Rebecchini, ha deciso di auto-sospendersi da AN.
La sezione pavese "E. Zilli" di Forza Nuova invita pertanto tutti i militanti ed i simpatizzanti di Forza Nuova ed Alternativa Sociale a chiamare la segreteria nazionale al numero 06-35348636 ogni volta che articoli di giornale o dichiarazioni inconsulte creino in loro incertezza o preoccupazione.
Infine il segretario di sezione ricorda a tutti i forzanovisti di non credere in alcun modo alle notizie ed alle informazioni riguardanti il nostro movimento politico riportate dai mass-madia, anche quando possano apparire come patriottici o cattolici, o, peggio, a quelle sussurrate all'orecchio da agenti provocatori.

Diego Di Sopra,
Forza Nuova Pavia.


Inserito da DDS il 24-VI-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - 13 GIUGNO 2005: VITTORIA PER L'ITALIA E PER LA VITA

L'odierna bocciatura popolare dei referendum sulla fecondazione assistita e la soppressione di embrioni rappresenta un giro di boa nella vita politica italiana.
Coloro che lo hanno promosso intendevano proseguire e portare alle conseguenze estreme il disegno iniziato con la legalizzazione del divorzio e dell'aborto. Essi vogliono sottrarre alla vita umana, in tutte le sue fasi, ogni tutela, ogni dignità, ogni diritto.
Il loro progetto, coordinato con i fautori dello scientismo a oltranza e che ha trovato spazio inusitato sui media in mano ai poteri forti (il Corriere della Sera ha dedicato pagine intere per un anno e mezzo al tema della fecondazione) anelava a creare una società "liberata" da ogni fardello razionale e morale.
Nella loro aberrante visione l'uomo avrebbe dovuto prendere il posto che solo a Dio spetta. Essi, addirittura, avrebbero voluto utilizzare l'embrione umano, quindi la Vita al suo albore, come strumento per operazioni di violenza alla vita e alla natura.
Il popolo italiano, invece, si è pronunciato chiarissimamente dichiarando tale progetto mostruoso e che l'embrione è vita e, in quanto tale, va difeso ed è meritorio di protezione giuridica e amore.
È ovvio che la sconfitta, nei referendum, del "partito della morte" riapre con decisione il discorso sulla liceità dell'aborto, vero convitato di pietra nelle accese discussioni sull'embrione e tema veramente mobilitante e decisivo. Nessuno può negare che gli italiani, mentre hanno deciso di definire vita l'embrione e di accordargli tutte le tutele connesse, hanno implicitamente fatto lo stesso con il feto non partorito.
Le nefaste dichiarazioni di Marco Pannella che, al tempo del referendum sull'aborto, definì la dignità del feto minore di quella di un gattino sono ormai improponibili e solo il ricordo di esse si ritorcerebbe contro i fanatici distruttori della vita. Come orrore scatenerebbero le famose foto che ritraggono Emma Bonino intenta a provocare aborti con una pompa di bicicletta, e le sue vanterie di aver personalmente e manualmente provocato migliaia di aborti.
La ritrovata, necessaria, chiarezza delle parole della Chiesa di Benedetto XVI che in poche settimane ha ribadito con fermezza la dottrina Cattolica su tutti i temi della vita e della morale ed ha affermato il concetto che la vita non può essere soffocata da un voto (dando quindi un limite chiaro alla democrazia) rappresenta, poi, il vero elemento decisivo di tutta la vicenda. Infatti, se il motivo principe di trenta anni di sconfitte delle forze tradizionali è stato il grave stato di confusione e debolezza in cui ha versato la Chiesa, oggi questa prima vittoria è dovuta soprattutto al suo rinnovato vigore.
Forza Nuova vede confermato dagli eventi di questi giorni un elemento della politica in cui ha sempre fermamente creduto e cioè che lo stato di salute della società dipende soprattutto dallo stato di salute della famiglia e dal valore dato alla vita e che la Civiltà si misura innanzitutto nella difesa di questi valori piuttosto che dai successi materiali o economici.
Forza Nuova oggi afferma che la prossima tappa per la riaffermazione della nostra Civiltà e della Italianità è l'abrogazione delle leggi abortiste.
Probabilmente la tanto attesa rinascita del nostro popolo sta iniziando a configurarsi; noi non possiamo che esserne umili alfieri, consapevoli che la nostra Patria è destinata a sollevarsi dalla crisi e tornare ad essere faro nel mondo.

Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.


Inserito da GFA il 24-VI-2005 - Fonte: Forza Nuova
 

NOTIZIE - MATRIMONIO OMOSESSUALE E FAMIGLIA TRADIZIONALE

Ahimè! La cattolicissima Spagna è forse morta? I tempi cambiano e oggi il Presidente della Provincia di Milano, Penati, patrocina il "gay festival" a Milano, mentre infuria ancora il dibattito sul consenso spagnolo di far contrarre legalmente matrimonio a coppie di "froci". Attenzione, questo termine non vuole essere usato assolutamente in senso dispregiativo, ma provocatorio, o quantomeno per amor di Italiano. Oggi si preferisce il termine "omosessuale", anche se l'utilizzo di quest'ultimo è un obbrobrio, un'offesa alla Lingua Italiana. Infatti, l'aggettivo "omosessuale" significa "dello stesso sesso". Dunque, mentre è lecito dire "rapporto omosessuale", non si può dire "omosessuale" tout court, perché non significherebbe nulla. Probabilmente i termini popolari, benché più coloriti, sarebbero più corretti: frocio, checca, e via dicendo. Terminata questa dotta disquisizione, sarà comunque preferibile evitare l'utilizzo di termini "scorretti".
La famiglia naturale nella sua struttura tradizionale è l'elemento cardine della società; con il matrimonio omosessuale (in questo caso l'uso è corretto) oggi assistiamo alla dissoluzione dei nuclei famigliari tradizionali. Quale futuro? In un panorama catastrofico, in una società senza più valori, la famiglia è smembrata dal divorzio, dall'aborto, dalla pornografia che esalta l'adulterio (più avanti affronteremo brevemente il fenomeno pornografico), dall'occultismo satanico che avvelena le menti e dalle droghe che castrano i giovani.
Nel 1987 in Italia ci si scandalizzava per una pubblicità... Chi ricorda la pubblicità della Renault? Un cliente, uomo, baciava l'aitante meccanico della propria officina specializzata. Chi non ricorda le scandalose campagne pubblicitarie di Benetton? E poi i due ragazzi abbracciati per Moschino, le ricordate? Negli ultimi tempi in televisione sono approdati alcuni spot che hanno posto l'accento in modo ironico su situazioni trasgressive, come ad esempio Vigorsol col suo giovanotto che diventa un forzuto ballerino o Bailey's col baciatore "misterioso", oltre a telefilm americani che propongono alternative situazioni famigliari rifiutandone l'immoralità e l'anormalità.
Il mondo mass-mediatico oggi sembra voler sdoganare i rapporti omosessuali nei propri modelli di comunicazione, e la pubblicità può darci delle agghiaccianti anticipazioni sui nuovi modelli. Ma d'altra parte i media temono di fare il passo più lungo della gamba, e così dal sito internet Gay.it alla televisione satellitare Gay.Tv, terminata una prima fase di sperimentazione, ora cercano di proporsi alle grandi aziende come canali privilegiati per raggiungere una popolazione omosessuale di 5 milioni di individui (dati Eurispes) che, secondo uno studio realizzato da Gpf & Associati per Gay.Tv, spende ogni anno circa 20 miliardi di Euro solo in abbigliamento. E dalla stessa indagine emerge che il 70% dei gay possiede un personal computer, più del 70% naviga regolarmente in internet e più della metà possiede una carta di credito. La popolazione gay, dunque, è indubbiamente più ricca delle famiglie tradizionali con figli a carico, tanto è vero che secondo l'Eurisko i gay vanno in vacanza di più e spendono di più, fino a 4.000 Euro per singolo viaggio (sic!).

di Lanterius.

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Inserito da DDS il 24-VI-2005 - Fonte: Pavia Tricolore
 

NOTIZIE - SUD AFRICA: CACCIA AL BIANCO

A dieci anni dalla fine dell'apartheid la persecuzione razziale in Sud Africa esiste ancora, ma si è capovolta: la praticano i neri nei confronti dei contadini bianchi o "Boeri", i quali, con la connivenza del partito marxista al potere, sono oggetto di una pulizia etnica silente quanto scientifica e brutale.
I morti ammazzati, bruciati vivi, segati a metà, violentati e contagiati - bimbi e anziani inclusi - superano quelli israeliani nella seconda Intifada e la lista s'allunga ogni giorno. In rapporto alla consistenza del gruppo, lo stesso che dava da mangiare a mezza Africa, si tratta del record mondiale di omicidi. Il premio per ogni esecuzione è 250 dollari, e intanto l'ANC (il partito marxista al potere) proibisce alle vittime il porto d'armi, come accadde già in Zimbabwe e Namibia. Insomma ci risiamo: se i cadaveri sono di pelle nera per bloccare il genocidio si muovono ONU, USA e UE (vedi il Darfur), mentre se la pelle è bianca e gli occhi chiari nessuno si scompone. Rudi Botes, 47 anni, rinvenuto con gli occhi cavati nella fattoria Genbade presso Bultonfontein. Adriana Van der Riet, 86 anni, uccisa con 20 pugnalate in una fattoria nelle Rocklands. Martmarie de Bruin, 18 anni, stuprata in un lago di sangue nel suo letto a Honeydew. Roelof Gottschalck, 34 anni, impiccato a Rustenburg. Hanno antichi nomi europei questi martiri del nuovo Sud Africa.
Ma tanta barbarie non nasce dal nulla. Era anzi prevedibile nel contesto della politica razzista intrapresa dal governo nero di Pretoria. L'anno scorso il premier Thabo Mbeki, a capo di un monocolore dell'African National Congress d'ispirazione comunista, ha varato un pacchetto di leggi per il "Potenziamento economico dei neri" (Bee Laws). Che nella sostanza rimuovono il diritto inviolabile alla proprietà privata, cancellano ogni toponimo Afrikaaner, chiudono i loro centri culturali, scolastici, radiofonici, completando la rimozione di ogni segno di matrice europea del programma per il rinascimento africano. Sulla china del genocidio si arriva però con il programma di ridistribuzione della terra, che consente a qualunque nero accampi un diritto su un podere Afrikaaner, per quanto datato o velleitario, di appropriarsene tout court: immaginate cosa accade quando i tribunali o gli interessati non acconsentono. O quando gli imprenditori agricoli rifiutano le società con azionisti neri, imposte dalla Bee.

Brani tratti da "Libero" del 21-VIII-2004.


Inserito da DA il 24-V-2005 - Fonte: Caccia al bianco
 

NOTIZIE - DICHIARAZIONE DI VOTO DEL SEGRETARIO DI AN GIANFRANCO FINI: TRE SÌ AI REFERENDUM

Come con la proposta di legge per il voto agli extracomunitari Fini si era spalmato sulle posizioni di Bertinotti, così con la dichiarazione di ieri, in cui annuncia 3 sì al referendum abrogativo della Legge 40, Fini si spalma sulle posizioni di Pannella e Capezzone. Questa rincorsa alle posizioni radicali sancisce il definitivo distacco di AN dalla sua base elettorale cattolica.
Forza Nuova, pur considerando negativamente l'attuale legislazione in materia di fecondazione assistita, considera imperativo il fallimento del referendum per l'abrogazione della Legge 40 perché ciò comporterebbe il ritorno al far west sulla materia.
Forza Nuova individua nell'astensionismo attivo lo strumento migliore per far fallire il referendum ed invita i suoi militanti ad attuare, nel giorno del voto, iniziative a favore degli orfani abbandonati negli istituti oppure presidi contro le cliniche che praticano l'aborto e/o la manipolazione genetica.

Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.


Inserito da GFA il 11-V-2005 - Fonte: Forza Nuova