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NOTIZIEPAVIA
- PAVIA: UN CIMITERO DI CROCI BIANCHE CONTRO L'ABORTO |
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PAVIA,
8-V-2008 - Nella mattinata di ieri, la macabra notizia del ritrovamento di un feto,
dall'apparente età gestazionale di 5 mesi, nelle fognature di Pavia, ha destato non poco scalpore: durante i lavori di spurgo presso una pompa di aspirazione della rete fognaria cittadina, infatti, un operaio ha scoperto il corpicino, lungo circa 35 o 40 centimetri. Il bambino potrebbe essere stato buttato in uno scarico di un appartamento della zona (nel rione Città Giardino) uno o forse due giorni
prima.
Questa vicenda, che ha coinvolto Pavia, è occasione - ferma restando la doverosa e rispettosa riflessione sulle cause di un gesto estremo come questo, maturato fuor di dubbio
nell'ambito di situazioni di drammatico disagio, solitudine, disperazione - per sottolineare ancora una volta il nostro radicale rifiuto verso ogni genere di pratica abortiva, e per mettere in evidenza come questa legislazione, in materia di famiglia e maternità, non fornisca alla donna
un'alternativa seria all'aborto.
In meno di 24 ore dalla terribile notizia, dunque, i militanti pavesi di Forza Nuova, con
un'iniziativa spontanea, hanno allestito sulla riva del fiume Ticino, vicino al Ponte Coperto, un cimitero di croci bianche, a simboleggiare i milioni (dai 3 ai 5, secondo stime attendibili) di vittime innocenti che
l'aborto legalizzato ha mietuto negli ultimi 30 anni in Italia, affiggendo anche uno striscione di diversi metri:
"ABORTO = OMICIDIO".
Che questo, oggi, 8 maggio, Festa della Mamma, sia spunto di riflessione per tutti, perché un figlio torni ad essere percepito come un dono, non come un fardello.

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| Inserito
da GFA
il 9-V-2008 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIEPAVIA
- ELEZIONI 2008: UN BILANCIO |
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Una cosa è
certa: Berlusconi e la Lega Nord hanno vinto le elezioni, mentre il PD di meglio non poteva veramente fare. Indiscutibile e sorprendente è invece la sconfitta dei comunisti in Italia, che segna un vero cambiamento politico. Questo, in sintesi, è il risultato oggettivo di queste ultime elezioni politiche.
Adesso però veniamo a noi. Innanzitutto, la scelta, senza
dubbio coraggiosa, di correre da soli era l'unica possibile,
nonché largamente condivisa da tutta la base militante. Forza
Nuova infatti, per la prima volta, si è presentata agli
elettori con il proprio simbolo ed il proprio leader, Roberto Fiore, in una competizione elettorale nazionale, cosa non da poco se si pensa ai modesti mezzi
economici a disposizione del Movimento ed al pressoché
totale boicottaggio dei media. Considerando poi che Forza
Nuova, probabilmente l'unica formazione costretta a
raccogliere migliaia di sottoscrizioni per presentare le
proprie liste, era presente con il proprio simbolo solo su
due terzi del territorio nazionale, con l'esclusione, per
vari motivi, di importanti circoscrizioni come Lombardia 1
(con Milano) e l'intero Piemonte, il superamento, in un
quadro di estrema polarizzazione del voto, della soglia dei 100.000
consensi, pur non essendo un risultato eclatante, non ci
lascia certo del tutto insoddisfatti. Lo 0,3% nazionale
ottenuto, alla luce dell'assenza di Forza Nuova dalle
suddette circoscrizioni, diventa dunque di fatto uno 0,5%.
Interessante è notare come sui territori dove la presenza
forzanovista è più capillare, il Movimento sfiori l'1%,
come per le province di Piacenza, Lodi, Ancona o
Chieti. Mentre in provincia di Pavia, per guardare un po' in casa nostra, con poco meno di 2.000 voti
Forza Nuova raggiunge lo 0,5%. Un risultato al di sotto
delle nostre aspettative, se si pensa alla costante presenza sul
territorio dei nostri militanti, ma comunque confortato dai
risultati ottenuti nei comuni dove più frequenti sono state
le nostre attività, dove le nostre liste sfiorano, ed a
volte raggiungono, il 2% (Pieve Porto Morone, 1,7%; Badia Pavese,
1,8%; Monticelli Pavese 1,6%; Filighera 2,0%)
Per quanto riguarda Gambolò, comune di oltre 9.000 abitanti dove
Forza Nuova era in corsa anche per il Comune, registriamo
uno 0,5% alla Camera, percentuale quasi raddoppiata per
quanto riguarda le amministrative.
Nel trarre delle conclusioni dai dati sin qui esposti non
possiamo che fare eco a quanto sostenuto dalla Dirigenza
Nazionale: gli italiani hanno dato un mandato ampio a Berlusconi ed alla Lega sulla base di valori ed analisi che Forza Nuova ha prefigurato già nel
1997, ovvero la lotta all'immigrazione, la protezione dell'economia nazionale e
gli aiuti alle famiglie, da sempre pilastri della politica forzanovista.
Il ruolo di Forza Nuova sarà quello di sentinella del popolo in una fase gravissima della storia nazionale. Saremo il punto di riferimento agile e combattivo nella difesa degli italiani e, tra di loro, dei più deboli: bambini, anziani, poveri, famiglie numerose.
Il Movimento deve continuare ed accentuare il radicamento nel territorio ed accorpare i migliori uomini e donne del popolo per spostare
l'asse politico verso un ulteriore e sano posizionamento:
nazionale, tradizionalista e sociale.
In alto, Roberto Fiore e Diego Di Sopra presentano i
candidati pavesi alla Camera ed al Senato a Voghera, sabato
22 marzo.
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| Inserito
da GFA
il 22-IV-2008 - Fonte: Pavia Tricolore |
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NOTIZIE
- PROCESSO NUOVE BR: FORZA NUOVA PARTE CIVILE |
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In
un quadro politico che vede, dopo 60 anni, la sinistra
relegata al rango di forza extraparlamentare, si fa concreta
la possibilità di un tardivo e livoroso "ritorno alla
piazza" delle sue frange più estreme, probabilmente
dimentiche degli atroci lutti e delle infauste conseguenze
politico-sociali che la cosiddetta "strategia della
tensione" portò con sé solo pochi decenni fa. Ed i
primi segnali sono comparsi, manco a dirlo, la notte in cui
il risultato elettorale cominciava a farsi concreto, con l'imbrattamento
- nemmeno il primo, per dirla tutta - della serranda della
sezione pavese di Forza Nuova, che l'utile idiota di turno
ha pensato bene di istoriare con parole provocatorie
riferite a veri o presunti - non ci è dato saperlo -
episodi di contrapposizione che si sarebbero verificati nel
recente passato a Pavia. Episodio sicuramente di poco conto,
ma da non sottovalutare, se inquadrato nel contesto dei
continui attacchi subiti da Forza Nuova nell'arco
dell'ultimo anno solare, alcuni dei quali molto gravi, come
la bomba ad alto potenziale esplosa nella sede romana di via
Nisco, o l'attentato incendiario subito dalla sede padovana
del Movimento, cui si riferisce l'articolo a seguire.
Sì alla costituzione di parte civile del professor Pietro Ichino e di Forza
Nuova, no alla richiesta avanzata dal quotidiano "Libero". Lo hanno deciso i
giudici della prima Corte d'Assise di Milano nell'ambito del processo a carico
di 16 presunti appartenenti al Partito Comunista politico-militare, le
cosiddette nuove BR. Secondo i giudici Forza Nuova, che subì un attentato, e
Ichino, indicato come possibile obiettivo, subirono danni effettivi. Secondo i
magistrati, il giuslavorista Ichino ha subito un danno in relazione alla sua
libertà di movimento e autodeterminazione; lo stesso per Forza Nuova, che
ha subito danni risarcibili per l'attentato che colpì la sede padovana della
formazione politica di estrema destra. Il quotidiano di Vittorio Feltri, invece,
secondo i giudici era sì un obiettivo dei terroristi, ma da questo fatto non
sono derivati danni effettivi.
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| Inserito
da GFA
il 22-IV-2008 - Fonte: tgcom.it |
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NOTIZIEPAVIA
- BADIA: FORZA NUOVA CRITICA LA ROTONDA |
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È ormai la
rotonda della discordia. Ed è anche il tema che sta
mettendo centrodestra contro centrodestra: il gruppo
d'opposizione in Consiglio Comunale di Badia Pavese contro i
vertici della Provincia di Pavia. Si tratta della rotonda
tra via Roma, via Marconi e via Monticelli, che appare come
troppo ingombrante, tanto che si devono deviare persino i
pullman. L'argomento ha tenuto banco più volte anche in
Consiglio Comunale.
La scorsa amministrazione comunale, all'epoca dei fatti,
aveva ottenuto dalla Provincia di Pavia l'impegno a
contribuire economicamente alla modernizzazione della
strada, dato che due delle vie interessate sono della
Provincia. E indicativamente si parlava di un contributo di
20.000 Euro. Qui a Badia si sostiene che, in realtà, quel
contributo non si sia poi visto. Così ci ha pensato il
Comune a realizzare tutti i lavori, mentre il progetto
risulta essere stato presentato ed approvato dalla
Provincia. Ma a qualche settimana dalla realizzazione hanno
iniziato a lamentarsi diversi cittadini. L'opera sembrava,
infatti, difficoltosa da attraversare, ed i pullman
rischiavano di incastrarsi mentre la passavano.
«Fare quella rotonda - sostiene Diego Di Sopra, consigliere
comunale di Forza Nuova - è stato un errore. Per noi è lì
da vedere: l'afflusso di traffico non giustifica una rotonda
in quel punto e la linea Pavia-Monticelli è stata deviata
perché i pullman non riescono più a passare. A seguito di
un convegno presso il Comune di Badia con i tecnici si è
deciso di modificare la rotonda con un intervento,
preventivando 3.000 Euro di spesa che la Provincia vorrebbe
far pagare al Comune di Badia, quindi alla collettività,
senza prendere in considerazione il fatto che il progetto fu
approvato dalla Provincia stessa. Da cui non siamo ancora
riusciti ad ottenere nulla».
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| Inserito
da GFA
il 22-IV-2008 - Fonte: La Provincia Pavese |
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NOTIZIEPAVIA
- UNA STATUA DI SCAPOLLA ABBANDONATA AL CASTELLO |
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«Ma Giuanin, ta
m'è nanca fat un Fascio ai pè d'la statua!». A parlare è
il Podestà di Pavia, dopo aver notato che la statua
commissionata dal Regime Fascista allo scultore pavese
Scapolla mancava di un vero segno che ne attribuisse un
connotato politico. Ma ancor più interessante è la
risposta dell'artista: «Oh già, mi fo al Fascio, che insì sa duman al
Fascismo al borla giù, la statua la m'resta in t'al göb! Almen insì la
va ben par tüt!». Ma l'artista non avrebbe mai pensato a
che triste destino sarebbe andata incontro la sua opera.
Nato a Pavia nel 1908, Giovanni Scapolla, allievo
dell'Accademico Adolfo Wildt, fu uno dei maggiori scultori
del panorama pavese. Tra le sue opere più conosciute, la
statua della Lavandaia, a Pavia, in Borgo Ticino. Ma l'opera
di cui ci occupiamo è la scultura ai Martiri Fascisti,
commissionata all'artista in occasione del restauro di Santa
Maria delle Cacce (adiacente alla scuola media Franchi Maggi),
ad opera di Carlo Emilio Aschieri, in occasione della visita
di Benito Mussolini a Pavia (3 novembre 1936), quando
vennero commemorati i caduti pavesi della Rivoluzione
Fascista degli anni '20.
Scultura di rara bellezza, è formata da tre figure che
rappresentano i tre momenti fondamentali dell'avvento del
Fascismo al potere: l'umiliazione dei combattenti al termine
del primo conflitto mondiale, la morte durante il biennio
rosso e la conquista finale del potere. Una sorta di
"pietà laica" di forte impatto emotivo. Che oggi
giace impietosamente abbandonata nei cortili del Castello
Visconteo, dove venne portata al termine del Regime.
«Credo sia indecoroso, anche alla luce dello scandalo che
ha portato all'esclusione di Pavia dall'itinerario
longobardo dell'Unesco. Una delle chiese più antiche della
città giace ormai in uno stato di completo abbandono,
colpevole di aver avuto, in una piccolissima parte della sua
esistenza, un connotato politico». È il commento di
Giacomo Artuso, giovane esponente di Forza Nuova, che ha
organizzato un interessante incontro sull'architettura
fascista a Pavia. Città che non ha saputo preservare una
delle sue più belle opere da un ingiustificato abbandono.
Non c'entrano vincitori e vinti, è solo la cultura a
perderci.
di Riccardo Azzolini.

Sopra, da sinistra: un'immagine di Santa Maria delle
Cacce al termine dei restauri, con la nicchia dove era
sistemata la statua; un'immagine del bozzetto in gesso che,
non ancora pronta la definitiva statua in bronzo, accolse
Benito Mussolini all'ingresso della chiesa, il 3 novembre
1936; lo stato in cui versa oggi la statua, abbandonata nel
cortile del Castello Visconteo, esposta alle intemperie,
immersa in uno spesso strato di rovi e fogliame e
vistosamente fratturata in più punti.
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| Inserito
da GFA
il 27-II-2008 - Fonte: Il Settimanale Pavese |
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