SPECIALEELEZIONI - INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIAMMATTEO RONA

Perché ha deciso di candidarsi, e qual è l'obiettivo prioritario della sua lista?
L'obiettivo primario è senza dubbio quello del risveglio delle coscienze di chi si è addormentato sotto il giogo addomesticante dell'inganno istituzionalizzato. Il Comitato per Pavia, del resto, del quale sono stato co-promotore, nasce nel 2000 per germinazione spontanea dall'incontro di alcuni cittadini ancora vigili di fronte al malcostume della politica, desiderosi soprattutto di fornire un apporto costruttivo per identificare le soluzioni percorribili ai problemi percepiti dai cittadini come prioritari. Il degrado urbano e la diffusione della microcriminalità stavano già superando il livello di guardia sotto il lassismo dell'amministrazione. Il Comitato si è da subito proposto come contenitore nuovo nel panorama politico tradizionale, come modello trasversale per la propria natura non ideologica e non partitica. La politica politicante è oggi ormai solidamente proiettata nella direzione dell'auto-conservazione. A Pavia l'amministrazione, cresciuta alla scuola dei partiti, è sfacciatamente protesa alla gestione del potere più che all'interesse dei cittadini. La mia candidatura in questo senso nasce, prima che su un programma amministrativo, come presa di coscienza delle forme degradate della politica, come reazione forte che ha il coraggio di misurarsi con l'arroganza del potere, che è tale nella misura in cui è finalizzato alla spartizione delle poltrone e coinvolto nella sola difesa dei propri interessi. La mia candidatura ha trovato il sostegno di Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini, l'unica forza non compromessa con il passato e che ha dimostrato di essere in grado di condividere con noi i temi concreti del vivere civile, che vanno dalla tutela della famiglia al diritto alla casa ed alla sicurezza.
Quale ritiene sia la priorità per Pavia?
Pavia è una città che deve prima di tutto riscoprire, nella tentacolare era tecnocratica, la propria vocazione. Questo il passo decisivo, e prodromico, per ridare ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso le naturali inclinazioni di ciascuno, senza perdere di vista, ma, al contrario, valorizzando al massimo le attitudini territoriali della città. Rieducazione all'esercizio dei propri diritti; garanzia di salvaguardia degli stessi una volta perseguiti; repressione delle minacce di disequilibri sociali. Questi gli obiettivi per una buona ripartenza.
Cultura o produttività: in quale dei due ambiti è più opportuno investire risorse umane e finanziarie per la Pavia dei prossimi decenni?
È evidente che oggi senza denari non si va più da nessuna parte. Il rilancio della produttività locale diviene allora lo strumento essenziale per trovare "denaro fatto in casa" da investire nella cultura, che resta l'ambito nel quale Pavia ha tutte le possibilità per imporsi come traino della cultura italiana, e, se vogliamo, anche europea. Per raggiungere tale traguardo non può certo affidarsi ai mecenati fuori porta. Pavia è una città in cui si sente più che mai la mancanza di una banca locale.
In che misura, secondo lei, la ripresa di Pavia può e deve passare per un miglioramento dell'assetto viabilistico urbano ed extra-urbano?
Questione scottante, la cui soluzione non costituisce il fine ma un mezzo. In centro a Pavia, per esempio, non viene più nessuno, non certo per un problema di parcheggi, ma perché il centro non offre più nulla ai suoi cittadini.
Giovani, adulti e anziani: a chi va il suo primo pensiero umano e politico?
Il dovere del politico è quello di creare spazi reali di partecipazione. Ambiti concreti dove il cittadino soddisfi il proprio bisogno di realizzarsi. In tale direzione il mio pensiero va all'uomo e ai suoi bisogni, senza distinzione di età, sesso o professione.
Pavia è anagraficamente la città più vecchia d'Italia. Un primato che può diventare freno alla ripresa produttiva?
Un primato che nessuno è mai stato in grado di sfruttare fino in fondo.
Fede, speranza, carità: sono le tre virtù teologali. Ritiene possano essere anche virtù politiche o le basi del suo agire sono altre?
Autorità, ordine e giustizia sono a mio avviso i criteri sui quali deve informarsi l'azione di un buon governo.


Inserito da GFA il 16-III-2005 - Fonte: Il Ticino
 

SPECIALEELEZIONI - SONDAGGIO A CURA DEL "COMITATO PER PAVIA": LE PRIORITÀ PER PAVIA

Campione:
200 cittadini pavesi.
Domanda:
Secondo Lei quale tema è prioritario per Pavia?

Risposte:
1 - rilancio economico - 23%
2 - sicurezza, lotta alla microcriminalità ed al degrado - 20%
3 - provvedimenti per la viabilità e miglioramento trasporti pubblici - 15%
4 - ridefinizione degli spazi giovanili e delle politiche culturali - 12%
5 - investimenti per lo sport e per il tempo libero - 10%
6 - potenziamento dei servizi sociali e dell'assistenza agli anziani - 9%
7 - miglioramento dei rapporti con la burocrazia - 5%
8 - maggior moralità della politica - 3%
9 - ambiente e sua tutela - 2%
10 - non risponde - 1%


Inserito da GFA il 9-III-2005 - Fonte: Comitato per Pavia
 

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