NOTIZIE - MATRIMONIO OMOSESSUALE E FAMIGLIA TRADIZIONALE

Ahimè! La cattolicissima Spagna è forse morta? I tempi cambiano e oggi il Presidente della Provincia di Milano, Penati, patrocina il "gay festival" a Milano, mentre infuria ancora il dibattito sul consenso spagnolo di far contrarre legalmente matrimonio a coppie di "froci". Attenzione, questo termine non vuole essere usato assolutamente in senso dispregiativo, ma provocatorio, o quantomeno per amor di Italiano. Oggi si preferisce il termine "omosessuale", anche se l'utilizzo di quest'ultimo è un obbrobrio, un'offesa alla Lingua Italiana. Infatti, l'aggettivo "omosessuale" significa "dello stesso sesso". Dunque, mentre è lecito dire "rapporto omosessuale", non si può dire "omosessuale" tout court, perché non significherebbe nulla. Probabilmente i termini popolari, benché più coloriti, sarebbero più corretti: frocio, checca, e via dicendo. Terminata questa dotta disquisizione, sarà comunque preferibile evitare l'utilizzo di termini "scorretti".
La famiglia naturale nella sua struttura tradizionale è l'elemento cardine della società; con il matrimonio omosessuale (in questo caso l'uso è corretto) oggi assistiamo alla dissoluzione dei nuclei famigliari tradizionali. Quale futuro? In un panorama catastrofico, in una società senza più valori, la famiglia è smembrata dal divorzio, dall'aborto, dalla pornografia che esalta l'adulterio (più avanti affronteremo brevemente il fenomeno pornografico), dall'occultismo satanico che avvelena le menti e dalle droghe che castrano i giovani.
Nel 1987 in Italia ci si scandalizzava per una pubblicità... Chi ricorda la pubblicità della Renault? Un cliente, uomo, baciava l'aitante meccanico della propria officina specializzata. Chi non ricorda le scandalose campagne pubblicitarie di Benetton? E poi i due ragazzi abbracciati per Moschino, le ricordate? Negli ultimi tempi in televisione sono approdati alcuni spot che hanno posto l'accento in modo ironico su situazioni trasgressive, come ad esempio Vigorsol col suo giovanotto che diventa un forzuto ballerino o Bailey's col baciatore "misterioso", oltre a telefilm americani che propongono alternative situazioni famigliari rifiutandone l'immoralità e l'anormalità.
Il mondo mass-mediatico oggi sembra voler sdoganare i rapporti omosessuali nei propri modelli di comunicazione, e la pubblicità può darci delle agghiaccianti anticipazioni sui nuovi modelli. Ma d'altra parte i media temono di fare il passo più lungo della gamba, e così dal sito internet Gay.it alla televisione satellitare Gay.Tv, terminata una prima fase di sperimentazione, ora cercano di proporsi alle grandi aziende come canali privilegiati per raggiungere una popolazione omosessuale di 5 milioni di individui (dati Eurispes) che, secondo uno studio realizzato da Gpf & Associati per Gay.Tv, spende ogni anno circa 20 miliardi di Euro solo in abbigliamento. E dalla stessa indagine emerge che il 70% dei gay possiede un personal computer, più del 70% naviga regolarmente in internet e più della metà possiede una carta di credito. La popolazione gay, dunque, è indubbiamente più ricca delle famiglie tradizionali con figli a carico, tanto è vero che secondo l'Eurisko i gay vanno in vacanza di più e spendono di più, fino a 4.000 Euro per singolo viaggio (sic!).
Un target sicuramente ricco ed economicamente interessante per essere sdoganato dalla nicchia della pubblicità specializzata. Anche se negli ultimi anni, a detta di chi investe in questo mercato, le attese sono state deluse. Ad esempio, Gay.Tv, finanziata dalla Corill, un'holding di capitali olandesi nata nel 2002, pochi giorni fa sembrava volesse chiudere i battenti. Le aziende sono accusate di non voler investire in pubblicità sui media dichiaratamente rivolti ad un pubblico esclusivamente omosessuale per non correre il rischio d'essere targetizzati. Ma questo è un atteggiamento condiviso da chiunque conosca un minimo di strategie di comunicazione. Invece, secondo Giovanni Dall'Orto, direttore del mensile Pride (orgoglio?), 15.000 copie, il mercato italiano non è abbastanza maturo, al contrario di altre realtà europee come Francia e Spagna, appunto!
Se poi proviamo a fotografare il fenomeno politico, il quadro è davvero preoccupante. Basta ripensare al caso Buttiglione, in merito al quale sono stati numerosi ed autorevoli gli interventi. Alla fine, però, l'episodio non fu discusso seriamente in sede politico-sociale ma fu affrontato solo ed esclusivamente in sede religiosa, in rispetto di una forma di fede privata del personaggio, tollerando pertanto il solo professor Buttiglione.
Da più di mezzo secolo le istituzioni non si battono più in difesa di quei nuclei famigliari composti da un vero padre, da una vera madre e da una giovane prole attaccata alla propria famiglia. Le sinistre mirano alla dissoluzione della famiglia tradizionale e nel momento in cui si distrugge la famiglia si distrugge l'Uomo e, distrutto l'Uomo, è distrutta la società. Non si pensi però che la politica "pro-gay", cioè una politica a discapito della famiglia naturale, sia monopolio esclusivo del centrosinistra. No! Non è così, e le contraddizioni non mancano: infatti, se da una parte Pier Gianni Prosperini di Alleanza Nazionale promuove, sull'onda delle polemiche scaturite dalla decisione del governo spagnolo, una condivisibile campagna di sensibilizzazione contro i cosiddetti "matrimoni gay" e i diritti che ne derivano, fra i quali le adozioni di minorenni, dall'altra parte lo stesso partito di Gianfranco Fini ha presentato alle elezioni comunali di Merano Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, ovvero: gay liberali e di centrodestra. Il quale ha stilato una lista di nemici: tra di essi compaiono l'attuale Papa Benedetto XVI, i giornalisti de "Il Borghese" (anni '70), naturalmente Forza Nuova (non poteva mancare), lo psicologo Gerard Van De Aardweg e, un po' a sorpresa, Riccardo Illy, colpevole, in qualche modo, di aver riconosciuto l'importanza della famiglia naturale.
Il divorzio che smembra le famiglie, l'aborto istituzionalizzato che è l'assassinio d'innocenti, la pornografia che è ovunque ad esaltare l'adulterio, la droga che castra i nostri figli ed infine le modernissime "famiglie omosessuali", legalmente riconosciute, con pari diritti se non più di una vera famiglia, normale! Così questa società modernista sfascia la famiglia tradizionale e tutto ciò che essa rappresenta. Una vera e propria dissoluzione coatta.
Detto questo, forse qualcuno si domanderà: «Ma che male c'è nei "matrimoni gay"? Si vogliono bene. Non sono persone come noi?» In realtà, sì e no. Primo: l'omosessuale, come lo stupratore, il pedofilo e così via, sono soggettivamente gratificati dalle loro azioni sessuali disordinate, ma si tratta oggettivamente di situazioni di deviazione e d'alienazione; molte deviazioni nascono dal conflitto fra il pensiero e la realtà, ed in ogni caso l'omosessuale, pur essendo condizionato da un punto di vista emotivo, ha in sé quella libertà della volontà che gli consentirebbe di resistere all'inclinazione disordinata e d'essere padrone dei propri atti.
Secondo: attenzione a non cadere nel tranello, il cosiddetto "matrimonio gay" vuol dire anche pari diritti con le coppie normali o, se si preferisce, eterosessuali. Vale a dire il diritto alla casa senza distinzioni a discapito delle famiglie tradizionali. Reversibilità della pensione, assistenza sanitaria e successione, senza considerare che queste coppie contro natura, se riconosciute legalmente, comunque non possono procreare e quindi i figli cresciuti dalle coppie normali dovrebbero in futuro pagare la pensione, consentite la provocazione, alle "vecchie checche".
E il diritto d'adozione? Vogliamo considerare per un attimo le naturali esigenze del bambino? Andiamo allora al nocciolo della questione. Il matrimonio o è sacro o non è altro che un contratto. Giusto? In entrambi i casi non sono accettabili matrimoni omosessuali. Senza nemmeno considerare la possibilità di sacralità, se contrattuale, il matrimonio deve assicurare benessere, prosperità, discendenza, contribuire alla crescita di un popolo... Pertanto, le unioni omosessuali non possono, pare ovvio, rispondere al fondamento stesso del contratto matrimoniale. Senza parlar di forma, norma, educazione...
Non bisogna essere dei geni per percepire la reale crisi famigliare: la stessa società è in crisi di valori o, per meglio dire, è gravemente malata. Professori, politici, filosofi, una marmaglia di progressisti ed improvvisati santoni si divertono a trovare una cura senza voler capire quali sono le reali cause della malattia. Di fatto, questi mostri non fanno altro che aggravare la situazione, anziché risanare, contribuiscono a sviluppare tendenze sovversive contro la famiglia, trascinando l'Uomo in una crisi ancora più profonda. Con la pornografia, che crea dipendenza e disorienta sessualmente. Il problema non è solo morale, ahimè! Un sistema ricco che sfrutta non solo la prostituzione di donne e uomini. Molti potrebbero dire: «Che c'è di male in questo genere di pubblicazioni?» Domandiamoci invece a chi fanno male, e ne scoveremo il male! Fanno male a chi si sottopone, più o meno volontariamente, alla visione di queste porcherie, alle giovani generazioni, demolendo di fatto i valori trasmessi dalla famiglia. Viene da dire: «Ma vai a puttane!» (che è meglio). Infatti, la pornografia propone una visione distorta del rapporto, sessuale e non, tra uomo e donna. Orge, sesso orale, anale, omosessuale, misto, e altri orrori. La pornografia è propaganda anti-famiglia, da qui nascono le inclinazioni sessuali disordinate degli individui (manie sessuali, pedofilia, ecc.), infatti esalta l'infedeltà presentando un mondo "felice" di uomini e donne traditori e maniaci, minando così il tessuto sociale reale. È doveroso informare chi ancora non è a conoscenza di questo demoniaco piano contro la famiglia naturale. Attaccano la famiglia perché è il nocciolo duro, auto rigenerante, l'ultima barriera al mondo moderno.

di Lanterius.


Inserito da DDS il 24-VI-2005 - Fonte: Pavia Tricolore