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Forza Nuova ha protestato contro i giochi olimpici cinesi inviando a tutte le redazioni giornalistiche lombarde
e nazionali una scatola contenente un cuore di maiale
avvolto in un fazzoletto rosso, a simboleggiare la gravità della repressione messa in atto nei confronti del popolo
tibetano.
Una provocazione forte, che ha trovato il giusto spazio
sui media: oltre a servizi televisivi e decine di
articoli sui media locali, hanno dato eco alla notizia
anche testate come "Il Corriere della Sera",
"La Repubblica", "Il Giornale",
ecc... In prima fila nella realizzazione dell'azione
militante anche la sezione pavese, l'unica - detto per
dovere di cronaca ed al di là di ogni possibile
vittimismo - a subire un totale boicottaggio da parte
della stampa locale.
L'On. Roberto Fiore, deputato europeo di Forza Nuova, approva:
«A fronte dell'indifferenza mediatica e politica nei confronti dello scempio attuato dai cinesi, noi siamo stati i soli ad anteporre ai giochi ed al loro giro d'affari la difesa di un popolo oppresso. Non dimentichiamo poi che gli stessi metodi barbari utilizzati contro i tibetani sono spesso attuati anche nei confronti dei cristiani in
Cina. Questo atto, per ricordare che prima dello sport vengono i
popoli».
A seguire, il testo integrale del comunicato allegato ai
pacchi recapitati alle redazioni.
Vi fa orrore questo cuore? Il sangue che imbratta questo
pacco?
Se fosse il cuore di un monaco tibetano, di un imam
dello Xjang, di un sacerdote cattolico prostrato da anni
di prigionia nei campi di lavoro, se fosse il cuore di
un detenuto politico nell'arcipelago carcerario cinese,
vi farebbe lo stesso orrore?
Se fosse il cuore di una madre costretta con la forza a
sopprimere in grembo il proprio figlio, di un uomo
giustiziato e sventrato per turpi commerci di organi, di
un ragazzo di piazza Tienanmen, vi farebbe lo stesso
orrore?
E se questo fosse il vostro cuore che non batte più, il
vostro cuore che non ha più sete di giustizia e di
verità, il vostro cuore che non è più vivo, vi
farebbe lo stesso orrore?
Questa è un' azione di protesta per lacerare il velo di ipocrisia che circonda le
Olimpiadi di Pechino. Tra pochi giorni si accenderanno gli schermi delle televisioni nelle nostre case e vedremo celebrare in pompa magna la gloria della Repubblica Popolare
Cinese, i suoi trionfi nel campo economico e militare,
la sua organizzazione mastodontica ed efficiente, il servilismo interessato dei governanti accorsi da tutti gli angoli del mondo per mostrarsi sodali con il regime rosso.
Ancora pochi giorni e i programmi di informazione sportiva occuperanno tutte le fasce orarie parlando di questo spettacolare
evento, le pagine dei quotidiani verseranno fiumi d'inchiostro su un unico argomento con toni
entusiasti, gli sponsor internazionali faranno affari d'oro,
la nomenklatura di partito riceverà piena legittimazione mondiale.
Nessuno più ricorderà i discorsi vuoti, le vaghe promesse pubbliche sul rispetto necessario dei diritti
umani, le parole sprecate per fare bella figura solo pochi mesi fa,
ai tempi della repressione a Lhasa. Nessuno più si ricorderà dei figli del popolo cinese schiavizzati dalla propria classe dirigente , nessuno si ricorderà più delle persecuzioni religiose e
nazionali, dei vescovi scomparsi dopo arresto
ingiustificato, dei milioni di aborti forzati. Nessuno rammenterà più i disastri
ambientali, l'uso arbitrario delle condanne a morte (con il suo cinico e documentato strascico di traffico d' organi
umani), i terribili campi di rieducazione-prigionia, i
Laogai, che ingoiano milioni di vite, la mancanza di libertà di critica e di circolazione.
Cosa faranno quei politici che parlavano di diritti umani,
che si riempivano le bocche di retorica inconcludente? Cosa faranno i governi di
Roma, di Parigi, di Washington, di Londra per smentire queste nostre
accuse? Nulla, non faranno nulla. È amaro constatare a quale punto è arrivato il nostro cinismo , come ci culliamo nella nostra ipocrisia.
Tocca a noi prendere l'iniziativa . Oggi siamo noi, militanti di Forza Nuova, a combattere questa battaglia. Chiediamo anche voi di
combatterla, a voi che non ci conoscete o che ci conoscete per sentito dire. Anche a voi che non state con
noi, che state sul fronte opposto. Combattete questa battaglia. Combattete questa battaglia con noi.
O separati da noi. Ma difendete la verità, difendete l'origine assoluta dei diritti umani.
Non possiamo contare sui nostri politici, lo sappiamo. Non possiamo imporre ai nostri atleti di non partecipare a questi giochi olimpici.
Ma possiamo chiedere, possiamo pregare ognuno di voi di boicottare questo evento personalmente:
queste olimpiadi sono sporche di sangue, non guardatele!
Boicottate i canali televisivi e radiofonici che le
trasmettono, vi preghiamo: non siate complici di questa montatura!
Non esiste libertà senza verità!
Forza Nuova Lombardia.
«Siamo a tal punto disumanizzati che per la modesta zuppa di oggi siamo disposti a sacrificare qualunque
principio, la nostra anima, tutti gli sforzi di chi ci ha
preceduto, ogni possibilità per i posteri...
l'ambiente, le condizioni sociali, non c'è niente da fare,
l'esistenza determina la coscienza, noi cosa c'entriamo,
non possiamo fare nulla. Invece possiamo tutto! Non è affatto colpa loro ,
è colpa nostra, soltanto nostra! Ed è proprio qui che si trova la chiave della
liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e
accessibile: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna. Anche se
la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto su un punto siamo
inflessibili: che non domini con la mia collaborazione! È questa la breccia nel presunto circolo vizioso della nostra
inazione: la breccia più facile da realizzare per noi,
la più distruttiva per la menzogna. Non siamo chiamati a scendere in piazza,
non siamo maturi per proclamare a gran voce la verità,
per gridare ciò che pensiamo. Non è cosa per noi, ci fa paura. Ma rifiutiamo almeno di dire ciò che non
pensiamo». (A. Solzenicyn, "Vivere senza
menzogna")
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