NOTIZIEPAVIA - NOVOPRESS ITALIA INTERVISTA LA REDAZIONE DI PAVIA TRICOLORE

Parliamo di come nasce "Pavia Tricolore", come movimento, se così si può dire, e della sua storia sino all'approdo in Forza Nuova.
"Pavia Tricolore" nacque, senza troppe pretese, in un momento particolarmente difficile per la destra radicale pavese, che, tra ostacoli di varia natura e pesanti defezioni, si trovava a subire un lento e progressivo processo di "atomizzazione": gruppi sempre meno coordinati tra loro, singoli camerati che, non disponendo di informazioni riguardo alle attività degli altri, abbandonavano, a malincuore, ogni tipo di attività militante. L'esigenza era, dunque, quella di creare un punto di incontro per tutte queste forze, che, isolate, rischiavano di andare perdute. "Pavia Tricolore" non è mai stato un movimento, ma semplicemente un sito internet, nato per compensare questa grave mancanza d'informazione. Le iniziative culturali e politiche della destra radicale pavese non trovavano infatti nessuno spazio sui giornali locali, se non per essere sminuite o, peggio, calunniate; insomma, quello che accade tutt'ora un po' in tutta Italia. "Pavia Tricolore", ponendosi come punto d'incontro, riuscì a riunire attorno a sé un fedele gruppo di lettori e collaboratori che, con il tempo, divenne un gruppo di amici, uniti ed accomunati dalle attività militanti che andavano organizzandosi anche grazie al sito ed alla sua funzione informativa. Una nuova fase si aprì per il sito quando, a più di due anni dalla sua nascita, cementati da tempo i legami della piccola comunità che ne gestiva la redazione e preso atto dell'appartenenza di tutti i collaboratori del sito a Forza Nuova, sembrò logico e doveroso ufficializzarne l'appartenenza politica, senza tuttavia abbandonare i presupposti di aggregazione giovanile e di trasversalità che hanno caratterizzato il progetto sin dai suoi inizi.

Il sito "Pavia Tricolore" (in linea dal marzo 2002) ha una grafica essenziale, pulita ed esteticamente impeccabile; contiene rubriche in continuo aggiornamento con elementi originali e storie piccole e grandi spesso sconosciute ai più. Come si realizza, dunque, "Pavia Tricolore" dal punto di vista virtuale e quanto tempo viene ad esso dedicato?
Negli ultimi anni, anche grazie a nuove collaborazioni, in particolare quella dell'attuale webmaster, c'è stato un evidente salto di qualità: la grafica, volutamente pulita e lineare, è migliorata di pari passo con i contenuti del sito. In realtà, il lavoro da fare è ancora molto: si sente l'esigenza di aggiornare con più frequenza il sito e si cercano sempre nuove soluzioni per fornire un migliore servizio agli utenti. Ci sono molte idee in cantiere, ma il tempo non basta mai. La redazione di "Pavia Tricolore" è composta infatti da gente comune, lavoratori e padri di famiglia, che dedicano il tempo che hanno a disposizione innanzitutto alla militanza. Il nostro sito internet non è dunque un fine, ma un mezzo: i collaboratori di "Pavia Tricolore" sono innanzitutto militanti di Forza Nuova, e come tali hanno ben presenti le naturali priorità legate al ruolo che si sono ritagliati all'interno del Movimento, priorità che partono dalla militanza nelle strade, per poi approdare, solo in un secondo momento, alla militanza telematica, fatta di informazione sulle attività svolte e su quelle future, ma anche di ricerca storica e di formazione politica. A periodi di intensa attività militante, come quello che stiamo attraversando, corrisponde dunque, in genere, il fisiologico rallentamento negli aggiornamenti del sito. Parlando di "scelte editoriali", quello che ci ha sempre contraddistinti è stata l'attenzione al nostro territorio, alla sua storia, alle sue tradizioni, ed alla sua vita politica. Importante è sottolineare, inoltre, come ognuno dia il proprio contributo al sito in base alle proprie competenze ed ai propri interessi personali, in una gerarchia di ruoli che, nel tempo, si sono fatti sempre più precisi. Mentre i più giovani ed attivi si occupano degli aspetti più propriamente militanti, altri, che per vari motivi non possono seguire con la stessa assiduità le iniziative proposte da Forza Nuova, si occupano infatti di ricerca storica e di produzione politico-culturale.

Quanto è importante la risorsa internet per un movimento politico e quali, a tuo avviso, le accortezze per non cadere nella militanza meramente telematica?
Per un piccolo partito, con poche risorse economiche, internet è un'ottima opportunità che permette, a basso costo, l'accessibilità ad un canale di comunicazione giovane e veloce. Meno importante è per i grandi partiti che facilmente possono occupare spazi televisivi o contare sull'appoggio dei giornali. Se per molti giovani il ricorso al "virtuale" è spesso una vera e propria fuga dalla realtà, per noi, al contrario, internet non è altro che uno strumento di accesso al reale. Se utilizzato nella maniera giusta, internet fornisce l'opportunità di accedere ad informazioni difficilmente acquisibili tramite i media "di regime", e - come nel nostro caso - di diffondere notizie taciute dagli stessi. Internet, a differenza della televisione, dà la possibilità a chi ne fruisce di scegliere cosa guardare, quando guardarlo, e quanta attenzione prestarvi. Non per questo, tuttavia, un utilizzo errato dello strumento è da ritenersi meno pericoloso. Il singolo individuo rischia effettivamente di scivolare nel tranello della militanza "virtuale", ma una comunità viva e numerosa difficilmente si rifugerà nel mondo virtuale: l'unica regola da imporsi è quella di uscire spesso e relazionarsi con gli altri. A questo proposito, è fondamentale un'adeguata e salda formazione delle basi militanti, specie per quanto riguarda i più giovani.

Spesso alla nostra area viene rimproverata una certa scelta stilistica che alcuni definiscono lugubre: colori scuri, tratti marziali, simbologie celtiche o runiche. Quanto di questo bagaglio rappresenta eredità e quanto di esso è, invece, scelta concreta? È vero che bisognerebbe abbandonare il caro vecchio stile un po' nostalgico?
Estetica e stile sono indubbiamente concetti fondamentali per chi voglia fare comunicazione. Le scelte in questo campo dipendono dai propri obiettivi e non sono mai imposte. Per non commettere errori, è necessario porsi due indispensabili domande: a chi ci si rivolge, e quali messaggi si vogliono trasmettere. Nel nostro caso, è chiara l'impronta giovanile e movimentistica che la grafica conferisce al sito. La scelta, ad esempio, di un carattere - quello dell'intestazione e dei titoli principali - che si rifaccia all'ormai classico carattere utilizzato dall'allora Fronte della Gioventù, non è casuale, e se accostata ad una grafica pulita e moderna può veicolare un duplice messaggio: innovazione stilistica, ma anche tradizione. Uno stile che non appaia vanamente nostalgico, dunque, ma che sia immediatamente riconoscibile anche da chi della nostra "area" non ha una conoscenza approfondita.
Dando un rapido sguardo alla galassia dei siti che si richiamino in un certo modo alla "destra radicale", non possiamo fare a meno di notare la presenza di tanti siti internet davvero brutti: o ci s'impegna a migliorarli graficamente e qualitativamente, o sarebbe meglio chiuderli, perché controproducenti. Bisogna tuttavia ammettere che negli ultimi anni è maturata anche una buona produzione grafica e stilistica che ha fortemente svecchiato l'area, pur rispettando l'etichetta, se così si può dire. Una tendenza molto diffusa, e ciò fa ben sperare: lo sforzo di superare, assieme a vecchie e vuote "parole d’ordine" ed a vetusti "riflessi condizionati", anche quella sorta di "conformismo estetico" che l'area porta da tempo con sé, denota vitalità, volontà di miglioramento.

Parliamo dell'attività della sezione Forza Nuova - Pavia. Come si svolge la vita di un vostro militante? Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissi e quali strategie offrite vis-à-vis ad una fascia giovanile sempre più abbandonata a se stessa?
Come dicevamo, ogni militante o simpatizzante ha un suo ruolo: l'attività politica di ognuno si differenzia in base alle proprie attitudini e possibilità. Insomma non è uguale per tutti, anche per motivi legati all'età ed alle esperienze di ciascuno. Molti, in genere i più giovani, vivono la propria militanza con la costante presenza nelle strade e nelle piazze del nostro territorio, e di quelli limitrofi. A questo proposito, sono importanti, non solo a livello meramente politico, ma anche umano, le sinergie e le amicizie instauratesi negli anni con i camerati delle sezioni geograficamente vicine: una collaborazione ed un'amicizia rinsaldata da frequenti visite reciproche. Ciò ha determinato una crescita per tutti: scambiandosi esperienze, vivendo realtà a volte molto diverse da quella della città in cui si è cresciuti, e lavorando assieme, le possibilità di crescita si moltiplicano, ed il rischio di lasciarsi condizionare dalle tare e dai vaneggiamenti schizofrenici di un ambiente chiuso in se stesso si riduce drasticamente. Altri, spesso non più giovani, vivono invece la propria militanza tramite l'impegno "teorico", dedicandosi, spesso con ottimi risultati, alla ricerca storica, alla produzione politica per la formazione dei militanti, a scritti e pubblicazioni di vario genere. Anche questo è un aspetto fondamentale per una comunità, che non di sola piazza può vivere. L'impegno, dunque, varia in base ai ruoli naturali di ciascuno, ed è organizzato in modo che i più giovani donino alla comunità la propria energia ed il proprio entusiasmo, i più anziani la propria esperienza ed il proprio sapere. Proprio questo fa sì che i giovani, avvicinandosi a noi, si avvicinino non solo ad un gruppo umano fatto, spesso, anche di divertimento e di goliardia, ma anche alla cultura ed alla identità del nostro popolo e, nello specifico, della nostra "area". Recentemente un'inchiesta ha rilevato che il 70% dei giovani in Italia non vogliono sentir parlare di politica, ma amano i reality: questo la dice lunga sull'attuale situazione giovanile. I ragazzi che si avvicinano a noi hanno invece già dimostrato di essere migliori dei loro coetanei. Noi in cambio offriamo loro fatica, esperienza ed amicizia.

Siete sempre presenti per ricordare i vostri/nostri Caduti. Quanto è importante la memoria per l'identità di un individuo e, più in generale, di un popolo?
Quello della memoria è un aspetto importante per l'individuo quanto per il popolo. Ciò che abbiamo oggi, è il frutto della sofferenza dei nostri padri. Ciò che offriamo oggi ad un'idea, è nulla se paragonato a chi per essa seppe offrire la vita. Questo è per noi uno sprone: per imparare a donare di più, imparare a rinunciare ogni giorno ad una fetta del nostro riposo e della nostra futilità a favore di qualcosa di più grande. Ed, assieme, è per noi un "memento": chi è caduto, è caduto anche per noi, per insegnarci che i giorni che ci sono concessi su questa terra non sono illimitati, e che non è importante quanti essi siano, ma come siano vissuti. I nostri Caduti ci hanno offerto un brandello di eternità: la chiave per accedervi sta nella scelta, saper scegliere, e scegliere di combattere per una causa giusta, a costo della propria vita terrena. Quella lasciataci dai nostri Caduti è dunque un'eredità dolorosa e pesante, di fronte alla quale ci sentiamo spesso indegni, ma irrinunciabile.

Forza Nuova ha una matrice fieramente cattolica, eppure oggi molti gruppi politici preferiscono liberarsi di connotati religiosi e/o spirituali. Quali sono i tuoi commenti in merito? Il vuoto lasciato dalla distruzione sistematica di fede e spiritualità può divenire terra di conquista per religioni forti come l'Islam entrate nel nostro territorio attraverso l'immigrazione o per neo-esoterismi?
Non mi vergogno certo di essere cattolico, ma voglio precisare che Forza Nuova non è un'associazione clericale, piuttosto ha percepito sin dall'inizio l'importanza della spiritualità, anche sul piano sociale. Non solo la dissoluzione sistematica della Fede Cristiana facilita l'invasione islamica, ma snatura ed annulla l'identità del popolo italiano, e quella di tutti i popoli europei, forgiati da duemila anni di arte, di cultura, di civiltà e tradizione cristiana, a favore della non-cultura materialista imposta dal capitalismo occidentale. Una non-cultura che, in un vorticoso livellamento verso il basso, ci vorrebbe tutti uguali, da New York a Roma, fino a Pechino, schiavi di modelli imposti, di bisogni indotti e delle più bieche e bestiali pulsioni individualistiche. È questo il vero nemico non solo della nostra Fede, ma della nostra civiltà nel suo complesso. Ma pare che diversi movimenti che si rifanno ai medesimi referenti storici e culturali che sono alla base del pensiero forzanovista non abbiano colto appieno il senso di questa svolta epocale, fermandosi alla superficie, a contrapposizioni da osteria tra "baciapile" e "mangiapreti".

In molti paesi, a causa delle legislazioni repressive che limitano la libertà di pensiero e di espressione, si è abbandonato del tutto quella simbologia di cui parlavamo e si è sostituito ogni riferimento politico a fascismo e nazionalsocialismo con il concetto di identità. Cosa ne pensi? Un cambiamento del genere sarà mai possibile in Italia?
Credo che il concetto di "identità", l'eredità ancestrale su cui si basa una civiltà, il suo patrimonio di cultura e di tradizione, sia uno dei concetti cardine dell'ideologia fascista e di quella nazionalsocialista. Ma non può che racchiudere entro sé solo uno degli aspetti di queste ideologie, tralasciandone, ad esempio, le istanze sociali. È d'altra parte fin troppo ovvio che l'esplicito riferimento a determinati simboli e determinate "parole d'ordine", in Italia ma anche, e probabilmente peggio, in altri paesi europei, sia quantomeno squalificante agli occhi di una massa plagiata dai decenni di propaganda che i vincitori dell'ultimo conflitto mondiale le hanno propinato, se non addirittura pericoloso in termini legali. Parrebbe assurdo, ma i tempi sembrano non essere ancora maturi: la necessaria obiettività e la capacità di discernere tra le autentiche innovazioni politiche e sociali prodotte da quei movimenti rivoluzionari e le gravi ferite arrecate dalla guerra pare siano ancora appannaggio di pochi.

Tornando al tema tecnologico; le statistiche europee mostrano dati allarmanti sulla dipendenza dei giovani (ma non solo) da televisione, computer, videogiochi, telefonini, mentre - tra lavoro o scuola - si assottiglia sempre più la fascia dedicata al tempo libero ed alla cura dei propri interessi. Quanto è importante in politica la lotta al disagio tecnologico?
La lotta al disagio tecnologico è importantissima: sembra quasi che manchi la gioia di vivere, ma noi per fortuna ne abbiamo tanta. È fondamentale, in questo campo, imparare a distinguere i propri reali bisogni da quelle pulsioni che una sovraesposizione ai media, con l'invadenza della pubblicità e la seduzione dei modelli di successo da essi proposti, può esercitare, e che spesso spingono una persona ad indebitarsi per acquistare beni perfettamente inutili. Tra questi, telefonini dalle più svariate funzioni (ma non servivano per telefonare?), televisori, computer e videogiochi occupano un posto di rilievo. È necessario imparare a vedere gli strumenti che potrebbero renderci la vita più comoda come semplici strumenti, e non come un fine, come un obiettivo per il quale spendere il denaro che ci siamo faticosamente guadagnati con il nostro lavoro. Una tale distorsione della realtà, degna figlia dei nostri tempi, è capace di generare ogni tipo di aberrazione, dalla "baby-gang" che si lascia andare ai peggiori atti di prevaricazione per accaparrarsi, ad ogni costo, lo "status-symbol" del momento, alle persone dipendenti da "realtà virtuale", che, mortificate dall'impossibilità di raggiungere i modelli che film e carta patinata impongono loro, e non trovando in questa società la possibilità di instaurare rapporti veri, si lasciano andare alla schizofrenia, ricostruendosi un'identità perfetta (e totalmente eterodiretta) nella finzione di una chat o di un videogioco. Tutto ciò non può essere ignorato dalla politica, che, in quanto arte del governo della pòlis, del vivere comune, dovrebbe avere come scopo primario quello di garantire ad ogni individuo il sereno ed equilibrato sviluppo delle proprie potenzialità all'interno della società. In tempi come questi, da parte nostra, constatata la sproporzione tra le nostre forze e quelle di chi muove i fili della società, non possiamo fare altro che irradiare quanto più lontano ci sia possibile la forza e l'energia vitale di una comunità vera e viva, animata da principi di lealtà, di amicizia, di onore, di tradizione e di identità, senza tuttavia cadere negli eccessi opposti: quello del "microcosmo", una piccola roccaforte isolata dal mondo fatta su misura per noi, o quello della "torre d'avorio", una comunità di pochi eletti detentori della verità, entrambe forme di schizofrenia tanto quanto quelle generate dal materialismo imperante. Usciti miracolosamente dalla caverna e vista la luce, è nostro dovere tornarvi dentro, per sciogliere le catene dei nostri fratelli. Mantenersi sani e veri, ma calati nella società. È forse questo il compito più difficile che ci è assegnato.


Inserito da GFA il 27-XI-2006 - Fonte: Novopress Italia