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NOTIZIE
- PROCESSO NUOVE BR: FORZA NUOVA PARTE CIVILE |
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In
un quadro politico che vede, dopo 60 anni, la sinistra
relegata al rango di forza extraparlamentare, si fa concreta
la possibilità di un tardivo e livoroso "ritorno alla
piazza" delle sue frange più estreme, probabilmente
dimentiche degli atroci lutti e delle infauste conseguenze
politico-sociali che la cosiddetta "strategia della
tensione" portò con sé solo pochi decenni fa. Ed i
primi segnali sono comparsi, manco a dirlo, la notte in cui
il risultato elettorale cominciava a farsi concreto, con l'imbrattamento
- nemmeno il primo, per dirla tutta - della serranda della
sezione pavese di Forza Nuova, che l'utile idiota di turno
ha pensato bene di istoriare con parole provocatorie
riferite a veri o presunti - non ci è dato saperlo -
episodi di contrapposizione che si sarebbero verificati nel
recente passato a Pavia. Episodio sicuramente di poco conto,
ma da non sottovalutare, se inquadrato nel contesto dei
continui attacchi subiti da Forza Nuova nell'arco
dell'ultimo anno solare, alcuni dei quali molto gravi, come
la bomba ad alto potenziale esplosa nella sede romana di via
Nisco, o l'attentato incendiario subito dalla sede padovana
del Movimento, cui si riferisce l'articolo a seguire.
Sì alla costituzione di parte civile del professor Pietro Ichino e di Forza
Nuova, no alla richiesta avanzata dal quotidiano "Libero". Lo hanno deciso i
giudici della prima Corte d'Assise di Milano nell'ambito del processo a carico
di 16 presunti appartenenti al Partito Comunista politico-militare, le
cosiddette nuove BR. Secondo i giudici Forza Nuova, che subì un attentato, e
Ichino, indicato come possibile obiettivo, subirono danni effettivi. Secondo i
magistrati, il giuslavorista Ichino ha subito un danno in relazione alla sua
libertà di movimento e autodeterminazione; lo stesso per Forza Nuova, che
ha subito danni risarcibili per l'attentato che colpì la sede padovana della
formazione politica di estrema destra. Il quotidiano di Vittorio Feltri, invece,
secondo i giudici era sì un obiettivo dei terroristi, ma da questo fatto non
sono derivati danni effettivi.
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| Inserito
da GFA
il 22-IV-2008 - Fonte: tgcom.it |
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NOTIZIE
- FORZA NUOVA IN ROMANIA: I DISCORSI |
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Pubblichiamo
i discorsi tenuti in Romania da Nicola Ferrarese,
Coordinatore di Forza Nuova per l'Emilia Romagna, a capo
della delegazione forzanovista in visita il primo fine
settimana di dicembre a Bucarest. Il primo è stato pronunciato di fronte alla
Croce di Legno, monumento che ricorda l'assassinio del
Capitano C. Z. Codreanu, dei Nicadori e dei Decemviri nel novembre del 1938 nella foresta di
Tincabesti, a pochi chilometri da Bucarest. Il secondo a
Bucarest, a conclusione della manifestazione organizzata il
2 dicembre da Noua Dreapta, con un imponente corteo che da Piazza
Uniri si è snodato fino alla sede del Parlamento rumeno. Un
breve ma intenso viaggio che, partendo dalle radici che
legano inscindibilmente Italia e Romania, giunge alle più
attuali e scottanti problematiche che accomunano, e spesso
contrappongono, i due Paesi.
Foresta di Tincabesti, 1 dicembre.
Cari Camerati,
sono passati 10 anni da quando Roberto Fiore ed altri camerati hanno deciso la fondazione di Forza Nuova, proprio nel nome
dell'Arcangelo Michele e con la diretta ispirazione del Capitano.
In effetti, Corneliu Zelea Codreanu è per Forza Nuova, per tutti i Camerati Italiani,
un'icona, un simbolo di tutto ciò che di puro e di santo può esserci nella lotta
politica. E Forza Nuova, che oggi rappresento, nasce e si sviluppa spiritualmente sul modello
dell'organizzazione legionaria codificata dal Capitano.
Modello forse dimenticato dalla memoria umana, ma certamente non da quella del sangue.
Io ho 46 anni, e 30 anni fa un manifesto con il viso del
Capitano era nella mia stanza, e da quegli occhi ho avuto il privilegio di ricevere la consapevolezza che il sacrificio e la lotta per la comune
Patria ideale avrebbe segnato tutta la mia vita. Appena ho potuto sono venuto
qua, in questa meravigliosa terra latina, a cercare la fonte che ha creato la figura più importante del nazionalismo europeo,
ed essere qui oggi, con voi a commemorare Corneliu Zelea Codreanu,
i Nicadori ed i Decemviri, mi riempie di orgoglio e di commozione.
[LEGGI TUTTO]

Sopra, da sinistra, un'immagine della commemorazione del 1
dicembre nella foresta di Tincabesti e due scatti relativi al corteo del 2 dicembre
a Bucarest.
Sotto, tre immagini del corteo di Bucarest, al centro Nicola
Ferrarese.
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| Inserito
da GFA
il 30-XII-2007 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- "GLI ZINGARI NON SONO RUMENI!" - NOUA DREAPTA
MANIFESTA A BUCAREST CONTRO I ROM |
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A
seguito della tragica vicenda di Giovanna Reggiani, della cui
morte è accusato il cittadino rumeno di etnia rom Nicolae
Romulus Mailat, i militanti del movimento rumeno "Noua
Dreapta" (Nuova Destra), membro assieme a Forza Nuova del
Fronte Nazionale Europeo, hanno protestato contro i rom
davanti all'Ambasciata Italiana a Bucarest.
Il movimento si propone di «migliorare l'immagine della
Romania all'estero e sensibilizzare le autorità europee sulle
differenze da fare tra i rom ed i rumeni», ha dichiarato il
leader di Noua Dreapta, Tudor Ionescu. La campagna, iniziata
il 3 novembre scorso, si prefigge come scopo ultimo la
correzione dell'infelice e falsa propaganda giornalistica
anti-rumena originatasi in Italia a seguito dell'orrendo
delitto, e consisterà nella distribuzione di materiale
informativo e nell'organizzazione di eventi in Romania ed in
Italia. Ionescu ritiene «sbagliato ed immorale assimilare e
confondere il popolo rumeno con una minoranza del 2,5%»,
quanti sono ufficialmente i rom tra i 22 milioni di abitanti
della Romania.
Oltre a striscioni con le scritte "L'immagine nazionale
distrutta da un'etnia non europea" e "Due popoli
latini, un unico problema", i manifestanti hanno esibito
un cartellone con l'immagine di Mailat dietro le sbarre,
mentre altri cartelloni, su campeggiava la scritta
"Notate la differenza" presentavano le foto di una
famiglia rom e di una rumena.
Noua Dreapta ha inoltrato all'Ambasciata italiana a Bucarest
un memorandum in cui presenta «la situazione conflittuale
provocata dalle aggressioni e dagli atti antisociali commessi
da alcuni rom che vivono da parassiti in Italia». Noua
Dreapta ritiene che l'unica soluzione per risolvere il
problema dei rom è di «costringerli ad adottare un sistema
di valori diverso, positivo, in armonia con quello generale».
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| Inserito
da GFA
il 20-XI-2007 - Fonte: Noua
Dreapta |
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NOTIZIE
- "AVEVA DETTO CHIAMATEMI DAX!" |
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Sorpresa: il breve racconto che vi proponiamo
- a quattro anni esatti dalla tragica morte del suo
protagonista - è stato presentato al concorso letterario
"Davide Cesare", promosso dall'Associazione "Rozzano
Rossa". Non stupitevi: "Aveva detto chiamatemi
Dax!", di Romano
Liberanda, pseudonimo di Pino De Rosa, racconta un Davide Cesare, meglio conosciuto con il soprannome
Dax, inedito ai più. Dalla testimonianza di un ex amico di
Davide (che - vale la pena sottolinearlo, data la
disinformazione che regna in materia - narra di fatti
realmente accaduti), l'autore descrive, in forma romanzata
ma fedele, le frequentazioni giovanili di Dax nei gruppi
dell'estrema destra milanese, il suo successivo passaggio
all'opposta fazione politica e la sua tragica fine.
Lungi dall'autore ogni intento di strumentalizzazione
politica: l'obiettivo del testo è, al contrario, proprio quello di denunciare chi strumentalizza la triste vicenda di Dax per alimentare l'odio antifascista.
Nel lavoro di Pino De Rosa, infatti, emerge evidente la
mancanza di motivazioni politiche nel folle gesto degli
assassini: la portata politica della triste vicenda ne esce
dunque ridimensionata di molto. Nonostante la chiarezza dei
fatti e della storia di Davide, la sinistra estrema, senza
scrupoli, sfrutta una morte così atroce per colpevolizzare gli avversari politici, che respingono fermamente ogni addebito.
Un dramma, dunque, ma non un martirio. Una storia che
dovrebbe insegnarci qualcosa sull'animo umano e sulla
banalità del male, e non alimentare con la menzogna un odio
atavico e cieco.
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IL RACCONTO IN FORMATO PDF]
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| Inserito
da DDS
il 18-III-2007 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- 24 FEBBRAIO: FORZA NUOVA IN CORTEO AD ALESSANDRIA |
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La
sezione pavese di Forza Nuova, raccogliendo con piacere
l'invito dell'amico e camerata Piero Aiello, ha partecipato,
assieme ai camerati lodigiani, alla manifestazione indetta
ad Alessandria dal Coordinamento Regionale piemontese. Una
giornata riuscita sotto tutti i punti di vista: quale
miglior auspicio per la candidatura di Piero a sindaco della
città piemontese?
Era da molto tempo che un'ormai spenta e rassegnata città come
Alessandria non respirava un'aria di gioventù, di serietà, di italianità. Erano anni che ad Alessandria non si manifestava una così schietta volontà di rialzarsi in piedi sponsorizzata e capeggiata
dall'unica formazione politica che ha il coraggio e i mezzi per portarla avanti: Forza Nuova.
I fatti: il corteo, composto da 200 forzanovisti provenienti da tutto il Piemonte,
ha attraversato il centro storico della città. Lungo le
vie, la cittadinanza alessandrina ha apprezzato ed applaudito lo stile forzanovista serio, disciplinato e
fiero; tantissimi di questi, presi da uno spirito di rivincita e orgoglio, hanno partecipato al comizio finale tenutosi in piazza
Marconi. Importante e gradito al pubblico
l'intervento del candidato sindaco forzanovista per le prossime elezioni comunali, Piero
Aiello, che ha sottolineato tutte le balordaggini compiute ad Alessandria in cinque anni di amministrazione Scagni, appoggiata
da poteri forti, sindacati, industriali, banchieri e da una bella fetta di quei cattolici progressisti che preferiscono allearsi con i progressisti non cattolici piuttosto che con i cattolici non progressisti. Partendo dal più recente problema riguardante Ponte Tiziano, diventato covo di clandestini, incendiato ed ora in via di ristrutturazione a spese dei cittadini, passando per tutte le problematiche che affliggono Alessandria, il candidato forzanovista ha proposto soluzioni a tutte, dando così un assaggio di quello che sarà il nostro programma per la città. La parola è stata poi passata a Domenico
Mallardo, Coordinatore
Regionale, che, facendo un discorso più generale, ha puntato su quei temi per
i quali Forza Nuova continua a battersi senza tregua, basti pensare al nuovo strumento di morte chiamato pillola abortiva RU 486, utilizzata con
l'oscuro, massonico e antinazionale scopo di dimezzare la popolazione italiana per creare una società senza più cultura, tradizione, identità. Il comizio si è concluso con il più atteso intervento e saluto alla cittadinanza,
quello di Roberto Fiore, che, tra le note di Massimo
Morsello, ha lanciato agli alessandrini un appello di lotta e di vittoria su chi è contro di noi e ci sta portando alla rovina! Moltissimi giovani e meno giovani a fine comizio hanno chiesto maggiori informazioni sul movimento e sulle nostre attività, intenzionati a parteciparvi attivamente, sfatando così
il falso ed ormai vecchio mito di un'orgogliosa Alessandria
"rossa", medaglia d'oro della resistenza. Avanti così, fino alla vittoria!
Alessandro Gaviglio,
Segretario Provinciale Forza Nuova Alessandria;
Domenico Mallardo,
Coordinatore Regionale Forza Nuova Piemonte.
Il discorso di Roberto Fiore:
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IL VIDEO]

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| Inserito
da GFA
il 18-III-2007 - Fonte: Forza
Nuova Piemonte |
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NOTIZIE
- IN RICORDO DEL CAMERATA NICO AZZI |
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La sera
del 10 gennaio si spegneva a Milano, a seguito di un
improvviso attacco cardiaco, il Camerata, l'amico Nico Azzi.
Colmi del dolore causato da una perdita - senza falsa
retorica - davvero incolmabile, vogliamo ricordarlo con le
commosse parole della Comunità Militante Milanese. Non
avremmo potuto scrivere parole migliori per rendere onore al
Grande Uomo che la sorte ha voluto sottrarci troppo presto.
Ciao Nico!
Ieri sera è morto Nico Azzi. Ieri sera è morto un guerriero, così come solo un uomo
d'arme può morire... con un colpo inferto dal nemico o con un
colpo inferto dalla sorte. Nico è morto in un attimo, come in battaglia dove
la separazione tra la vita e la morte è questione d'un soffio...
un attimo che si eterna nella memoria dei camerati, dei fratelli.
La comunità militante milanese porta un lutto grave che pesa come un
macigno, in questi tempi d'uomini piccoli, la scomparsa di un Uomo Grande
sfiora la tragedia... assume il senso angoscioso della privazione, del
"venir meno", della sottrazione. Siamo, da ieri sera, tutti noi, più poveri.
Nel ricordo di Nico, cercheremo però di fare di questo
dolore un'ulteriore puntello della corazza e di divenire quindi, proporzionalmente, più forti.
Nico era archetipo d'un tempo. Per molte generazioni un mito... mito che
solo Nico non riconosceva e che, con la naturalezza di chi ha tanto vissuto, sapeva diminuire e sorriderci.
Quel sorriso che assieme alla spada impugnata senza sosta, senza risparmio, sono il suo più grande
insegnamento.
[LEGGI TUTTO]

Sopra, tre immagini dei funerali, svoltisi venerdì
12 gennaio alla presenza di centinaia di camerati, a Milano,
presso la Basilica di Sant'Ambrogio. |
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| Inserito
da GFA
il 5-II-2007 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- ATTENTATI CONTRO FORZA NUOVA A ROMA E PADOVA - CONTRIBUISCI AL
RIPRISTINO DELLE SEDI! |
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Alle 3:00 di notte di lunedì 6 novembre alcuni sconosciuti hanno collocato un ordigno ad alto potenziale nella sede di Forza Nuova di Via
Nisco, a Roma.
Stando alle tracce rinvenute sul posto, l'ordigno era
costituito da uno zaino colmo di polvere nera, un innesco a
gas e diverse decine di metri di cavo telefonico
(presumibilmente utilizzato per un comando a distanza):
inutile sottolineare come non si tratti, in questo caso,
della "bravata" di qualche ragazzo annoiato, ma
dell'opera di qualcuno che sa perfettamente come costruire
una bomba. Una bomba che solo per un caso non ha ucciso: la
sede ne è uscita completamente distrutta, come le macchine
parcheggiate al suo esterno. In frantumi tutti i vetri del
palazzo, ed addirittura le soglie in marmo delle porte e
delle finestre più vicine all'esplosione.
Questo attentato non è che l'ultimo di una lunga serie di attacchi contro la sede di Via
Nisco: ricordiamo che negli anni scorsi la sezione fu oggetto di altri due attentati incendiari e di una spedizione punitiva
durante la quale un centinaio di attivisti di sinistra ferirono gravemente alcuni
militanti forzanovisti. Le indagini su questi episodi non portarono a nulla.
Alle 5:30 di mattina del 17 novembre, invece, ignoti hanno
cosparso di benzina il portone della sede padovana di via
Dal Santo, benzina che, filtrando sotto il portone stesso,
ha causato, una volta appiccato l'incendio, notevoli danni
ai locali.
La solidarietà dei forzanovisti di tutta Italia non si è
fatta attendere: sabato 11 novembre un imponente corteo si
è snodato per le strade di Roma, ed i militanti romani e
padovani sono stati impegnati in una mobilitazione a
presidio delle sedi distrutte. Ciò non è
tuttavia sufficiente per porre rimedio ai danni subiti:
invitiamo dunque tutti i militanti e simpatizzanti
forzanovisti di Pavia e provincia a contribuire alla
ricostruzione della sezione romana di via Nisco e di quella
padovana di via Dal Santo con una - anche
minima - donazione in denaro, da versare sul C/C postale n°
13113154, oppure sul C/C bancario n° 20978, Banca delle Marche
Ag. 80, ABI 6055, CAB 03200, CIN Z.
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| Inserito
da GFA
il 22-XI-2006 - Fonte: Forza
Nuova |
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NOTIZIE
- 28 OTTOBRE: FORZA NUOVA IN MARCIA PER LE STRADE DI PADOVA |
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Più di mille attivisti di Forza Nuova si sono radunati a Padova, sabato 28 ottobre, per una manifestazione contro l'immigrazione selvaggia e le "cittadinanze facili", in difesa dell'identità nazionale
e della sicurezza dei quartieri oggi teatro della peggior delinquenza allogena. Colorato e rumoroso, in una selva di bandiere, di striscioni, di torce e di fumogeni, ma particolarmente ordinato e riuscito, il corteo ha attraversato tutta la Città del Santo, alla faccia di quei pochi, per la verità pochissimi, esponenti dei centri sociali che, come
d'abitudine, avevano intenzione di ostacolare il pacifico svolgimento della manifestazione. Il corteo è terminato con un acceso comizio dei dirigenti del Movimento
- Andrea Minchio, Coordinatore Regionale per il Veneto, Paolo Caratossidis e Roberto Bussinello, dirigenti nazionali, e Roberto Fiore, Segretario Nazionale - in piazza De Gasperi, nel cuore del degrado, occupando uno spazio ostaggio degli immigrati da troppo tempo: un messaggio forte per l'intera cittadinanza. Il comportamento dei militanti e simpatizzanti di Forza Nuova in quest'occasione si è dimostrato particolarmente maturo e responsabile, tanto è vero che un paio d'immigrati, fra le bandiere dei manifestanti, hanno potuto ascoltare indisturbati il comizio di Roberto Fiore. Il problema dell'immigrazione è particolarmente sentito a Padova, città universitaria, specialmente da quando le palazzine di via Anelli, inizialmente un quartiere destinato agli universitari, sono diventate rifugio di numerosi immigrati che per vivere trafficano droga. Una situazione grave, agevolata dalle politiche permissive del centrosinistra,
utili solamente a generare conflitti razziali sempre meno
gestibili, tanto da indurre lo stesso Zanonato, sindaco di
centrosinistra, a ricorrere a rimedi grotteschi quali il
tristemente noto "muro" di via Anelli. Una realtà che
questa classe politica imbelle non sa affrontare, a discapito nostro e delle nostre famiglie.
Cori e bandiere all'arrivo in piazza:
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IL VIDEO]
L'Inno Nazionale in piazza:
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IL VIDEO]
Il discorso di Roberto Fiore:
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| Inserito
da DDS
il 22-XI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- CENTRI SOCIALI DI DESTRA - OCCUPAZIONI E CULTURE NON CONFORMI |
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È
da poco disponibile, diffuso a livello nazionale, il nuovissimo libro di Domenico Di
Tullio "Centri sociali di Destra": un'originale e
completa documentazione sulle Occupazioni Non Conformi, le occupazioni della destra radicale, una realtà finora ignorata anche dagli osservatori più attenti. Un libro facile
e gradevole da leggere, che riesce a presentare in modo efficace, grazie anche ad una grafica
dinamica ed un'agile organizzazione in "schede", un fenomeno poco conosciuto,
ma estremamente dinamico, del nostro variegato ambiente politico.
E lo fa con cognizione di causa: Domenico Di Tullio, avvocato,
si è infatti occupato dell'assistenza legale ai camerati
coinvolti nelle occupazioni romane.
Sfogliando le pagine del libro, il lettore entra in "Casa Montag" ed in
"Casa Pound", capostipiti rispettivamente del
fenomeno delle ONC (Occupazioni Non Conformi) e delle OSA
(Occupazioni a Scopo Abitativo); trova i testi delle canzoni di musica
alternativa, le foto, i volantini ed i manifesti che hanno
segnato e segnano la vita politica di questi luoghi; incontra gli
ZetaZeroAlfa, i camerati di Roma, Checco di Busto Arsizio, e tanti altri.
Alcune pagine, tra le altre cose, sono dedicate ad un'intervista a Duilio Canu, che non ha bisogno di presentazioni,
nella quale sono narrate le vicende legate alla tentata occupazione di San Martino Siccomario,
alle porte di Pavia, dove il progetto per la costituzione,
entro uno stabile pubblico abbandonato da più di dieci anni,
della Casa Sociale "Nido" naufragò dopo poco più
di venti ore di occupazione. Infatti, il Vicesindaco del paese,
«un omuncolo di AN», come è chiamato nel libro, fece intervenire immediatamente la
polizia per lo sgombero,
per poi recarsi in Questura a firmare le denunce per occupazione abusiva. Alla fine scivolò dal retro della Questura scortato dai poliziotti.
Un'esperienza che la militanza pavese difficilmente scorderà,
non tanto per le infauste conseguenze legali e per i
provvedimenti restrittivi che la vicenda portò con sé,
conseguenze che molti subiscono ancora oggi, quanto più per
il genuino spirito comunitario che in occasioni come queste si
cementa e si realizza, per l'intima bellezza di un'idea che,
anche solo per poche ore, si tramuta in azione.
Editore del libro è Castelvecchi, editore tradizionalmente di sinistra:
la pubblicazione di questo e di altri testi è costata alla
casa editrice l'estemporanea occupazione della sede da parte
di alcuni esponenti dell'autonomia, in segno di protesta per
la pubblicazione di un libro, a loro dire, di sdoganamento ed apologia fascista.
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| Inserito
da DDS
il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- 27 MAGGIO: A VERONA CONTRO IL GOVERNO PRODI |
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Sono bastati
pochi giorni perché i progetti del nuovo governo Prodi si
mostrassero chiari in tutta la propria pericolosità. Una
spregiudicata politica immigratoria, portata avanti tramite la
regolarizzazione di 480.000 immigrati, la revisione e
l'alleggerimento delle vigenti normative in materia di
immigrazione, la proposta di sostituzione dello "ius
soli" al vigente "ius sanguinis", la chiusura
dei CPT ed il divieto di rimpatriare immigrati clandestini in
Libia. Se a questo aggiungiamo le sciagurate politiche
famigliari, che porteranno all'equiparazione della famiglia
tradizionale alle unioni omosessuali, e la leggerezza con cui
il nuovo governo si appresta a ripristinare tasse abolite ed a
rimpolpare le fila di una classe di burocrati lautamente
stipendiati (basti pensare ai 102 sottosegretari freschi di
nomina), il quadro è pressoché completo: l'opera di
sovversione è iniziata, e causerà, se non verrà arrestata
per tempo, il completo sfiguramento dell'assetto sociale e del
patrimonio culturale di un'Italia già da troppo tempo
spogliata della propria identità.
Ma a Verona rinasce l'Opposizione Nazionale. Chi avesse
pensato, a torto o a ragione, che due importanti ma davvero
poco fruttuose tornate elettorali in meno di un mese avrebbero
fiaccato il morale della militanza forzanovista, ha dovuto
ricredersi. Alle 17:00 di sabato 27 maggio, piazza San Zeno si
presentava infatti gremita di militanti, tanti da renderne
difficile una precisa stima numerica: svariate centinaia, se
non addirittura più di un migliaio, come sostenuto da diversi
quotidiani. Tutti in piazza per ribadire con forza la propria
scelta: quella di lottare, e di farlo con l'azione, perché i
principi della nostra millenaria civiltà non vengano meno,
perché il cancro del materialismo non ottunda altre giovani
menti, rendendole schiave di un vacuo ed effimero edonismo,
succubi del consumismo e dei falsi bisogni che produce, senza
radici e senza progenie, e per questo senza futuro.
Tutto ciò, com'era prevedibile, non ha mancato di
indispettire chi manovra i fili del potere: il lungo,
imponente, civile ed ordinato corteo, fitto di bandiere e di
striscioni, avrebbe dovuto marciare lungo le strade di Verona
fino a piazzale Cadorna, dove si sarebbe dovuto svolgere il
comizio finale. Così non è stato: la Questura di Verona,
adducendo le solite vaghe e pretestuose scuse che parlano di
simboli e di saluti "politicamente scorretti",
pretendeva infatti, senza alcun preavviso, che il corteo
cambiasse il proprio percorso. Se pensiamo che il percorso
alternativo studiato dai funzionari della Questura
attraversava un cantiere aperto, sicuramente non consono al transito di un corteo,
possiamo ben comprendere come quelli che dovrebbero essere i
tutori dell'ordine avessero invece tutto l'interesse a
cavalcare il clima di tensione che si era generato, inducendo
i militanti, esacerbati gli animi con la palese provocazione,
allo scontro, per poi dare avvio alla macchina repressiva ed
alla delegittimazione mediatica. I dirigenti di Forza Nuova,
ed i militanti tutti, hanno invece dimostrato ancora una volta
la propria maturità, evitando di sfruttare per proseguire
lungo il percorso stabilito una evidente superiorità numerica
e decidendo di fermare il corteo a Castelvecchio, dove si è
svolto il comizio, per poi sfilare di nuovo fino a piazza San
Zeno.
Lo scenario politico è cambiato, e la repressione, come
previsto, non tarderà a venire. Il nuovo governo, appena
insediatosi, mostra già la volontà di soffocare sul nascere
ogni forma di opposizione militante: il clima percepito a
Verona ha presto avuto conferma con l'assurdo divieto imposto
all'analogo corteo che Forza Nuova aveva organizzato a Bari
per la settimana seguente. Imbarazzanti e tristemente scontate
le motivazioni, tese a dimostrare la presunta pericolosità
sociale di un individuo che si lasci andare ad un semplice
saluto romano. Ma non sarà certo una nuova stagione di
divieti e di censure a fermare la marcia di chi lotta ancora
per difendere la propria terra e la propria identità. Forza
Nuova è ancora nelle strade, e Verona lo ha dimostrato.
Il discorso di Roberto Fiore:
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IL VIDEO]
Alcuni momenti del corteo:
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IL VIDEO]

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| Inserito
da GFA
il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- TREVISO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CUORI NERI" |
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Il
quarto appuntamento promosso a Treviso dall'Associazione
Culturale "Terza Via", la presentazione del libro
"Cuori Neri", ha visto la partecipazione, tra gli
altri, del nostro Stefano Vaglio Laurin. Accanto a lui, al
tavolo dei relatori, l'autore del libro, Luca Telese, ed i
responsabili dell'Associazione Culturale, Alessandro Arboit ed
Andrea De Checchi.
Un invito accolto con piacere, per una serata riuscitissima e
partecipata, che, oltre a dare lustro al modesto ma incessante
lavoro di ricerca storica e di promozione culturale da anni
portato avanti da Pavia Tricolore, ha fornito l'occasione per
diffondere ulteriormente la storia dimenticata di chi, anche
nella sonnolenta vita borghese di Pavia, seppe giocare se
stesso per un'idea, sino all'estremo sacrificio: Emanuele
Zilli, la cui storia lo stesso Vaglio Laurin sottrasse a
decenni di oblio con un dossier pubblicato su questo sito.
Nell'intervento di Stefano Vaglio Laurin, oltre alla triste
storia di Emanuele, anche qualche nota riguardo alle fasi che
portarono l'autore di "Cuori Neri", Luca Telese, ad
attingere proprio a quel dossier durante la stesura della sua
opera: «Non nascondo che quando Telese, raccogliendo
informazioni riguardo ad Emanuele Zilli, si rivolse a me, ebbi
qualche dubbio: avevo il timore che, data l'estrazione di
sinistra dell'autore, ne uscisse un'opera non esattamente obiettiva. Quando
è uscito il libro, tuttavia, sono stato piacevolmente sorpreso
dal fatto che l'autore non solo si era dimostrato
assolutamente obiettivo, ma aveva brillantemente superato,
nonostante la mole di dati contenuti nell'opera, la tentazione
di farne una semplice, sterile ed asettica trattazione
cronologica degli eventi tragici che hanno coinvolto i ragazzi della
destra durante i sanguinosi anni '70. A differenza di altre
opere, in questo libro troviamo storie, dati, ma anche emozioni,
scoperte calandosi nelle vicende umane, di allora e di oggi, delle persone
- familiari, camerati, oppositori politici - coinvolte nelle
storie narrate, in un filo continuo. Le stesse sensazioni che vivevo quando incontravo i camerati di Emanuele,
quelli di allora: ore a parlare , un tuffo nel passato e,
repentinamente, un ritorno al presente. Ma che mi appariva come una storia ininterrotta : il
dolore della famiglia Zilli è ancora presente oggi come,
sicuramente, allora».
Dolore per una vicenda che difficilmente, purtroppo, troverà
giustizia, nonostante l'auspicio di Telese, nel dare alle
stampe la sua opera, fosse quello che casi come quello di
Zilli, quello di Pistolesi, e quelli di altri, tornando alla
ribalta della cronaca, potessero indurre i colpevoli ad una
dichiarazione spontanea. Ma come sperarlo, se anche i
colpevoli acclarati nicchiano ( Morucci : «Non ricordo...»),
o scherzano ( Curcio : «Mazzola e Giralucci? Un incidente di
percorso...»), oppure, addirittura, godono ancora di protezioni
se non politiche, per lo meno "culturali" (Giuliano Ferrara, che
si complimenta con Telese per tutto, tranne che per le critiche a Sofri,
perché è suo amico)?
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| Inserito
da GFA
il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- 19 MAGGIO: A LODI CONTRO L'IMMIGRAZIONE ED IL DEGRADO DEI
QUARTIERI DEL BORGO E DELLA MADDALENA |
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Forza
Nuova è scesa in piazza, la sera di venerdì 19 maggio, per
protestare contro l'immigrazione e contro il degrado cui sono
condannati, nel silenzio delle istituzioni, interi quartieri
di Lodi. Sede del presidio, che ha visto la presenza di circa
centocinquanta militanti, provenienti anche dalle limitrofe
province di Pavia, Piacenza e Milano, piazza Barzaghi, tra i
quartieri del Borgo e della Maddalena. In questa zona,
infatti, si concentra gran parte della popolazione straniera
della città, che, divenuta ormai proprietaria di numerosi
call-center ed esercizi commerciali, la sta trasformando in
una piccola casbah, troppo spesso teatro di episodi di
tensione e di violenza, rendendola di fatto invivibile.
Tra le bandiere e gli slogan dei militanti, si sono alternati
al megafono i dirigenti Ettore Grancini, Francesco Nolli e
Gianmario Invernizzi, che hanno illustrato ai numerosi
cittadini scesi in piazza, prodighi di attestati di stima e di
gratitudine, le battaglie che Forza Nuova intende combattere
al loro fianco: battaglie per la preferenza nazionale e per la
difesa di tutti quegli italiani che vivono ormai nella paura,
da stranieri in casa propria. Battaglie che solo Forza Nuova,
in uno scenario dominato dalla supina adesione al
"politicamente corretto", osa portare nelle strade,
tra la gente.
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| Inserito
da GFA
il 12-VI-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- 6 MAGGIO: FORZA NUOVA IN PIAZZA IN RISPOSTA ALLE AGGRESSIONI DEL
FRONTE ROSSO |
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Più
di cento camerati si sono radunati sabato 6 maggio scorso a
Milano, nella centrale piazza Sant'Ambrogio, dando vita ad un
presidio in risposta alla grave aggressione subita da alcuni
giovani militanti da parte di circa trenta esponenti
dell'autonomia. Luogo del presidio, la piazza antistante la
medievale Pusterla di Sant'Ambrogio, a pochi metri
dall'Istituto "Leopardi", la scuola frequentata dai
giovani forzanovisti aggrediti.
Alla violenza rossa, Forza Nuova ha risposto con la
compattezza e la maturità dei propri militanti, scesi in
piazza accanto al Segretario Nazionale Roberto Fiore per
esprimere con forza la propria condanna nei confronti di chi,
al soldo di un potere mai come oggi bisognoso di consolidare
le proprie posizioni e la propria credibilità, vorrebbe
riproporre il truce gioco degli opposti estremismi, sulla
pelle di semplici ragazzi, rei unicamente di amare la propria
terra, e di volerla difendere. L'apprensione per le condizioni
del camerata ferito non ha impedito ai presenti di ribadire
la propria ferma volontà: Forza Nuova c'è, è nelle strade e
nelle piazze di tutta Italia, decisa a non abbandonare le
proprie sante battaglie per Dio, per la Patria e per la
Famiglia. Le aggressioni non serviranno ad altro che a
cementare ulteriormente la nostra sincera fratellanza. Le
spranghe non ci piegheranno!
Il discorso di Roberto Fiore:
[SCARICA
IL VIDEO]
Alcuni momenti del presidio:
[SCARICA
IL VIDEO]
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| Inserito
da GFA
il 21-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- 29 APRILE: A MILANO PER I CAMERATI CADUTI
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"Del
vostro sangue abbiamo fatto una bandiera!": mai motto fu
più adatto a descrivere le sensazioni che ogni anno animano i
cuori delle centinaia di camerati milanesi e lombardi che si
radunano in piazza a Milano per rendere omaggio ai caduti dell'odio
antifascista.
La data è quella del 29 aprile, e scandisce regolare nel tempo e nella memoria di chi non scorda, il sacrificio
di Carlo Borsani (Medaglia d'Oro al Valore Militare, assassinato il 29 aprile 1945), di Sergio Ramelli (sprangato sotto casa da un gruppo di giovani borghesi antifascisti e morto il 29 aprile del 1975 dopo 7 settimane d'agonia in ospedale) e di Enrico Pedenovi (ucciso a colpi di pistola sotto casa, ad un anno di distanza dalla morte di Sergio il 29 aprile 1976).
Anche quest'anno, con un corteo unitario ed apartitico, che ha
sfilato silente per ore lungo le caotiche vie di Milano, i
nomi di chi ha saputo donare se stesso, giocarsi in prima
persona per l'Idea, sino all'estremo sacrificio, sono stati
evocati dalla dimensione del ricordo e si sono fatti presenti,
tangibili, vivi nella lotta di chi ancora oggi guarda al loro
esempio, per essere esempio.

Sopra, da sinistra: il concentramento in piazzale Susa; la
partenza del corteo; la testa del corteo, verso il luogo del
"Presente" a Sergio Ramelli.

Sopra, da sinistra: la corona collocata sotto una delle
lapidi dedicate a Sergio Ramelli; camerati alla finestra
salutano il passaggio del corteo; la corona collocata sotto la
lapide dedicata ad Enrico Pedenovi; il manifesto affisso in
città. |
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| Inserito
da GFA
il 21-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- FAMIGLIA, MA QUANTO MI COSTI? |
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ROMA - Famiglia, quanto mi costi? Era questo il provocatorio tema con cui il
Forum delle Associazioni Familiari, insieme all'Osservatorio Nazionale sulla
Famiglia, ha voluto chiamare in causa le istituzioni proprio
all'inizio della XV legislatura. Il convegno si è tenuto ieri nei locali del Cnel a Roma. «La giornata
- ha osservato Giuseppe Barbaro per il Forum - si prefigge di confermare la soggettività sociale della famiglia e rilanciare la sua centralità anche politica. Scopo del convegno è individuare i costi umani, sociali ed economici che affronta chi decide di fare famiglia». Infatti «la reciprocità» che caratterizza i matrimoni con figli, può rappresentare uno dei dinamismi fondamentali della nostra civiltà. Una realtà che «deve generare socialità, incidendo nella vita delle città e sulla cultura». Il
Direttore Generale del Ministero del Lavoro, Giovanni Daverio, ha ricordato la svolta impressa con il libro bianco sul Welfare del 2003, che ha sottolineato il valore di "capitale sociale" costituito dalla famiglia.
L'analisi economica sul costo dei figli è stata elaborata da Federico Perali, del
Dipartimento di Scienze Economiche di Verona. Secondo lo studioso si deve distinguere tra i costi necessari al mantenimento e quelli indirizzati
all'accrescimento, che comprendono anche il tempo dedicato dai genitori, e le spese educative in genere sostenute. Il primo parametro si aggira per un bambino da 0 a 5 anni sul 19,4% in più del costo sostenuto per il mantenimento di un coppia senza figli, sul 16% nella fascia 6-13 anni, e sul 18%
nell'arco 14-18. Ma il punto saliente è che l'andamento demografico non è influenzato da questi fattori, ma dalle spese di accrescimento che sono difficilmente determinabili. Perali, comunque, ha portato un altro elemento a sostegno delle richieste delle famiglie numerose, in quanto ha affermato che nella spesa familiare non sembra vi siano economie di scala significative. Inoltre ha sottolineato la penalizzazione costituita dai meccanismi che regolano le tariffe. «L'Isee
- ha aggiunto - rappresenta in modo inappropriato le reali condizioni socio-psicologiche dei membri della famiglia». Dopo aver sottolineato che la politica familiare si compone al tempo stesso di misure universali e provvedimenti riservati ai nuclei in situazione di indigenza, il direttore del Cisf, Francesco Belletti, ha presentato i risultati di una indagine condotta sulle politiche di contrasto alla povertà in 6 regioni.
di Pier Luigi Fornari.
[LEGGI
TUTTO] |
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| Inserito
da DDS
il 21-V-2006 - Fonte: Avvenire |
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NOTIZIE
- MILANO, 31 ANNI DOPO: STESSI METODI, STESSA INFAMIA! |
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Sono passati esattamente trentun anni dalla vile aggressione che costò la vita a Sergio Ramelli, giovane militante del Movimento Sociale Italiano ucciso a sprangate da un "commando rosso" che lo attendeva sotto casa, ricordato dai suoi camerati con un lungo e silenzioso corteo sabato 29
aprile.
Questa volta, per grazia di Dio, la vittima non ha pagato l'infame gesto con la vita, ma è solo per una serie di fortuite circostanze che la storia non ha avuto lo stesso tragico epilogo. Infatti, come a dimostrare che chi è infame lo è per sempre, trentun anni dopo, con la stessa metodologia, la stessa atavica propensione alla vile imboscata, la stessa disumana e cieca violenza, due giovani forzanovisti, di diciassette e diciotto anni, venivano assaliti all'uscita della scuola a colpi di spranghe e bastoni da ben
trenta "impavidi compagni". Ad avere la peggio, a seguito di questo vigliacco quanto premeditato agguato, il più giovane dei due forzanovisti che, steso a terra, solo contro trenta persone, riportava numerose ferite, diverse fratture ed un taglio dietro al cranio che lo hanno costretto al ricovero in ospedale.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere chi continua a riempirsi la bocca di elogi verso gli ambienti legati all'autonomia, dando loro spazio e fornendo loro appoggio politico e finanziario, salvo poi discostarsene, a parole, quando le "prodezze" di questi gruppi, dediti ad attività sicuramente più vicine alla delinquenza comune che alla lotta politica, divengono "scomode" da gestire. È ormai chiara ai più la consolidata prassi secondo la quale chi compia il peggior delitto in nome dell'intoccabile dogma dell'antifascismo possa godere di un trattamento di favore, dell'amicizia e dell'aiuto di importanti settori della politica istituzionale e, spesso, dell'impunità. Ed è solo nella certezza dell'impunità, nella spocchia di chi è cresciuto certo della propria superiorità morale sull'avversario politico, da decenni relegato al rango del sub-umano, della "carne da macello", che questa cieca violenza trova origine.
La sezione pavese di Forza Nuova esprime la propria sdegnata condanna per questo vile attacco comunista e si stringe attorno al giovane camerata ferito, nel fisico ma non nella Fede, ed è pronta, ora come sempre, a portare nelle strade e nelle piazze le proprie sacrosante battaglie per Dio, per la Patria e per la Famiglia, contro il materialismo inumano di chi, in nome di nuovi vacui e fallaci modelli, vorrebbe annientare - ideologicamente - i principi fondanti della millenaria Civiltà europea, e - fisicamente - quella gioventù sana e vitale che in nome di essi vive e lotta. |
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| Inserito
da DA
il 5-V-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- ELEZIONI POLITICHE 2006: UN'ANALISI |
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Con la presente cercherò di sforzarmi per capire i reali motivi che hanno portato Alternativa Sociale verso
un'indiscutibile disfatta in queste elezioni. Disfatta che colpisce indiscriminatamente dirigenti, militanti, attivisti, simpatizzanti e anche coloro che pur essendo schierati in altri fronti avrebbero potuto gioire di un eventuale
"successo a metà", ovverosia l'elezione di alcuni deputati
d'Area. I dati sono estremamente chiari: la sconfitta si manifesta in una perdita di voti rispetto alle Europee e alle Regionali (e anche a molti dati di amministrative, suppletive
etc.) senza precedenti. Oltre centomila voti dispersi che hanno scelto altri lidi devono trovare, se vogliamo in futuro parlare di politica, delle catene di responsabilità. Inserendomi già
nell'immediato - tanto per chiarire - tra coloro che per carica dirigenziale
all'interno di una delle formazioni che compongono AS devono essere considerati imputabili di tale sfacelo, credo che, però, le colpe più rilevanti non provengano dal corpo degli ufficiali. Se non quella
- forse più pesante - di non essere riusciti a convogliare in un unico e coeso soggetto elettorale tutte le energie e pulsioni che appartengono al nostro Mondo. E forse qui si inseriscono le maggiori perplessità: quanto si voleva essere una Lista
d'Area, la lista della "Destra" a destra di Alleanza Nazionale, o un qualcosa di talmente anomalo e diverso da non essere compreso nemmeno dal nostro tradizionale già sparuto elettorato? La caratterizzazione radicale di Alternativa Sociale non è stata probabilmente ben evidenziata ed espressa, mentre altre variabili e contenuti non tradizionalmente cari
all'elettorato destrorsoradicale sono stati inseriti al vertice
dell'agenda della lista. Risultato? Il moderato di destra ha perseguito a votare Fini o
Forza Italia e così probabilmente ha fatto anche il fascista, neofascista,
l'intollerante etc.
Paolo Caratossidis,
Coordinatore Nazionale di Forza Nuova.
[LEGGI
TUTTO]
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| Inserito
da GFA
il 12-IV-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- MILANO E LE DEVASTAZIONI DEI CENTRI SOCIALI |
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All'indomani degli atti vandalici di Milano, non possiamo sottrarci dal commentare
l'accaduto. Tutti hanno avuto modo di vedere in televisione l'immotivata violenza dei centri sociali, i fratelli maggiori del Barattolo,
che hanno dato vita ad una guerriglia urbana già pianificata a tavolino. A volto coperto, come banditi, con caschi e scudi di plastica, armati di bombe carta, gli autonomi dei centri sociali impugnavano spranghe e bastoni.
Prima hanno sfondato vetrine e distrutto negozi. Poi hanno incendiato le macchine parcheggiate e tutto il resto.
Adesso servono a ben poco le condanne e l'imbarazzo del
centrosinistra. Ci dicano piuttosto: chi pagherà i danni? Semplice,
gli ignari cittadini che per loro sfortuna avevano parcheggiato lì. Ma
l'atto più infame è senza dubbio l'assalto al Mc Donald's in corso Buenos Aires, non
per una sorta di simpatia nei confronti della nota catena di
fast-food, testimone di una cultura che ci è del tutto
estranea, ma più semplicemente per la sacrosanta difesa dei bambini. Infatti,
all'ora di pranzo, c'erano diverse decine di bambini che mangiavano al
fast-food: quando gli autonomi hanno sfondato le vetrate con delle mazze, non potevano non accorgersi della presenza dei bambini, spaventati
a morte, mentre facevano irruzione nel locale portando via tavoli e sedie, lanciate in strada e di nuovo
all'interno del fast-food attraverso le vetrine infrante. Un bambino è stato ricoverato
all'ospedale S. Rita, gli altri per fortuna sono stati dimessi dopo essere stati sottoposti comunque a visite di controllo.
A Pavia, in altre occasioni, avevamo espresso la nostra preoccupazione per la sicurezza dei bambini, chiedendo la chiusura del Barattolo, in via dei Mille, perché attorno ad esso ed alle sue attività politiche si sono
spesso create situazioni pericolose per tutti, e questo centro sociale confina con un asilo, mettendo così in pericolo la sicurezza stessa dei bambini. Questa è la prova che le nostre denunce hanno delle fondamenta.
Ma, tornando alla guerriglia di Milano, non possiamo non notare come gli
abitanti di corso Buenos Aires ed i milanesi che si trovavano
a transitare in zona abbiano finalmente dimostrato di saper
reagire alla prepotenza ed all'arroganza di chi si sente in
diritto di saccheggiare e devastare in nome di uno stantio
antifascismo di facciata, circondando alcuni dei responsabili per
dare loro una lezione. Salvati solo dall'intervento di poliziotti e carabinieri che li hanno strappati al linciaggio della folla. Incredibilmente, militari ed agenti che fino a quel momento erano impegnati a contrastare le scorribande dei teppisti, gli hanno salvato la pelle. I danni sono certamente parecchi, come hanno documentato tutti i mezzi di
comunicazione: al di là della cronaca, chi sono i responsabili politici di questa violenza? Innegabilmente, tutto il centrosinistra è responsabile, in particolar modo Rifondazione, Comunisti
Italiani e DS, che hanno sempre foraggiato, difeso, ed
incoraggiato i centri sociali, per poi discostarsene, a
parole, in questo momento di campagna elettorale. Se questi
personaggi vinceranno le prossime elezioni politiche, ci scopriremo ostaggi dei centri sociali.
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| Inserito
da DDS
il 14-III-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- FUMO DI SATANA NELLA CHIESA? LE AMMISSIONI DELL'AUTORITÀ SULLA CRISI POST-CONCILIARE |
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Ci eravamo ripromessi, nel nostro precedente intervento su questo sito, di ritornare
sull'argomento della crisi che attraversa la Chiesa Cattolica nel presente periodo storico e che si manifesta, in tutta chiarezza, almeno a partire dalla svolta
"epocale" - nel bene e nel male - rappresentata dal Concilio Vaticano
II, conclusosi nel 1965.
Ce ne offre il destro quanto ci riferisce un collaboratore di queste pagine con riguardo a sconcertanti dichiarazioni pronunciate dal
vescovo Mons. Milingo, secondo il quale oltretevere si anniderebbe nientemeno che il demonio.
Ora, noi ci sforziamo di restare fedeli alla buona regola che impone di vagliare il peso e il contenuto di verità di
un'affermazione anche alla luce dell'autorevolezza del soggetto dal quale essa promana. Sicché ben potremmo liquidare
l'affermazione sopra ricordata come l'ultima "boutade" di un discutibile prelato, resosi noto in tempi recenti più che per la sua attività pastorale, per la grottesca partecipazione, in qualità di
"sposo", ad uno dei farseschi riti matrimoniali di massa promossi dal Reverendo (sic!)
Moon.
È appena il caso di rammentare - incidentalmente - come, in
quell'occasione, l'abile operazione diplomatica gestita dall'allora
Viceprefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed ora
Arcivescovo di Genova, Card. Tarcisio Bertone, al fine di ricondurre
all'ovile la pecorella smarrita, abbia avuto l'indubbio merito di evitare che, con la fuoriuscita del vescovo africano dalle fila della Gerarchia
Cattolica, si potesse giungere alla costituzione di una nuova confessione pseudo-cristiana capace di recare con sé vasti strati di fedeli del continente nero, laddove la Chiesa già deve fronteggiare il diffondersi ed il prosperare, accanto
all'Islam, delle religioni animiste e delle più disparate denominazioni variamente riconducibili
all'area protestante.
È pertanto evidente, per riprendere il filo del discorso, che le parole di
Mons. Milingo non sarebbero, di per sé, ratione personae, tali da suscitare una seria riflessione.
Sennonché esse, forse loro malgrado, riecheggiano nella nostra mente allarmi ben più autorevoli e che, dagli anni
'60 ad oggi, non hanno mancato di dimostrarsi più che fondati.
Ci riferiamo, anzitutto, alle parole di Papa Paolo VI, il quale, nel pieno della buriana post-conciliare, ebbe a denunciare la penetrazione del
"fumo di Satana" all'interno della Chiesa, alludendo
all'insinuarsi, nelle Università, nei Seminari, nei centri di studio e nei pulpiti dei predicatori di un
"pensiero non cattolico" che, da tali sedi, si propagava e diffondeva come peste nella cristianità.
di Marco Rossini.
[LEGGI TUTTO] |
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| Inserito
da GFA
il 27-II-2006 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: IL CROCIFISSO RESTI NELLE
AULE SCOLASTICHE |
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ROMA - Una
sentenza che farà discutere. Il crocifisso deve restare
nelle aule scolastiche non perché sia una "suppellettile"
o un "oggetto di culto", ma perché «è un
simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori
civili» (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione
della persona, affermazione dei suoi diritti, etc...) che
hanno un'origine religiosa, ma «che sono poi i valori che
delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato».
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante
e articolata sentenza, ha respinto il ricorso di una
cittadina finlandese, Soile Lauti, che chiedeva la rimozione
del crocifisso dalla scuola media frequentata dai suoi figli
ad Abano Terme (Padova).
La donna aveva già fatto ricorso al TAR del Veneto che
prima di darle torto aveva sollevato una questione di
legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale. I giudici
della Consulta, nel dicembre del 2004, avevano dichiarato inammissibile la questione (e quindi non erano entrati nel merito) perché l'affissione del crocifisso nelle scuole non era prevista da una legge, bensì da due regolamenti del 1924 e del 1927 sugli arredi scolastici sui quali il giudice delle leggi non poteva sindacare. A risolvere la delicata questione sono stati i supremi giudici amministrativi della sesta sezione. Nella sentenza di 19 pagine del Consiglio di Stato vengono posti importanti paletti. Innanzitutto - è scritto - «la laicità, benché presupponga e richieda ovunque la distinzione tra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fra gli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie, non si realizza in termini costanti e uniformi nei diversi Paesi, ma, pur all'interno della medesima civiltà, è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato, e quindi essenzialmente storica, legata com'è al divenire di questa organizzazione». Insomma,
diverso è il principio laico britannico da quello francese, statunitense e italiano.
Premesso ciò, il Consiglio di Stato lascia alle dispute dottrinarie la definizione astratta di
"laicità": «in questa sede giurisdizionale - si legge nella sentenza numero 556 - si tratta in concreto e più semplicemente di verificare se l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sia lesiva dei contenuti delle norme fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, che danno forma e sostanza al principio di laicità che connota oggi lo Stato italiano, e al quale ha fatto più volte riferimento» la Corte Costituzionale. «È evidente - affermano i giudici di Palazzo Spada - che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo in cui è posto». Se in un luogo di culto «è propriamente ed esclusivamente un simbolo religioso,
in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all'educazione dei giovani, il crocifisso - prosegue la sentenza - potrà ancora rivestire per i credenti i suaccennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo), valori civilmente rilevanti». Si tratta di «quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso - sottolinea il Consiglio di Stato - il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte "laico", diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni». |
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| Inserito
da GFA
il 27-II-2006 - Fonte: Corriere della Sera |
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NOTIZIE
- VENERDÌ 3 FEBBRAIO: SI SPEGNE ROMANO MUSSOLINI - IL CORDOGLIO DI PAVIA TRICOLORE E DI FORZA NUOVA TUTTA |
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Apprendiamo
con dolore la notizia della morte di Romano Mussolini, 79
anni, l'ultimo dei cinque figli del Duce, avvenuta nelle
prime ore di venerdì. Grande jazzista, affermato pittore, persona
di grande sensibilità e cultura, Romano Mussolini era da
alcune settimane ricoverato all'Ospedale Pertini di Roma in
gravi condizioni. Perdiamo con la sua scomparsa una delle
personalità più grandi e più nobili di questa nostra
Italia, una delle voci più autorevoli, una delle più
preziose testimonianze di vita e di fede. Vogliamo
ricordarlo, nel dolore del commiato, con le parole del
Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore.
Risale a oltre 10 anni fa l'occasione che ebbi di conoscere Romano Mussolini. Nel nostro esilio inglese fummo avvicinati da un comune amico che
ci propose di organizzare un suo concerto nella capitale inglese. Consapevoli che il fatto non era politico ma si collocava in quel contesto di iniziative sociali e culturali che, come gruppo londinese, organizzavamo a volte in collaborazione con la Chiesa Italiana o con il Centro Culturale Italiano, ci dichiarammo disponibili. Ma il cognome famoso e la nostra "fama" in Inghilterra fece in modo che gli antifascisti inglesi, in questo molto simili a quelli italiani, considerassero questo concerto un affronto e decidessero di impedire l'evento. Il giorno arrivò, e il noto albergo londinese in cui doveva aver luogo il concerto veniva presidiato da noi, dagli antifascisti e dalla polizia. Ignari affluirono centinaia di immigrati italiani e di curiosi per ascoltare il musicista. Quando gli estremisti di sinistra, confidando nell'apparente scarna protezione esterna, penetrarono da una porta di sicurezza cercando di entrare nella sala del concerto, non ebbero il tempo di capire che il vero schieramento a protezione era all'interno dell'albergo. Il risultato fu il fallimento dell'attacco con numerosi assalitori prima all'ospedale e poi arrestati. Il pubblico non si rese conto di nulla e si divertì in quella bella serata di musica italiana. Noi invece quella sera sentimmo, come forse poche volte nella vita, un sapore di gioiosa vittoria e toccammo forse il momento migliore di una comunità che nonostante l'esilio, le persecuzioni e le difficoltà aveva dimostrato di fare ciò che voleva anche nella lontana Londra. Il giorno dopo approfittammo della presenza di Romano Mussolini ed organizzammo un incontro con la nostra comunità. Ascoltammo i ricordi di un figlio che veniva amabilmente rimproverato dal padre perché non andava bene in qualche materia, ascoltammo i ricordi di una tipica tranquilla famiglia italiana. Conoscemmo un Romano mite e buono, pacatamente fascista e innamorato di suo padre, come accade spesso ai figli che lo perdono giovani. Conoscemmo attraverso le parole del figlio un Benito padre di famiglia, che con le sue ordinarie preoccupazioni per i propri figli, possedeva una umanità travolgente. Non pensavo in quei momenti che la vita e la mia fede politica mi avrebbero portato a rivederlo 10 anni dopo, questa volta come padre di Alessandra Mussolini, mia alleata politica. Oggi la sua anima è nelle mani di
Dio, a cui offriamo le nostre preghiere per Romano e per la Resurrezione d'Italia.
Il Segretario Nazionale,
Roberto Fiore.
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| Inserito
da GFA
il 5-II-2006 - Fonte: Forza
Nuova |
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NOTIZIE
- MILANO: CORTEO DI FORZA NUOVA CONTRO IL DEGRADO DEL QUARTIERE
PORTA ROMANA |
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Nella serata di
venerdì 16 dicembre, i militanti di Forza Nuova sono tornati a sfilare in corteo nel quartiere di Porta Romana a Milano, al fine di ristabilire l'ordine e la legalità in una zona invasa da decine di pervertiti che ogni sera si prostituiscono nelle strade.
Numerosi cittadini, stufi del disinteresse del sindaco e delle forze dell'ordine,
e del complice silenzio degli organi di informazione locali, hanno partecipato all'azione di protesta: proprio grazie all'intervento di Forza Nuova, infatti, è sorto un
Comitato di Quartiere che vedrà i nostri militanti in prima fila nella battaglia al fianco dei cittadini.
Forza Nuova Milano preannuncia altre iniziative analoghe in tutti i quartieri preda del degrado sociale, in qualità di unico movimento di popolo che possa finalmente restituire Milano ai milanesi.
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| Inserito
da GFA
il 27-XII-2005 - Fonte: Forza
Nuova |
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NOTIZIE
- OGGI PROCESSO TANZI... QUANDO ALLE BANCHE? |
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Diverse
decine di militanti forzanovisti, giunti anche dalle
province di Pavia e di Varese, hanno dato vita, nella
mattinata di venerdì 2 dicembre, ad un presidio di fronte
all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano. In quel
momento, infatti, prendeva inizio il processo relativo al
"Crack Parmalat", sporca vicenda che ha visto
sfumare, a fronte degli interessi di pochi speculatori, il
denaro di centinaia di migliaia di onesti risparmiatori.
Sono infatti più di 150.000 i privati cittadini che,
allettati dalle promesse e dalle rassicurazioni delle
complici banche, hanno investito in azioni che, di lì a
poco, si sarebbero rivelate carta straccia.
I militanti forzanovisti, ribadendo il proprio impegno nella
lotta contro la speculazione delle multinazionali, lo sporco
gioco delle banche e l'inumana immoralità dell'usura, hanno
chiesto a gran voce che le autorità competenti facciano piena
luce sul "Crack Parmalat", vicenda che porta alla
ribalta della cronaca i problemi di un capitale che sfugge
ormai totalmente al controllo delle istituzioni, di
un'imprenditoria che si sottrae ai propri naturali doveri nei
confronti della Nazione, doveri di ordine economico, ma
innanzitutto di ordine sociale e morale, di un'industria che
socializza le perdite, ma privatizza i guadagni, ricordandosi
del popolo solo nel momento in cui esso possa essere sfruttato
e sottomesso ai propri interessi.
Importante per la riuscita della manifestazione è stato il
supporto dei risparmiatori presenti all'udienza, dimostratisi
sensibili alle proposte avanzate dai militanti ed interessati
al materiale informativo distribuito. A loro tutta la
solidarietà di Forza Nuova, e l'impegno a continuare la lotta
in difesa degli onesti lavoratori e del popolo italiano tutto.
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| Inserito
da GFA
il 27-XII-2005 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- PRESIDIO DI FORZA NUOVA CONTRO LA CENTRALE DI BERTONICO (LO) -
LANCIO DI CROCI SULL'AREA EX-GULF |
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BERTONICO
(LO) - Croci lanciate all'interno dell'area ex-Gulf di
Bertonico. «Per ricordare tutti coloro i quali hanno perso la loro vita a causa di
centrali termoelettriche, per pensare a tutte le vite che verranno
sacrificate in futuro grazie all'insediamento da oltre 750 megawatt
previsto in zona. Croci per far sentire in colpa chi non si impegna
come dovrebbe per impedire che sul territorio arrivino nuove centrali». Sono parole di Francesco
Nolli, segretario provinciale di Forza Nuova.
Nolli, con un'altra trentina di persone arrivate anche da Milano e da Pavia, sotto una
pioggia battente, sabato mattina era alla Colombina di
Bertonico. Una mobilitazione voluta per far pensare ma anche perché la protesta
contro nuove centrali sia autentica e non cessi. «Finora cosa
abbiamo visto? - si chiede Nolli - Tante passeggiate in piazza. Ma
sono i risultati che contano. E i risultati, per noi, non possono essere
solo più opere pubbliche portate a casa in cambio di quattro proteste.
Interessante notare che per non vedere arrivare sul loro territorio
le scorie nucleari, gli abitanti di Scanzano Ionico sono andati
a Roma e non si sono mossi fino a risultati ottenuti. Qui non abbiamo
visto nessuna organizzazione di eventi simili. Con il risultato
che non si sta fermando l'iter che porterà la nuova centrale nel lodigiano.
Per noi questo non va». E sono tante le manifestazioni solidali
ottenute da Forza Nuova nel corso della dimostrazione, con cittadini
che fermavano l'auto e ringraziavano per l'impegno dello schieramento.
Ettore Grancini, coordinatore di Forza Nuova per il lodigiano ha sottolineato:
«Analisi effettuate da un istituto di ricerca del CNR di Bologna confermano
che le nuove centrali a turbogas per la produzione di energia sono altamente inquinanti
e pericolose per la salute dell'uomo. Fermiamo questo processo,
nonostante le difficoltà che incontreremo». Poi l'esortazione:
«Impegniamoci a difendere il nostro territorio». |
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| Inserito
da SDE
il 7-XI-2005 - Fonte: Il Cittadino |
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NOTIZIE -
RITROVATO "YUUKOKÙ", IL FILM DEL MAESTRO MISHIMA |
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È stato ritrovato il film
"Yuukokù" (Patriottismo), celebre film diretto e interpretato dallo scrittore giapponese Yukio Mishima. Uscita nel
'66, la pellicola si pensava fosse stata distrutta in tutti i suoi esemplari per ordine della vedova Yooko dopo la morte
dell'autore a 45 anni. Il 25 novembre del 1970 Yukio si suicidò in pubblico, davanti alle telecamere, squarciandosi il ventre con la spada (il rituale
seppuku) dopo l'arringa ad un plotone si soldati nel quartier generale delle
Forze di Difesa a Ichigayà, un quartiere centrale di Tokyo.
L'annuncio del ritrovamento di una delle opere più enigmatiche e premonitrici del clamoroso gesto di Mishima è stato fatto dall'autore della scoperta, Hiroaki
Fujii, 78 anni, al quotidiano Yomiuri. Fujii, amico dell'autore, era stato uno dei produttori del film e fu poi incaricato dalla vedova Yooko di distruggerne tutti gli esemplari.
«È stata una grande emozione ritrovare la copia originale del film in una grande scatola per il tè in legno, nascosta in
un ripostiglio della vecchia casa di Mishima, a Tokyo. Sono circa quaranta rotoli di pellicola da 35 millimetri. La vedova Yooko mi aveva pregato di distruggere tutte le copie del film, e io lo feci. Ma
Yooko, con ogni probabilità, non ebbe il coraggio di mandare al macero la copia originale, che nascose in un ripostiglio. Dobbiamo esserle grati per questa scelta». Fujii ha confidato che, in realtà, il ritrovamento della copia originale risale al 1996, un anno dopo la morte della vedova. «Ma all'epoca decisi di tacere. Se avessi svelato il ritrovamento, tutti avrebbero voluto che il film fosse mostrato in visione. Ma all'epoca la tecnologia esistente era solo delle videocassette, un mezzo tecnico ancora inadeguato. Mi sono deciso a farlo adesso perché ci sono i
dvd, e sarà possibile ridare al mondo intero la possibilità di rivedere il film in una copia fedele»
(uscirà nel 2006).
La commozione per la scoperta della pellicola è doppia tra i critici letterari e cinematografici a Tokyo, visto che ricade nell'ottantesimo anniversario della nascita di Mishima. Nato nel 1925 a Tokyo, Kimitaka
Hiraoka, questo il suo vero nome, cambiato successivamente in
Yukio Mishima così che il padre anti-letterario non venisse a sapere che aveva scritto, è stato definito da molti critici il novelist giapponese più importante del ventesimo secolo. «Il film è una chiara premonizione di quanto sarebbe poi accaduto a
Ichigayà. Difficile dire dove arriva lo spettacolo e dove invece ci sono i veri sentimenti di Mishima. Ad ogni modo è un documento fondamentale per chiarire il mistero della morte del grande scrittore» ha detto il critico cinematografico Tadao
Sato, 74 anni. Il film, in bianco e nero, dura trenta minuti. Non ci sono dialoghi, ma solo sottotitoli, mentre scorre la musica di Tristano e Isotta di Richard Wagner. Il protagonista è un giovane colonnello che, non riuscendo a prendere parte ad un fallito tentativo di colpo di
stato, il 26 febbraio 1936, a Tokyo, commette il seppuku, seguito dalla sua giovane sposa.
Nella fotografia, omaggio a Yukio Mishima del pittore Franco
Cenerelli, 2003.
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| Inserito
da DDS
il 4-XI-2005 - Fonte: Il Giornale |
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