|
Uno
degli ormai abituali attacchi a Forza Nuova (per leggerlo,
cliccare sull'immagine), pubblicato da "Il
Lunedì" il 5 febbraio 2007 e da "La Provincia
Pavese" il 7 febbraio, a firma di Paolo Fornelli
(Segretario Provinciale del PdCI), Irene Campari
(Indipendente di sinistra, Consigliere Comunale a Pavia),
Pablo Genova (Segretario Cittadino del PRC) e Flavia Fulvio
(Italia dei Valori), ci fornisce lo spunto per ricordare a
tutti le nostre battaglie ed i nostri principi. A seguire,
la risposta del Coordinatore Provinciale di Forza Nuova,
pubblicata da "Il Lunedì" il 12 febbraio 2007, ma
non da "La Provincia Pavese".
Intervengo a seguito della avvelenata lettera pubblicata da questo giornale in data 5 febbraio a firma di Irene
Campari, consigliere comunale di Pavia, ritenendola un attacco gratuito a Forza Nuova ed al suo Segretario Nazionale.
Voglio innanzitutto rassicurare la preoccupatissima scrivente: nessuna delle pericolose trame eversive che la sinistra è solita attribuirci è in atto a Pavia. Il tanto esecrato incontro con Roberto Fiore, avvenuto a Pavia nel pomeriggio di sabato 27 gennaio, altro non era, infatti, che un incontro pubblico, aperto ai giornalisti ed al contributo di chiunque ritenesse opportuno partecipare. Forza Nuova non ha nulla da nascondere: Roberto Fiore, Segretario Nazionale, ha semplicemente incontrato gli attivisti e simpatizzanti pavesi del Movimento, in occasione
dell'apertura della campagna di tesseramento per l'anno 2007, esprimendo il desiderio, legittimo, di aprire in tempi brevi una sede anche nella nostra città. Nulla di così
"pericoloso", mi pare. Ci spieghi piuttosto la scrivente per quale motivo, ed in base a quali norme giuridiche, si permetta di esprimere giudizi riguardo alla legittimità delle iniziative organizzate da un partito legalmente riconosciuto, sempre assolto dalle periodiche e strumentali accuse di
"ricostituzione" od "apologia", e che vanta svariati esponenti
all'interno delle istituzioni, anche, a livello locale, nella nostra provincia, eletti tramite regolari e democratiche elezioni, espressione perciò della volontà popolare. Sappia che non siamo disposti ad accettare paternali riguardanti veri o presunti nostri riferimenti a sanguinose dittature passate da chi, ancora oggi, si richiama direttamente ed esplicitamente al comunismo, responsabile, ovunque ed in qualunque forma si sia manifestato, di crimini tanto efferati ed evidenti da non rendere necessaria, in questa sede, una loro dettagliata enumerazione.
Ci spieghi, poi, come possa essere definita "nefasta"
l'attenzione nei confronti delle famiglie italiane che ha sempre caratterizzato la politica di Forza Nuova. Può dunque definirsi nefasta una politica che si impegni a risolvere la drammatica crisi demografica che interessa da decenni il nostro Paese mediante provvedimenti che incentivino la natalità e privilegino i circa 10 milioni di coppie italiane con figli? Solo occhi accecati
dall'ideologia possono non riconoscere nella famiglia tradizionale, depositaria, attraverso le nuove vite che genera, del futuro del nostro popolo,
l'autentico fulcro della società. Una categoria, quella delle famiglie con figli, che deve sostenere ingenti spese per la crescita e
l'educazione dei figli, ma che risulta sempre meno tutelata, a favore di unioni
"atipiche" numericamente pressoché irrilevanti e - statisticamente - più agiate, anche perché svincolate
dall'obbligo del mantenimento della prole. Può definirsi nefasta, a questo proposito, la convinzione che, al fine di garantire il sereno ed equilibrato sviluppo
dell'identità sessuale di un individuo, siano necessari una madre ed un padre?
Al di là dei facili sofismi cui si è lasciata andare la scrivente nella lettera in oggetto, il nostro impegno per la promozione di una figura femminile più vicina alla vita famigliare e domestica non prescinderà mai dal rispetto e dal libero arbitrio della donna: come è facile immaginare, anche la gran parte delle mogli dei nostri militanti lavorano. È tuttavia nostra ferma convinzione che uomo e donna abbiano per natura ruoli e prerogative distinte, che, ove possibile, riteniamo debbano essere riconosciute. Può definirsi nefasta, poi, la volontà di riconoscere e regolamentare, tramite precisi trattati come il Concordato del 1929, il fondamentale ruolo spirituale, sociale, civilizzatore, che la Chiesa Cattolica ha svolto nel nostro Paese negli ultimi due millenni? Ruolo che continua a svolgere, se è vero -
com'è vero, recentissimi sondaggi alla mano - che l'88% della popolazione italiana si definisce cattolica. In un periodo storico come questo, caratterizzato da frequenti polemiche riguardanti il ruolo della Chiesa
nell'ambito della nostra società, dalla profonda crisi spirituale del mondo occidentale, e dalla non remota possibilità di
un'invasione islamica alle porte, riteniamo che una proposta come questa sia di estrema attualità.
Credo che, al di là degli steccati ideologici imposti dalla
"politichetta" nostrana e della vetusta ed abusata
"pregiudiziale antifascista", chiunque potrebbe riconoscere in queste nostre idee quello che è il
"sentir comune" del popolo italiano. La lettera della Professoressa è di fatto, dunque, un processo alle nostre opinioni imbastito per fini politici,
nient'altro. Ritengo tuttavia che questo atteggiamento ostile nei nostri confronti sia dettato solo da infondati pregiudizi: invito perciò la Professoressa Campari a presenziare alla presentazione libraria che terremo venerdì 16 febbraio alle ore 21:00 presso la Sala
dell'Annunciata, a Pavia, per confrontarci pubblicamente sul fenomeno
dell'immigrazione e, se lo vorrà, su quei "punti fermi" che tanto
l'hanno "sorpresa".
Diego Di Sopra,
Coordinatore Provinciale Forza Nuova. |