NOTIZIE - INTERVENTO ALLA CAMERA DELL'ONOREVOLE SERENA, DI ALTERNATIVA SOCIALE, RIGUARDO AL MANDATO DI CATTURA EUROPEO

Camera dei Deputati, 11 aprile: sunto dell' intervento dell' Onorevole Antonio Serena, di Alternativa Sociale, contrario al mandato di cattura europeo:

Negli ultimi mesi abbiamo sollevato una forte protesta contro il vento da gulag che soffia su tutta la Comunità Europea a causa dei pericoli insiti nella proposta di mandato di cattura europeo. Contro tale proposta, oltre alla nostra voce, si è sollevata un'opposizione da parte di vari ambienti come quello cattolico e quello degli studiosi di scienze giuridiche e costituzionali.
Molti sono i capitoli della proposta di legge sul mandato di cattura europeo assolutamente anomali dal punto di vista giuridico e logico: il punto più sconvolgente è che, in base alla nuova normativa, chiunque potrà essere estradato su richiesta dell'autorità giudiziaria di uno qualsiasi degli Stati membri anche per fatti commessi nel territorio dello Stato di cui è cittadino. L'aspetto aberrante è che si potrà venire estradati anche se l'azione giudicata illecita per quello Stato è perfettamente lecita per lo Stato di cui siamo cittadini. Ne consegue il paradosso che una persona possa essere contemporaneamente processato da vari Stati per un reato che non esiste nel suo. Altro paradosso sarà che il cittadino europeo oltre che della legge nazionale sarà tenuto ad avere obbligatoria conoscenza anche di tutte le leggi dei 25 Stati dell'Unione (e forse, in futuro, anche di quelle di Turchia e Israele), visto che la legge non ammette ignoranza.
La proposta di decisione quadro non prevede alcuna riserva per quel che riguarda i reati politici o d'opinione; la garanzia costituzionale risulta così abrogata. Anzi, proprio i reati d'opinione sono il principale obiettivo della decisione quadro comunitaria. Si consideri, poi, la condizione di una persona prelevata dalla sua terra e spedita ad affrontare un sistema giudiziario di un paese di cui non conosce la lingua, dove non ha parentele o conoscenze e dove gli risulterà difficile perfino intendersi con l'avvocato difensore. Il tutto sotto la minaccia di altri trasferimenti verso paesi ignoti e sotto il peso di altri, sempre ignoti, capi d'accusa. Il suo processo, in un paese che lo ignora, si svolgerà nella totale assenza di notizie per l'opinione pubblica e qualsiasi prepotenza rimarrà nell'ombra. Risulterà, inoltre, difficilissimo per chi non abbia dovizia di mezzi avvalersi delle possibilità di ricorso o di impugnazione oggi offerte a tutti i condannati.
Già oggi il cosiddetto Stato democratico, quando si voglia liberare di un cittadino scomodo, lo accusa di qualche reato e lo costringe poi (dopo aver speso cifre altissime per la difesa, aver leso la sua rispettabilità e, spesso, aver perso lavoro e famiglia) ad aspettare anche venti anni una sentenza che nel 90% dei casi è assolutoria.
La situazione attuale in Italia non è differente dal secolo scorso quando il poeta Giovanni Pascoli scontò 4 mesi di carcere per una sua poesia o quando nel dopoguerra Giovanni Guareschi scontò un lungo periodo in carcere per un articolo contro Alcide De Gasperi. Le leggi sulla diffamazione, sull'apologia di Fascismo, sulla ricostituzione del Partito Fascista e la famigerata Legge Mancino limitano già gravissimamente le libertà d'opinione. Ciò che rimane della proclamata libertà d'espressione se ne va tramite il controllo totale della stampa e dei mass media in mano all'apparato di potere che occultamente violenta le capacità di valutazione dell'opinione pubblica. Di fatto per chi esprime punti di vista diversi da quelli in auge non c'è spazio di parola né libertà di stampa. Così il regime, portatoci dai carri armati americani, si protegge e si perpetua nei decenni.
In questo quadro, già degradato dal punto di vista della libertà, è chiaro che il mandato di cattura europeo è stato studiato solo per la repressione ideologica e politica, per eliminare ogni forma di dissenso e non solo per imporre, ma anche per rendere indiscutibili le scelte e i valori che, dall'alto, si vorranno adottare e imporre.
Il risultato finale quale sarà? Sarà quello di aver privatizzato la repressione politica (come già oggi avviene nei vari TPI sponsorizzati e finanziati da Gorge Soros). Alla fine avremo certamente a che fare con un disastro; ma sarà tutto più apparenza che sostanza, perché gran parte della sostanza già mancava. Per contro, la situazione sarà chiara a tutti: repressione del dissenso, omologazione, terrore, nuovi gulag. E ciò porterà dei vantaggi, non sarà più possibile fingere di essere l'opposizione: quale opposizione, infatti, se gli oppositori già saranno tutti stati annientati? Chi sarà sulla breccia, in libertà e in attività, vorrà dire che sarà connivente con la situazione, un manutengolo del regime.
In breve, non sarà più possibile giocare alla democrazia, ed il gioco che si dovrà fare, se si vorrà continuare a giocare, sarà il gioco della dittatura: uomini del regime di qua, onnipresenti, osannati, ricercati dai mass media, habituées della tv, prezzolati; uomini dell'opposizione di là, zittiti, oscurati, diffamati, respinti da tutti, in miseria. Per noi uomini liberi cambia poco ed in meglio. Noi nella seconda categoria ci siamo sempre stati. Avremo magari qualche compagno in più.


Inserito da DA il 13-IV-2005 - Fonte: Forza Nuova