STORIALOCALE - UNA VALOROSA FIGURA PAVESE: PEPPINO FRANCHI MAGGI

Nella nostra storia contemporanea, un posto di particolare rilievo assume la I Guerra Mondiale. Un conflitto duro, estremo, che ha visto la nostra amata Patria offrire in eterno sacrificio la vita di moltissimi italiani e, com'è ovvio, tra questi figuravano molti cittadini pavesi. Tra i numerosi caduti si erge a mirabile esempio l'eroica figura del Tenente Peppino Franchi Maggi, prematuramente scomparso in Francia sulle trincee che lui stesso presidiava con il suo valoroso spirito di dedizione per la causa. A distanza di anni, lo vogliamo ricordare come fulgido esempio per tutti coloro che si rifanno all'idea immortale di Patria. Brevemente, date le fonti, ma intensamente nel pensiero, ne onoriamo il ricordo perpetuo.
Peppino Franchi Maggi nacque il 15 settembre 1890 a Pavia, dall'Ing. Emilio e da Bianca Castrati. Studente nelle scuole medie a Pavia, entrò a soli 17 anni, all'Università, nella facoltà di matematica. Passato poi al Politecnico di Milano, si laureò ingegnere nel 1912. Pur attendendo alla libera professione in Pavia, fu assistente di topografia e poi di costruzione ponti presso il Politecnico anzidetto. Chiamato alle armi nel maggio del 1915 col grado di Sottotenente (16ª Compagnia mobilitata del I° Reggimento Genio), nell'agosto successivo, sul fronte trentino, venne gravemente ferito ad un braccio. Egli trovò tuttavia modo di riprender subito il suo posto di combattimento nel Trentino ed in Carnia. Promosso Tenente, e poco dopo colto da tifo, restò sino al marzo 1917 inabilitato al servizio. Rimandato poi, dietro sua richiesta, al fronte, fu successivamente in Carnia, sul Vodice e sulla Bainsizza. Nell'aprile 1918, partito per il fronte francese col 2° Corpo d'Armata, partecipò alla seconda battaglia della Marna e, per una ricognizione nel bosco di Coutron, ottenne la Croce di Guerra italiana e francese. Dopo breve licenza trascorsa in famiglia, ritornò infine in Francia per cadervi gloriosamente, sul fronte di Pont-Arcy il 29 settembre 1918. Ebbe, per l'estremo suo sacrificio, la Medaglia d'Argento, commutata poi in Medaglia d'Oro, con il seguente bollettino: «Già rimasto mutilato nel coraggioso tentativo di tagliare un reticolato nemico, tornò volontario alle prime linee, dove anche nelle più difficili situazioni fu costante esempio di patriottismo e di valore. In una particolare circostanza in cui prima di lanciare all'inseguimento le truppe della divisione, al cui comando egli era addetto, urgeva verificare se, come da voci corse, le fronteggiate posizioni erano state dalla difesa realmente abbandonate, con impareggiabile serenità si offrì per eseguire la pericolosa esplorazione attraverso ad una larga zona completamente scoperta ed esposta alle offese. Raggiunto, alla testa di pochi uomini e senza che il nemico desse segno di vita, l'argine di un canale che solo ormai lo separava dalla linea sospetta, ed accortosi che i suoi uomini, di fronte al sempre più incombente pericolo, esitavano ad esporsi ancora per continuare ad avanzare, dopo aver rivolto ad essi parole incitatrici, con atto di fulgido eroismo si drizzò da solo sull'argine stesso per trascinarli innanzi coll'esempio. Investito immediatamente da una scarica di mitragliatrici postate a brevissima distanza, svelò col glorioso sacrificio della vita la presenza del nemico, scongiurando per le nostre truppe il rischio di cadere, nell'avanzata allo scoperto, sotto l'improvvisa azione avversaria».
La figura di Peppino Franchi Maggi è tutt'oggi ricordata in via Sacchi, rappresentata da un bassorilievo in bronzo dominato da una grande aquila e da un letto di rose con epigrafe sottostante riguardante le gesta eroiche del giovane tenente pavese.


Inserito da EAR il 5-XII-2006 - Fonte: Pavia Tricolore